Il cervo alla fonte

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Il cervo alla fonte
Titolo originaleCervus ad fontem
Mosaic of a deer, Apamea.jpg
Mosaico romano d un cervo
AutoreFedro
1ª ed. originaleI secolo
Genereracconto
Sottogenerefavola
Lingua originalelatino
SerieFabulae

Il cervo alla fonte (Cervus ad fontem) è la dodicesima favola del primo libro delle Fabulae di Fedro, scritte nel I secolo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un cervo si fermò a bere presso una fonte e vide la sua immagine riflessa. Loda le sue corna mentre disprezza le sue esili zampe. Dopo aver sentito le voci dei cacciatori, fugge via e distanzia i loro cani. Quindi si addentra nel bosco e le sue corna restano impigliate tra i rami. I cani lo raggiungono e lo sbranano. Si dice che prima di morire abbia pronunciato le seguenti parole: « Ora capisco quanto mi siano state utili le cose che ho disprezzato e quanto mi abbiano nociuto quelle che avevo lodato ».

Morale della favola: spesso le cose che disprezzi sono più utili di quelle che lodi.