Civitella del Tronto

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Civitella del Tronto
comune
Civitella del Tronto – Stemma
Civitella del Tronto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Amministrazione
Sindaco Cristina Di Pietro (lista civica Cittadini in comune) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 42°46′18.67″N 13°39′59.71″E / 42.771853°N 13.666586°E42.771853; 13.666586 (Civitella del Tronto)Coordinate: 42°46′18.67″N 13°39′59.71″E / 42.771853°N 13.666586°E42.771853; 13.666586 (Civitella del Tronto)
Altitudine 589 m s.l.m.
Superficie 77,74 km²
Abitanti 5 081[1] (01-01-2016)
Densità 65,36 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Ascoli Piceno (AP), Campli, Folignano (AP), Sant'Egidio alla Vibrata, Sant'Omero, Valle Castellana
Altre informazioni
Cod. postale 64010
Prefisso 0861
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067017
Cod. catastale C781
Targa TE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti civitellesi
Patrono Sant'Ubaldo
Giorno festivo 16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Civitella del Tronto
Civitella del Tronto
Posizione del comune di Civitella del Tronto all'interno della provincia di Teramo
Posizione del comune di Civitella del Tronto all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale

Civitella del Tronto è un comune italiano di 5.081 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo ed appartiene all'Unione dei comuni della Val Vibrata[2].

Il comune è incluso nella Comunità montana della Laga[3] e nel Club dei borghi più belli d'Italia[4].

Contents

Geografia fisica[edit | edit source]

Civitella del Tronto è situata a 589 m s.l.m. su di una rupe rocciosa di travertino ed è sovrastata dalla fortezza, ultimo disperato baluardo dei Borbone di Napoli e del Regno delle Due Sicilie che resistette strenuamente al comando piemontese, arrendendosi addirittura tre giorni dopo che fu proclamata l'Unità d'Italia.

Il territorio di Civitella del Tronto è situato nella Val Vibrata, ma viene attraversato dal Salinello. A nord confina con Sant'Egidio alla Vibrata e con i comuni marchigiani di Folignano e Ascoli Piceno, ad est con Sant'Omero, a sud con Campli e ad ovest con Valle Castellana.

Nella classificazione sismica della protezione civile è identificato come Zona 2, cioè zona a sismicità media[5], mentre nella classificazione climatica è contrassegnato come Zona E.

Storia[edit | edit source]

Dalle origini al XV secolo[edit | edit source]

Le origini di Civitella del Tronto non sono chiare, anche se in località Ripe di Civitella e nelle grotte Sant'Angelo e Salomone, sono stati rinvenuti reperti risalenti al Neolitico e al Paleolitico superiore.

Civitella del Tronto si crede sorga sull'antica area della picena Beregra. La prima testimonianza storica certa risale all'anno 1001. Civitella viene citata come Tibitella in un atto notarile rogato nella città di Penne. Per gli storici, dunque, Civitella avrebbe avuto origine nei secoli IX-X (l'origine dell'abitato attuale è altomedioevale) come città incastellata per sfuggire alle scorribande ungare e saracene.

Il paese fu invaso dagli Ascolani quattro anni dopo che nel 1251 avevano dichiarato guerra ai Teramani per fini espansionistici. A salvare i civitellesi intervenne papa Alessandro IV che pose fine ai cruenti e sconsiderati saccheggi ascolani evidenziati dal Vescovo aprutino Matteo I. Memore dell'invasione ascolana e consapevole dell'importanza strategica di avere in zona di confine una fortificazione efficiente Carlo I d’Angiò ordinò la fortificazione di Civitella che cominciò il 25 marzo 1269. Già nel secolo XIII il paese, appartenente al Regno di Napoli, era cinto da mura e, per la sua particolare posizione geografica di confine con lo Stato della Chiesa, ebbe sempre una grande rilevanza strategica.

Civitella passò dagli Angioini agli Aragonesi nel 1442. Alfonso d’Aragona, dopo aver sconfitto Francesco Sforza e riconquistato anche Civitella nel 1443, trasformò il castello civitellese in una Piazza Forte nel 1450 in vista dei venti di guerra con la Francia. Il luogotenente Alfonso, figlio di Ferdinando I, notando una donna posseduta dal maligno chiede aiuto a San Giacomo della Marca che compie il miracolo nel 1472. Nel 1495 i civitellesi continuano però a soffrire degli abusi del Castellano e, per protesta, danneggiano ben quattro delle cinque torri del castello che viene brutalmente saccheggiato. Le tasse del tribunale della Grascia, il fenomeno del banditismo e l'ospitalità militare che i civitellesi devono affrontare continuano anche dopo il trattato di pace di Blois portano la popolazione allo stremo.

Dal XVI al XVIII secolo[edit | edit source]

Nel 1557 fu posta d'assedio dalle truppe francesi del Duca di Guisa, generale di Enrico II, alleate con il Papa Paolo IV. Benché feroce e violento, l'assedio, cominciato il 24 aprile, non ebbe gli esiti sperati per la compagine francese che dovette togliere l'assedio e ritirarsi verso Ancona il 16 maggio dello stesso anno. A seguito della Guerra del Tronto a cui aveva partecipato con una prestigiosa vittoria militare, Civitella cambiò il suo nome in Civitella del Tronto. La vittoriosa e valorosa resistenza portata avanti dal popolo della cittadella, oltre che dalla guarnigione, fu particolarmente apprezzata dai consiglieri e strateghi militari di Filippo II e dall'intero Regno, tanto che ai suoi cittadini furono tolti gli oneri fiscali per quarant'anni e, a spese del demanio regio, furono restaurati gli edifici cittadini e il castello, potenziato come fortezza. Per lo stesso episodio, nel 1589, fu elevata al grado di Civitas e le fu conferito il titolo di Fidelissima da Filippo II di Spagna. Da quel 16 maggio, inoltre, ogni anno i civitellesi festeggiano il loro nuovo patrono Sant'Ubaldo (in precedenza era San Lorenzo).

