World War Z. La guerra mondiale degli zombi

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World War Z. La guerra mondiale degli zombi
Titolo originale World War Z: An Oral history of the Zombie War
Autore Max Brooks
1ª ed. originale 2006
Genere romanzo
Sottogenere horror, fantascienza post apocalittica, epistolare
Lingua originale inglese
Ambientazione Vari paesi
Protagonisti Max Brooks
Antagonisti Zombi
Preceduto da Manuale per sopravvivere agli zombi

World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) è un romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks.

È la seconda opera letteraria di Brooks sull'argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003.

Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dal romanzo è stato tratto il film del 2013 World War Z.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso una serie di interviste orali, Brooks, un agente della Commissione Dopoguerra dell'Onu, descrive la storia di "World War Z". Malgrado l'origine della pandemia sia sconosciuta, la storia inizia in Cina, dove un bambino diventa paziente zero dopo essere stato morso durante un'immersione illegale per recuperare dei beni materiali persi dalla popolazione nativa della valle delle Tre Gole dopo la fondazione dell'omonima diga. A questo punto, il governo Cinese tenta di contenere l'infezione, inscenando una crisi con Taiwan per nascondere le loro attività. L'infezione si espande in altri stati attraverso il mercato nero degli organi e dai rifugiati, prima che un'epidemia porti la malattia all'attenzione pubblica.

Mentre l'infezione si diffonde, Israele abbandona i territori Palestinesi, e inizia una quarantena a livello nazionale, chiudendo i suoi confini a tutti tranne agli Ebrei e ai Palestinesi non infetti e neutralizza una rivolta ultra-Ortodossa. Pakistan e Iran si annientano in una guerra nucleare, dopo che il governo iraniano aveva cercato di bloccare l'afflusso di rifugiati pakistani nel suo territorio. Gli Stati Uniti fanno poco per prepararsi, a causa della fiducia malriposta nelle loro capacità di affrontare le emergenze e perché viene approntato un vaccino contro la pandemia che però si rivela una truffa ordita da uno speculatore. Intanto in Russia i soldati dell'esercito commettono ammutinamento di fronte all'orrore dell'epidemia e vengono repressi dai reparti deviati delle forze speciali e dei servizi segreti che tramano un golpe nazionalista attuando l'antica pratica romana della decimazione sui ribelli per costringerli di nuovo all'obbedienza.

Quando il mondo riconosce la vera serietà della situazione, inizia quello che viene definito il "Grande Panico". Dopo la perdita di New York, le forze armate americane cominciano un'operazione difensiva ad alto profilo a Yonkers, nelle vicinanze di New York. Le forze armate usano le tattiche della Guerra Fredda, con artiglieria controcarri e demoralizzazione. Queste tattiche si dimostrano inefficaci contro gli zombi, incapaci di sentire la paura e privi dell'istinto di sopravvivenza, che possono essere fermati solo se colpiti alla testa. I soldati sono sconfitti in diretta televisiva, mentre altre nazioni soffrono sconfitte analoghe, e la civiltà umana si avvicina al collasso.

In Sudafrica, il governo locale adotta un piano formulato da un ex-ufficiale coinvolto nell'apartheid, di nome Paul Redeker, che richiede la fondazione di piccoli santuari nei quali salvare l'élite della società e di lasciare enormi gruppi di rifugiati abbandonati in zone speciali per distrarre i morti viventi. I governi di altri stati formulano piani simili, o rilocalizzano le loro popolazioni in altri territori più sicuri come, per esempio, il governo giapponese che manda tutti i suoi cittadini a Sachalin e in Kamčatka. Visto che gli zombi si congelano completamente nel freddo, molti civili nel Nord America scappano nelle zone selvagge del Canada del nord e nell'Artico, dove circa 11 milioni di persone muoiono di stenti e di ipotermia costringendo molti dei superstiti a darsi al cannibalismo. I tre astronauti rimasti sulla Stazione Spaziale Internazionale sopravvivono alla guerra recuperando le provviste di una stazione spaziale cinese, e mantengono alcuni satelliti militari e civili utilizzando varie navicelle attaccate all'ISS.

Gli Stati Uniti stabiliscono delle zone sicure ad ovest delle Montagne Rocciose, e trascorrono la maggior parte del decennio successivo eradicando l'epidemia nella regione. Tutti gli aspetti della vita civile sono concentrati nel sostenere la guerra contro gli zombi: il razionamento di benzina e cibo, la coltivazione dei giardini privati, e pattuglie locali. Il governo americano comincia anche un "Atto di Ri-educazione" per addestrare la popolazione civile alla guerra, che consiste anche nell'umiliazione pubblica dei criminali per ristabilire l'ordine.

