Wikipedia:Oracolo/Archivio/Novembre 2010 (1/2)

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Driver per webcam trust 14273[modifica wikitesto]

Ciao a tutti. Sulla pagine di supporto del sito Trust per questa webcam ci sono i drivers per win98 MW 2000 e XP ma non per windows 7. Devo arrendermi a comprare un'altra webcam o esistono altre soluzioni? Windows 7 cerca da solo di trovare online drivers per la periferica ma non riesce e mi dice che non ci sono drivers disponibili. Grazie. --62.98.57.168 (msg) 14:52, 2 nov 2010 (CET)

Con quel che costano oggi le webcam, ti conviene comprarne una migliore. Risparmi tempo e ci guadagni in qualità, considerato che hai un prodotto, dal punto di vista informatico, molto vecchio.87.15.199.80 (msg)

Vecchio libro[modifica wikitesto]

Sapreste risalire al nome completo della pubblicazione da dove è stata presa questa immagine? Da quanto è scritto dalla didascalia l'autore dovrebbe essere Alessandro volta e la data di pubblicazione il 1800.

--Aushulz (msg) 16:04, 2 nov 2010 (CET)

On the electricity excited by the mere contact of conducting substances of different kinds. In a letter from Alexander Volta to Sir Joseph Banks (cfr qui). --Fantomas (msg) 16:16, 2 nov 2010 (CET)
Ho controllato il contenuto della pubblicazione da te segnalata qui e non vedo l'immagine in questione al suo interno. Non c'è da qualche parte un elenco completo delle pubblicazioni di Volta del 1800? --Aushulz (msg) 18:47, 2 nov 2010 (CET)
La lettera è corredata di tavole (ad alcune delle quali puoi trovare riferimenti nel testo) che non sono riprodotte nel sito da te indicato. --Fantomas (msg) 09:15, 3 nov 2010 (CET)
✔ Risolto Grazie per il chiarimento, ho inserito il titolo qui. :) --Aushulz (msg) 18:48, 3 nov 2010 (CET)

Una domanda sull'Oracolo di Wikipedia[modifica wikitesto]

Si potrebbe fare più domande sull'Oracolo di Wikipedia? E se si può, potrei sapere quant'è il limite delle domande che si possono fare? Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 93.35.224.252 (discussioni · contributi) 17:52, 2 nov 2010.

Non c'è un limite, finché le domande sono sensate. Chiaro che non è il caso di intasare l'Oracolo, e che non va scambiato per il posto dove porre tutte le curiosità che passano per la testa; prima è sempre meglio fare una ricerca per conto proprio (su Wikipedia, su google, sui libri)... -- Syrio posso aiutare? 19:02, 2 nov 2010 (CET)
Grazie, ma quanto le domande sull'Oracolo diventano troppe bisognano cancellarne alcune o no? E se alcune domande sono poco intelligenti vengono cancellate? Io non mi sono ancora firmato perchè non ricordo più la mia password e a proposito di firma, le domande non firmate sono considerate vandalismi?
Nulla si cancella, semmai si archivia. Puoi firmare anche se non sei loggato, la differenza è che si vede il tuo IP. Le domande non firmate non vengono considerate vandalismi, ma quelle senza scopo come queste sono a rischio di template rotante della sottoscritta, quindi non esagerare :-P --LaPiziaCervello fritto! 20:03, 2 nov 2010 (CET)
Aggiungo che le domande troppo stupide o che hanno il solo scopo di "chiacchierare" vengono cancellate all'istante, ma non capita spesso che qualcuno le faccia. --Aushulz (msg) 21:22, 2 nov 2010 (CET)

Non mordete, non mi pare una domanda senza scopo. --Cecco...dica 33! 18:19, 3 nov 2010 (CET)

Pokèmon League Victors[modifica wikitesto]

Sono affezionatissimo ai Pokèmon da tanto tempo, però mi sto un po' annoiando perchè su K2 fanno le stesse cose! Quando uscirà Pokèmon League Victors? In Giappone è anche uscito quello della Quinta Generazione! Non mi sono firmato e scrivo il mio nome: Christian, per gli amici Cicì.