Nel 1627 a Civitella furono avvertiti terremoti. Un altro sisma si verificò il 21 gennaio 1703. La fedeltà di Civitella agli Asburgo continua anche negli anni bui di Filippo IV e Carlo II. Nel 1707 i civitellesi, caduti in mano austriaca, anche per via legittima del Trattato di Utrecht, perdono ogni beneficio fiscale. Il 16 agosto 1734 gli austriaci lasciano Civitella alle truppe di Filippo V. La dominazione borbonica ha inizio.

Il XIX secolo[edit | edit source]

Venne assediata nuovamente dalle truppe francesi nel 1798 cadendo con disonore. Nel 1806 il forte, difeso dal maggiore irlandese Matteo Wade, sostenne un nuovo assedio della durata di quattro mesi (dal 22 gennaio al 21 maggio) contro le ben più numerose e armate truppe napoleoniche capitolando onorevolmente.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Civitella del Tronto.

Una famosa pagina di storia legata a Civitella e alla sua fortezza è quella relativa al Risorgimento. Il 26 ottobre 1860, dopo aver attraversato L'Emilia-Romagna e le Marche, l'esercito di Vittorio Emanuele II di Savoia strinse d'assedio Civitella, durante il quale i soldati borbonici resistettero per ben duecento giorni. Nonostante la fine del Regno delle Due Sicilie suggellata il 13 febbraio 1861 con la caduta di Gaeta, la resa della piazzaforte siciliana di Messina avvenuta il 12 marzo e la proclamazione in Parlamento a Torino del Regno d'Italia il 17 marzo, Civitella continuò a combattere, resistendo fino al 20 marzo 1861, quindi tre giorni dopo che fu sancita l'Unità d'Italia. Questo episodio ne fa l'ultima roccaforte borbonica ad arrendersi all'unità nazionale.

Come sempre, durante un assedio coevo, una volta isolata la fortezza da possibili aiuti esterni, gli assedianti, guidati dal generale Luigi Mezzacapo (un napoletano di scuola borbonica), bombardarono la struttura per demoralizzare gli ultimi reparti borbonici. Sapendosi isolati e privi d'ogni speranza di soccorso, diversi reparti situati in alcune ali della fortezza si arresero. Eppure un'ultima parte dei militari, nonostante l'uscita dei camerati, decisero, pur allo stremo delle forze, di resistere ancora, per poi arrendersi solo alla fine[6]. I superstiti furono presi prigionieri e trasferiti in strutture detentive non identificate, a causa dell'assenza di approfondite ricerche storiche in merito.

Negli anni immediatamente successivi all'Unità, nel territorio di Civitella operarono svariati briganti, dei quali alcuni erano semplici banditi, altri invece partigiani del cessato regno borbonico. Purtroppo proprio in quegli anni il Forte, non più strategicamente importante, venne abbandonato e saccheggiato dagli stessi civitellesi, creando così la rovina di una delle maggiori opere architettoniche militari degli Abruzzi. Si segnala che già qualche decennio prima fu distrutta la fortezza di Pescara.

Dal XX secolo a oggi[edit | edit source]

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, vennero qui approntati ben tre campi di concentramento per l'internamento di 187 ebrei[7][8][9]. Gli interni dei campi di prigionia furono alloggiati nell'antico Convento Francescano della Madonna dei Lumi, in un'abitazione privata del palazzo Migliorati in pieno centro storico e nell'Ospizio cittadino. Nell'archivio comunale di Civitella del Tronto sono presenti due elenchi, uno per gli internati politici, l'altro per quelli civili. Nel primo furono inclusi centoventi persone, la maggior parte dei quali di religione ebraica e alcuni classificati come 'ariani' tra cattolici e non. Fu inoltre scortato nel campo di concentramento il medico e partigiano italiano Simone Teich Alasia oltre a numerosi ebrei tedeschi, polacchi o apolidi privati di cittadinanza[10].

Il 20 febbraio 1959, alle ore 09:00:00, si verificò una scossa di terremoto del 4º grado della Scala Mercalli con epicentro il territorio di Civitella del Tronto. Il 1º dicembre 1972, si registrano scosse di terremoto avvertite anche a Sant'Omero, Torano Nuovo e Colonnella.

Onorificenze[edit | edit source]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Concessione di Filippo II di Spagna, re di Napoli[11]»
— 1589
Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Durante il secondo conflitto mondiale la popolazione si prodigò con coraggio e generosa solidarietà nell'assistenza e nell'aiuto ai cittadini ebrei internati nel locale campo di concentramento. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche.[12]»
— Civitella del Tronto (TE), 14 maggio 2010

Monumenti e luoghi d'interesse[edit | edit source]

Architetture religiose[edit | edit source]

Santuario di Santa Maria dei Lumi

Santuario di Santa Maria dei Lumi[edit | edit source]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario di Santa Maria dei Lumi.

