XVII legislatura della Repubblica Italiana

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XVII legislatura
Italia Italia
Elezioni Elezioni politiche del 2013
Governi Letta, Renzi, Gentiloni
PD
283 / 630
(Seggi Camera)
99 / 321
(Seggi Senato)
M5S
91 / 630
(Seggi Camera)
35 / 321
(Seggi Senato)
FI
54 / 630
(Seggi Camera)
43 / 321
(Seggi Senato)
Art.1-MDP
40 / 630
(Seggi Camera)
16 / 321
(Seggi Senato)
AP-CpE
26 / 630
(Seggi Camera)
27 / 321
(Seggi Senato)
LN
19 / 630
(Seggi Camera)
12 / 321
(Seggi Senato)
SI-Po
17 / 630
(Seggi Camera)
8 / 321
(Seggi Senato)
SC-ALA-MAIE
16 / 630
(Seggi Camera)
16 / 321
(Seggi Senato)
Precedenti XVI
Successive XVIII

La XVII legislatura della Repubblica Italiana ha avuto inizio venerdì 15 marzo 2013, con la prima seduta della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, le cui composizioni sono state determinate dai risultati delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, indette dopo lo scioglimento delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012.

Rispetto a tutte quelle che l'hanno preceduta, è la legislatura con l'età media più bassa e con il maggior numero di donne in Parlamento. Infatti la percentuale complessiva di donne è del 31 per cento (32 per cento alla Camera e 30 per cento al Senato) e l'età media complessiva è di 48 anni (45 alla Camera e 53 al Senato).[1]

Il parlamentare eletto più anziano è il senatore Sergio Zavoli, di 90 anni al momento dell'elezione, votato nelle liste del Partito Democratico[1] (dal 16 settembre 2016 è anche il parlamentare più anziano in assoluto). Il più giovane è il deputato Enzo Lattuca, di 25 anni al momento dell'elezione, anch'egli del PD[2]. Il senatore più anziano in assoluto è stato in un primo tempo Giulio Andreotti, di 94 anni, fino al 6 maggio 2013, data del suo decesso, seguito da Emilio Colombo, senatore a vita di 93 anni, dal 6 maggio al 24 giugno 2013, data della sua morte[3] e da Carlo Azeglio Ciampi dal 24 giugno 2013 al 16 settembre 2016, deceduto a 95 anni.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013, Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2015, Patto del Nazareno, Riforma costituzionale Renzi-Boschi e Referendum costituzionale del 2016 in Italia.

Gli adempimenti parlamentari di inizio legislatura prevedono, per ogni Camera:

  • costituzione dell'Ufficio di Presidenza provvisorio;
  • costituzione della Giunta provvisoria per la verifica dei poteri;
  • votazione per il presidente.

La prima seduta del Senato è stata presieduta dal senatore a vita Emilio Colombo (Per le Autonomie - PSI), in qualità di senatore più anziano (dopo la rinuncia di Giulio Andreotti a esercitare tale facoltà). La prima seduta della Camera è stata presieduta da Antonio Leone (PdL), in qualità di vicepresidente della precedente legislatura avente la maggiore anzianità di elezione.

Il 22 marzo 2013 Pier Luigi Bersani è stato incaricato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di formare un Governo, verificando prima una maggioranza stabile sia alla Camera sia al Senato.[4]

Il 28 marzo 2013 il presidente della Repubblica annuncia di voler cercare soluzioni alternative per la formazione di un nuovo Governo dopo che Pier Luigi Bersani non è riuscito a trovare la maggioranza stabile richiesta al Senato.[5]

Il 30 marzo 2013 il presidente della Repubblica forma due gruppi di lavoro per i contatti con i gruppi parlamentari, il primo di tipo istituzionale formato da Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante; mentre il secondo per la materia economico-sociale ed europea è formato da Salvatore Rossi, Giovanni Pitruzzella, Enrico Giovannini, Giancarlo Giorgetti, Filippo Bubbico e dal ministro del governo Monti Enzo Moavero Milanesi.[6]

Il Parlamento in seduta comune con i delegati regionali ha votato a partire dal 18 aprile 2013, come prevede la Costituzione (un mese prima della scadenza del settennato di presidenza di Giorgio Napolitano, prevista per il 15 maggio 2013), il nuovo presidente della Repubblica Italiana.

Il 20 aprile 2013 è stato chiesto a Giorgio Napolitano da un ampio schieramento parlamentare la disponibilità a essere rieletto,[7] che egli ha dato,[8][9] venendo eletto alla sesta votazione con 738 voti su 997 votanti dei 1.007 aventi diritto e divenendo così il primo presidente della Repubblica a essere eletto per un secondo mandato.[10]

Il 24 aprile 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferisce l'incarico di Presidente del Consiglio dei ministri al deputato del PD Enrico Letta, incarico che questi accetta con riserva.[11]

Il 27 aprile 2013 Enrico Letta sale al Quirinale nel pomeriggio, scioglie la riserva e annuncia la lista dei ministri.[12]

Il 28 aprile 2013 il Governo Letta presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.[13]

Il 29 aprile 2013 il Governo ottiene la fiducia alla Camera con 453 sì, 153 no e 17 astenuti.[14]

Il 30 aprile 2013 il Governo ottiene la fiducia al Senato con 233 sì, 59 no e 18 astenuti.[15]

Il 6 maggio 2013 muore il parlamentare più anziano, il senatore a vita Giulio Andreotti a 94 anni d'età[16].

