X agosto

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X agosto
AutoreGiovanni Pascoli
PeriodoDecadentismo
GenerePoesia
Lingua originaleitaliano

X agosto è una poesia composta da Giovanni Pascoli in memoria del padre Ruggero, ucciso mentre tornava a casa da un mercato di una città vicina in circostanze misteriose il 10 agosto 1867, giorno di San Lorenzo. Pascoli ha appena 12 anni, e questa morte aprirà una serie di lutti familiari.

La narrazione, accostando una storia in una realtà naturale e un'altra in una realtà familiare, smaschera una cruda realtà universale: il male e l'ingiustizia che dominano l'esistenza.

La poesia fu pubblicata per la prima volta ne Il Marzocco del 9 agosto 1896; successivamente venne inserita nella quarta edizione (1897) di Myricae, nella sezione Elegie.[1]

Rondine comune
Una rondine comune (Hirundo rustica), metafora del padre nella poesia di Pascoli.

Testo ed analisi[modifica | modifica wikitesto]

Il componimento è costituito da sei quartine di decasillabi e novenari ad anfibrachi, con rime alternate secondo lo schema ABAB.[1]

X agosto
 
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
 
5Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.
 
Ora è là, come in croce, che tende
10quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
 
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
15e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
 
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
20le bambole al cielo lontano.
 
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

Nella prima strofa della poesia Pascoli insinua di sapere il motivo per cui il cielo "piange" stelle cadenti, andando avanti con la lettura, si scoprirà che, addolorato anch'egli, il cielo piange la morte del padre del poeta. Nella seconda e terza strofa si introduce il primo personaggio: la rondine, che viene uccisa. Il nido di questa pigola nonostante il verso della rondine sia il garrito, questo a simbolo dell'innocenza dei rondinini che ancora hanno speranza nell'arrivo del cibo, speranza che svanirà assieme al pigolio. Nella quarta e quinta strofa si introduce il secondo personaggio, un uomo, anch'egli stava tornando a casa e viene ucciso, è il padre di Pascoli e, come la rondine portava il cibo ai rondinini, egli ai figli portava due bambole in dono. Ovviamente questo appartiene solo all'immaginazione di Pascoli, come d'altronde le ultime parole dell'uomo, che ricordano Cristo crocifisso. Nell'ultima strofa il poeta si rivolge a delle entità che amministrano l'esistenza umana: il Cielo ed il Male che si sono rivolti ad un frammento minimo della Terra, governato dal Male, ma inondato di stelle dal Cielo.

L'intera poesia si basa sulla contrapposizione che c'è tra l'uomo e la rondine, entrambi, nella seconda e quarta strofa, incarnano il desiderio di Pascoli, questi sembra che si rivolgano al cielo chiedendo giustizia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gruppo rock demenziale bolognese degli Skiantos ne eseguì una versione punk-rock, contenuta nell'album Pesissimo del 1980. Nella canzone fu introdotto un verso in più ideato da Freak Antoni.
  • Esiste una versione in musica della poesia nell'album Prezioso del cantautore piemontese Gian Maria Testa, pubblicato postumo nel gennaio del 2019.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Riccardo Bruscagli e Gino Tellini, Letteratura e storia – L'età del Realismo, Firenze, Sansoni per la scuola, 2005, pp. 459-460, ISBN 88-383-0574-9.

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