Il santuario mariano è una delle realtà monumentali più note del territorio teramano e conserva tuttora memoria d'arte romanica, di misticismo e spiritualità. Dedicato alla Madonna dei Lumi, sorge al di fuori della cinta muraria del paese di Civitella. L'intero complesso religioso è costituito dalla chiesa, dalla casa monastica e dal chiostro. Il 31 maggio di ogni anno vi si organizza una fiaccolata con i lumi, per rendere omaggio alla Madonna.

Chiesa di San Lorenzo[edit | edit source]

Chiesa di San Lorenzo

La chiesa Parrocchiale di Civitella del Tronto, dedicata all'antico protettore San Lorenzo Martire, in origine sorgeva al di fuori delle mura cittadine, ma venne trasformata in bastione per la difesa del borgo nell'assedio del 1557 per poi essere ricostruita all'interno delle mura, addossata a Porta Napoli.

Nel 1777 ha inizio una notevole trasformazione di ordine strutturale ed estetico in stile barocco della chiesa. Di rinascimentale resta solo la facciata, di elegante semplicità, il suo portale e i grandi finestroni dalla profonda strombatura sui fianchi dell'edificio.

L'interno, a croce latina, è composto da una sola navata alla quale furono aggiunte due cappelle laterali a formare un braccio di transetto coronato da una cupola entro un tiburio ottagonale. La torre campanaria si innesta tra il braccio di transetto e l'abside del presbiterio. La chiesa è ornata da grandi nicchie con altari, stucchi settecenteschi, ed impreziosito da arredi lignei di raffinata fattura e l'organo del 1707, oltre ai vari arredi sacri, tra cui un busto e una croce in bronzo, conservati in Sacrestia insieme ad una statua barocca in legno di Sant'Ubaldo con in mano la città di Civitella di cui è il Protettore.

Per quanto riguarda le tele, meritano particolare attenzione una Visitazione e una Madonna del Rosario risalenti al XVI secolo, mentre sono di quello successivo un'Annunciazione e una Deposizione.

Nella chiesa è inoltre presente anche una statua dedicata alla Madonna Addolorata.

Chiesa di San Francesco[edit | edit source]

Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco, inizialmente dedicata a San Ludovico, fu fondata nel 1326, sotto Roberto d'Angiò, dal conventuale civitellese Fra' Guglielmo, eminente personaggio della famiglia De Savola, vescovo di Alba e poi arcivescovo di Brindisi e di Benevento. Per oltre trecento anni il convento è, per Civitella, un centro di incisiva promozione religiosa e culturale di cui beneficiarono diverse generazioni di cittadini. Infatti proprio grazie al monastero molti uomini sia chierici che laici impararono a leggere e a scrivere. Nel corso dei secoli il complesso subì varie soppressioni, finché, nel 1866 per effetto di un decreto di Vittorio Emanuele II, i conventuali dovettero abbandonarlo.

La facciata, che conserva ancora oggi le caratteristiche originarie, di stile gotico-romanico, è caratterizzata dal rosone trecentesco in pietra con cornice intagliata proveniente, secondo la tradizione, dalla chiesa di San Francesco di Campli.

Nell'interno, rielaborato in stile barocco, a navata unica, si conserva un bellissimo coro in noce, con colonnine tortili, del Quattrocento, e al di là del presbiterio si trova l'originaria abside a pianta quadrata dalla volta a crociera e costoni gotici impostati su capitelli decorati con il motivo a foglie ripiegate, mentre per il resto la chiesa presenta decorazioni e stucchi settecenteschi. Parte degli arredi furono trasferiti nel 1924 in Santa Maria dei Lumi e un crocifisso d'argento in San Lorenzo.

La chiesa di S. Francesco ha subito nuove ristrutturazioni a partire dai primi anni del XXI secolo. Questi lavori non hanno in alcun modo alterato o modificato l'antico splendore della chiesa ma, al contrario, le hanno ridato una nuova vitalità e hanno permesso di riprendere a celebrare la messa dopo diversi anni.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli[edit | edit source]

Chiesa della Scopa

La fondazione della chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta anche della Scopa, o delle Laudi secondo la tradizione, è assegnata ai primi del Trecento, durante il pontificato di Giovanni XXII, per quel che si legge sulle sue murature, invece secondo una più attenta analisi appare un edificio databile tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI secolo.

La chiesa è costituita da un'unica navata con tetto a capriate. Il portale ha cornici lisce in travertino e architrave sostenuto dalle tipiche mensole con sfera, che in questo caso hanno superficie esterna contornata da una fila di perline e decorata con una rosetta centrale. Sotto il cornicione appaiono mattoni dipinti a losanghe bianche e rosse.

All'interno, sulla parete sinistra, sotto la moderna intonacatura, resta un residuo della elegante decorazione policroma rinascimentale. Nella chiesa si conserva, sotto l'altare maggiore, un Cristo deposto ligneo, di moderna fattura, le cui forme rigide potrebbero far pensare ad opera di mano o di influenza tedesca; nell'altare laterale destro un Cristo deposto ligneo, di difficile datazione, ed una Vergine Addolorata con struttura a conocchia, ossia uno scheletro ligneo su cui adagiare le vesti - che mutano in base alle feste liturgiche - e con un viso ligneo dipinto finemente.