Immagino tu sia il cuggino dell'amico qui sopra: torna in altro, in questa pagina, e leggerai "pagina di servizio". Esiste un blocco per chi abusa di queste pagine, quindi se hai voglia di giocare trova un altro passatempo, grazie. --LaPiziaCervello fritto! 20:18, 2 nov 2010 (CET)
Io non sono il cuggino di quel tizio sopra, SONO IO STESSO! Mi dispiace per aver fatto una specie di vandalismo ma vorrei sapere quando esce Pokèmon League Victors in italiano, grazie! Christian (è il mio nome).
E fortuna che avevo anche scritto "prima è sempre meglio fare una ricerca per conto proprio". Se non trovi queste cose in rete, come pensi che possiamo saperle noi? -- Syrio posso aiutare? 20:48, 2 nov 2010 (CET)
Sì, ma sulla pagina Episodi di Pokèmon non c'è scritto quando esce ed è per questo che ho deciso di chiederlo all'Oracolo e... se non lo sapete tutti voi lo chiederò a Davide Garbolino!
Uscirà il 15 gennaio 2011 in Giappone e il 15 giugno in Italia! --151.66.208.102 (msg) 21:11, 2 nov 2010 (CET)
Grazie mille! Ora non posso fare che attendere il 15 giugno! Ho anche imparato a firmare, il problema sono i quattro tildi, non li so digitare!
Basta che schiacci quel pulsante sopra il box col testo, con disegnato sopra lo scarabocchio, a destra di quello con la W barrata di rosso Non trovo l'immagine da farti vedere :P -- Syrio posso aiutare? 22:09, 2 nov 2010 (CET)
O è questo pulsante Insert-signature.png oppure è questo Button sig.png a seconda del tipo di skin -- Lepido (msg) 23:28, 2 nov 2010 (CET)

Conoscere l'ip da cui si scrive[modifica wikitesto]

Ciao a tutti! Alle volte mi capita di fare delle piccole modifiche con questo ip; vorrei controllare la lista dei contributi, solo che non so qual'è il mio ip. Per conoscerlo devo per forza fare una modifica (in modo che, fimando o andando in cronologia compaia l'ip) o c'è un modo più sbrigativo? grazie mille! --93.63.177.178 (msg) 10:13, 3 nov 2010 (CET)

Se ti registri (vedi Aiuto:Come registrarsi) non hai più questo problema, perché ti compare in cima alla pagina un link "miei contributi", che da utente non registrato invece non c'è. Comunque esistono molti siti che permettono di visualizzare il tuo ip, ad esempio questo e questo. Quindi per vedere i contributi dovresti andare al sito "http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Contributi/NUMEROIP" dove al posto di "NUMEROIP" devi inserire il tuo ip. --Aushulz (msg) 10:46, 3 nov 2010 (CET)
Ma hai un IP dinamico? In questo caso, l'IP ti viene cambiato ogni volta che ti connetti, anche se usi sempre lo stesso computer, per cui l'unica cosa che puoi fare è registrarti, se vuoi tenere traccia delle modifiche che fai nel tempo --151.30.120.124 (msg) 11:36, 3 nov 2010 (CET)
Per vedere il proprio IP senza dover salvare una modifica, è sufficiente entrare in modifica in qualsiasi pagina, "firmare" con le quattro tildi e visualizzare l'anteprima (attenzione a non salvare). La firma rivelerà il tuo numero IP senza interessare la cronologia. Ripeto, alla fine NON devi salvare. -- Lepido (msg) 20:17, 3 nov 2010 (CET)
Oserei dire che ci sono sistemi più comodi, ad esempio, servizi web come questo. --CavalloRazzo (talk) 02:19, 4 nov 2010 (CET)
Vi ringrazio per l'aiuto! Credo che l'ip sia statico... e non ho intenzione di registrarmi... ;) buona giornata a tutti! 93.63.177.178 (msg) 11:26, 4 nov 2010 (CET)
Il tuo IP è di Fastweb, sono piuttosto scettico sul fatto che sia statico. --CavalloRazzo (talk) 14:06, 4 nov 2010 (CET)
Senza entrare nell'editor di Wikipedia, per conoscere il tuo IP basta andare a leggere le informazioni di stato del modem, che riportano anche l'IP con cui sei visibile in rete in quel momento.--L736Edimmi 14:08, 4 nov 2010 (CET)
Non mi riferisco tanto a 93 (che, più che un novellino, mi sembra qualcosa d'altro) che ad altri newbie di passaggio: se sai come leggere le informazioni di stato del modem|router, probabilmente non hai bisogno di chiedere ad altri come ricavare il tuo IP pubblico. --CavalloRazzo (talk) 15:37, 4 nov 2010 (CET)

Difetto di acciaieria in italiano "sdoppiatura" ed in inglese si dice "lamination"[modifica wikitesto]

Buongiorno, vorrei sapere l'origine del difetto di cui all'oggetto,che si orina in acciaieria sia sul prodotto colato in lingottiera e sia in colata continua Grazie Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 87.18.255.157 (discussioni · contributi) 09:57, 3 nov 2010.

