Yes Man (film)

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Yes Man
Jim Carrey - Yes Man.jpg
Jim Carrey in una scena del film
Titolo originale Yes Man
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2008
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere commedia
Regia Peyton Reed
Soggetto dalla biografia di Danny Wallace
Sceneggiatura Nicholas Stoller, Jarrad Paul, Andrew Mogel
Produttore Jim Carrey, David Heyman, Richard D. Zanuck
Produttore esecutivo Marty P. Ewing
Casa di produzione Heyday Films, The Zanuck Company, Village Roadshow Pictures, Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Robert D. Yeoman
Montaggio Craig Alpert
Effetti speciali Scott Forbes, J.D. Schwalm, Richard Stutsman
Scenografia Andrew Laws
Costumi Mark Bridges
Trucco J.D. Bowers, Bill Corsom, Anne Morgan, Matthew W. Mungle
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Yes Man è un film commedia del 2008, diretto da Peyton Reed e con interprete Jim Carrey. Il film è un adattamento cinematografico ispirato alla storia vera dell'umorista inglese Danny Wallace narrata nel libro autobiografico Yes Man.

Il rilascio cinematografico negli Stati Uniti d'America è avvenuto il 19 dicembre 2008, in Italia il film è stato distribuito a partire dal 9 gennaio 2009.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lasciato dalla moglie Stephanie da tre anni, dopo un matrimonio di soli sei mesi, Carl Allen è caduto in una profonda depressione, dalla quale non riesce ad uscire. Sul lavoro non combina molto, e agli amici dà continui bidoni nonostante le loro dimostrazioni di affetto. Un giorno incontra un vecchio amico che non vedeva da tempo, che lo spinge a partecipare a un convegno sull'autostima, la cui chiave di volta sta nel dire sempre un incondizionato "sì" a ogni cosa che la vita proponga. Carl decide di seguire la lezione del sì e questo lo porta a cambiare per sempre la sua vita.

Davanti a Carl si aprono infinite porte: impara il coreano, a suonare la chitarra, a pilotare un aeroplano, riceve due promozioni al lavoro, diventa amico del suo capo, fa amicizia con la futura moglie del suo migliore amico, salva un uomo da un tentativo di suicidio e infine conosce Allison, una ragazza ribelle che fa parte di un gruppo musicale e che pratica jogging fotografico. La favola finisce quando, durante una vacanza non programmata a Los Angeles, Carl viene trattenuto dai federali perché sospettato di terrorismo. Il suo amico avvocato, Peter, spiega loro, e quindi anche ad Allison, del seminario sul sì di Carl. La ragazza crede abbia deciso di avere una relazione con lei solo per questo motivo e lo lascia.

Carl cerca in ogni modo di chiarire con Allison che, però, non vuole rivolgergli la parola. Inoltre, su disposizione dei pezzi grossi della banca, deve licenziare il suo ex capo Norman. In seguito Carl presenta a Norman una commessa coreana: al termine della festa di addio al nubilato, Stephanie chiama Carl in lacrime dopo una lite col suo nuovo fidanzato e prova a convincerlo a restare con lei tutta la notte, ma Carl, per la prima volta da quando ha iniziato il suo nuovo stile, dice "no" perché è ormai innamorato di Allison. In seguito la sfortuna inizia a perseguitarlo e così cerca Terrence per farsi togliere dal vincolo del "sì" che gli aveva imposto. Alla fine, dopo un incidente in macchina con Terrence, il seminarista del "sì", Carl capisce realmente cosa significa dire di sì e fa pace con Allison, tornando a vivere una vita normale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua interpretazione, Jim Carrey non è stato stipendiato, è stato invece pagato, per sua scelta, con una percentuale (36,2%) sugli incassi del film.[1]

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è basato sulla biografia di un giornalista, Danny Wallace, il quale passò un anno della sua vita a dire sempre di sì a tutte le proposte. Wallace appare in un breve cameo nel film: nel finale, alla festa di fidanzamento, può essere visto al bar nel momento in cui l'amico di Carl si allontana con la ragazza coreana.[2]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

In una scena cui si richiedeva del bungee jumping, Carrey ha fatto a meno dello stuntman ed è saltato di persona dall'Arroyo Seco Bridge a Pasadena[3]; la lavorazione si è svolta ai Los Angeles Studios durante l'ottobre 2007.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

La prima locandina è stata pubblicata in rete a fine luglio 2008, e mostra un gigantesco "Yes" con davanti Jim Carrey che corre beato in un campo di fiori.[4]