Abbazia Santa Maria in Montesanto[edit | edit source]

L'Abbazia di Montesanto è un complesso monastico appartenuto all'Ordine benedettino, dedicato all'Assunta. Nel passato è stata tra le abbazie più importanti della regione Abruzzo e ancora oggi rappresenta una delle realtà monumentali di maggiore suggestione del territorio teramano, custodendo memoria d'arte romanica, misticismo e spiritualità.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia Santa Maria in Montesanto.

organo a canne voluto da mons Ettore De Filippo rettore dell'abbazia, comissionando l'acquisto al Maestro organaro Alessandro Girotto di Postioma (TV) che recuperò e restauro antico organo di scuola bolognese, trasformazione da 4 a 8 piedi, restauro e completamento cassa e rimesse canne antiche, concerto inaugurale il giorno dell’assunta 15 agosto 1999 organista Massimo Ciferri di Grottammare..

Chiesa di San Giacomo[edit | edit source]

La chiesa di San Giacomo, dedicata a San Giacomo di Compostela, è stata costruita in fortezza nel 1585 e consacrata nel 1604. Attualmente è sconsacrata, ma adibita a sala convegni.

Architetture civili[edit | edit source]

Porta Napoli[edit | edit source]

Unica porta urbana conservatasi, consente l'accesso al borgo da est.

Arco a tutto sesto risalente al Duecento, realizzato in conci di travertino e addossata ad alcuni resti delle mura di cinta e all'abside della chiesa di San Lorenzo. Al di sopra della chiave campeggia lo stemma urbico della cittadina che raffigura le cinque torri merlate.

Una particolare curiosità è che Porta Napoli e il portale della chiesa di San Francesco sono identici sul profilo delle modanature e nelle misure dei blocchi di pietra con cui sono fabbricate.

La Ruetta

Ruetta[edit | edit source]

Le vie del centro storico di Civitella del Tronto che permettono di salire verso la fortezza sono spesso molto strette e ripide, poiché originariamente progettate per incanalare gli assalitori in stretti o per sorprenderli alle spalle.

La via più stretta di Civitella del Tronto è la Ruetta che consente il passaggio a una persona per volta. Una targa all'imbocco della stretta viuzza dichiara: “La Ruetta, d'Italia la via più stretta”, ma in realtà il primato è conteso con un vicolo di Ripatransone, che in questo momento detiene il record italiano, anche se il rilevamento è oggetto di molte diatribe.

La fontana degli amanti

Fontana degli amanti[edit | edit source]

La fontana eretta nel 1863 le cui acque scaturiscono dalle viscere della Fortezza è posta sulla circonvallazione panoramica, ai piedi della pineta ed è particolarmente famosa per essere luogo di sguardi rubati, incontri furtivi, promesse eterne non sempre mantenute. L'acqua di questa fontana è estremamente buona perché sgorga in modo completamente pulita e potabile. I paesani preferiscono sempre fermarsi per bere un po' di quest'acqua che, si dice, porti pure fortuna a chi la beva. Visto che in essa non è presente nessuna forma di rubinetto l'acqua sgorga in modo continuo giorno e notte e sia d'estate che d'inverno. È stato calcolato che escono ben due litri d'acqua ogni sessantacinque secondi: in un giorno escono dunque ben 2658 litri che in un anno costituiscono di conseguenza quasi un milione di litri d'acqua.

Architetture militari[edit | edit source]

Fortezza spagnola[edit | edit source]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fortezza di Civitella del Tronto.

La fortezza di Civitella del Tronto, costruita per scopi difensivi e trasformata nel corso del tempo, si eleva sulla zona più alta del paese. È una delle più imponenti opere di ingegneria militare, articolata in un complesso di elementi interdipendenti e complementari, che che danno vita ad un organismo difensivo, concepito per rispondere ad esigenze tecniche e funzionali. Il suo insieme si compone di architetture di varie epoche disposte su diversi livelli, collegate tra loro da varie rampe.
Voluta, nella sua rinascimentale conformazione, da Filippo II d'Asburgo, re di Spagna, nel XVI secolo, rappresenta un'importante memoria di storia militare e di arte per il territorio di confine che la ospita. Da secoli è spettatrice e protagonista delle tante vicende, lotte e contese tra Regno di Napoli e Stato Pontificio che hanno designato la sua sorte e determinato l'avvicendarsi di autorità governative al suo comando.

Monumento a Matteo Wade[edit | edit source]

Monumento funebre a Matteo Wade ad opera di Tito Angelini.

Monumento marmoreo neoclassico voluto nel 1829, da Francesco I di Borbone, re delle Due Sicilie, alla memoria dell'ufficiale irlandese Matteo Wade, che difese la piazzaforte di Civitella del Tronto durante l'assedio del 1806.

In gran parte opera dello scultore Bernardo Tacca, venne completato da Tito Angelini. È composto da un grande sarcofago con le figure in rilievo della Fedeltà e del Dolore poste ai lati del ritratto del generale, rappresentato in un medaglione. Due sfingi, ai lati del sottostante gradino, e lo stemma borbonico completano la composizione.

Collocato nel 1832 all'interno della Fortezza nella prima piazza, chiamata dal quel momento Piazza del Cavaliere, vi rimase fino al 1861 quando, in occasione dell'assedio unitario, l'esercito piemontese decise di trasferirlo a Torino, ritenendolo opera del Canova. Lo scultore veneto influenzò lo stile di Angelini e per questo le opere dello scultore napoletano finirono per divenire simili a quelle del Canova.

