William Henry Vanderbilt

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William Henry Vanderbilt

William Henry Vanderbilt (New Brunswick, 8 maggio 1821New York, 8 dicembre 1885) è stato un imprenditore statunitense[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

William Henry fu membro di una delle più influenti famiglie del tempo, i Vanderbilt. Era il figlio di Cornelius Vanderbilt, il patriarca detto 'il Commodoro', e di sua moglie, Sophia Johnson.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Veniva rimproverato e criticato dal padre, il quale lo chiamava "testa di legno". William Henry voleva dimostrare al padre che non era una "testa di legno". Un importante punto di svolta nel loro rapporto si è verificato durante il viaggio di famiglia in Europa a bordo della nave a vapore Vanderbilt nel 1860, dopo di che, i due divennero molto vicino e a William Henry gli è stato dato un ruolo maggiore negli affari[2].

Il padre si occupò personalmente della sua formazione aziendale. All'età di 19 anni divenne impiegato bancario a New York. Nel 1862 è stato nominato presidente del Staten Island Railway e nel 1865 è stato nominato vice presidente del Hudson River railway.

Nel 1869, è stato nominato vice-presidente della New York Central and Hudson River Railroad, diventando il suo presidente nel 1877. Alla morte del padre assunse la presidenza della Lake Shore and Michigan Southern Railway, del Canada Southern Railway e del Michigan Central Railroad.

Nel 1877 ereditò circa $ 100 milioni da suo padre, che operava nel campo delle imprese ferroviarie, patrimonio che ha aumentato di quasi $ 194 milioni alla sua morte. Quando morì era l'uomo più ricco dell'epoca.

Filantropia[modifica | modifica wikitesto]

Vanderbilt era un filantropo attivo, appoggiando una serie di cause filantropiche, tra cui l' YMCA, donando finanziamenti per aiutare a stabilire la Metropolitan Opera e la facoltà di medicina della Columbia University. Nel 1880, fece delle donazioni per il Vanderbilt University di Nashville.

Vanderbilt YMCA, New York.

Vanderbilt era un appassionato d'arte; la sua collezione comprendeva alcune delle più importanti opere degli antichi maestri, e nel corso della sua vita acquistò più di 200 dipinti, che ha ospitato nella sua ricca e sontuosa Fifth Avenue Mansion.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vanderbilt.

Nel 1841 sposò Maria Louisa Kissam (1821-1896), figlia del reverendo Samuel Kissam e di Margaret Hamilton Adams. Ebbero nove figli:

  1. Cornelius Vanderbilt II (1843–1899)
  2. Margaret Louisa (Vanderbilt) Shepherd (1845–1924)
  3. Allen Vanderbilt (1846–1858)
  4. William Kissam Vanderbilt (1849–1920)
  5. Emily Thorn (Vanderbilt) Sloane White (1852–1946)
  6. Florence Adele (Vanderbilt) Twombly (1854–1952)
  7. Frederick William Vanderbilt (1856–1938)
  8. Eliza Osgood "Lila" (Vanderbilt) Webb (1860–1936)
  9. George Washington Vanderbilt II (1862–1914)

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Prendendo in considerazione l'inflazione e la rivalutazione, la sua ricchezza, che nel 2008 ammonterebbe virtualmente a circa 232 miliardi di dollari, lo ha reso il quarto uomo più ricco di tutti i tempi.

Morì l'8 dicembre 1885 a New York[3]. Fu sepolto nel mausoleo di famiglia a Staten Island, New York. La sua proprietà è stata divisa tra i suoi otto figli e la moglie.

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cornelius Vanderbilt and his children, in 1911 Britannica
  2. ^ Stiles, T.J. (2010). "The First Tycoon: The Epic Life of Cornelius Vanderbilt. New York: Vintage Books. ISBN 9781400031740.
  3. ^ Wm. H. Vanderbilt Dead. He is Prostrated by Paralysis While Talking to Robert Jarrett, President of the Baltimore and Ohio Railroad, and Dies Without Speaking. His Vast Wealth Estimated at Two Hundred Millions., in Washington Post, 9 dicembre 1885. URL consultato il 1º agosto 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Arthur T. Vaderbilt II, Fortune's Children - The Fall of the House of Vanderbilt, William Morrow.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN71262536 · LCCN: (ENnr93016231 · ULAN: (EN500327431