Zanotta (azienda)

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Zanotta
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StatoItalia Italia
Fondazione1954 a Nova Milanese
Fondata daAurelio Zanotta
Sede principaleNova Milanese
Settorearredamento
NoteCompasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1968
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1979
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1987

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 2020

Sito webwww.zanotta.it

La Zanotta è un'azienda italiana del settore dell'arredamento, celebre soprattutto per il suo contributo all'evoluzione del design italiano negli anni cinquanta e anni sessanta.


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata da Aurelio Zanotta, l'azienda ha cominciato subito a coinvolgere nel processo produttivo note firme del design italiano e dell'architettura. Tra questi, Achille Castiglioni, Gae Aulenti, Marco Zanuso, Ettore Sottsass, Joe Colombo, Alessandro Mendini, Piero Gatti - Cesare Paolini - Franco Teodoro, Andrea Branzi, Giuseppe Terragni, Carlo Mollino, De Pas-D'Urbino-Lomazzi, Enzo Mari, Bruno Munari, Ross Lovegrove.

Il successo dell'azienda nel campo del design è stato riconosciuto con quattro Compassi d'oro: il primo, nel 1968, per capanno Guscio di Roberto Menghi, il secondo nel 1979 per l'appendiabiti Sciangai di De Pas, D'Urbino, Lomazzi, il terzo, nel 1987, per la celebre sedia Tonietta di Enzo Mari, il quarto, nel 2020, per Sacco di Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro.

A partire dal 1989, l'azienda ha affiancato alla collezione una seconda linea di prodotti, Zanotta Edizioni, meno legata al design industriale e maggiormente influenzata dall'arte applicata. La produzione per questa linea è in larga parte svolta con tecniche artigianali, ed è in serie limitata.

Zanotta produce con diverse tecnologie, senza vincolarsi ad un solo tipo di materiale o processo come altre aziende dello stesso settore (ad esempio, Bonacina Pierantonio o Kartell), spaziando dai metalli alle plastiche, pietre, tessuti e legnami.

Diversi pezzi di Zanotta sono esposti al MoMA, al Metropolitan Museum di New York, al Centro Pompidou di Parigi, al Design Museum di Londra, al Taideteollisuusmuseo Konstindustrimuseet di Helsinki e al Vitra Design Museum di Weil am Rhein.[1]

Dopo la morte di Aurelio Zanotta nel 1991, l'azienda rimase in famiglia. Dal 2002 è gestita dai tre figli di Zanotta, Eleonora, Francesca e Martino. Nel 2017 l'azienda italiana di mobili Tecno di Giuliano Mosconi ha acquistato l'80% delle azioni di Zanotta. Tuttavia, le due società mantengono strutture di produzione, progettazione e gestione separate.

Collezione[modifica | modifica wikitesto]

Tra i pezzi più celebri possono essere citati[2]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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