Il 24 giugno 2013 muore il parlamentare più anziano, il senatore a vita Emilio Colombo a 93 anni d'età[3].

Il 24 giugno 2013 Josefa Idem, ministro per le Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili, si dimette dopo un colloquio con il Presidente del Consiglio Letta[17].

Il 1º agosto 2013 Silvio Berlusconi, leader del Popolo della Libertà e senatore della XVII legislatura della Repubblica Italiana, viene condannato a quattro anni di reclusione per frode fiscale con sentenza passata in giudicato nel processo sulla compravendita dei diritti televisivi[18].

Il 30 agosto 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina senatori a vita Claudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia[19].

Il 28 settembre 2013 in seguito alla decisione in notturna del premier Letta di posticipare il decreto che impediva l'aumento dell'IVA dal 21 al 22%, i ministri del PdL si dimettono a richiesta di Silvio Berlusconi, aprendo così di fatto una crisi di governo. Il Presidente del Consiglio annuncia che si presenterà a breve davanti alle camere per chiedere il rinnovo della fiducia al suo governo.[20]

Il 29 settembre 2013 il premier Letta si reca al Colle dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per fare il punto della situazione sul Governo e le alternative possibili. In precedenza il Capo dello Stato aveva dichiarato che avrebbe sciolto le camere solo se non ci fossero state alternative possibili[21].

Il 30 settembre 2013 a palazzo Chigi pervengono le dimissioni irrevocabili dei ministri PdL. Nel frattempo, la data per il voto di fiducia è fissata al 2 ottobre: in mattinata si voterà al Senato, nel pomeriggio alla Camera[22].

Il 1º ottobre 2013 il premier Enrico Letta respinge le dimissioni dei ministri del Popolo della Libertà Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello[23][24].

Il 2 ottobre 2013 il premier Enrico Letta riferisce in mattinata al Senato della Repubblica sulla questione di fiducia. Il Popolo della Libertà, dopo l'annuncio della nascita di gruppi autonomi di parlamentari PdL (capitanati da Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello) favorevoli alla questione di fiducia, ritorna sulle sue posizioni e decide, diversamente da quanto stabilito nelle ore precedenti, di votare la fiducia al governo. A Palazzo Madama, presenti 305 senatori su 321, il governo ottiene la fiducia con 235 sì (PD, PdL, SC, UdC, GS, Il Megafono e Per le Autonomie: SVP-UV-PATT-UPT-PSI-MAIE), 70 no (M5S, SEL e Lega Nord), e nessun astenuto su 305 votanti[25]. Votano favorevolmente anche gli ex Movimento 5 Stelle passati al Gruppo Misto: Fabiola Anitori, Adele Gambaro, Paola De Pin e Marino Mastrangeli[26]; e i tre senatori a vita presenti in aula: Mario Monti, Elena Cattaneo e Carlo Rubbia. In serata anche la Camera dei Deputati, presenti 597 deputati su 630, conferma la fiducia al governo con 435 sì (PD, PdL, SC, UdC, CD, PSI-PLI, MAIE-ApI e Minoranze linguistiche) e 162 no (M5S, SEL, LN e Fratelli d'Italia)[27].

Il 4 ottobre 2013 la Giunta per le immunità del Senato ha deciso a maggioranza di proporre all'aula di palazzo Madama la votazione della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.[28]

Il 30 ottobre 2013 la giunta per il regolamento ha deciso che il voto per la decadenza di Silvio Berlusconi sarà palese e non segreto. Decisivo il voto della senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta che ha optato per il voto palese, facendo pendere l'ago della bilancia a favore di questo (7 voti per il voto palese e 6 per quello segreto).

Il 16 novembre 2013 il Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e Silvio Berlusconi, approvano la sospensione delle attività del PdL e il rilancio di Forza Italia[29], al nuovo partito però non aderiscono le cosiddette Colombe del PdL, la corrente guidata da Angelino Alfano[30], che forma il Nuovo Centrodestra[31] continuando a sostenere il Governo Letta.

Il 26 novembre 2013 il Governo pone la fiducia sulla legge di stabilità presentando un maxiemendamento che integra le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, nella conferenza dei capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, annuncia il no a quella legge e l'uscita dalla maggioranza del Governo Letta[32].

