Zona di occupazione sovietica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Zona di occupazione sovietica
Flag of the Soviet Union (1936-1955).svg
Informazioni generali
Nome ufficiale Zona di occupazione sovietica della Germania
Nome completo Sowjetische Besatzungszone Deutschlands
Capoluogo Berlino Est
Amministrazione
Forma amministrativa Zona di occupazione militare
Governatore militare
Evoluzione storica
Inizio 8 maggio 1945 con Georgy Konstantinovich Zhukov (Comandante Militare dall'aprile 1945 al 9 giugno 1945)
Causa Resa della Germania
Fine 7 ottobre 1949
Causa istituzione della Repubblica Democratica Tedesca
Preceduto da Succeduto da
Germania Germania nazista Germania Est Repubblica Democratica Tedesca

La Zona di Occupazione Sovietica (Sowjetische Besatzungszone (SBZ) o Ostzone, in russo: Советская оккупационная зона Германии?, Sovetskaya okkupatsionnaya zona Germanii, "Zona di Occupazione Sovietica della Germania") è stata l'area della Germania centrale occupata dall'Unione Sovietica dal 1945 al 1949, dal termine della Seconda guerra mondiale. Il 7 ottobre 1949 nella Zona di Occupazione Sovietica fu creata la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), a cui ci si riferisce comunemente come Germania Est.

Visto sovietico del 1949 dalla Germania occupata in un passaporto di servizio polacco.

La SBZ era una delle quattro Zone di occupazione della Germania create al termine della Seconda Guerra Mondiale. Secondo quanto stabilito dagli Accordi di Potsdam, l'Amministrazione militare sovietica in Germania (Iniziali in tedesco: SMAD) ricevette la competenza sulla parte orientale della Germania. Quando le forze degli Stati Uniti e del Regno Unito cominciarono a incontrare le forze sovietiche, formando la Linea di contatto, aree significative di quella che sarebbe diventata la porzione sovietica erano al di fuori del controllo sovietico. Dopo alcuni mesi di occupazione tali aggiunte furono cedute da britannici e americani ai sovietici nel luglio del 1945, secondo quanto precedentemente stabilito riguardo ai confini delle zone di occupazione.[senza fonte]

La SMAD permise a quattro partiti politici di svilupparsi, nonostante dovessero tutti lavorare insieme all'interno di un'alleanza conosciuta come il "Blocco Democratico" (in seguito Fronte Nazionale). In aprile 1946, il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD) e il Partito Comunista di Germania (KPD) si unirono formando il Partito di Unità Socialista di Germania (che divenne in seguito il partito al governo della Repubblica Democratica Tedesca).

Lo SMAD organizzò 10 Campi speciali NKVD per la detenzione dei tedeschi, usando alcuni precedenti campi di concentramento nazisti.

Nel 1945, la Zona di Occupazione Sovietica constava principalmente della parte centrale della Prussia. Dopo che la Prussia fu cancellata dalle potenze alleate nel 1947, l'area fu divisa tra gli stati tedeschi (Länder) di Brandeburgo, Mecklenburg, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia. Il 7 ottobre 1949 la zona sovietica divenne la Repubblica Democratica Tedesca, cui ci si riferisce generalmente in italiano come Germania Est. Nel 1952, i Länder furono aboliti e riorganizzati in 14 distretti (Bezirke), più il distretto di Berlino Est.

Nel 1952, con il conflitto politico della Guerra fredda agli inizi, Iosif Stalin sondò le potenze occidentali riguardo alla prospettiva di una Germania unita che sarebbe stata non allineata ( la "Nota di Stalin"). L'indifferenza occidentale riguardo a questa proposta aiutò a solidificare l'identità della Zona Sovietica come DDR per le successive quattro decadi.

"Zona Sovietica" e derivati (o anche, "la cosiddetta DDR") rimasero nomi ufficiali e comuni per la Germania Est nella Germania Ovest, che rifiutò di riconoscere l'esistenza di uno stato nella Germania Est fino al 1972, quando il governo di Willy Brandt portò avanti un riconoscimento sotto l'iniziativa conosciuta come Ostpolitik.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicolas Lewkowicz, La questione tedesca e l'ordine internazionale, 1943-48, Palgrave Macmillan: Basingstoke and New York, 2008.
  • Nicolas Lewkowicz, La questione tedesca e le origini della Guerra fredda, IPOC: Milan, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN240340402 · GND: (DE4070431-2