Zona erogena della fornice vaginale anteriore

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Riproduzione dell'anatomia interna del sistema riproduttivo femminile

La zona erogena della fornice vaginale anteriore (conosciuta anche come zona AFE, punto A o secondo punto G) è ritenuta essere una zona erogena femminile che, quando stimolata, può portare ad una rapida lubrificazione vaginale ed eccitazione sessuale, e la cui continua stimolazione può risultare in un intenso orgasmo.

Ad oggi la comunità scientifica non ha ancora preso una posizione definitiva riguardo l'esistenza o meno di tale zona. La cosa che più lascia scettica la maggior parte dei ginecologi, o comunque degli esperti del settore, è che la spiegazione dei fenomeni dovuti alla stimolazione di tale zona si basa sulla supposizione dell'esistenza di altre zone all'interno della vagina particolarmente ricche di terminazioni nervose, come il famigerato punto G, in ambito scientifico ormai ritenute inesistenti.[1]

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Ricerche iniziali[modifica | modifica wikitesto]

L'idea dell'esistenza di questa zona erogena è attribuita al ricercatore e ginecologo malese Chua Chee Ann. Nel 1984, durante un suo studio relativo a donne affette da secchezza vaginale, egli scoprì che la stimolazione di un'area della parete anteriore della vagina posta piuttosto in profondità aveva come risposta una rapida lubrificazione ed un innalzamento del desiderio sessuale. Tuttavia, egli decise di non rendere pubblica questa sua scoperta per ben tredici anni, fino al 1997.[2]

Così come al punto G è stato dato questo nome dall'iniziale del cognome del suo presunto scopritore Ernst Gräfenberg (il quale in realtà non descrisse alcun punto vaginale sensibile),[3] allo stesso modo questa zona è stata chiamata anche "punto A".

Tecnica di stimolazione del punto A[modifica | modifica wikitesto]

Il dottor Chua Chee Ann ha documentato la sua tecnica di stimolazione del punto A in diversi libri e seminari definendola come il modo più efficace per ottenere la stimolazione della zona erogena della fornice vaginale anteriore. La tecnica consiste nell'applicare una certa pressione sull'area come se si stesse scavando con la mano a cucchiaio, stimolando al contempo altre parti della vagina. Secondo quanto egli afferma, l'utilizzo di questa tecnica per dieci minuti al giorno, renderebbe sia la lubrificazione vaginale che gli orgasmi femminili regolarmente raggiungibili anche senza preliminari.[2]

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

La zona erogena della fornice vaginale anteriore sarebbe situata nel punto più profondo della parete anteriore della vagina, al di sopra della cervice, laddove la parete anteriore inizia a curvarsi verso l'alto, cioè all'entrata della fornice vaginale anteriore.[4]

Alcuni medici ritengono che questa zona sia la fornice anteriore stessa, mentre altri hanno avanzato l'ipotesi che possa trattarsi di una prostata femminile degenerata, una teoria già proposta sia per il punto G che per le ghiandole di Skene.[5] Secondo altri si tratta invece della piega (o plica) vesicouterina, sia a causa della vicinanza della suddetta piega con l'area in cui si ritiene che si trovi il punto A, sia in relazione alle supposte proprietà erogene del cavo del Douglas, conosciuto anche come piega (o plica) rettouterina.[6]

Meccanismo[modifica | modifica wikitesto]

Lubrificazione[modifica | modifica wikitesto]

Stando a quanto affermato dal dottor Chua Chee Ann, la stimolazione della zona AFE comporterebbe il dirottamento del fluido eiaculatorio femminile prodotto dalle ghiandole di Skene durante gli orgasmi dovuti alla stimolazione del punto G, il quale verrebbe così utilizzato nella lubrificazione vaginale.[7] Poiché oltre a tale meccanismo, la stimolazione della zona AFE creerebbe simultaneamente anche una sensazione erotica, la conseguente eccitazione sessuale avverrebbe piuttosto velocemente.

Orgasmo[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che gli orgasmi derivanti dalla stimolazione della zona erogena della fornice vaginale anteriore e quelli derivanti dalla stimolazione del clitoride siano due cose distinte. Mentre alcune donne sostengono che la sensazione è simile a quella provata durante un orgasmo derivante dalla stimolazione del punto G, che, come detto, ormai in ambito scientifico non è ritenuto esistere, altre l'hanno definita decisamente più "intensa".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Pauls, G. Mutema, J. Segal, W. A. Silva, S. Kleeman, M. V. Dryfhout e M. Karram, A prospective study examining the anatomic distribution of nerve density in the human vagina, in J Sex Med, vol. 3, nº 6, 2 novembre 2006, pp. 979–87, DOI:10.1111/j.1743-6109.2006.00325.x, PMID 17100930.
  2. ^ a b Chua Chee Ann, A proposal for a radical new sex therapy technique for the management of vasocongestive and orgasmic dysfunction in women: The AFE Zone Stimulation Technique, in Sexual and Marital Therapy, vol. 12, nº 4, 2 novembre 1997, pp. 357—370, DOI:10.1080/02674659708408179.
  3. ^ Vincenzo Puppo, La più grande bufala mondiale degli ultimi 30 anni: il Punto G, in La Stampa, La Stampa, 6 maggio 2014. URL consultato il 30 agosto 2017.
  4. ^ Exclusive Interview with: Dr. Chua Chee Ann (PDF), A-Spot Technology. URL consultato il 30 agosto 2017.
  5. ^ M. Zaviacic, V. Jakubovská, M. Belosovic e J. Breza, Ultrastructure of the normal adult human female prostate gland (Skene's gland), in Anat Embryol (Berl), vol. 201, nº 1, NCBI, 2 gennaio 2000, pp. 51-61. URL consultato il 30 agosto 2017.
  6. ^ Keith L. Moore, T. V. N. Persaud e Mark G. Torchia, Before We Are Born: Essentials of Embryology and Birth Defects, 8 Edition, Elsevier/Sanders, 11 gennaio 2012. URL consultato il 30 agosto 2017.
  7. ^ "A-Spot" Discovery (PDF), A-Spot Technology. URL consultato il 30 agosto 2017.