Sette anni dopo l'inizio dell'epidemia, si svolge una conferenza nei pressi della costa di Honolulu, Hawaii, sulla USS Saratoga, dove la maggioranza dei capi mondiali affermano di poter superare l'epidemia restando nelle zone sicure. Tuttavia il presidente degli Stati Uniti sostiene che la soluzione ideale è attaccare. Determinate a fare da esempio, le forze armate americane rimpiazzano i fucili mitragliatori e i carri con armi semi-automatiche, mostrando enfasi sulla precisione della mira e il risparmio di pallottole. Viene sviluppata anche un'arma bianca chiamata "Lobotomizzatore" o "Lobo", per gli incontri più ravvicinati. Diviso in tre gruppi (nord, centrale, e sud), l'esercito americano attraversa il continente in una campagna di tre anni, distruggendo sistematicamente gli zombi e reclamando gli avamposti dei superstiti. I fucili mitragliatori e i carri armati sono usati solo per il combattimento urbano o per riprendere zone separatiste, come quelle nelle Black Hills.

Dieci anni dopo la fine ufficiale della guerra contro gli zombi, milioni di morti viventi sono ancora attivi, soprattutto sotto il mare o nelle zone artiche. Una Cuba democratica è diventata il paese con l'economia più vivace del mondo e la capitale della finanza internazionale. Anche la Cina si è democratizzata, dopo una guerra civile cominciata con il collasso della Diga delle Tre Gole e terminata con un gruppo di marinai ribelli che distruggono i loro leader tramite missili balistici lanciati da un sottomarino. Il Tibet, ormai libero, ha nella propria capitale Lhasa la città più popolata del mondo. Dopo una rivoluzione religiosa, la Russia è diventata una teocrazia espansionistica fascista e monarchica con il nome altisonante di "Sacro Impero Russo" mentre l'Islanda è diventata totalmente spopolata e rimane la regione più infestata di zombi del mondo. L'intera popolazione della Corea del Nord è scomparsa e si presume sia nascosta sotto terra nei bunker. Nel testo si insinua che l'Irlanda sia finalmente riunificata, dato che non c'e più distinzione tra Irlanda del Nord e la Republica di Irlanda mentre si accenna al fatto che il Messico si è ribattezzato Aztlan (nome dell'antico regno mitologico da dove secondo i miti discenderebbe la civiltà azteca ). Il Regno Unito esporta petrolio da una riserva sotto il Castello di Windsor. Gli israeliani ed i palestinesi, rappacificatisi, rinominano Israele "Palestina Unificata". Le riserve petrolifere nell'Arabia Saudita sono state distrutte e nel Pacifico milioni di rifugiati di ogni nazione dopo essere fuggiti con ogni natante possibile ed immaginabile hanno creato una nuova civiltà meticcia che sopravvive su atolli, isole, relitti e aggregati galleggianti di navi. L'Onu mantiene una vasta forza militare nelle zone ancora infette per eliminare gli zombi che giungono dall'oceano o dai ghiacci periodicamente dopo gli scioglimenti. L'intero ecosistema planetario è stato compromesso: in pochi anni le riserve energetiche sono state consumate o distrutte, intere specie animali si sono estinte per la caccia indiscriminata degli umani e degli zombi che divoravano qualunque cosa fosse in movimento e grandi foreste sono state abbattute dagli umani per sopravvivere agli inverni e l'uso di armi nucleari ha devastato ed inquinato grandi porzioni di terre emerse.

Scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Per rendere il romanzo più realistico possibile, nonostante si tratti di narrare la storia immaginaria di una guerra mondiale tra umanità e "morti viventi", Brooks ha sviluppato numerose ed approfondite ricerche, per documentarsi e trattare al meglio la realtà sociopolitica e culturale attuale (e quindi calare in essa gli sviluppi di fantasia che vengono raccontati) e per rendere plausibili e convincenti le tattiche di guerriglia militari e le reazioni delle varie popolazioni del mondo. Ha inoltre avuto l'aiuto di molti amici ed esperti in diversi campi per la scrittura e la trattazione dei singoli argomenti, facendo riferimento ad altri libri.[1]

