Yilian Cañizares

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Yilian Cañizares
Yilian-Canzares-350kzm1qdtka22tddedrcw6zxumisuqsur9ufxckj5ubj0cvu.jpg
NazionalitàCuba Cuba
Svizzera Svizzera
GenereMusica latina
Jazz
Periodo di attività musicale2009 – in attività
Strumentoviolino
EtichettaPlaneta Y
Gruppi attualiYilian Cañizares
Album pubblicati7
Studio6
Live1
Sito ufficiale

Yilian Cañizares (L'Avana, 1983) è una musicista e cantante cubana naturalizzata svizzera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a L'Avana, Yilian Cañizares inizia lo studio del violino nella sua città natale, secondo la più rigorosa tradizione russa.[1] Nel 1997, a sedici anni, studia in Venezuela; nel 2000 si trasferisce in Svizzera, dove entra nel Conservatorio di Friburgo.[2]. Vive ancora in Svizzera, e ne ha acquisito la nazionalità.[3][4][5] Pensava inizialmente di dedicarsi alla musica classica, ma in Svizzera, scopre il jazz e decide di cantare.[1] Trova il tuo stile dopo avere scoperto il violinista jazz francese Stéphane Grappelli. Sentendo la mancanza delle sue radici, decide di mescolare lo stile di Grappelli con la musica cubana.[6] Alla fine dei suoi studi fonda il gruppo Ochumare, che significa "arcobaleno" in yoruba, con David Brito (basso) e Cyril Regamey (batteria e percussione).[5] Dopo continua la sua carriera come solista. La rivista francese Le Nouvel Observateur parla di lei come la "rivelazione dell'anno 2013"[7] e la rivista francese Les Inrockuptibles considera il suo CD Invocación come uno dei dieci migliori CD del Sud America del 2015.[8] In questi anni ha condiviso il palco con Ibrahim Maalouf, Omar Sosa, Youn Sun Nah, Richard Bona, Chucho Valdés, Roberto Fonseca, Dhafer Youssef, El Comité. Il 5 ottobre 2018, è uscito Aguas, l'album realizzato in collaborazione con Omar Sosa. Il 15 Novembre 2019 è uscito il suo nuovo album intitolato Erzulie, su etichetta Planeta Y, fondata dalla stessa Yilian Canizares, dedicato alla divinità femminile haitiana dell'Amore e della Libertà.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Il suo stile riflette la varietà delle sue influenze, con tocchi di jazz, musica cubana, rock, blues e con un grande spazio lasciato all'improvvisazione.[2][3][9] La rivista francese Les Inrockuptibles parla di una orchestrazione jazz mescolata con rituale Yoruba.[8] Canta in spagnolo, yoruba e francese e uno dei suoi tratti distintivi sta nel cantare e suonare il violino allo stesso tempo.[1]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Ochumare Quartet
  • 2009 - Caminos
  • 2011 - Somos Ochumare
Yilian Cañizares

Omar Sosa & Yilian Cañizares

  • 2018 - Aguas
  • 2019 - Omar Sosa & Yilian Cañizares feat Gustavo Ovalles - Live at Elbphilharmonie Hamburg

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniel Stawinski – piano (in Ochumare e Invocación)
  • David Brito – contrabbasso
  • Cyril Regamey – batteria, percussione
  • Childo Tomas - basso (in Erzulie)
  • Inor Sotolongo - percussioni ( in Erzulie e Invocación)
  • Marque Gilmore - batteria, elettronica ( in Erzulie)
  • Amen Viana - chitarra e voce (in Erzulie)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Filmato audio 64 Minutes, su YouTube, TV5 Monde, 8 marzo 2015. URL consultato il 30 maggio 2015.
  2. ^ a b Yilian Cañizares, Havanaise du monde, in Le Courrier, 3 aprile 2015. URL consultato il 25 maggio 2015.
  3. ^ a b La Suisse, une autre île nourricière, in Le Temps, 5 aprile 2013. URL consultato il 17 maggio 2015.
  4. ^ Violon des mers du Sud Yilian Cañizares nous endiable, Femina, 7 settembre 2014
  5. ^ a b Yilian Cañizares, par-delà les océans et les tradition, Le Nouvelliste, marzo 2013
  6. ^ Die Sängerin und Geigerin Yilian Cañizares in Moods, in Neue Zürcher Zeitung, 16 settembre 2013. URL consultato il 6. Juni 2015.
  7. ^ Violon magique – la chanterelle du latin jazz, Le Nouvel Observateur, 30 gennaio 2014
  8. ^ a b Dix albums incontournables d’Amérique du Sud, in Les Inrockuptibles, 11 aprile 2015. URL consultato il 30 maggio 2015.
  9. ^ Moncalieri Jazz festival: dallo swing italiano al jazz cubano, in La Stampa, 14 novembro 2013. URL consultato il 24 ottobre 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN22147663053460551713 · ISNI (EN0000 0004 6275 6559 · LCCN (ENno2016130115 · WorldCat Identities (ENlccn-no2016130115