Tuttavia il monumento non giungerà mai nell'allora capitale d'Italia poiché ad Ancona fu appurato, con certezza, che non era opera del grande scultore veneto. Sottovalutato, rimase nel capoluogo marchigiano in un magazzino per quindici anni. Nel 1876 fu restituito a Civitella e posto in largo Pietro Rosati. Si trova ancora oggi dal 1938 e seppur privo di alcuni elementi a sinistra dell'ex Palazzo del Governatore. Alcuni resti della base del monumento sono ancora presenti nella fortezza spagnola.

Aree naturali[edit | edit source]

Grotte di Sant'Angelo e Salomone[edit | edit source]

Panorama delle gole del Salinello in località Ripe

I frequenti fenomeni carsici hanno dato origine sul versante meridionale della Montagna dei Fiori (metri 1814), in una zona dal vistoso disturbo tettonico, a numerose grotte ricche di stalattiti e stalagmiti delle quali la più nota è la Grotta di Sant'Angelo insieme a quella di Salomone. Affascinanti ricerche e pazienti scavi, iniziati negli anni sessanta dal grande archeologo Antonio Mario Radmilli, hanno portato alla luce tracce della presenza dell'uomo in queste grotte dal neolitico ai tempi più recenti.

Sono state scoperte varie testimonianze a partire da quelle più antiche lasciate da un gruppo di cacciatori primitivi, testimonianze della "Cultura di Ripoli", a qualche frammento di epoca romana e medioevale fino al Duecento quando le caverne cominciarono a essere frequentate dagli eremiti. Infatti nella grotta di Sant'Angelo esistono ancora oggi resti delle celle degli anacoreti che abitarono questa grotta sino alla fine del secolo scorso trasformando la caverna in una chiesa, già intorno al 1200. Da allora la grotta è rimasta sempre luogo di culto e di pellegrinaggio anche quando sono scomparsi gli eremiti.

La grotta di Salomone si trova proprio al di sotto di quella di Sant'Angelo e con essa comunicava prima della frana avvenuta dopo il 1400 il cui crollo travolse e seppellì una casetta eretta dagli eremiti della quale rimasero qualche lembo di muro, il pavimento e il focolare. Oltre a queste due, che sono le più ampie, ve ne sono innumerevoli altre, oltre una trentina, molti delle quali, nei primi tempi cristiani, furono dedicate a Santi e adibite a uso sacro come per esempio la Grotta di Santa Maria Maddalena, di San Francesco, di San Marco e di Santa Maria Scalena.

Tutte queste caverne, insieme ad altre aree archeologiche situate sul territorio di Civitella del Tronto, si sono rivelate importantissime perché hanno permesso la ricostruzione della storia dei Monti Gemelli attraverso il ritrovamento di numerosi resti preistorici come frammenti di terracotta, schegge, raschiatoi, alcune lame, ossi di orso, di stambecco, di cavallo e soprattutto ceramiche.

Nelle vicinanze delle suddette grotte vi sono le suggestive Gole del Salinello, molto interessanti paesaggisticamente in modo particolare per gli amanti della natura senza dimenticare i gloriosi avanzi del castello di re Manfrino che si ergono ai piedi della parete sud della Montagna dei Fiori.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gole del Salinello.

Società[edit | edit source]

Evoluzione demografica[edit | edit source]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[edit | edit source]

Al 1º gennaio 2016 gli stranieri residenti nel comune di Civitella[14] sono 406 e rappresentano il 7,9% della popolazione. Le nazionalità più rappresentate sono:

Tradizioni e folclore[edit | edit source]

Santa Maria dei Lumi[edit | edit source]

Dal 25 al 27 aprile ricorrono i festeggiamenti della Liberazione e di Santa Maria dei Lumi nei pressi del vicino santuario omonimo. Chiamata più comunemente dagli abitanti del posto, "Festa di S. Maria", questa festa porta un gran richiamo turistico al paese, soprattutto nel giorno conclusivo, quello del 27. Ogni serata ci sono eventi diversi e ogni anno giungono artisti canori che intrattengono il pubblico prima della chiusura segnata dagli splendidi fuochi artificiali organizzati sempre intorno alla mezzanotte.

Sant'Ubaldo[edit | edit source]

Il 16 maggio si festeggia il protettore Sant'Ubaldo, sulla cui figura storica e religiosa si registra un recente rifiorire di studi, attraverso pubblicazioni e convegni. Nella mattinata ci sono giochi in piazza per i più piccoli, mentre nel pomeriggio si organizzano le cosiddette "alzate dei palloni", ovvero il "galleggiamento" degli aerostati disegnati dalle scuole locali.

Sagra delle ceppe[edit | edit source]

Solitamente negli ultimi giorni del mese di luglio, in paese, si organizzava la consuetudinaria "Sagra delle ceppe". Il piatto locale più importante richiama a sé sempre numerosi turisti che, durante le cinque serate previste, hanno modo di degustare questo piatto tipico.

Eventi in fortezza[edit | edit source]

All'interno della fortezza si svolgono delle manifestazioni occasionali che costellano soprattutto le serate estive e quelle a cavallo tra ottobre e novembre.

Dal 13 al 16 agosto si teneva, all'interno della fortezza, il banchetto in costume d'epoca denominato A la Corte de lo Governatore.

Il 31 ottobre solitamente si festeggia Halloween e i giovani del paese, come consuetudine, si travestono da mostri, streghe, vampiri e fantasmi.

