Zamia pumila

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Zamia pumila
Zamia pumila 001.jpg
Zamia pumila
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Cycadophyta
Classe Cycadopsida
Ordine Cycadales
Famiglia Zamiaceae
Genere Zamia
Specie Z. pumila
Nomenclatura binomiale
Zamia pumila
L.
Sinonimi

Zamia integrifolia
Aiton

Zamia pumila L. è una cicade della famiglia delle Zamiaceae, diffusa negli Stati Uniti sud-orientali e nei Caraibi.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Coni di Z. pumila

Il fusto non supera i 25 cm di altezza ed è in larga parte sotterraneo. Possiede un sistema radicale tuberoso multi-ramificato.

Le foglie, pennate, sono lunghe da 20 a 100 cm, e sono composte da 5 a 30 paia di foglioline. Le foglioline sono oblungo-lanceolate, lunghe 8–25 cm e larghe 0.5–2 cm. Sono spesso revolute, con picciolo spinoso.

Come tutte le cicadi è una specie dioica, con strutture riproduttive maschili e femminili disposte su individui differenti. I coni maschili sono lunghi 5–15 cm, cilindrico-fusiformi, spesso a grappoli. I coni femminili, di colore rossastro, sono ovoidali lunghi 5–20 cm e 4–6 cm di diametro.

I semi sono ovoidali, rosso-arancio, lunchi circa 1 cm.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Si riproduce per impollinazione entomofila ad opera di due specie di insetti pronubi: Rhopalotria slossoni (Coleoptera, Belidae) e Pharaxonotha zamiae (Coleoptera, Erotylidae).[3]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'areale della specie si considerava in passato limitato alla parte centrale di Cuba e alla Repubblica Dominicana;[1] la specie è in realtà presente anche negli Stati Uniti sud-orientali (Florida, Georgia), nelle isole Bahamas e nelle isole Cayman, ove era nota come Z. integrifolia[4]; toricamente si trovava anche a Porto Rico e Haiti, ma in atto sembra essersi estinta in quelle aree.

Predilige i terreni sabbiosi o limosi, ben drenati, con luce solare filtrata o esposizione parzialmente ombreggiata.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

  • Le popolazioni Seminole della Florida, presso cui è nota col nome comune di Koonti, utilizzavano l'amido della Z. pumila come alimento. Tale uso era diffuso anche presso altre popolazioni di Nativi americani (in particolare i Tequesta e i Maroons).
    La pianta è in realtà tossica, in quanto produce una tossina che colpisce l'apparato digerente e il sistema nervoso. La tossina può comunque essere eliminata con accurati risciacqui.
    L'amido, simile al sago, si estrae dalle radici e dal tronco. Tipicamente le radici venivano frantumate in un mortaio di legno e la polpa così ottenuta veniva fatta essiccare, ottenendo una farina giallastra, utilizzata per la preparazione di vari cibi.
  • Nell'Ottocento l'amido era estratto a livello industriale per essere utilizzato come appretto da bucato.
    Nella preparazione industriale per ottenere un colore più bianco si utilizzavano multiple fasi di macerazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Stevenson, D.W. 2010, Zamia pumila, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017.
  2. ^ (EN) Zamia pumila, in The Plant List. URL consultato il 9 dicembre 2016.
  3. ^ (EN) Tang W, Insect pollination in the cycad Zamia pumila, in American Journal of Botany 1987; 74: 90–99.
  4. ^ (EN) Donaldson, J.S. 2003, Zamia integrifolia, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Whitelock, Loran M. The Cycads. Timber press (2002) ISBN 0-88192-522-5
  • Stevenson D.W.M., Norstog K.J. and Fawcett P.K.S. Pollination biology of Cycads Virtual Cycad Encyclopedia, Palm & Cycad Societies of Florida
  • Ward, D.B. (1978). Rare and Enangered Biota of Florida 5: 122-124.

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