Il 27 novembre 2013 il Senato della Repubblica Italiana, con 192 sì, 113 no e 2 astenuti[33][34][35], approva con voto palese la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, per effetto della "Legge Severino", in seguito alla condanna di Berlusconi del 1º agosto 2013 per frode fiscale con sentenza passata in giudicato[36]. Silvio Berlusconi perde così la carica di parlamentare della Repubblica Italiana dopo 19 anni di presenza ininterrotta[37]. Hanno votato a favore della decadenza Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica, Unione di Centro, Sinistra Ecologia Libertà, Il Megafono, Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT-PSI-MAIE)[38][39], i senatori a vita Mario Monti, Elena Cattaneo, Carlo Rubbia e Renzo Piano[40][41], e i senatori ex M5S passati al Gruppo Misto: Fabiola Anitori, Adele Gambaro, Paola De Pin e Marino Mastrangeli. Hanno votato contro la decadenza Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Lega Nord e Grandi Autonomie e Libertà[38][39].

Il 4 dicembre 2013 la Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'attuale legge elettorale in riferimento al premio di maggioranza assegnato e all'impossibilità per l'elettore di fornire una preferenza.[42][43][44]

L'8 dicembre 2013 Matteo Renzi, sindaco di Firenze, vince le elezioni primarie del Partito Democratico, venendo eletto segretario con il 67,8% dei voti[45].

Il 9 dicembre 2013, all'indomani del successo nelle primarie del Partito Democratico, il segretario in pectore Matteo Renzi annuncia collaborazione col Governo e ribadisce la fiducia al Governo in un incontro col premier Enrico Letta a Palazzo Chigi. Intanto, "il Movimento dei Forconi" annuncia sciopero a oltranza fino alla mezzanotte del 13, con l'intenzione di protestare contro l'illegittimità del Parlamento e i tagli del Governo. Tensioni soprattutto a Torino, Imperia e Cerignola[46].

L'11 dicembre 2013 Enrico Letta riferisce prima alla Camera e poi al Senato riguardo alla "questione" di fiducia. Nel discorso il presidente del Consiglio attacca duramente Beppe Grillo, leader del M5S, accusandolo di alimentare l'insubordinazione e i disordini sociali. Dopo attimi di tensione a Montecitorio tra deputati PD e Cinque Stelle, la Camera conferma la fiducia all'esecutivo con 379 sì, 212 no e 2 astenuti. Favorevole la nuova maggioranza che segna la discontinuità (Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Per l'Italia), contraria l'opposizione formata da Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Sinistra Ecologia Libertà[47]. In tarda serata, anche il Senato approva la fiducia con 173 sì e 127 no. Votano a favore Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Per l'Italia. Votano contro le opposizioni: Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sinistra Ecologia Libertà e Fratelli d'Italia. Da segnalare una spaccatura nella Lega al momento delle dichiarazioni di voto; infatti il senatore leghista Michelino Davico, in dissenso con la linea del partito, vota la fiducia a Letta.[48]

Il 20 gennaio 2014 muore il senatore a vita Claudio Abbado.

Il 26 e 27 gennaio 2014 la ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo annuncia le sue dimissioni che, il mattino seguente, vengono accettate dal premier il quale assume l'incarico ad interim.

Il 13 febbraio 2014 il premier Enrico Letta viene sfiduciato da una mozione di Matteo Renzi nella Direzione Nazionale del Partito Democratico, con un documento in cui si chiedeva un cambio dell'esecutivo.[49]

Il 14 febbraio 2014 il presidente del consiglio Letta si è recato al Quirinale e ha rassegnato dimissioni irrevocabili[50].

Il 17 febbraio 2014, a seguito delle dimissioni irrevocabili di Enrico Letta, il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi viene investito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del mandato esplorativo per formare un nuovo governo[51].

Il 18 e 19 febbraio 2014 il presidente del Consiglio incaricato svolge le consultazioni con i gruppi parlamentari[52].

Il 21 febbraio 2014 Matteo Renzi si reca al Quirinale, dove scioglie la riserva e presenta la lista dei ministri che comporranno il suo governo.

Il 22 febbraio 2014 il Governo Renzi presta giuramento[53].

Il 25 febbraio 2014 il Governo Renzi ha ottenuto la fiducia prima del Senato della Repubblica (con 169 voti favorevoli e 139 contrari; presenti 309 senatori su 320; maggioranza votanti a 155)[54], poi della Camera dei deputati (con 378 voti favorevoli, 220 contrari e 1 astenuto; presenti 599 deputati su 630, maggioranza votanti a 300)[55].

Il 14 gennaio 2015 il presidente Giorgio Napolitano rassegna le dimissioni già annunciate nel discorso di fine anno il 31 dicembre 2014[56] per motivi di età e salute[57] ed entra a far parte del Senato come senatore di diritto e a vita.

Dal 29 al 31 gennaio 2015 si è svolta l'elezione del Presidente della Repubblica, con la quale il parlamento riunito in seduta comune alla Camera dei Deputati ha eletto Sergio Mattarella alla carica di Presidente della Repubblica Italiana. È stata la prima volta nella storia della Repubblica in cui lo stesso Parlamento è stato chiamato a eleggere per la seconda volta il Capo dello Stato.

Il 16 settembre 2016 muore il senatore a vita Carlo Azeglio Ciampi.

Il 5 dicembre 2016, in seguito alla vittoria del No nel Referendum costituzionale, Il premier Matteo Renzi annuncia le dimissioni.

