Zona 167

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Con zona 167 si intende, in Italia, un'area destinata all'edilizia residenziale popolare dal piano regolatore di un comune definita ai sensi della legge n. 167 del 18 aprile 1962: "Disposizioni per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare".[1]

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

La frase deriva dalla legge 18 aprile 1962, n. 167 ("Disposizioni per favorire l'acquisizione di aree ... per l'edilizia economica e popolare"), che introdusse in Italia i cosiddetti "Piani di Edilizia Economica Popolare" (PEEP), venne emanata con lo scopo fondamentale di fornire all'ente pubblico gli strumenti concreti per programmare gli interventi nel settore della casa e per incidere, tramite questi, sull'assetto del territorio urbano, contrastando la speculazione fondiaria e indirizzando lo sviluppo edilizio all'edilizia economica e popolare.

Contenuto della legge 167/1962[modifica | modifica wikitesto]

La norma rese, per la prima volta, utilizzabile l'espropriazione per pubblica utilità non solo per requisire i terreni destinati a interventi pubblici, ma anche per quelli destinati a residenza, e veniva stabilita un'indennità di esproprio inferiore al valore di mercato, fissata al valore che le aree avevano sul mercato due anni prima dell'adozione del piano PEEP. Ciò avrebbe dovuto consentire ai comuni (e agli enti, istituti e cooperative costruttori case popolari, cui potevano essere assegnati i terreni edificabili) di acquisire ad un costo relativamente contenuto aree più centrali e di dotarle di tutti i servizi sociali necessari, che dovevano essere previsti nello stesso piano di zona.

Si prevedeva, infine, di innescare un processo di finanziamento a rotazione: i comuni, ottenendo i terreni a basso prezzo e rivendendoli (una volta urbanizzati) agli assegnatari pubblici e privati, avrebbero potuto ricavare fondi da reinvestire in acquisto di altre aree ed in costruzione di servizi.

Gli sviluppi successivi[modifica | modifica wikitesto]

A decorrere dal 30 ottobre 1967 la filosofia della pianificazione pubblica, elaborata dal ministero dei lavori pubblici sotto la guida di Fiorentino Sullo mutò, in virtù della legge 765 del 1967 (cosiddetta "legge ponte") e del relativo decreto ministeriale 2 aprile 1968. Di conseguenza, anche la legge n. 167 fu radicalmente novellata dalla legge 22 ottobre 1971 n. 865 ("Programmi e coordinamento dell'edilizia residenziale pubblica; norme sulla espropriazione per pubblica utilità; modifiche ed integrazioni alle leggi 17 agosto 1942, n. 1150; 18 aprile 1962, n. 167; 29 settembre 1964, n. 847; ed autorizzazione di spesa per interventi straordinari nel settore dell'edilizia residenziale, agevolata e convenzionata")[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 111 del 30/04/1962
  2. ^ Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 276 del 30/10/1971