Zhili (provincia)

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Zhili, (un tempo Wade-Giles romanizzato in Chihli, fu una provincia del nord della Cina dal XIV secolo (Dinastia Ming) fino a quando la regione venne dissolta, nel 1911, e convertita come provincia e poi rinominata Hebei nel 1928.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Zhili" significa "direttamente governato" e indicava le regioni direttamente governate dal governo imperiale della Cina. La provincia di Zhili è stata costituita per la prima volta durante la dinastia Ming quando la capitale della Cina si trovava a Nanchino lungo il fiume Yangtze. Nel 1403, l'imperatore Ming Yongle trasferì la capitale a Beiping che fu successivamente ribattezzata Pechino.[1] La regione nota come Nord Zhili era composta da parti delle moderne province di Hebei, Henan, Shandong, compresi i comuni a livello provinciale di Pechino e Tianjin. C'era un'altra regione situata intorno alla "capitale di riserva" Nanchino, conosciuta come Sud Zhili che comprendeva parti di quelle che oggi sono le province di Jiangsu e Anhui, compreso il comune a livello provinciale di Shanghai.

Durante la dinastia Qing, Nanchino perse il suo status di "seconda capitale" e il sud Zhili fu ricostituito come provincia normale, Jiangnan, mentre il nord Zhili fu ribattezzato provincia di Zhili. Nel XVIII secolo i confini della provincia di Zhili furono ridisegnati e si diffusero su ciò che è oggi Pechino, Tianjin e le province di Hebei, Liaoning occidentale, nord Henan, e la regione autonoma della Mongolia Interna.

Dopo il crollo della dinastia Qing, nel 1911, il Governo nazionale della Repubblica di Cina convertì Zhili in una provincia col nome di provincia di Zhili. Nel 1928 il governo nazionale assegnò parti della provincia settentrionale di Zhili ai suoi vicini nel nord e ribattezzò la restante provincia Hebei.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Susan Naquin, Peking: Temples and City Life, 1400-1900, p xxxiii

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]