Il 7 dicembre 2016 Matteo Renzi si reca al Quirinale per rassegnare formalmente le dimissioni. Il giorno dopo Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella comincia le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Il successivo 11 dicembre il presidente Mattarella conferisce al ministro degli esteri Paolo Gentiloni l'incarico di formare un nuovo Governo.

Il giorno seguente, 12 dicembre, il Governo Gentiloni presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica[58].

Governi[modifica | modifica wikitesto]

Prima della formazione del Governo Letta è rimasto in carica, per il disbrigo degli affari correnti, il Governo Monti della legislatura precedente.

Camera dei Deputati[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati - XVII legislatura (Italia).svg

Composizione della Camera dei deputati nel 2017 sotto il Governo Gentiloni:

Opposizione

Ufficio di Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Laura Boldrini (GRUPPO MISTO)[61] - L'elezione è avvenuta il 16 marzo 2013.

  • Vice presidenti:
  1. Marina Sereni (PD)
  2. Roberto Giachetti (PD)
  3. Luigi Di Maio (M5S)
  4. Simone Baldelli (FI-PdL) - (Dal 25/09/2013)

Cessati dalla carica:

  1. Maurizio Lupi (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Fino al 28/04/2013)
  • Questori:
  1. Stefano Dambruoso (Civici e Innovatori)
  2. Paolo Fontanelli (Art.1-Movimento Democratico e Progressista)
  3. Gregorio Fontana (FI-PdL)
  • Segretari:
  1. Anna Rossomando (PD)
  2. Anna Margherita Miotto (PD)
  3. Caterina Pes (PD)
  4. Valeria Valente (PD)
  5. Giovanni Sanga (PD) - (Dal 2/07/2014)
  6. Ferdinando Adornato (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD)
  7. Raffaello Vignali (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Dall'8/04/2014)
  8. Roberto Capelli (Democrazia Solidale - Centro Democratico) - (Dal 17/09/2015)
  9. Giulio Cesare Sottanelli (Scelta Civica-ALA per la Costituente Liberale e Popolare-MAIE) - (Dal 9/11/2016)
  10. Manfred Schullian (GRUPPO MISTO - componente: Minoranze Linguistiche)
  11. Riccardo Fraccaro (M5S)
  12. Claudia Mannino (GRUPPO MISTO)
  13. Davide Caparini (LNA-LP-NCS)
  14. Edmondo Cirielli (FdI-AN)

Cessati dalla carica:

  1. Gianpiero Bocci (PD) - (Fino al 23/04/2013)
  2. Enrico Gasbarra (PD) - (Dal 25/09/2013 al 25/06/2014)
  3. Annalisa Pannarale (Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Possibile) - (Fino al 31/10/2014)
  4. Gianni Melilla (Art.1-Movimento Democratico e Progressista) - (Dall'11/11/2014 al 6/03/2017)

Capigruppo parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Commissioni parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

- Andrea Mazziotti di Celso (Civici e Innovatori) - (Dal 21/07/2015)

In precedenza:

- Francesco Paolo Sisto (FI-PdL) - (Fino al 21/07/2015)

  • Commissione Giustizia:

- Donatella Ferranti (PD)

  • Commissione Affari Esteri:

- Fabrizio Cicchitto (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD)

  • Commissione Difesa:

- Francesco Saverio Garofani (PD) - (Dal 21/07/2015)

In precedenza:

- Elio Vito (FI-PdL) - (Fino al 21/07/2015)

  • Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione:

- Francesco Boccia (PD)

  • Commissione Finanze:

- Maurizio Bernardo (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Dal 21/07/2015)

In precedenza:

- Daniele Capezzone (FI-PdL) - (Fino al 21/07/2015)

  • Cultura, Scienza e istruzione:

- Flavia Piccoli Nardelli (PD) - (Dal 21/07/2015)

In precedenza:

- Giancarlo Galan (FI-PdL) - (Fino al 21/07/2015)

  • Commissione Ambiente, Territorio e lavori pubblici:

- Ermete Realacci (PD)

  • Commissione Trasporti, Poste e telecomunicazioni:

- Michele Meta (PD)

  • Commissione Attività produttive:

- Guglielmo Epifani (PD)

  • Commissione Lavoro:

- Cesare Damiano (PD)

  • Commissione Affari sociali:

- Mario Marazziti (Democrazia Solidale - Centro Democratico) - (Dal 21/07/2015)

In precedenza:

- Pierpaolo Vargiu (Civici e Innovatori) - (Fino al 21/07/2015)

  • Commissione Agricoltura:

- Luca Sani (PD)

  • Commissione Politiche dell'Unione Europea:

- Michele Bordo (PD)

