Zanj

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Zanj (in arabo: ﺯﻨﺞ, che significa "negro"[1]) è un vocabolo che s'incontra nella letteratura araba ma che probabilmente è di origine non araba, forse persiana, vista l'esistenza dell'identico vocabolo persiano: زنگی, zangī, che significa "di pelle nera".[2] Il vocabolo medio-persiano forse riprendeva un lessema di origine più antica,[3] ma non verificabile in letteratura.

Bilād al-zanj ("Paese degli Zanj", o "Paese dei negri") era l'espressione cui facevano ricorso gli arabofoni, per identificare l'area geografica dell'Africa orientale a sud dell'Abissinia, e in particolare Zanzibar, in cui gli Arabi e i Persiani, forse fin dall'inizio del II secolo dell'Egira (VIII-IX secolo del calendario cristiano),[4] imbarcavano le popolazioni indigene da essi catturate per destinarle alla schiavitù e trasferirle nel califfato, al fine di sfruttarne a infimo prezzo la forza-lavoro.

Inevitabilmente il vocabolo conobbe una trasformazione semantica, finendo con l'identificare sommariamente gli "schiavi di pelle nera", mentre gli africani di colore, ampiamente presenti nella storia e nelle istituzioni islamiche[5] venivano di norma identificati col termine sūdān ("neri").

Charles Pellat così scriveva:

« [Les Zanǧ] étaient des nègres de la côte orientale d'Afrique qui avaient été importés en qualité d'esclaves, à une date indéterminée. »
(Le milieu baṣrien et la formation de Ǧāḥiẓ, Parigi, Librairie d'Amérique et d'Orient, 1953, p. 41.)

Etimologia di Zanzibar[modifica | modifica wikitesto]

Da "Zanj" deriva il nome "Zanzibar", attraverso Zang-i bar (persiano: زنگبار‎), che significa "paese dei negri",[6] (persiano: زنگ‎ + persiano: بار‎, "terra" o "continente" [dei "neri"]).[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda il Vocabolario arabo-italiano dell'Istituto per l'Oriente, Roma, 1966 (e succ. ediz.), p. 525a.
  2. ^ Gilbert Lazard, Dictionnaire persan-français, Leida, E. J. Brill, 1990, ISBN 90-04-08549-1, p. 221a s.v. زنگی, che riporta come traduzione del vocabolo "noir, nègre". Anche l'esperto di farmacopea arabo, Ibn al-Bayṭār, indicava per indicare il "rabarbaro nero" l'espressione rāwand zanj, alludendo al suo colore e non al suo luogo di provenienza.
  3. ^ Per altre ipotesi etimologiche si potrà invece utilmente vedere Alexandre Popovic, La révolte des esclaves en Iraq..., pp. 54-56, dove si ricorda l'ipotesi di L.-Marcel Devic (Les pays des Zendjis ou la côte orientale d'Afrique au Moyen Age (géographie, moeurs, productions, animaux légendaires) d'après les écrivains arabes, Parigi, Hachette et Ce, 1883, pp. 15-16) che allude a un'origine etiopica, o quella di August Müller (Der Islam im Morgen und Abenland, 2 voll. Berlino, 1885-87, I, pp. 579 e segg.) che propone un'origine greca, visto che Strabone prima e Plinio il Vecchio poi usavano, per riferirsi alle popolazioni della costa orientale africana, la parola Azania, mentre Cosma Indicopleuste impiegava l'espressione Zingion per indicare la regione di quei gruppi umani.
  4. ^ Popovic (op. cit., p. 60), riprendendo un'osservazione dell'arabista francese Ch. Pellat, parla di età "indeterminata".
  5. ^ Basterebbe ricordare Abū l-Misk Kāfūr, potente Reggente ikhshidide per conto dei figli minori di Muḥammad b. Ṭughj, detto al-Ikhshīd, o richiamare alla memoria Barjawān, non meno potente Reggente fatimide per conto del minore al-Ḥākim.
  6. ^ Gilbert Lazard, op. cit., p. 221a, s.v. «».
  7. ^ Alessandro Coletti e Hanne Coletti Grünbaum, Dizionario Persiano-Italiano, Roma, Centro culturale italo-persiano, 1978, p. 117.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alexandre Popovic, La révolte des esclaves en Iraq au XIIIe / IXe siècle, Parigi, Paul Geuthner, 1976, 218 pp.
  • C. Cahen, "L'histoire économique et sociale de l'Orient musulman médiéval", in: Studia Islamica, III (1955), pp. 112-113.
  • L. Massignon, s.v. «Zandj», su: The Encyclopaedia of Islam (I ediz.)
  • G.S.P. Freeman-Grenville, s.v. «Zandj», su: The Encyclopaedia of Islam (II ediz.)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]