In questo link si dice che i bordi di una lamiera di acciaio non devono avere sdoppiature o inclusioni, altrimenti si pregiudica la bontà della saldatura. Andando ad intuito, i materiali si dicono "laminati" quando sono costituiti da più strati sovrapposti, inoltre il termine "sdoppiatura" fa pensare a qualcosa di "doppio", per cui secondo me tale difetto consiste in un bordo diviso longitudinalmente in due parti, come se si avessero due strati sovrapposti. Ci sarebbe da capire se tale difetto è solo un difetto esterno localizzato solo lungo il bordo (ad esempio dovuto ad un taglio imperfetto) oppure se è sintomo di una eterogeneità presente all'interno della lastra, che si estende per tutta la sua superficie. In questa pagina si da una definizione di sdoppiatura che sembra coerente con quanto detto sopra. Comunque secondo me "Lamination" è la laminazione di cui sopra, ovvero una possibile causa della sdoppiatura, mentre la sdoppiatura, a quanto detto in quest'altro link, si dovrebbe chiamare "split end" in inglese. --Aushulz (msg) 10:28, 3 nov 2010 (CET)
Usando il termine "split end" ho trovato questa pubblicazione dove se ne parla in maniera più approfondita. --Aushulz (msg) 10:33, 3 nov 2010 (CET)

--Bedo2991-{contattami} 16:34, 3 nov 2010 (CET)

Si orina in acciaieria? --Guido (msg) 18:57, 3 nov 2010 (CET)
È risaputo che nelle acciaierie i servizi siano scadenti :-))) --Triple 8 (sic) 20:52, 3 nov 2010 (CET)
Vabbe', ma orinare addirittura sulle colate... --Guido (msg) 22:36, 10 nov 2010 (CET)
In italiano l'ho sempre sentita chiamare "delaminazione" (quando interna alla lamiera) o "sdoppiatura" quando sfocia alla superficie nello spessore del materiale. - --Klaudio (parla) 13:01, 4 nov 2010 (CET)

Il pianoforte a coda[modifica wikitesto]

Perchè in alcuni film si distruggono o vengono distrutti i pianoforti a coda? Anche in Leone il Cane Fifone e in Zathura, voglio che mi rispondiate perchè per me il pianoforte è uno strumento davvero magnifico e non c'è niente da ridere quando un piano viene distrutto. Christian Jiang (è la mia firma).