Riepilogo della composizione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo parlamentare Inizio 2013 2014 2015 2016 2017 Fine Legislatura
Partito Democratico 293 293 307 301 301 282
Movimento 5 Stelle 109 106 101 91 91 88
Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 97 67 70 54 50 56
Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista 0 0 0 0 0 40
Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD 0 29 34 31 26 24
Lega Nord e Autonomie - Lega dei Popoli - Noi con Salvini 20 20 20 16 19 19
Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Possibile 37 37 26 31 31 17
Civici e Innovatori 47 26 25 23 17 13
Scelta Civica-ALA per la Costituente Liberale e Popolare-MAIE 0 0 0 0 16 16
Democrazia Solidale - Centro Democratico 0 20 13 13 13 12
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale 9 9 9 8 10 11
GRUPPO MISTO 14 23 25 62 56 51
Direzione Italia, componente del gruppo Misto 0 0 0 11 11 12
Minoranze linguistiche, componente del gruppo Misto 5 5 5 6 6 6
Alternativa Libera-Tutti Insieme per l'Italia, componente del gruppo Misto 0 0 0 10 10 5
UDC-IDEA, componente del gruppo Misto 0 0 0 0 4 6
Partito Socialista Italiano (PSI) - Liberali per l'Italia (PLI), componente del gruppo Misto 0 4 6 5 3 3
Fare! - PRI, componente del gruppo Misto 0 0 0 0 3 3
USEI-IDEA, componente del gruppo Misto 0 0 0 0 5 0
Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) - Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE), componente del gruppo Misto 3 4 4 9 0 0
Movimento PPA - Moderati, componente del gruppo Misto 0 0 0 0 3 0
Libertà e Diritti - Socialisti europei (LED), componente del gruppo Misto 0 0 0 0 0 0
Centro Democratico, componente del gruppo Misto 5 5 0 0 0 0
Non iscritti ad alcuna componente del gruppo Misto 0 5 10 16 12 17
Totale 630 630 630 630 630 630 630

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Senato della Repubblica - XVII legislatura (Italia).svg

Composizione del Senato della Repubblica nel 2017 sotto il governo Gentiloni:

Maggioranza[62]

Opposizione[64]

Consiglio di Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

  1. Linda Lanzillotta (PD)
  2. Roberto Calderoli (LNA)
  3. Maurizio Gasparri (FI-PdL)
  4. Rosa Maria Di Giorgi (PD) - (Dal 22/02/2017)

Cessati dalla carica:

  1. Valeria Fedeli (PD) - (Fino all'11/12/2016)
  • Questori:
  1. Antonio De Poli (GRUPPO MISTO - componente: UDC)
  2. Laura Bottici (M5S)
  3. Lucio Malan (FI-PdL)
  • Segretari:
  1. Silvana Amati (PD)
  2. Angelica Saggese (PD)
  3. Carlo Pegorer (PD) - (Dal 24/04/2014)
  4. Hans Berger (Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE)
  5. Vittorio Fravezzi (Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE) - (Dal 29/03/2017)
  6. Francesco Colucci (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Dal 29/03/2017)
  7. Alessia Petraglia (GRUPPO MISTO - componente: Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà)
  8. Cosimo Sibilia (FI-PdL) - (Dal 15/10/2014)
  9. Francesco Scoma (FI-PdL) - (Dal 12/11/2014)
  10. Raffaele Volpi (Lega Nord e Autonomie) - (Dal 4/06/2014)
  11. Giovanni Mauro (Grandi Autonomie e Libertà) - (Dal 29/03/2017)

Cessati dalla carica:

  1. Luciano Pizzetti (PD) - (Fino al 27/02/2014)
  2. Giacomo Stucchi (LNA) - (Fino al 3/06/2014)
  3. Alessandra Mussolini (FI-PdL) - (Fino al 30/06/2014)
  4. Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI-PdL) - (Fino al 25/09/2014)
  5. Lucio Barani (ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare) - (Fino al 29/07/2015)
  6. Antonio Gentile (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Fino al 29/01/2016)
  7. Rosa Maria Di Giorgi (PD) - (Fino al 22/02/2017)

Capigruppo parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

- Luigi Zanda.

- Paolo Romani

In precedenza:

- Renato Schifani - (Fino al 15/11/2013).

- Maria Cecilia Guerra

- Carlo Martelli

In precedenza:

- Vito Crimi - (Fino all'11/06/2013),

- Nicola Morra - (Fino al 26/09/2013),

- Paola Taverna - (Fino al 9/01/2014),

- Vincenzo Santangelo - (Fino al 10/04/2014),

- Maurizio Buccarella - (Fino al 15/07/2014),

- Vito Petrocelli - (Fino al 15/10/2014),

- Alberto Airola - (Fino al 15/01/2015),

- Andrea Cioffi - (Fino al 22/04/2015),

- Bruno Marton - (Fino al 23/07/2015),

- Gianluca Castaldi - (Fino al 2/11/2015),

- Mario Michele Giarrusso - (Fino al 2/02/2016),

- Nunzia Catalfo - (Fino al 12/05/2016),

- Stefano Lucidi - (Fino al 12/09/2016).

- Luigi Gaetti - (Fino al 19/12/2016).

- Michela Montevecchi - (Fino al 28/03/2017).

- Laura Bianconi

In precedenza:

- Laura Bianconi - (Fino al 22/11/2013),

- Maurizio Sacconi - (Fino al 5/02/2015),

- Renato Schifani - (Fino al 19/07/2016).

