Wolfram Sievers

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Wolfram Sievers

Wolfram Sievers (Hildesheim, 10 luglio 1905Landsberg am Lech, 2 giugno 1948) è stato un colonnello tedesco condannato a morte al termine della seconda guerra mondiale nel processo ai dottori[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sievers nacque nel 1905 a Hildesheim, una cittadina in provincia di Hannover (ora in Bassa Sassonia), figlio di un musicista della chiesa protestante. Pare che fosse dotato musicalmente e che suonasse clavicembalo, organo e piano e che amasse la musica barocca tedesca[2]. Fu espulso da scuola poiché attivista del Deutschvölkischer Schutz und Trutzbund, un'organizzazione antisemita ma continuò i suoi studi in storia, filosofia e religione al Politecnico di Stoccarda mentre lavorava come venditore[2] di libri[3].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Wolfram Sievers è stato dal 1935 segretario generale della fondazione Ahnenerbe[4] ("eredità ancestrale") che fu operante nella Germania nazista fino alla fine della Seconda guerra mondiale. Il fondatore ed ispiratore della Ahnenerbe era Heinrich Himmler, reichsführer-SS e capo della Gestapo e del sistema di sicurezza tedesco. L'attività principale e gli studi di questa fondazione vertevano sulla ricerca genetica finalizzata all'ottenimento della pura razza germanica.

Processo di Norimberga[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Processo di Norimberga e Processo ai dottori.

Ritenuto colpevole di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e d'aver fatto parte di un'organizzazione criminale (Sievers era nel frattempo diventato colonnello delle SS), venne condannato a morte per impiccagione a seguito del processo ai dottori. La condanna venne eseguita il 2 giugno nella prigione di Landsberg am Lech[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b G. J. Annas, M. A. Grodin, The Nazi Doctors and the Nuremberg Code: Human Rights in Human Experimentation, pp. 105-106
  2. ^ a b J. R. Dow, H. Lixfeld, The Nazification of an Academic Discipline: Folklore in the Third Reich, p. 199
  3. ^ William L. Shirer, The Rise and Fall of the Third Reich: A History of Nazi Germany, p. 980
  4. ^ Peter Longerich, Heinrich Himmler: A Life, p. 275

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Controllo di autoritàVIAF (EN45078633 · ISNI (EN0000 0000 4659 5864 · LCCN (ENno2002100755 · GND (DE117375756 · BNF (FRcb169543549 (data)