L'11 novembre avevano luogo nella cittadina i festeggiamenti per San Martino: raccolti intorno a un grosso falò accesso nella fortezza, si gustavano caldarroste e vino locale, cantando e danzando fino all'alba.

Cultura[edit | edit source]

Istruzione[edit | edit source]

Scuole[edit | edit source]

Nel territorio comunale c'è un istituto comprensivo A. Gasbarrini situato a Civitella capoluogo che riunisce un asilo nido (Villa Lempa), tre scuole dell'infanzia (Civitella capoluogo, Borrano e Villa Lempa), tre scuole primarie (Civitella capoluogo, Favale e Villa Lempa) e due scuole secondarie di I grado (Civitella capoluogo e Villa Lempa).

Musei[edit | edit source]

Museo delle Armi e delle Mappe Antiche[edit | edit source]

All'interno della fortezza civitellese, è stato inaugurato nell'agosto 1988 il Museo delle Armi e delle Mappe Antiche[15]. Nelle quattro stanze che lo compongono, un tempo destinate alle cucine e alle mense dei soldati, sono raccolte armi e mappe antiche del periodo storico della fortezza di Civitella che vanno dal Cinquento al 1861. Ci sono ulteriori cimeli, immagini e vicissitudini che raccontano meglio le vicende di Civitella. Il 28 agosto 2015 il Museo delle Armi è stato intitolato alla memoria di Raffaele Tiscar[16].

Museo delle Arti creative tessili[edit | edit source]

Il 14 agosto 2013 è stato inaugurato il Nina, museo delle arti creative tessili che conserva una raccolta di abiti antichi dal 1700 fino al primo dopoguerra[17].

Media[edit | edit source]

Radio[edit | edit source]

L'artista Phedy ha scelto la fortezza come ambientazione per il video del suo singolo Il cerchio[18].

Cinema[edit | edit source]

Civitella del Tronto, nell'estate del 2007, è stato il set di alcune riprese del film Colpo d'occhio[19] diretto da Sergio Rubini e interpretato da Vittoria Puccini, Riccardo Scamarcio e Paola Barale al suo debutto cinematografico. Il film Il ricordo di una lacrima, uscito nel marzo 2015, è stato girato anche a Civitella del Tronto[20].

Televisione[edit | edit source]

Per la sua bellezza scenica, Civitella del Tronto è spesso mostrata in televisione, non solo nelle emittenti locali, ma anche in trasmissioni di portata nazionale come Sereno Variabile[21], Linea Verde[22], Due Passi in Italia[23], Ricette di Famiglia[24], Tg2 - Sì Viaggiare[25], Alle falde del Kilimangiaro[26] e Mezzogiorno in Famiglia[27]. Civitella è stato eletto dai telespettatori Borgo più bello d'Abruzzo 2015[28] (battendo la concorrenza di Città Sant'Angelo), ottenendo il dodicesimo piazzamento a livello nazionale nel concorso Borgo dei Borghi[29]. Nel 2014, in piazza Filippi Pepe, si sono svolte le finali abruzzesi del concorso di Miss Italia 2014[30].

Cucina[edit | edit source]

Particolari e tipici della cucina di Civitella del Tronto sono i caratteristici maccheroni con le ceppe, così denominati perché si tratta di grossi fusilli fatti a mano arrotolando la pasta intorno a un bastoncino.

Questo storico piatto di Civitella del Tronto è stato inventato in tempi di guerra dai cuochi civitellesi che, pur non avendo molto tempo per cucinare bene la pasta ai soldati, hanno creato e dato vita a questo piatto unico. Tuttora viene servito a tavola nei ristoranti della zona e ci sono addirittura delle signore che sanno cucinare questo piatto come si faceva all'epoca.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ceppe.

Un altro piatto storico è il filetto alla borbonica, una specie di panino preparato con una fetta di pane sulla quale viene messa una fetta di carne che, a sua volta, viene ricoperta con una mozzarella e filetti di acciuga sotto sale e insaporita con marsala.

Sempre connesso con la Fortezza lo spezzatino alla Franceschiello, così denominato dall'ultimo Re Francesco II di Borbone, realizzato con pollo o agnello e insaporito con vino e sottaceti.

Rinomati sono i formaggi pecorini della Montagna dei Fiori e delle Tre Caciare.

Persone legate a Civitella del Tronto[edit | edit source]

Geografia antropica[edit | edit source]

Antico lavatoio presso la frazione di Collevirtù

Frazioni[edit | edit source]

Civitella del Tronto ha trentuno frazioni: Borrano, Carosi, Cerqueto del Tronto, Collebigliano, Collevirtù, Cornacchiano, Favale, Fucignano, Gabbiano, Le Casette, Lucignano, Mucciano, Pagliericcio, Palazzese, Piano Risteccio, Piano San Pietro, Ponzano, Ripe, Rocche, Sant'Andrea, Sant'Eurosia, Santa Croce, Santa Maria, Santa Reparata, Tavolaccio, Valle Sant'Angelo, Villa Chierico, Villa Lempa, Villa Notari, Villa Passo, Villa Selva.

Ci sono anche le località: Acquara, Idra, Oltre Salinello, Raieto, San Cataldo, Villa Olivieri.

