Ylenia Carrisi

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Ylenia Maria Sole Carrisi

Ylenia Maria Sole Carrisi (Roma, 29 novembre 1970New Orleans, 31 dicembre 1993, morte presunta[N 1]) è stata un personaggio televisivo e showgirl italiana.

Figlia di Al Bano e Romina Power, è venuta alla ribalta delle cronache per la sua misteriosa scomparsa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia primogenita di Al Bano e Romina Power, i nonni materni erano l'attore statunitense Tyrone Power e la consorte messicana Linda Christian. Nel 1983 recitò una parte nel film Champagne in paradiso di Aldo Grimaldi che vedeva come protagonisti i suoi genitori.[1] Nel 1987 esordì come cantante in duetto con la madre nel brano Abbi fede, tratto dall'album Libertà!. Lavorò nel ruolo di valletta della prima edizione del game-show La ruota della fortuna, condotto da Mike Bongiorno su Canale 5, andata in onda dal 5 marzo al 25 giugno del 1989.[2]

Mentre frequentava un corso di letteratura presso il King’s College di Londra, iniziò a nutrire il proposito di girare il mondo in solitaria, munita solo di uno zaino e del suo diario. Nel luglio del 1993, appena atterrata a Roma di ritorno dal primo viaggio in famiglia a New Orleans, disse al padre che a ottobre sarebbe partita per il Belize perché voleva scrivere un libro sugli artisti di strada e i senzatetto.[3] Decise così di prendere una pausa dagli studi e vendette alcuni oggetti per autofinanziarsi il viaggio sognato, iniziando con il Sudamerica. Dopo qualche settimana dalla sua partenza, nel periodo natalizio, Yari, fratello minore di Ylenia, decise di farle una sorpresa e di raggiungerla. Arrivato in Belize scoprì di essere arrivato con "24 ore di ritardo", in quanto la ragazza si era già diretta a New Orleans, città in cui poi sarebbe misteriosamente scomparsa pochi giorni dopo.

La misteriosa scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo dialogo di Ylenia con la famiglia risale al 1º gennaio 1994, con una chiamata partita dal telefono del LeDale Hotel di New Orleans e diretta a casa. Tale telefonata sembra essersi svolta in modo del tutto tranquillo con la madre, a differenza della chiamata del giorno precedente, conclusasi bruscamente dopo una discussione con il padre, contrariato dal fatto che la figlia si trovasse nuovamente a New Orleans.

"LeDale Hotel" di New Orleans, ultimo domicilio conosciuto di Ylenia Carrisi. L'albergo è stato successivamente chiuso e l'edificio abbattuto

Era in quella città che, circa sei mesi prima Ylenia aveva conosciuto il trombettista di strada Alexander Masakela, mal visto dalla famiglia; fu il primo ad essere interrogato in merito alla sua scomparsa.[4] I due alloggiarono nella stessa stanza del LeDale Hotel, ma l'uomo non denunciò la scomparsa di Ylenia quando questa non fece ritorno in hotel né si rese reperibile in alcun modo. In seguito l'uomo dichiarò che lui e la ragazza avevano dormito in letti separati durante il pernottamento in hotel e che Ylenia aveva rifiutato di avere rapporti sessuali con lui nonostante le sue insistenze.[5] Masakela era conosciuto come un guru ma aveva precedenti per molestie e droga[senza fonte]. Ylenia Carrisi fu vista per l'ultima volta in hotel il 6 gennaio 1994: la titolare dell'albergo, Cindee Dale, dichiarò che la ragazza era uscita verso mezzogiorno e non era più tornata. Aveva lasciato in camera quasi tutti i suoi effetti personali (zaino, appunti, passaporto, macchina fotografica, bagagli, vestiti, una Bibbia)[5][6][7]. Masakela rimase in albergo fino al 14 gennaio, quando mostrò al personale il passaporto della Carrisi e tentò di saldare il conto della stanza utilizzando gli assegni turistici non firmati della ragazza.

