Yun Sung-bin

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Yun Sung-bin
2021-02-10 Skeleton Training (Bobsleigh & Skeleton World Championships Altenberg 2021) by Sandro Halank–279.jpg
Yun Sung-bin ad Altenberg nel 2021
Nazionalità Corea del Sud Corea del Sud
Altezza 178 cm
Peso 76 kg
Skeleton Skeleton pictogram.svg
Palmarès
Olimpiadi 1 0 0
Mondiali 0 1 1
Coppa del Mondo 1 trofeo
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 12 febbraio 2021

Yun Sung-bin[2] (Jinju, 23 maggio 1994) è uno skeletonista sudcoreano, campione olimpico a Pyeongchang 2018 e vincitore della Coppa del Mondo nel 2017/18, primo atleta asiatico (considerando l'intero territorio russo come una nazione europea) ad affermarsi ai vertici di questo sport[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò a gareggiare nel 2012 per la squadra nazionale sudcoreana partecipando per le prime due stagioni alla Coppa Intercontinentale e alla Coppa Nordamericana, due circuiti minori organizzati dalla IBSF.

Yun Sung-bin in gara ad Altenberg nel 2019

Debuttò in Coppa del Mondo nel 2014-15, il 12 dicembre 2014 a Lake Placid dove fu squalificato al termine della gara, ottenne il suo primo podio nel week-end successivo, il 19 dicembre 2014 a Calgary (3º) e la sua prima vittoria il 5 febbraio 2016 a Sankt Moritz diventando così il primo atleta del suo paese a trionfare in una gara di Coppa. Ha trionfato in classifica generale nel 2017-18 con una gara di anticipo, vincendo cinque corse e giungendo per due volte secondo e soprattutto spodestando il lettone Martins Dukurs, vincitore delle precedenti otto edizioni della Coppa.

Yun Sung-bin (al centro), medaglia d'oro a Pyeongchang 2018, con Nikita Tregubov (argento, a destra) e Dom Parsons (bronzo)

Prese parte, ancor prima di debuttare in Coppa del Mondo, ai Giochi olimpici invernali di Soči 2014 dove si piazzò sedicesimo. Quattro anni dopo, alle Olimpiadi casalinghe di Pyeongchang 2018, vinse la medaglia d'oro stabilendo il miglior tempo in tutte e quattro le discese.

Ha partecipato altresì a due edizioni dei campionati mondiali. Nel dettaglio i suoi risultati nelle prove iridate sono stati, nel singolo: ottavo a Winterberg 2015, medaglia d'argento a Igls 2016, medaglia di bronzo a Whistler 2019, sesto ad Altenberg 2020 e diciassettesimo ad Altenberg 2021. Con l'argento vinto a Sankt Moritz 2016, Yun Sung-bin divenne il primo atleta sudcoreano a vincere una medaglia mondiale nello skeleton[3].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincitore della classifica generale nel 2017/18.
  • 35 podi (tutti nel singolo):
    • 9 vittorie;
    • 14 secondi posti;
    • 12 terzi posti.

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Luogo Paese Disciplina
5 febbraio 2016 Sankt Moritz Svizzera Svizzera singolo
3 dicembre 2016 Whistler Canada Canada singolo
18 novembre 2017 Park City Stati Uniti Stati Uniti singolo
25 novembre 2017 Whistler Canada Canada singolo
8 dicembre 2017 Winterberg Germania Germania singolo
5 gennaio 2018 Altenberg Germania Germania singolo
12 gennaio 2018 Sankt Moritz Svizzera Svizzera singolo
25 gennaio 2019 Sankt Moritz Svizzera Svizzera singolo
5 gennaio 2020 Winterberg Germania Germania singolo

Circuiti minori[modifica | modifica wikitesto]

Coppa Intercontinentale[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale nel singolo: 5º nel 2013/14;
  • 5 podi (tutti nel singolo):
    • 1 vittoria;
    • 4 secondi posti.

Coppa Nordamericana[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale nel singolo: 4º nel 2013/14;
  • 3 podi (tutti nel singolo):
    • 1 secondo posto;
    • 2 terzi posti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ PyeongChang 2018, il primo oro asiatico nello skeleton è del sudcoreano Yun, in Repubblica.it, 16 febbraio 2018. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  2. ^ Nell'onomastica coreana il cognome precede il nome. "Yun" è il cognome.
  3. ^ (ENKO) Kwon Ji-youn, Yun Sung-bin wins silver at skeleton worlds, su koreatimes.co.kr, The Korea Times, 20 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016 (archiviato il 21 febbraio 2016).

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