William Albright (compositore)

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William Albright
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
(Gary)
GenereMusica classica
Periodo di attività musicale1970 – 1998
StrumentoPianoforte, Organo

William Hugh Albright (Gary, 20 ottobre 1944Ann Arbor, 17 settembre 1998) è stato un compositore, pianista e organista statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Albright nacque a Gary, Indiana e iniziò a studiare il piano all'età di cinque anni, e frequentò il Juilliard Preparatory Department (1959-62), l'Eastman School of Music (1962-63) e l'Università del Michigan (1962-70 ), dove studiò composizione con Ross Lee Finney e George Rochberg e organo con Marilyn Mason. Interruppe gli studi per l'anno accademico 1968-69 quando ricevette una borsa di studio Fulbright per studiare con Olivier Messiaen a Parigi. Dopo la sua laurea nel 1970 fu nominato alla facoltà dell'Università del Michigan, dove insegnò fino alla sua morte per insufficienza epatica ad Ann Arbor, nel Michigan nel 1998.[1]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La sua musica combinava elementi di musica classica tonale e non-tonale (in particolare l'influenza di Messiaen) con la musica popolare americana e la musica non occidentale,[2] in quella che è stata definita musica "polistilistica" o "periclinale",[3] che rende la definizione di uno stile generale difficile.[4] In particolare, era un appassionato di ragtime[5] e realizzò registrazioni degne di nota dei Piano Rags di Scott Joplin ed altri. Registrò anche un album delle sue composizioni Ragtime.

Oltre alle sue attività di composizione e di insegnamento, Albright proseguì una carriera attiva ed era considerato un virtuoso come organista e pianista, eseguendo numerosi recital su entrambi gli strumenti in tutto il Nord America e in Europa. Commissionò nuovi lavori per organo ad altri compositori contemporanei da eseguire nelle suoe tournée internazionali.[1] I suoi inni appaiono nei libri di inni delle Chiese Unitarie e Episcopali.

Studenti importanti[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli studenti più importanti di Albright figurano Derek Bermel, John Burke, Evan Chambers, Chihchun Chi-sun Lee, Gabriela Lena Frank, Alexander Frey, Evan Hause, Katt Hernandez, Joseph Lukasik, Carter Pann, Frank Ticheli e Michael Sidney Timpson.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Griffiths, 1998
  2. ^ Gillespie, 2001
  3. ^ Chambers, 1999, p. 32
  4. ^ Perone, 1988, p. abstract
  5. ^ Bassett, 1999, p. 28–29

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leslie Bassett, "In Praise of William Albright", Perspectives of New Music, vol. 37, 1 (Winter), 1999, pp. 27–29.
  • Richard Edward Beckford, "The Organ Symphony: Its Evolution in France and Transformation in Selected Works by Composers of the Twentieth Century". DMA diss., Baton Rouge, Louisiana State University, 1997.
  • Evan Chambers, "In Memoriam William Albright", Perspectives of New Music, vol. 37, 1 (Winter), 1999, pp. 31–33.
  • Don C. Gillespie, "Albright, William", a cura di Stanley Sadie e John Tyrrell, The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2ª ed., Londra, Macmillan Publishers, 2001.
  • Paul Griffiths, "William Albright, 53, Composer of Ragtime Music for the Organ", in New York Times, 23 settembre.
  • Stephen W. Krahn, "Structural, Tonal, and Linear Problems in William Albright's Symphony for Organ". DMA diss., Lincoln, University of Nebraska, 1994.
  • cittàAmes Jeanie R. Little, "Serial, Aleatoric, and Electronic Techniques in American Organ Music Published between 1960 and 1972." (Ph.D. diss.), University of Iowa, 1975.
  • James Edward Perone, "Pluralistic Strategies in Musical Analysis: A Study of Selected Works by William Albright" (Ph.D. diss.), Buffalo, State University of New York at Buffalo, 1988.
  • Eric Santos, "Requiem for Bill Albright", Perspectives of New Music 37, 1 (Winter), 1999, pp. 35–37.
  • Marta Szoka, "Twórczosc Williama Albrighta na tle wspólczesnej muzyki organowej w USA" [The Works of William Albright against the Background of Contemporary Organ Music], a cura di Janusz Krassowski, Organy i muzyka organowa IX (Prace specjalne 52), Gdańsk, Akademia Muzyczna im. Stanisława Moniuszki, 1994.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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