Yria

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Una sponda del lago di Varano, dove poteva sorgere Uria; il paese in fondo è Carpino.

Yria, (Ύρια in greco antico) comunemente Uria, era un'antica città del Gargano settentrionale, probabilmente situata nella zona tra il Lago di Varano e Vieste. Sono assai misteriose le sue origini e la sua storia. La menzionano, nella descrizione della Daunia, alcuni autori antichi come Strabone[1], Tolomeo[2], Pomponio Mela[3], Plinio il Vecchio[4] e Dionigi il Periegeta[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente fu fondata in epoca dauna (I millennio a.C.) e successivamente grecizzata durante la seconda colonizzazione greca (secc. VIII-V a.C.).

Divenne piuttosto potente in età pre-romana, tanto da avere un proprio conio: alcune monete con l'iscrizione in greco YPIA o YPIATΩN o, abbreviato, YP sono le uniche testimonianze archeologiche pervenuteci.

Era collegata direttamente alla città di Tiati attraverso un'importante arteria che percorreva tutto il Gargano settentrionale.

La città scomparve misteriosamente forse già in età imperiale (secc. I-V d.C.).

La tradizione vuole che sia stata sommersa dalle acque del Lago di Varano in seguito ad un terremoto: da essa il lago avrebbe quindi preso il nome di "Urianum". Al perire tragico di quella popolazione sarebbe dovuto il cupo muggito che di tanto in tanto gli antichi udivano a presagio di cattivo tempo.

Il problema della localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La sua collocazione rimane ancora oggi un'incognita assai dibattuta: la tradizione storiografica la identifica con Vieste o con Rodi, ma alcuni recenti studi sembrano collocarla con più certezza sul versante occidentale del Lago di Varano, che nell'antichità era universalmente conosciuto come "Sinus Urianum".

Il Barrio, il Marafioti e l'abate Fiore da Cropani tra il Cinquecento e il Seicento, sulla base però di errate letture delle fonti antiche, descrissero Condojanni come sito dell'antica Uria: nelle loro opere affermarono che la città fosse stata fondata da Idomeneo, re di Creta, profugo della Locri greca, citando a supporto di questa ipotesi Livio e Strabone.

Diverse campagne di scavo condotte agli inizi del Novecento e successivamente negli anni '50 nella piana che circonda il Lago di Varano hanno portato alla luce resti romani e necropoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Ante hunc sinum est promontorium Garganum... quod si circumflexeris oppidum invenies Urium" (Geographica, l. VI, 3, 9).
  2. ^ "Salapia, Sipontum, Apeneste, Garganum mons et - iuxta sinum Adriaticum - Hyrium" (Geografia, l. III, I, 17).
  3. ^ "Dauni autem Tifernum, Celternium, Larinum, Teanum, denique montem Garganum. Sinus est continuo apulo litore incintus nomine Urias, modicus spatio, pleroque asper accessu. Extra Sipontum" (De situ orbis, l. II, c. IV).
  4. ^ "Hinc Apulia Dauniorum ... in qua oppidum Salapia ..., Sipontum, Uria, amnis Cervalus, Dauniorum finis" (Naturalis historia, l. III, c. II).
  5. ^ "Gentes Iapigum extentae sunt usque ad Hyrium maritimum" (Orbis Terrae Descriptio, V, 379)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Francescantonio De Donato, Cenno storico intorno l'antica città di Uria Marittima nel Gargano, ora lago e campagna di Varano d'Ischitella, Napoli 1886.
  • Giuseppe Del Viscio, Uria: studio storico-linguistico-archeologico, Bari 1921.
  • Eugenio Cipriani, Uria garganica: origine, ubicazione, vicende e scomparsa, in "Archivio storico pugliese", VI (1955), pp. 263-292.
  • Angelo Russi, Uria Garganica e una nuova iscrizione funeraria, in Terza miscellanea greca e romana, Roma 1971, pp. 211-223.
  • Angelo Russi, Nuove ricerche storiche ed epigrafiche su Uria Garganica, in "Ricerche e studi", X (1977), pp. 151-168.
  • Vittorio Russi, Uria garganica: note di topografia antica e medievale, in "Cenacolo", XI-XII, 1981-1982, pp. 52-62.
  • Uria Garganica e la grotta di Venere sull'isolotto del faro di Vieste, atti del convegno internazionale di studi (Vieste, 17-18 ottobre 1987), Vieste 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]