- Gian Marco Centinaio

In precedenza:

- Massimo Bitonci - (Fino al 21/07/2014).

- Mario Ferrara.

- Karl Zeller.

- Anna Cinzia Bonfrisco.

- Lucio Barani.

- Lucio Romano (Fino allo scioglimento del gruppo).

- Gianluca Susta (Fino allo scioglimento del gruppo)

In precedenza:

- Mario Mauro - (Fino al 7/05/2013),

- Gianluca Susta - (Fino al 5/11/2013),

- Lucio Romano - (Fino all'11/12/2013).

- Loredana De Petris.

Commissioni parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

- Salvatore Torrisi (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Dal 5/04/2017)

In precedenza:

- Anna Finocchiaro (PD) - (Da inizio legislatura al 12/12/2016)

- Carica vacante - (Dal 13/12/2016 al 4/04/2017)

  • 2^ Commissione (Giustizia):

- Nico D'Ascola (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Dal 21/01/2016)

In precedenza:

- Francesco Nitto Palma (FI-PdL) - (Da inizio legislatura al 20/01/2016).

  • 3^ Commissione (Affari Esteri, Emigrazione):

- Pier Ferdinando Casini (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD).

  • 4^ Commissione (Difesa):

- Nicola Latorre (PD).

  • 5^ Commissione (Bilancio):

- Giorgio Tonini (PD) - (Dal 22/10/2015)

In precedenza:

- Antonio Azzollini (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD) - (Da inizio legislatura all'8/07/2015)

- Carica vacante - (Dal 9/07/2015 al 21/10/2015)

  • 6^ Commissione (Finanze e Tesoro):

- Mauro Marino (PD).

  • 7^ Commissione (Istruzione pubblica e Beni culturali):

- Andrea Marcucci (PD).

  • 8^ Commissione (Lavori pubblici, Comunicazioni):

- Altero Matteoli (FI-PdL)

  • 9^ Commissione (Agricoltura e Produzione agroalimentare)

- Roberto Formigoni (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD).

  • 10^ Commissione (Industria, Commercio e Turismo):

- Massimo Mucchetti (PD)

  • 11^ Commissione (Lavoro e Previdenza sociale):

- Maurizio Sacconi (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD)

  • 12^ Commissione (Igiene e Sanità):

- Emilia Grazia De Biasi (PD)

  • 13^ Commissione (Territorio, Ambiente, Beni ambientali):

- Giuseppe Francesco Maria Marinello (Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD)

  • 14^ Commissione (Politiche dell'Unione Europea):

- Vannino Chiti (PD)

Riepilogo della composizione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo parlamentare Inizio 2013 2014 2015 2016 2017 Fine legislatura
Partito Democratico 106 108 109 112 113 99
Forza Italia - Il Popolo della Libertà XVII Legislatura 91 60 60 41 42 42
Movimento 5 Stelle 54 50 39 36 35 35
Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD 0 31 36 31 29 25
Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE 10 12 16 20 19 18
Grandi Autonomie e Libertà 10 11 15 15 14 17
ALA - Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare 0 0 0 17 18 16
Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista 0 0 0 0 0 15
Lega Nord e Autonomie 16 15 15 12 12 12
Federazione della Libertà (IDeA-Popolo e Libertà, PLI) 0 0 0 0 0 10
Direzione Italia 0 0 0 10 10 0
Per l'Italia 0 12 0 0 0 0
Scelta Civica per l'Italia 21 8 7 0 0 0
GRUPPO MISTO 11 14 23 27 28 30
Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà, componente del gruppo Misto 7 7 7 6 8 8
UDC, componente del gruppo Misto 0 0 0 0 0 4
Fare!, componente del gruppo Misto 0 0 0 3 3 3
Italia dei Valori, componente del gruppo Misto 0 0 0 2 3 3
Insieme per l'Italia, componente del gruppo Misto 0 0 0 0[65] 2 2
Movimento La Puglia in Più, componente del gruppo Misto 0 0 0 1 1 1
Liguria Civica, componente del gruppo Misto 0 0 1 1 1 1
Movimento X, componente del gruppo Misto 0 0 4 1 1 1
Federazione dei Verdi, componente del gruppo Misto 0 0 0 0 1 1
Campo Progressista-Sardegna, componente del gruppo Misto 0 0 0 0 0 1
Verdi, componente del gruppo Misto 0 0 0 0[66] 0 0
• Federalismo Autonomie e Libertà, componente del gruppo Misto 0 0 0 0[67] 0 0
Gruppo di Azione Partecipazione Popolare, componente del gruppo Misto 0 3 0 0 0 0
Italia Lavori in Corso, componente del gruppo Misto 0 0 2 0 0 0
L'Altra Europa con Tsipras, componente del gruppo Misto 0 0 0 2 0 0
Sinistra al Lavoro, componente del gruppo Misto 0 0 0 0[68] 0 0
Non iscritti ad alcuna componente del gruppo Misto 4 3 9 11 10 6
Totale 319 321 320 321 320 320

