Zingarata

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Nel dialetto fiorentino il termine zingarata sta ad indicare una beffa o comunque uno scherzo condotti con un certo spirito anticonformistico e goliardico (cfr. Devoto-Oli, Dizionario della Lingua Italiana, Firenze, Le Monnier, 2004).

Tullio De Mauro, nel Dizionario della lingua italiana (Torino, Paravia, 2000), confermando l'accezione di scherzo eseguito tra compagni del termine fiorentino, ne ipotizza la origine come estensione di azione da zingaro, ovvero la capacità di raggirare, truffare o comunque conseguire effetti inconsueti e sconcertanti ricorrendo a un trucco o ad una beffa.

La diffusione del termine nel linguaggio parlato nazionale è dovuta ad una commedia cinematografica di successo degli anni settanta di Mario Monicelli, Amici miei, nella quale i protagonisti, un gruppo di amici fiorentini ultra-quarantenni, amanti dello scherzo e dell'allegro vivere, trascorrono il loro tempo ideando e realizzando zingarate ai danni di vittime inconsapevoli. Nello stesso spirito è stato realizzato anche il film L'ultima zingarata, omaggio al film di Monicelli.

Non codificato invece il secondo significato del termine. Dallo stesso film Amici miei si apprende che il termine assume anche il significato di gita breve, spensierata, casuale e poco costosa dalla vita quotidiana. Nel film, e nei suoi seguiti, il gruppo di amici è spesso in auto, in un viaggio casuale verso luoghi imprevisti dove ambientare gli scherzi.