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Principalmente si possono riconoscere due grandi critiche dell'autore in questo libro: quella verso l'ignavia ed ingenuità del popolo americano (ma anche di tanti altri popoli) e poi verso ogni forma di xenofobia. La prima è palese in più parti del libro, soprattutto quando parlando con i speculatori e i politici americani del periodo pre-bellico viene alla luce quella che secondo l'autore è un grande problema della cultura capitalista americana: il culto del denaro e del possesso (quando lo speculatore responsabile del falso vaccino si vanta di come abbia imbrogliato i creduloni condannando milioni di connazionali alla morte per mano degli zombie) e il credere ciecamente al governo (quando i membri dello staff del presidente accettano consapevolmente il falso vaccino per avere pace dalle ansie dell'opinione pubblica sull'imminente disastro). Altra critica alla cultura materialistica si palesa quando nel libro si parla di come molti americani fossero incapaci di provvedere a se stessi per via di un benessere monetario e materiale protratto per generazioni all'interno dei territori federali, portando quindi alla creazione di una piccola borghesia di "colletti bianchi" cioè persone esperte solo di lavori di ufficio ma non di lavori più concreti in stile "colletti blu" ovvero ingegneri, carpentieri, costruttori ma anche agricoltori, taglialegna, etc. Qui entra in scena anche l'anti-xenofobia in quanto in questo immaginario mondo post apocalittico saranno proprio i tanto disprezzati e denigrati immigrati dei paesi più poveri a salvare la situazione, trasmettendo agli americani (attraverso i corsi obbligatori del governo di emergenza) tutte quelle conoscenze pratiche di lavoro manuale e di autosufficienza personale perse nelle generazioni che permetteranno alla nazione di riprendersi e salvarsi dall'apocalisse zombi.

Altra forte critica è rivolta verso ogni forma di potere assoluto e dittatoriale espresso in più punti: la caduta della Federazione Russa dopo vent'anni di democrazia post sovietica nell'assolutismo religioso e fascista dei nazionalisti che non si fanno scrupolo ad uccidere ed opprimere il loro stesso popolo (oltre alla decimazione si parla della politica di ripopolazione forzata del paese a scapito delle poche donne russe fertili rimaste) e a strumentalizzare in modo ipocrita la religione come pretesto di dominio (altro esempio è l'esilio dei preti ortodossi responsabili della rivolta da parte del governo dopo che questi sono divenuti troppo scomodi per i loro fini politici). Altro esempio di critica al potere è la guerra civile cinese scoppiata per la disumanità del governo comunista reo di aver causato più danni dei non morti per via della sua corruzione e della sua incapacità di proteggere il popolo e di attuare una strategia militare efficace. Altro esempio di dittatura comunista è Cuba ma stavolta è il governo stesso ad abbandonare il potere per primo dato che il dittatore capisce che l'arrivo di milioni di profughi europei e statunitensi è l'inevitabile inizio di una nuova era ideologica del paese dato che è impossibile per esercito e polizia politica sopprimere tutti questi nuovi arrivati e le loro ideologie anti dittatoriali.

Ulteriore chiave di critica è data dal racconto dei sopravvissuti giapponesi e della loro riscoperta delle proprie tradizioni culturali e spirituali in contrapposizione alla precedente (ovvero attuale visto che niente nel libro per fortuna è reale) ricerca del benessere economico e materiale (questo particolare esempio si riallaccia parzialmente sia alla critica verso la cultura materialista americana dell'inizio che alla storia dei russi che a fronte della loro crisi identitaria e religiosa post comunista finiscono per cadere nelle grinfie di una dittatura di estrema destra).

Per finire ci si riallaccia alla critica del razzismo con la storia tragica di Paul Redeker, ufficiale e scienziato del vecchio regime dell'apartheid in Sud Africa che viene considerato da tutti i suoi contemporanei come un miserabile pazzo senza morale, ma che in realtà era solo una povera anima sensibile costretta dalla barbara società razzista in cui era nato a fingersi un mostro per mantenere un minimo di sanità mentale.

Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Intervistato circa i riferimenti culturali usati per la scrittura del libro, Brooks, ha dichiarato d'aver preso ispirazione dal racconto The Good War di Studs Terkel, vincitore del premio Pulitzer nel 1984.[2] Citando varie influenze prese dalla saga dei morti viventi di George A. Romero, e criticando Il ritorno dei morti viventi di Dan O'Bannon per la sua rappresentazione stupida dei non-morti.[3]

Adattamento cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: World War Z.

Dal romanzo è stato tratto il film del 2013 World War Z.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zombie Wars, in Washington Post, 6 ottobre 2006. URL consultato il 19 settembre 2008.
  2. ^ 20 questions with...Mikhaela Reid, In These Times. URL consultato il 5 marzo 2009.
  3. ^ Exclusive Interview: Max Brooks on World War Z, in Eat My Brains!, 20 ottobre 2006. URL consultato il 26 aprile 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN307990126 · LCCN: (ENno2014101355