Al Senato si aggiungono ai membri eletti i cinque senatori a vita in carica: uno di diritto, Giorgio Napolitano (dal 14 gennaio 2015), in quanto ex Presidente della Repubblica Italiana, e quattro di nomina presidenziale, fra cui Mario Monti (dal 9 novembre 2011), Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia (dal 30 agosto 2013). Il Senato, pertanto, è attualmente composto da 320 membri. All'inizio della legislatura i senatori a vita erano quattro, ma il 6 maggio 2013 è deceduto Giulio Andreotti[69] (nominato il 1º giugno 1991 da Francesco Cossiga) e il 24 giugno 2013 è deceduto Emilio Colombo[70] (nominato il 14 giugno 2003 da Carlo Azeglio Ciampi), mentre il 30 agosto 2013 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato Claudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia senatori a vita. Il 20 gennaio 2014 è deceduto Claudio Abbado[71] e il 14 gennaio 2015 il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano si è dimesso dall'incarico, ed è diventato senatore di diritto e a vita. Infine, Il 16 settembre 2016 è deceduto Carlo Azeglio Ciampi, che era in carica dal 15 maggio 2006.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il parlamento più giovane della storia e un deputato su tre è una donna, in la Repubblica, 27 febbraio 2013. URL consultato il 4 marzo 2013.
  2. ^ Andrea Alessandrini, Enzo Lattuca, l'enfant prodige del Pd "Penso ai giovani senza lavoro", in il Resto del Carlino, 19 gennaio 2013. URL consultato il 4 marzo 2013.
  3. ^ a b È morto Emilio Colombo, aveva 93 anni
  4. ^ Italia, governo: Napolitano affida l'incarico a Bersani, Euronews, 22 marzo 2013. URL consultato il 25 marzo 2013.
  5. ^ Il Presidente Napolitano ha ricevuto l'on. Bersani
  6. ^ Definiti i componenti dei gruppi di lavoro
  7. ^ Elezioni Presidente della Repubblica. Quinta fumata nera, pressing per Napolitano bis, in la Repubblica, 20 aprile 2013.
  8. ^ Napolitano accetta la ricandidatura. Quinta fumata nera, in Il Sole 24 ORE, 20 aprile 2013.
  9. ^ Dichiarazione ufficiale del Quirinale
  10. ^ Elezione del Presidente della Repubblica. Rieletto Napolitano: "Voto espresso liberamente". Grillo: "È un golpe". Ma rinuncia alla manifestazione, in la Repubblica, 20 aprile 2013.
  11. ^ Nuovo governo, incarico a Enrico Letta. Napolitano: “I media cooperino”, in il Fatto Quotidiano, 24 aprile 2013. URL consultato il 28 aprile 2013.
  12. ^ Governo, Letta ha sciolto la riserva. 21 ministri: Alfano all'Interno e vicepremier. Saccomanni all'economia, Cancellieri Giustizia, Bonino agli Esteri, Mauro alla Difesa, in la Repubblica, 27 aprile 2013. URL consultato il 27 aprile 2013.
  13. ^ Quirinale, giurano i ministri del nuovo esecutivo guidato da Letta, in Virgilio, 28 aprile 2013. URL consultato il 28 aprile 2013.
  14. ^ 453 sì, 153 no: il governo Letta ottiene la fiducia alla Camera, in Corriere della Sera, 29 aprile 2013. URL consultato il 29 aprile 2013.
  15. ^ Letta incassa la fiducia anche al Senato, in Corriere della Sera, 30 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013.
  16. ^ È morto Giulio Andreotti, aveva 94 anni
  17. ^ Josefa Idem si dimette dopo colloquio con Letta: "Contro di me accuse violente e aggressive"
  18. ^ Confermata la condanna per Berlusconi Il Cavaliere ottiene solo lo stop all'interdizione
  19. ^ Nominati Abbado, Cattaneo, Piano e Rubbia senatori a vita, quirinale.it. URL consultato il 31 agosto 2013.
  20. ^ Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi - Letta: gesto folle per motivi personali
  21. ^ Napolitano: "Verifico se possibile legislatura" In serata Letta sale al Colle
  22. ^ Crisi di governo: i ministri PdL rassegnano le dimissioni irrevocabiliCrisi di governo: voto di fiducia il 2 ottobre
  23. ^ Letta respinge dimissioni ministri Pdl."Vado avanti, no trattive"
  24. ^ Respinte dimissioni ministri
  25. ^ Berlusconi si arrende, Letta ottiene fiducia. Napolitano: "Ora basta giochi al massacro" repubblica.it
  26. ^ Letta ottiene fiducia, Berlusconi si arrende - Pd: "Vuole nascondere sconfitta politica"
  27. ^ Rainews 24, Berlusconi cede: sì al Governo
  28. ^ Decadenza Berlusconi, sì della Giunta. Lui: democrazia uccisa
  29. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  30. ^ Il gran rifiuto di Alfano: «Non aderiamo a Forza Italia, pronti i nuovi gruppi»