L'ho visto recentemente anche in uno spot televisivo di un caffè con George Clooney: un pianoforte a coda cade dall'alto e si schianta al suolo investendo il protagonista, che va in Paradiso. C'è anche una situazione del genere in Chi ha incastrato Roger Rabbit? dove mi pare che il fratello del protagonista rimanga schiacciato sotto un pianoforte che precipita dall'alto. Mi pare di intravvedere una citazione ricorrente di qualche cosa, ma la mia crassa ignoranza del mondo delle arti visive non mi permette di risolvere il mistero. -- Lepido (msg) 20:55, 3 nov 2010 (CET)
(conflittato) Volendo considerare seriamente la domanda: è una gag ricorrente la distruzione di pianoforti poiché sono oggetti molto pesanti, che spesso sono difficili da trasportare da un luogo all'altro. La situazione "classica" è un trasloco dai piani superiori di uno stabile: la corda che regge lo strumento cede e il piano cade, spesso sulla testa degli sfortunati protagonisti. La gag non è nella disintegrazione dello strumento in sé, quanto nel personaggio che viene colpito da esso. --Triple 8 (sic) 20:58, 3 nov 2010 (CET)
Non sono riuscito a capire tanto bene, ma non è che per caso i creatori dei film odiano i pianoforti? Christian Jiang.
No, non c'è nessuna misopiania nel mondo del cinema, che io sappia. In ogni caso non me la prenderei così tanto, fossi in te: sono anch'io pianista (e tastierista) e per quanto adori qualunque tipo di strumento musicale <pov semiserio> che non sia un flauto dolce, date le cattive esperienze cacofoniche avute alle elementari e medie </pov semiserio> non mi è mai venuta alcuna malinconia quando ho visto pianoforti venire distrutti in TV o al cinema (tra l'altro nessuno distruggerebbe mai un vero pianoforte a coda, per via del suo costo non indifferente). --Dry Martini confidati col barista 21:33, 3 nov 2010 (CET)
Secondo me l'origine di questa gag è da ricondursi al fatto che inizialmente gli effetti sonori dei film venivano creati con gli strumenti musicali, mentre oggi possiamo sintetizzare qualsiasi tipo di suono con i mezzi informatici; ad esempio, per rimarcare uno schiaffo oggi possiamo sintetizzare al computer tale rumore in maniera credibile e poi aumentarne il volume per dare più enfasi, mentre quando non esistevano i computer per simulare uno schiaffo si sarebbe potuto utilizzare il rumore dei piatti (nel senso di strumento musicale); allo stesso modo, per simulare un oggetto che cade, può darsi che qualcuno abbia utilizzato il rumore dei tasti e delle corde del pianoforte, premendoli "a caso", e in seguito qualcun altro avrà pensato di crearci su una gag rompendo effettivamente un pianoforte, in modo che l'effetto sonoro fosse più credibile. --Aushulz (msg) 00:34, 4 nov 2010 (CET)
Oggi noi non sintetizziamo nessun suono naturale, è troppo complicato e nella migliore delle ipotesi si ottengono risultati ridicoli. Oggi i suoni sono tutti campionati da suoni reali (non necessariamente i suoni originali). --CavalloRazzo (talk) 01:22, 4 nov 2010 (CET)
Hai ragione, mi sfuggiva il termine... --Aushulz (msg) 02:02, 4 nov 2010 (CET)
Direi che in tanti film distruggono auto ed edifici, ma non vuol dire che odino le auto e gli edifici.... --Gig (Interfacciami) 11:26, 4 nov 2010 (CET)
Trovata la pagina sul classico "piano che cade" in TV Tropes, PianoDrop. Attenzione, il sito TV Tropes può causare dipendenza. --Gig (Interfacciami) 11:34, 4 nov 2010 (CET)

(rientro) Ci ho pensato un po' e direi che la gag è dovuta probabilmente al fatto che il pianoforte a coda è sempre stato uno degli oggetti più delicati da spostare a causa del suo peso. Nota che più tardi si è usato spesso anche il frigorifero o l'armadio quattro stagioni per vessare lo sventurato protagonista. La causa primaria del successo di questo tipo di gag è proprio il peso dell'oggetto, dal quale il personaggio uscirà quasi illeso, tutt'al più stordito e avviluppato nelle corde, nei cibi contenuti le frigo o in un vestito da donna nel caso l'oggetto fosse l'armadio e il personaggio fosse un uomo. Temo di dover contraddire quindi Aus, dato che mi sembra improbabile che uno schianto venisse riprodotto con note casuali di pianoforte, più probabilmente con dei piatti (sempre intesi come strumenti musicali) un esempio potrebbero essere i cartoni animati, nei quali una tranvata particolarmente violenta viene resa col gong. In definitiva, semplicemente non credo (ovviamente questo è un POV) che ci siano motivi di tipo rumoristico, semplicemente si è dovuto scegliere un oggetto inusuale e pesante ma che non stonasse con l'ambientazione e si è trovato il pianoforte a coda. --Dry Martini confidati col barista 15:05, 4 nov 2010 (CET)

La teoria di Dry Martini mi sembra più credibile della mia, per me approvata. --Aushulz (msg) 17:44, 4 nov 2010 (CET)

Sucralosio[modifica wikitesto]

visto che qui non mi risponde nessuno giro la stessa domanda qui...-- Angelorenzi  Esponi i tuoi problemi a sor Angelo 12:18, 4 nov 2010 (CET)