Il primo teaser trailer (in lingua originale) internazionale è stato mostrato da Yahoo! nel settembre 2008.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha guadagnato in Italia € 8.044.000. Negli Stati Uniti, ha incassato nel primo weekend 18 milioni di dollari[5] per un totale di $97.690.976, totalizzando la cifra di $228.990.976 nel resto del mondo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel film sono presenti numerosi riferimenti al mondo del cinema. Nelle scene iniziali il protagonista, tornato a casa, guarda alla TV il film horror Saw - L'enigmista. Più di un riferimento viene fatto al film 300. Nel corso del film vi sono anche vari riferimenti alla saga di Harry Potter, in modo particolare alle opere cinematografiche ad esempio quando Carl e Norman parlano delle torte a forma di personaggi famosi nell'ufficio di quest'ultimo c'è appesa alla parete una foto della copertina di Harry Potter e la camera dei segreti. David Heyman, uno dei produttori del film, ha lavorato anche alla produzione dei film sul maghetto. Inoltre nella scena iniziale del film si fa riferimento al film Transformers. Quando il protagonista va per la seconda volta nel negozio di video Blockbuster, noleggia anche il film Il rompiscatole, dove recita Jim Carrey stesso. L'autore del libro da cui viene tratto questo film è presente nella pellicola durante l'addio al nubilato: è il biondo con occhialini che compare alle spalle dell'amico di Jim Carrey poco prima che la anziana si presenti

Vari sono anche i riferimenti al mondo musicale. La canzone cantata da Carl all'uomo suicida è Jumper dei Third Eye Blind. Dopo aver suonato la chitarra, rincuorando e salvando l'uomo, Carl grida: "Mi sono venute le vesciche". Si tratta di un riferimento alla canzone Helter Skelter dei Beatles (di cui Charles Manson era ossessionato e infatti ci sono riferimenti a lui nel corso del film). Ringo Starr grida questa frase alla fine della canzone. Nel film è presente un altro riferimento ai Beatles: quando è al teatro con Allison, Carl inizia a cantare la canzone Can't Buy Me Love dall'album A Hard Day's Night del 1964, e l'allusione ai "fan svitati" (insieme con il mimare l'atto dello sparare alla testa) è un chiaro riferimento all'assassinio di John Lennon. La suoneria del cellulare di Carl è Separate Ways dei Journey.

Il personaggio di Terrence Bundley è curiosamente somigliante a Marshall Applewhite, leader della setta Heaven's Gate, tristemente nota per il suicidio di massa di cui la scena finale del film è rappresentazione softcore, secondo alcuni, in quanto gli stessi partecipanti al movimento degli "Yes Men" finiscono per agire sconsideratamente contro sè stessi, presentandosi completamente nudi ad una conferenza di Terrence e lasciando quest'ultimo completamente stupefatto. Secondo la psicologa Margaret Singer, i discepoli di Applewhite sarebbero stati così dipendenti dalle parole del loro leader da arrivare ad una scelta come il suicidio, solo perché incapaci di poter vivere una forma di autostima concreta in assenza di chi tale autostima aveva sempre ispirato. Similmente si sarebbero tolti la vita, concetto che è spiegato nella commedia con l'atto di denudare sè stessi, rinunciando a qualsiasi facoltà autonoma di pensiero e d'azione.

Inoltre, nel film c'è anche un riferimento al cantante Bono Vox del gruppo degli U2, il quale in una scena ironica del film viene scambiato erroneamente dal protagonista per l'attore Mickey Rourke.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La moto utilizzata da Carl è una Ducati Hypermotard ma in diverse riprese procede con la frizione tirata, imprecisione cinematografica.
  • In questo film vengono organizzate delle feste in maschera, tematizzate sui film di Harry Potter e 300.
  • In una scena, Carl guarda alla TV una scena del film 300. D'altro canto il doppiatore italiano di Carl, Roberto Pedicini, è anche il doppiatore di Leonida in 300.
  • Il nome del protagonista, Carl Allen, assomiglia a quello di Allen Carr ideatore di un metodo per vincere il vizio del fumo, paragonabile al metodo "Yes" del film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dorothy Pomerantz, The Most Overpaid Celebrities, Yahoo!, 10-12-2007. URL consultato il 17-10-2008.
  2. ^ Yes Man (2008) - Trivia - IMDb
  3. ^ Steve Chupnick, Jim Carrey Says Yes to Bungie Jump, ComingSoon, 31-01-2008. URL consultato il 17-10-2008.
  4. ^ Yes Man, arriva la locandina, Vivacinema, 21-07-2008. URL consultato il 17-10-2008.
  5. ^ Yes Man - MYmovies

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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