Fu a quel punto che i responsabili dell'hotel chiamarono la polizia: Masakela inizialmente dichiarò di non sapere dove si trovasse Ylenia, ma di credere che stesse bene.[5] Tuttavia, poche settimane dopo, una sua ex fidanzata denunciò l'uomo per stupro e la polizia iniziò ad indagare sulla sua vita. Masakela venne arrestato il 31 gennaio, salvo essere rilasciato dopo meno di due settimane per mancanza di prove.[5] Romina ha più volte sostenuto che Masakela abbia fatto sparire sua figlia facendola entrare in un giro sporco simile alla "tratta delle bianche", probabilmente dapprima drogandola e segregandola da qualche parte.[8]

La testimonianza considerata più attendibile è quella di Albert Cordova, guardiano notturno dell'Audubon Aquarium of the Americas, il quale riferì di aver visto il 6 gennaio 1994 alle 23:30 circa una ragazza bionda gettarsi nel Mississippi:

«Era seduta sulla banchina di legno con le gambe penzoloni. Bionda, carina, di età fra i 18 e i 24 anni. Indossava una giacchetta scura e un vestito con dei disegni, forse dei fiori, che le arrivava fin sotto il ginocchio. Aveva un’espressione molto triste, depressa. Guardava il fiume. In quella striscia di parco che corre lungo il fiume è proibito fermarsi di notte: la si può solo attraversare. Così appena l'ho vista da lontano mi sono avvicinato fino a uno, due metri. Tutto è durato non più di 30-60 secondi. Le ho detto: 'Non puoi stare lì, devi muoverti'. 'Non importa - mi ha risposto - tanto io appartengo comunque alle acque' e con un balzo si è tuffata nel Mississippi. Le ho gridato di tornare indietro, ma è come se non volesse sentirmi. Continuava a nuotare sicura verso il centro del fiume, senza paura. Quando ho visto che si allontanava sempre di più sono corso a chiamare un agente della polizia fluviale. Insieme abbiamo continuato a urlare, inutilmente. Poi d'improvviso, forse per un crampo provocato dal freddo, ha cominciato a dibattersi, a chiedere aiuto: è andata giù una prima volta, una seconda. Un barcone di passaggio ha creato una specie di mulinello. La ragazza è andata giù di nuovo, ma questa volta non è riemersa. L'abbiamo cercata per ore, con tre motoscafi della polizia e due elicotteri. Non c'è stato niente da fare».[6]

In un primo momento Albert Cordova riconobbe come somigliante alla ragazza annegata la quindicenne Brooke Susanne Javins di Morgantown (nella Virginia Occidentale). Questa versione rimase credibile fino al 28 gennaio seguente, quando si scoprì che costei era viva; allora il detective Ronald Brink del New Orleans Police Department mostrò a Cordova delle foto recenti di Ylenia e a quel punto l'uomo disse che la giovane che aveva visto secondo lui era proprio la figlia di Al Bano Carrisi e Romina Power. Non è mai stato provato che si trattasse effettivamente di Ylenia e nessuno dei corpi ritrovati nel Mississippi nei mesi seguenti fu identificato come il suo. Ciò nonostante, le autorità di New Orleans credono che fosse lei e anche Al Bano ha sempre dichiarato di credere al racconto del guardiano. In particolare, sarebbe stata una frase, «io appartengo alle acque», a convincere Al Bano che la ragazza vista da Cordova fosse proprio Ylenia perché, come racconta lui stesso, quella era la stessa frase che pronunciava sempre da bambina quando si tuffava.[9][10]

Anche la dinamica dell'incidente descritta da Cordova suonò subito familiare ad Al Bano: nella sua autobiografia dichiarò infatti che qualche mese prima aveva già rischiato la vita per colpa di Masakela, gettandosi nel Mississippi, ma in quell'occasione era riuscita a salvarsi.[7][11] Sempre secondo Al Bano fu proprio la droga a trascinarla nell'abisso che avrebbe portato alla scomparsa: durante il loro primo soggiorno a New Orleans improvvisamente Ylenia scappò dall'hotel dove era alloggiata con la famiglia, fermando i tassisti e gridando "Quell'uomo vuole farmi del male!", indicando proprio Al Bano. Fu in quel momento che il cantante capì che la figlia si drogava, aggiungendo che quella sera aveva un appuntamento proprio con Masakela, conosciuto il giorno prima. In un'altra occasione, sempre secondo Al Bano, Ylenia gli confessò di aver fumato marijuana, nonostante avesse sempre detestato il fumo.[11]

Le ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Le rivelazioni nel 2011 e 2013 grazie a Chi l'ha visto?[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno del 2011 la trasmissione Chi l'ha visto? ha rivelato per la prima volta la testimonianza di una ragazza di New Orleans che per anni fu vittima di violenze psicofisiche da parte di Masakela, che la tenne rinchiusa e lontana dalla famiglia. Riguardo all'esperienza disse che non era in grado di intendere e di volere, che era come stregata, sotto l'effetto di un incantesimo, che sapeva di stare facendo del male alla propria famiglia, ma nonostante ciò non riusciva ad allontanarsi da lui. Alla domanda dell'inviato: «Ti drogava?», la donna, di nome Sharon, rispose: «Non lo so, è probabile. Lui mi passava sempre da bere, nei bicchieri, nelle bottiglie...».