Riporto, è più comodo per chi legge -- Syrio posso aiutare? 12:52, 4 nov 2010 (CET) Scusate ma il sucralosio è lassativo come molti dolcificanti artificiali???
Qui dice che viene assorbito poco nel tratto gastrointestinale, ma non so se questo vuol dire che sia lassativo. --Aushulz (msg) 14:55, 4 nov 2010 (CET)
Qui, un po' come ha detto Aushulz, c'è scritto solo che è poco assorbito dal corpo. Un nutrimento poco assorbito è normalmente uno che viene espulso senza che molte sostanze al suo interno siano assimilate dal corpo: dovrebbe essere poco o per niente lassativo (altrimenti sarebbe indicato da qualche parte), è solo che è praticamente inutile mangiarlo, a livelli nutrizionali (però sembra che sia buono, se è 600 volte più dolce del saccarosio).--Keltorricssive Gael 16:17, 4 nov 2010 (CET)
A dire il vero, alcuni zuccheri sono blandi lassativi e se ben ricordo l'azione si accompagna ad una bassa digeribilità --Furriadroxiu (msg) 18:23, 4 nov 2010 (CET)
Sulla sostanza in questione non sono documentata, ma mi permetto di smentire quanto detto da Keltorrics: le sostanze poco o per nulla assorbite hanno spesso effetti lassativi in quanto, permanendo nell'intestino, possono richiamare acqua per effetto osmotico (questo è il caso più tipico degli zuccheri non digeriti, come avviene nel caso di mancanza dell'enzima deputato alla loro scissione: vedi intolleranza al lattosio), oppure, come nel caso delle fibre alimentari, semplicemente aumentano la massa fecale favorendo la peristalsi. Molti dolcificanti artificiali, come il sorbitolo e lo xilitolo, hanno effetti lassativi se assunti in quantità eccessive proprio perché poco o per nulla assorbiti (vedi il caso del lattosio sopra). --Mari (msg) 22:09, 4 nov 2010 (CET)
OK, grazie!-- Angelorenzi  Esponi i tuoi problemi a sor Angelo 15:01, 8 nov 2010 (CET)

Immagine[modifica wikitesto]

O potente Oracolo... non so se questo è il posto giusto in cui porre la mia domanda... vorrei sapere perchè non riesco a far vedere la piccola immagine nel Babelfish della mia pagina utente. E vorrei far notare che fino a poco tempo fa era presente. Non capisco! Qualcuno potrebbe dirmi come sistemare questa faccenda? --ManuBach96

Non la vedo neppure io. Togliendo il dimensionamento l'immagine è visibile, ovviamente con le dimensioni originali. Per ora ho rimosso l'impostazione a 50px, sempre meglio di niente --Furriadroxiu (msg) 20:57, 4 nov 2010 (CET)
Ringrazio :) --ManuBach96

Voce su pronuncia[modifica wikitesto]

Buongiorno, qualcuno sa se ha un nome quel fenomeno che porta a pronunciare le lettere "np" come "mp", "nb" come "mb" e cose simili, e se abbiamo una voce su di esso? Grazie! -- Syrio posso aiutare? 12:27, 5 nov 2010 (CET)

Dovrebbe essere la coarticolazione delle sonanti nasali seguite da consonante. --Achillu (msg) 12:32, 5 nov 2010 (CET)
Grazie mille :) -- Syrio posso aiutare? 12:34, 5 nov 2010 (CET)
In realtà si tratta di assimilazione (parziale). Il concetto di coarticolazione è un po' più complesso (e a mio avviso non molto ben definito in it.wiki, ma non sono un fonetista e non ci metto mano). --Vermondo (msg) 15:39, 5 nov 2010 (CET)
Buono a sapersi, ri-grazie mille! -- Syrio posso aiutare? 16:57, 5 nov 2010 (CET)

Branchi e stormi[modifica wikitesto]

Mi chiedevo quale fosse il modo con cui alcuni animali, soprattutto uccelli e pesci, quando sono in enormi stormi o banchi, si muovono tutti insieme contemporaneamente. Come fanno a capire il momento in cui virare a destra, ad esempio? Ho cercato in Stormo ma non ne fa cenno. Grazie mille. --95.235.226.77 (msg) 18:59, 5 nov 2010 (CET)

Nella voce pesce, sezione Aggregazioni e branchi, si spiega, in modo semplificato, come viene regolato ogni movimento in modo così sincronizzato. In questo sito, verso il fondo, è spiegato in modo più dettagliato.--Keltorricssive Gael 19:10, 5 nov 2010 (CET)
Un po' come i ciclisti.--151.66.208.200 (msg) 20:23, 8 nov 2010 (CET)

Catessico[modifica wikitesto]