Economia[edit | edit source]

Turismo[edit | edit source]

Il territorio civitellese viene raggiunto ogni anno da migliaia di turisti[31][32][33] attratti dall'imponente fortezza spagnola che rimanda ad altri luoghi d'interesse, anche se non strettamente collegati, come le gole del Salinello ovvero l'Abbazia di Santa Maria in Montesanto eccetera. Discretamente sviluppate sono le attività alberghiere, legate all'afflusso turistico connesso alla Fortezza. Diverse sono, poi, le piccole aziende di confezioni tessili tipiche di tutta l'area della Val Vibrata.

Infrastrutture e trasporti[edit | edit source]

Strade[edit | edit source]

Il comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali: Strada Statale 81, Strada Provinciale 8, Strada Provinciale 14, Strada Provinciale 53, Strade Provinciali 54 e 54a.

Mobilità urbana[edit | edit source]

I trasporti urbani e interurbani di Civitella del Tronto vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società ARPA, poi divenuta TUA.

Amministrazione[edit | edit source]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1917 1920 Edoardo Tomaioli Commissario
1920 1923 Cesare Averardi Sindaco
1946 1947 Alfredo Averardi repubblicano Sindaco
1947 1948 Salvatore Manucci socialista Sindaco
1948 1948 Berardo Faragalli comunista Sindaco
1949 1951 data-sort-value="Quagliarello

Amerigo Malignano" | Michele Quagliarello Amerigo Malignano

Commissari
1951 1956 Pasquale Basciani democristiano Sindaco
1956 1960 Guerino Di Marco democristiano Sindaco
1960 1961 Ugo Giammiro democristiano Sindaco
1961 1972 Dionisio Zuccarini democristiano Sindaco
1972 1975 data-sort-value="Di Donato

Nino Lucidi" | Antonio Di Donato Nino Lucidi

democristiano Sindaco
1975 1980 Franco De Angelis socialista Sindaco
1980 1981 Amerigo Marcocci Commissario
1981 1985 Dalmazio Di Dalmazio democristiano Sindaco
1985 1995 Erminio Di Pietro democristiano Sindaco
1995 2002 Angelo Ioannoni lista civica Sindaco
2002 2008 Mario Tulini centro-sinistra Sindaco
2008 2013 Gaetano Luca Ronchi lista civica "Insieme per la rinascita" Sindaco
2013 in carica Cristina Di Pietro lista civica "Cittadini in comune" Sindaco

Gemellaggi e Rapporti di amicizia[edit | edit source]

Sport[edit | edit source]

Arrampicata sportiva[edit | edit source]

La palestra di roccia Gianmario Camillini

Nella parete rocciosa sita sul lato ovest della rupe di Civitella del Tronto esiste una palestra di roccia intitolata a Gianmario Camillini, scomparso in un incidente[35] durante un'esercitazione con l'elicottero il 13 novembre 1989.

La falesia è costituita da un travertino compatto, la lunghezza delle vie non vanno oltre i 25 m e recentemente è stata rivista tutta la spittature dall'associazione "Mondi Verticali" sul cui sito è possibile scaricare la guida della falesia[36].

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palestra di roccia Gianmario Camillini.

Escursioni[edit | edit source]

Il territorio si presta, grazie alla Montagna dei Fiori, a numerose escursioni da fare a piedi o in mountain bike.

Ciclismo su strada[edit | edit source]

Civitella del Tronto è stata sede di partenza della 7ª tappa della 42ª Tirreno-Adriatico[37], il via fu dato dall'allora sindaco Mario Tulini. Proprio a Civitella è partita il 10 giugno 2011 la 38ª edizione del Girobio[38].

Galleria d'immagini[edit | edit source]

Note[edit | edit source]