La madre Romina, insieme a gran parte della famiglia, a tutto il 2011 riteneva Ylenia ancora in vita,[12] o che comunque non sia morta nel Mississippi. Al Bano già nel 2005,[13] come riportato anche nel libro autobiografico È la mia vita, si è dichiarato convinto del racconto della guardia giurata, poiché "non ci sono altre piste da seguire", attribuendo la scomparsa a un presunto uso di stupefacenti;[14] uso che la madre Romina dubita fortemente essere mai esistito, non escludendo però la possibilità che la figlia sia stata drogata.

Dichiarazioni di Keith Hunter Jesperson[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto riferito da un investigatore esperto di casi irrisolti, Dennis Haley, l'assassino seriale Keith Hunter Jesperson (noto come Happy Face Killer), canadese, condannato a tre ergastoli in Oregon, avrebbe riconosciuto la foto di Ylenia, sostenendo che fosse una delle sue vittime, una giovane donna mai identificata e che si faceva chiamare Suzanne (stesso nome usato da Ylenia), Suzy o Susan;[15] egli l'avrebbe aggredita e uccisa mentre Ylenia faceva l'autostop nei pressi di una stazione di servizio a Tampa. Le autorità della Florida hanno disposto il test del DNA sui resti; a tal fine il DNA del padre Al Bano è stato prelevato e inviato negli Stati Uniti, per verificare se si trattasse dell'italiana.[16][17] Il test del DNA ha dato però esito negativo.[18]