Ho trovato questo termine nel libro Brevi interviste con uomini schifosi di DFW, e volevo sapere cosa significasse: ho cercato un po' dappertutto, ma né il vocabolario normale né il dizionario di psicologia di Galimberti lo includono. C'è qualcuno che possa chiarirmi il suo significato? --Triple 8 (sic) 20:39, 5 nov 2010 (CET)

"Catessi" pare che significhi "energia", "carica" (guarda ad esempio qui). Catessico quindi sarebbe come "energetico". -- Lepido (msg) 22:18, 5 nov 2010 (CET)
Avevo trovato, nel succitato dizionario Galimbertiano, il termine "catexi", termine «introdotto dai traduttori inglesi di Freud per rendere il tedesco Besetzung [...] Il termine è indicato anche da H.A. Murray [...] per indicare la carica positiva o negativa con cui gli oggetti attraggono o respingono l'individuo». Non mi era però chiaro se fossero la stessa cosa, e cosa volesse effettivamente indicare l'aggettivo, se "energetico", "carico d'energia attrattiva" o "respingente" o "sentimentale" (definizione quest'ultima del succitato Murray). Grazie per la risposta! --Triple 8 (sic) 23:16, 5 nov 2010 (CET)
Questa definizione di catessi sembrerebbe più allineata al Murray. Aggiunge che in psicanalisi "catessi" indica "investimento" ma non ho idea di cosa possa significare "investimento" in psicanalisi. --Achillu (msg) 14:17, 10 nov 2010 (CET)

Guanto[modifica wikitesto]

Ho notato un errore nel fil Mulan, della Walt Disney, il guanto che Shen Yu indossa (Shen Yu è il capo degli Unni) dovrebbe essere una specie di sacchetto, perchè sulla pagina Guanto c'è scritto: i guanti dei barbari avevano la forma di "sacchetti" legati ai polsi. 21:12 05/11/10 (CET)

Ho idea che avrebbe destato più interrogativi nel pubblico il fatto che un personaggio avesse le mani "insacchettate" piuttosto che un'inesattezza della quale potrebbero accorgersi solo studiosi o assidui frequentatori di enciclopedie (attività decisamente non comune nel pubblico medio di un film della Disney). --Dry Martini confidati col barista 21:39, 5 nov 2010 (CET)
Da notare che l'affermazione sui sacchetti sembra priva di fonti. Nelle altre wiki non mi pare che se ne parli... --Vermondo (msg) 02:05, 7 nov 2010 (CET)

Autori molto vari[modifica wikitesto]

per scrivere una citazione devo scrivere?:

  1. aa.vv.
  2. Aa.vv.
  3. AA.VV.

il mio dubbio è se la 1) si può scrivere anche all'inizio del rigo. grazie--Pierpao.lo (listening) 12:10, 6 nov 2010 (CET)

Io dovessi metterlo in una mia bibliografia userei la soluzione 3. Tieni però presente che nelle bibliografie scientifiche "autori vari" è una dizione il più possibile evitata. Se un'opera collettiva ha un curatore, si mette "Pinco Pallino (a cura di)" (o "Pinco Pallino (ed.)" nelle citazioni in inglese), se invece gli autori sono tanti e sarebbe troppo lungo metterli tutti, si mette "Pinco Pallino et al." (dove et al. vuol dire et alii "ed altri"; Pinco Pallino sarà il primo della lista degli autori). Oppure si preferisce lasciare il titolo senza nome di autore. Che gli autori siano vari lo si capisce implicitamente dalla mancanza di un autore nominato esplicitamente. --Vermondo (msg) 13:11, 6 nov 2010 (CET)
Grazi'assai--Pierpao.lo (listening) 14:40, 6 nov 2010 (CET)

Miele bianco in Danimarca[modifica wikitesto]

Perché in Danimarca il miele è bianco? Non è cristallizzato: è fluido e denso, ma è bianco. Si tratta di una lavorazione particolare o del tipo di fiori usato?