  31. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra
  32. ^ Berlusconi: «In piazza chi ha a cuore Paese» E Forza Italia esce dalla maggioranza
  33. ^ BERLUSCONI: AULA SENATO VOTA SI' A DECADENZA
  34. ^ Berlusconi decaduto, sì del Senato. FI: è un colpo di Stato. Il Pd: «Ora la legge è uguale per tutti»
  35. ^ Il Senato ha votato la decadenza di Berlusconi
  36. ^ Il Senato ha votato la decadenza di Berlusconi Non passano gli ordini del giorno contro la relazione della giunta per le elezioni che decretava l'ineleggibilità del Cavaliere
  37. ^ ORE 17.42: BERLUSCONI DECADE DA SENATORE. DOPO 19 ANNI E MEZZO LASCIA IL PARLAMENTO
  38. ^ a b Berlusconi non è più senatore, respinti odg per salvarlo
  39. ^ a b Il Cavaliere disarcionato «Democrazia in lutto»
  40. ^ Silvio Berlusconi non è più senatore Via libera del Senato alla decadenza Il Cavaliere: “Lutto per la democrazia”
  41. ^ I senatori a vita assenteisti si fiondano in Aula per fucilare il Cav
  42. ^ La Consulta: «Il Porcellum è incostituzionale», in Corriere della Sera, 4 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013 (archiviato il 4 dicembre 2013).
  43. ^ La Corte Costituzionale boccia il 'Porcellum'. Illegittimi premio di maggioranza e liste, in ANSA, 4 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013 (archiviato il 4 dicembre 2013).
  44. ^ Angelo Mina, Legge elettorale: bocciato Porcellum, rinasce proporzionale (per ora), in ASCA, 4 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013 (archiviato il 4 dicembre 2013).
  45. ^ Primarie Pd, è Renzi il nuovo segretario «Tocca a noi, stavolta si cambia davvero»
  46. ^ Forconi in sciopero, Torino bloccata
  47. ^ Letta, passa la fiducia alla Camera Premier "Non farò piombare Paese nel caos"
  48. ^ Letta ok anche al Senato, Lega perde pezzi
  49. ^ Direzione Pd, Renzi seppellisce Letta. Il premier: “Domani mi dimetto”
  50. ^ Letta si è dimesso, subito consultazioni
  51. ^ Il Presidente Napolitano ha conferito l'incarico al dottor Matteo Renzi, Quirinale.it, 17 febbraio 2014. URL consultato il 17 febbraio 2014.
  52. ^ Al via le consultazioni di Renzi. Ecco il calendario., ASCA, 18 febbraio 2014. URL consultato il 19 febbraio 2014.
  53. ^ Renzi ha giurato, è ufficialmente premier - Ma lunedì deve ottenere la fiducia dal Senato
  54. ^ Senato della Repubblica: Resoconto della seduta n. 197 del 24/02/2014
  55. ^ Renzi alla Camera: abbiamo un’unica chance Passa la fiducia con 378 sì e 220 no, corriere.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  56. ^ Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quirinale.it, 31 dicembre 2014. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  57. ^ Quirinale, la corsa al Colle. Giorgio Napolitano ha firmato la lettere di dimissioni, ANSA.it, 14 gennaio 2015. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  58. ^ Il nuovo governo Gentiloni, 12 i ministri confermati su 18 - Politica - ANSA.it
  59. ^ Rispettivamente le componenti "Partito Socialista Italiano - Liberali per l'Italia", "Minoranze Linguistiche", "Unione di Centro", ed 8 deputati non iscritti (Pino Pisicchio, Edoardo Nesi, Michela Marzano, Franco Bruno, Andrea Vecchio, Aris Prodani).
  60. ^ Rispettivamente le componenti "Conservatori e Riformisti", "Alternativa Libera - Tutti insieme per l'Italia", "USEI-IDEA", "Fare!-PRI" e 5 deputati non iscritti (Alessandro Furnari, Cristian Iannuzzi, Vincenza Labriola, Mauro Pili e la presidente Laura Boldrini).
  61. ^ Camera: Boldrini si dimette da gruppo SI - Ultima Ora, in ANSA.it, 3 marzo 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  62. ^ Composizione aggiornata al 9 marzo 2015 (dati rilevati dal sito del Senato)., senato.it.
  63. ^ Il presidente Grasso per prassi non vota.
  64. ^ Aggiornato al 24 febbraio 2016.
  65. ^ 2 componenti dal 18 settembre al 21 dicembre
  66. ^ 1 componente (Bartolomeo Pepe) dal 26 gennaio 2015 al 16 giugno 2015
  67. ^ 3 membri dal 26 marzo al 21 luglio 2015
  68. ^ 1 componente dal 21 aprile al 4 giugno
  69. ^ È morto Giulio Andreotti, la Repubblica, 6 maggio 2013. URL consultato il 6 maggio 2013.
  70. ^ È morto Emilio Colombo, la Repubblica, 24 giugno 2013. URL consultato il 24 giugno 2013.
  71. ^ Corriere.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]