Yazdgard II

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Yazdgard II
یَزدگِرد
YazdegerdIICroppedCoinHistoryofIran.jpg
Moneta di Yazdgard II, coniata a Gorgan o a Qom tra il 439 ed il 447
Shahanshah dell'Impero Sasanide
In carica 438 –
457
Predecessore Bahram V
Successore Ormisda III
Altri titoli Sakanshah
Kay
Morte 457
Dinastia Sasanidi
Padre Bahram V
Consorte Denag
Figli Ormisda III, Peroz I, Balash, Zarir
Religione Zoroastrismo
Moneta raffigurante Yazdgard II al dritto e l'altare del fuoco zoroastriano al rovescio

Yazdgard II (in persiano یَزدگِرد‎; ... – 457) è stato un sovrano della dinastia sasanide, formalmente 16º Re dei Re dell'Iran e del "non-Iran" (Šāhān šāh ī Ērān ud Anērān) dal 438 al 457.

Figlio e successore di Bahram V, il suo regno fu marcato dal conflitto ad Occidente contro i romani e ad Oriente contro gli Eftaliti; la sua morte causò lo scoppio di una guerra civile tra i suoi due figli maggiori, Ormisda III e Peroz I, terminata con la vittoria di quest'ultimo.

Yazdgard II fu inoltre il primo sovrano sasanide ad assumere il titolo di Kay, con evidente richiamo alla mitica e semi-leggendaria dinastia Kayniana, celebrata nell'Avestā.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Yazdgard è una combinazione delle parole yazad yazata- ("essere divino") e -karta ("fatto"), in Persiano antico, con il significato di ("fatto da Dio")[1]. Il Yazdgard è noto in altre lingue come Yazdekert in Pahlavi; come Yazd(e)gerd in Persiano moderno; come Yazdegerd, Izdegerd, e Yazdeger in Siriaco; come Yazdkert in Armeno; come Izdeger e Azger in Talmudico; come Yazdeijerd in Arabo e come Isdigerdes in Greco[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 438 Bahram V morì, lasciando lo scettro a Yazdgard II; l'impero sasanide all'epoca era in pace con quello romano, e a causa di movimenti di popoli nomadici entrambi avevano dovuto collaborare per difendere i propri confini caucasici[2]. L'aiuto rivolto ai persiani era costituito dal pagamento di una grande di quantità di denaro; a seguito del rifiuto dell'imperatore Teodosio II di proseguire nel versamento, Yazdgard, pacificata la frontiera settentrionale, scese in guerra contro l'Impero romano d'Oriente[2]; i romani avevano disposto sul confine un numeroso contingente, in previsione di un attacco, con il rafforzamento delle fortezze di fronte alla città persiana di Carre. Lo Shahanshah radunò un esercito composto da contingenti di diverse nazioni vassalle dei Persiani e attaccò i Romani, collezionando diverse piccole vittorie[3]. Intanto, approfittando del conflitto ad Oriente, i Vandali mossero le proprie armate in Egitto e nelle provincie africane dell'impero romano, destabilizzando il confine meridionale. Teodosio II fu costretto dunque a domandare la pace, inviando nel campo sasanide il console Anatolio[4].

La pace, firmata nel 440, sanciva la promessa dei romani di non costruire nuove fortezze al confine persiano e di versare tributi ai sasanidi[3]. Yazdgard decise di risolvere il problema della frontiera orientale, dove i Kidariti e le altre popolazioni della frontiera operavano incursioni annualmente. Nel 443 raccolse il proprio esercito a Nīshāpūr e lanciò una prima campagna vittoriosa; a differenza di quanto fatto dai suoi predecessori, non si accontentò della prima vittoria, ma continuò ad organizzare delle campagne ogni anno fino al 450, quando finalmente allontanò gli Unni bianchi, suoi ultimi oppositori, nei territori poco fertili al di là del fiume Oxus.

Come tutti i sovrani sasanidi prima di lui, Yazdgard professava lo Zoroastrismo. Durante le campagne orientali, il sovrano divenne sospettoso dei cristiani che facevano parte del suo esercito, oltre che di alcuni nobili, e ne espulse molti. In seguito perseguitò gli assiri cristiani e, in parte, quelli ebrei; quando i cristiani d'Armenia si ribellarono, li sconfisse nella battaglia di Vartanantz, nel 451.

Verso la fine del suo regnò dovette tornare in guerra con i Kidariti, con i quali combatteva ancora nel 457, anno della sua morte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Touraj Daryaee, Yazdegerd II, in Encyclopaedia Iranica.
  • (EN) R. N. Frye, The political history of Iran under the Sasanians, in The Cambridge History of Iran, Volume 3(1): The Seleucid, Parthian and Sasanian Periods, Cambridge, Cambridge University Press, 1983, ISBN 0-521-20092-X.
  • (EN) George Rawlinson, The Civilizations of the Ancient Near East
  • (EN) A. Shapur Shahbazi, Yazdegerd I, in Encyclopaedia Iranica, 2003.
  • (EN) M. Rahim Shayegan, Sasanian political ideology, in The Oxford Handbook of Ancient Iran, Oxford University Press, 2017, ISBN 9780190668662.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Shahbazi 2003.
  2. ^ a b Shayegan, p. 809.
  3. ^ a b Daryaee.
  4. ^ Frye, p.140.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sovrani sasanidi di Persia Successore
Bahram V 438-457 Ormisda III