  1. ^ Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 5 gennaio 2016.
  2. ^ Sito ufficiale dell'Unione di Comuni della Val Vibrata, su www.unionecomunivalvibrata.it. URL consultato il 5 gennaio 2016.
  3. ^ Comunità Montana della Laga - Civitella del Tronto, su www.cmlaga.gov.it. URL consultato il 5 gennaio 2016.
  4. ^ Civitella del Tronto eletto Borgo più bello d'Italia. Grandi eventi in programma. www.ilquotidiano.it
  5. ^ http://www.protezionecivile.it/ Elenco, in ordine alfabetico, dei comuni e relativa classificazione sismica indicati nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n°3274/03, aggiornato con le comunicazioni delle regioni
  6. ^ Giorgio Cucentremoli di Monteloro, Morire a Civitella: i duecento drammatici giorni della fedelissima Civitella del Tronto (8 settembre 1860 - 20 marzo 1861), a cura del Centro Toscano Studi Conservatori "Eugenio Alberi", Editrice "La Perseveranza", Bologna
  7. ^ Romano Canosa, Storia dell'Abruzzo nel ventennio fascista, Ortona, Menabò, 2006.
  8. ^ Comune di Civitella del Tronto - sito web ufficiale, su www.comune.civitelladeltronto.te.it. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  9. ^ I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò, su www.campifascisti.it. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  10. ^ Italia Iacoponi Il campo di concentramento nazista dislocato a Civitella del Tronto
  11. ^ comune.civitelladeltronto.te.it, http://www.comune.civitelladeltronto.te.it/storia.asp .
  12. ^ Sito del Quirinale – Documento assegnazione onorificenza, quirinale.it. URL consultato l'8 settembre 2011.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Cittadini Stranieri 2016 - Civitella del Tronto (TE), su Tuttitalia.it. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  15. ^ Abruzzo Cultura - Un Castello - Provincia di Teramo, su www.regione.abruzzo.it. URL consultato il 5 gennaio 2016.
  16. ^ Civitella del Tronto, il Museo delle Armi dedicato al maggiore Tiscar VIDEO, su CityRumors.it. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  17. ^ Un museo delle attività tessili - Cronaca - il Centro, su il Centro. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  18. ^ https://www.youtube.com/watch?v=F6Bw6Wuwip4. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  19. ^ Film girato nel 2008 Elenco delle pellicole cinematografiche girate in Abruzzo
  20. ^ "Il ricordo di una lacrima" Il film girato nelle Marche, su www.corriereadriatico.it. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  21. ^ Fortezza di Civitella del Tronto, su www.rai.tv. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  22. ^ Civitella del Tronto - Linea Verde Orizzonti del 14/12/2013, su www.rai.tv. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  23. ^ Civitella del Tronto, su www.rai.tv. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  24. ^ Nicolas Abbrescia, Nuova vetrina televisiva per Civitella del Tronto, ancoraonline.it. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  25. ^ https://www.youtube.com/watch?v=gTHbNiU0fuM. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  26. ^ Civitella del Tronto (TE) - Kilimangiaro del 25/01/2015, su Rai. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  27. ^ Mezzogiorno In Famiglia del 06/12/2015, su Rai. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  28. ^ Civitella del Tronto regina in tv - Cronaca - il Centro, su il Centro. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  29. ^ VINCITORE IL BORGO DEI BORGHI 2015/ La classifica completa: Montalbano Elicona è il borgo più bello d'Italia. La video replica della puntata, su Il Sussidiario.net. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  30. ^ Non c’è più Campana Miss Abruzzo va a Civitella - Cronaca - il Centro, su il Centro. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  31. ^ Record di visitatori nella Fortezza tra musei e gite “wild” - Cronaca - il Centro, su il Centro. URL consultato il 21 aprile 2016.
  32. ^ La fortezza spopola, sfiorati 50mila visitatori - Cronaca - il Centro, su il Centro. URL consultato il 12 novembre 2015.
  33. ^ CIVITELLA DEL TRONTO: LA FORTEZZA È IL MONUMENTO PIU' VISITATO D'ABRUZZO - AbruzzoWeb, su AbruzzoWeb. URL consultato il 21 aprile 2016.
  34. ^ Turismo, Ascoli e Civitella firmano un protocollo d’intesa, primapaginaonline.it. URL consultato il 12 novembre 2015.
  35. ^ PESCARA, CADE UN ELICOTTERO: 2 VITTIME - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  36. ^ Falesia di Civitella del Tronto Guida della falesia
  37. ^ Il Grande Ciclismo | Tirreno - Adriatico Le tappe della Tirreno-Adriatico 2007
  38. ^ Giuseppe Cristiano, 1ª tappa: Civitella del Tronto - Martinsicuro, su www.cicloweb.it. URL consultato il 26 dicembre 2015.

Bibliografia[edit | edit source]

  • Bonanni Ercole, La guerra civile nell'Abruzzo teramano 1860-1861, Eco, Teramo, 1974.
  • Canosa Romano, Storia dell'Abruzzo nel ventennio fascista, Menabò, Ortona, 2006.
  • Cucentrentoli Giorgio, Morire a Civitella. I 200 drammatici giorni della Fedelissima Civitella del Tronto (8 settembre 1860-20 marzo 1861), Centro Toscano Studi Conservatori E. Alberi, Editrice La Perseveranza, Bologna, 1997.
  • Franchi dell'Orto Luisa, Gaetano Ronchi, Le valli della Vibrata e del Salinello, voll. IV, 1, Carsa Edizioni, Pescara, 1996.
  • Gambacorta Carino, Civitella del Tronto e la sua storia, Trebi, Pescara, 1962.
  • Gambacorta Carino, Compendio della storia di Civitella del Tronto, Edigrafital, Teramo, 1984.
  • Gambacorta Carino, Storia di Civitella del Tronto, vol. I-II, Edigrafital, Teramo 1992.
  • Latini Marialuce, Guida ai castelli d'Abruzzo, Carsa Edizioni, Pescara, 2000.
  • Latini Marialuce - Franci Paola - Cialini Paride, Civitella del Tronto. Guida storico-artistica alla fortezza e al borgo, Carsa Edizioni, Pescara, 2002.
  • Ronchi Gaetano, Briganti. L'ingresso nell'Abruzzo teramano: eroi coraggiosi o feroci assassini, Carsa Edizioni, Pescara, 2014.
  • Staffa Andrea - Pannuzzi Simona, Una fonte per la ricostruzione del quadro insediativo e del paesaggio nell'alto medioevo: presenze monastiche nell'Abruzzo Teramano, in Archeologia Medievale, vol. XXVI, Cooperativa Libraria Università Studi Fiorentini, Firenze, 1999, ISBN 88-7814-162-3, pp. 299–338 (disponibile on line).
  • Stuard Arturo, Architettura e urbanistica nel Medio Evo Teramano, TERCAS - Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, Teramo, 1980.
  • Todaro Giovanni, Guida alla fortezza di Civitella del Tronto, Media Free Time e Aurelio Coppola Editore, Genova, 2006.
  • Vichi Vasco, Civitella del Tronto. La città dei 5 assedi. L'ultima fortezza Borbonica, Roberto Chiaramonte Editore, Torino, 2006.

Voci correlate[edit | edit source]

Altri progetti[edit | edit source]

Collegamenti esterni[edit | edit source]

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