Yazdgard II

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Moneta raffigurante Yazdgard II al dritto e l'altare del fuoco zoroastriano al rovescio

Yazdgard II (... – 457) fu il quindicesimo sovrano di Persia della dinastia sasanide, e regnò dal 438 al 457.

Yazdgard era il figlio dello shah Bahram V (421-438) e successe al padre.

All'inizio del suo regno, Yazdgard scese in guerra contro l'Impero romano d'Oriente. L'imperatore romano Teodosio II aveva ordinato una concentrazione di truppe lungo la frontiera, in previsione di un attacco, con il rafforzamento delle fortezze in territorio romano di fronte alla città persiana di Carre. Yazdgard radunò un esercito composto da contingenti di diverse nazioni vassalle dei Persiani e attaccò i Romani prendendoli di sorpresa: solo una improvvisa e notevole alluvione mise fine all'attacco persiano, permettendo ai Romani di ritirarsi e impedendo a Yazdgard, che comandava il proprio esercito, di invadere il territorio romano. Teodosio ordinò allora al proprio generale e politico Anatolio di recarsi al campo sasanide per stipulare la pace; Anatolio giunse al campo di Yazdgard da solo e si gettò ai piedi del sovrano: Yazdgard, impressionato, accettò di stipulare la pace, che prevedeva tra i suoi termini l'accordo di non costruire nuove fortezze frontaliere e di non fortificare quelle esistenti.

Yazdgard decise di risolvere il problema della frontiera orientale, dove i Kidariti e le altre popolazioni della frontiera operavano incursioni annualmente. Nel 443 raccolse il proprio esercito a Nīshāpūr e lanciò una prima campagna vittoriosa; a differenza di quanto fatto dai suoi predecessori, non si accontentò della prima vittoria, ma continuò ad organizzare delle campagne ogni anno fino al 450, quando finalmente allontanò gli Unni bianchi, suoi ultimi oppositori, nei territori poco fertili al di là del fiume Oxus.

Come tutti i sovrani sasanidi prima di lui, Yazdgard professava lo Zoroastrismo. Durante le campagne orientali, il sovrano divenne sospettoso dei cristiani che facevano parte del suo esercito, oltre che di alcuni nobili, e ne espulse molti. In seguito perseguitò gli assiri cristiani e, in parte, quelli ebrei; quando i cristiani d'Armenia si ribellarono, li sconfisse nella battaglia di Vartanantz, nel 451.

Verso la fine del suo regnò dovette tornare in guerra con i Kidariti, con i quali combatteva ancora nel 457, anno della sua morte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Predecessore Sovrani sasanidi di Persia Successore
Bahram V 438-457 Ormisda III