La richiesta di dichiarazione di morte presunta[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2013 Al Bano ha presentato istanza di dichiarazione di morte presunta della figlia Ylenia al tribunale di Brindisi.[19][20][21] La morte presunta di Ylenia in data 31 dicembre 1993 è stata infine dichiarata il 1º dicembre 2014 con sentenza da parte del tribunale di Brindisi.[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative
  1. ^ Il 1º dicembre 2014 su richiesta di Al Bano il tribunale di Brindisi ha dichiarato la morte presunta di Ylenia il giorno stesso dell'ultimo contatto telefonico avuto con la famiglia, che in Italia era il 1º gennaio 1994, mentre a New Orleans (causa fuso orario) era ancora il 31 dicembre 1993. In realtà tale data non può essere quella giusta, visto che Ylenia fu vista l’ultima volta dalla titolare dell’hotel di New Orleans in cui alloggiava il 6 gennaio 1994. Se si presta fede al racconto del guardiano notturno dell'Audubon Aquarium of the Americas (valutato come credibile dallo stesso Al Bano), che ha riconosciuto Ylenia in una ragazza annegata nel Mississippi, è molto verosimile che la morte sia avvenuta poco dopo le 23:30 di quello stesso 6 gennaio 1994.
Bibliografiche
  1. ^ R. Poppi, Dizionario del cinema italiano. I FIlm dal 1960 al 1989, A/L, vol. 5, Roma, Dizionari Gremese, 2000, p. 137. ISBN 88-7742-423-0.
  2. ^ Aldo Grasso, Storia della televisione italiana, Milano, Garzanti, 2000, p. 497, ISBN 88-11-73883-0.
  3. ^ Albano Carrisi, È la mia vita, MONDADORI, 5 maggio 2015, ISBN 978-88-520-6487-6. URL consultato il 29 novembre 2016.
  4. ^ Ylenia 12 mesi dopo: la verità è un giallo (Corriere.it)
  5. ^ a b c d Meaghan Elizabeth Good, The Charley Project: Ylenia Maria Sole Carrisi, su charleyproject.org. URL consultato il 23 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2016).
  6. ^ a b Chi l'ha Visto - Scomparsi - Ylenia Carrisi - La scheda, su chilhavisto.rai.it. URL consultato il 23 novembre 2016.
  7. ^ a b (EN) The Doe Network: Ylenia Maria Carrisi 1107DFLA, su doenetwork.org. URL consultato il 23 novembre 2016.
  8. ^ IL SOSPETTO DI ROMINA ' FORSE L'HANNO VENDUTA' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  9. ^ Al Bano: Ylenia suicida per droga nel Mississippi, in la Repubblica. URL consultato il 1º novembre 2006.
  10. ^ Al Bano Carrisi, Io ci credo, Edizioni Piemme, 20 marzo 2012, p. 87, ISBN 978-88-585-0633-2. URL consultato il 19 gennaio 2017.
  11. ^ a b La verità di Al Bano: Ylenia si drogava è morta nel Mississippi, in il Giornale. URL consultato il 24 novembre 2016.
  12. ^ TG1 del 28 ottobre 2011 ore 20, su tg1.rai.it.
  13. ^ Andrea Laffranchi, Al Bano: «Ora l'ho capito, Ylenia si è uccisa», in Corriere della Sera, 9 giugno 2005.
  14. ^ Ylenia, Al Bano rompe il silenzio: "La droga l'ha portata nell'abisso", in la Repubblica, 31 ottobre 2006.
  15. ^ Ylenia Carrisi fu uccisa da Happy Face Killer?
  16. ^ "Ylenia Carrisi forse uccisa da camionista-serial killer". Ecco l'identikit della sua vittima. Prelevato Dna ad Al Bano
  17. ^ ESCLUSIVO/ Ecco il volto della sesta vittima di Happy Face Killer: è lei Ylenia Carrisi?
  18. ^ Luisiana Gaita, Ylenia Carrisi, non è suo il cadavere trovato a Palm Beach nel 1994. Lo sceriffo: “Il dna non corrisponde”, in Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2015.
  19. ^ Al Bano, il leone firma la resa "Ylenia è morta 20 anni fa", in Quotidiano Nazionale, 22 gennaio 2013.
  20. ^ Ylenia, Romina non s'arrende e ad Al Bano manda a dire: "Io continuerò a cercarla", in Quotidiano Nazionale, 24 gennaio 2013.
  21. ^ Romina Power al Los Angeles Italia film Festival - Romina Power: 'Ylenia è viva, Al Bano sta sbagliando' - -gossip - MSN Italia
  22. ^ Dichiarazione di morte presunta, su gazzettaufficiale.it, 16 dicembre 2014. URL consultato il 4 febbraio 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Al Bano, Fra cielo e terra: le mie radici, le stagioni della vita, la forza della fede, Milano, Piemme, 2013, ISBN 978-88-566-2860-9.
  • Al Bano, Io ci credo: perché con la fede non mi sono arreso mai, Milano, Piemme incontri, 2012, ISBN 978-88-566-2426-7.
  • Jesse Russell, Ronald Cohn, Ylenia Carrisi, Book on Demand, 2012, ISBN 978-5-511-62547-8
  • Mike Bongiorno, Nicolò Bongiorno, La versione di Mike, Mondadori, 2007, ISBN 978-88-04-57247-3
  • Andrei Codrescu, New Orleans, Mon Amour: Twenty Years of Writings from the City, Algonquin Books, 2006, ISBN 1-56512-505-3.
  • Giovanna Del Negro, The Passeggiata and Popular Culture in an Italian Town, Montreal, McGill-Queens University Press, 2004, ISBN 0-7735-2739-7.
  • Louisiana blues, Autore Gabriele Romagnoli, Feltrinelli Editore, 2001, ISBN 88-7108-165-X.
  • Vittorio Franchini, Il paese della musica felice: Louisiana: jazz, voodoo, alligatori, Reportage 2000, Editore Touring Editore, 2004, ISBN 88-365-3067-2.
  • Enzo Catania, Mario Celi, Il mistero di Ylenia, prefazione di Guglielmo Zucconi, Pavia, Liber Internazionale, 1994, ISBN 88-8004-018-9.
  • Al Bano & Romina Power, Autoritratto dalla A alla R, a cura di Laura Ballio, Milano, Rizzoli, 1991.
  • Ylenia e le altre, «L'Espresso», Roma, n.6 dell'11 febbraio 1994.
  • Ylenia practica el «jet-ski» con un profesor de excepción: Al Bano, su padre, «Semana», Madrid, 1988.
  • Aldo D'Orazio, Romina: in Russia ho trovato chi può prendere il posto di Al Bano, «Novella 2000», n.36 del 1986.
  • Romina il mio mondo in una foto, «GIOIA», n. 3 del 1985.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]