--93.38.169.117 (msg) 15:01, 6 nov 2010 (CET)

Sei sicuro che non sia cristallizzato, anche parzialmente? Date le temperature che ci sono in Danimarca, mi aspetterei di trovarlo cristallizzato. Comunque può darsi che ci sia un altro motivo. --Aushulz (msg) 16:41, 6 nov 2010 (CET)
Credo si noterebbe se fosse cristallizzato. L'idea più sensata che venga in mente a me è che si tratti di un fiore particolare. Era bianco-opaco o trasparente tendente al bianco? Non ti preoccupare, Aus, al Nord si sanno difendere dal freddo, te lo dice uno che va in Svezia una volta all'anno per motivi di famiglia e non ha mai trovato il miele cristallizzato (a patto che lo si tenga al chiuso, ovviamente ;-D ) --Dry Martini confidati col barista 16:48, 6 nov 2010 (CET)
No no: non è cristallizzato di sicuro, sembra piuttosto una crema... infatti, avevo pensato si trattasse di miele misto a burro o qualcosa di simile. In Italia non l'ho mai trovato: dev'essere un prodotto tipico danese.
In questa voce sono elencati i tipi di miele più diffusi in Danimarca. Però è in danese. --Guido (msg) 20:08, 6 nov 2010 (CET)
Dalla voce, quello che assomiglia più alla descrizione è il "Lindehonning". Cercando un po' ho trovato questa pagina. -- Lepido (msg) 20:54, 6 nov 2010 (CET)
Ma scusa - dal momento che l'articolo oltre al lindehonning nomina anche altri, direi che sia il rapshonning che il kløverhonning dovrebbero essere più bianchi (mediamente) rispetto a quello di tiglio, no? BerlinerSchule (msg) 23:45, 6 nov 2010 (CET)
Miele di tiglio. Anch'io ho trovato qualche pagina che ne parla, ma non si capisce se sia "bianco". Sembrerebbe piuttosto giallo chiaro. --Guido (msg) 23:41, 6 nov 2010 (CET)
Era un confl muto – sì, certo, sia quello di colza che quello di trifoglio sono più chiari, appunto. BerlinerSchule (msg) 23:49, 6 nov 2010 (CET)

Grazie a tutti. Da quel sito sembrerebbe Rapshonning (se ho capito bene, di colza), anche dalle foto che si trovano su Google. Grazie ancora!!!

Tra l'altro, per chi ne fosse eventualmente interessato, il miele di cotone presente in Uzbekistan è assolutamente bianco (e dannatamente dolce). Lo so per esperienza personale. --Cloj 08:32, 7 nov 2010 (CET)

Esperienza che trova conferma anche nel fatto che due T-Shirt di cotone presenti non in Uzbekistan, quanto piuttosto nel mio armadio, sono assolutamente bianche. BerlinerSchule (msg) 12:07, 12 nov 2010 (CET)

Film Predators 2010[modifica wikitesto]

Verso il min. 15:55 il protagonista e la donna affermano che il sole del pianeta è sempre fermo nello stesso punto... Allora perchè verso il finale giunge la notte? è un errore? 87.8.34.39 (msg) 18:38, 6 nov 2010 (CET)

Se ricordo bene, notano che la stella è ferma sempre nello stesso punto dopo una breve escursione nella giungla. Forse le giornate durano semplicemente di più che sulla Terra. --87.17.190.152 (msg) 23:45, 6 nov 2010 (CET)

Oneri verniciatura ringhiere balconi.[modifica wikitesto]

Il mio inquilino sta per lasciare l'appartamento. Volevo sapere se spetta a lui la verniciatura delle ringhiere o a me proprietario. Lui dice che spettano a me perchè è manutenzione straordinaria. Io, a senso, son convinto del contrario. Qualcuno ha il codice civile e può dirmi una risposta definitiva? Grazie mille. --151.82.157.218 (msg) 22:19, 7 nov 2010 (CET)

A parte quello che possiamo dirti qui, ti consiglio di rivolgerti ad un'associazione di settore. Io ad esempio conosco l'UPPI, prova a vedere se c'è una sede nella tua città e chiedi consiglio lì. -- Lepido (msg) 23:00, 7 nov 2010 (CET)
In genere la manutenzione ordinaria è quella legata al consumo dovuto all'utilizzo o quella periodica annuale (caldaie). Quella straordinaria serve per rimediare all'obsolescenza e al consumo dovuto al tempo; è un concetto tecnico. Civilmente la manutenzione tocca a chi se ne avvantaggia o a chi l'ha resa necessaria. Le guarnizioni del bagno durano poco quindi toccano al conduttore. Se la casa è stata consegnata con i muri tinti di fresco, tocca al conduttore che inevitabilmente li ha segnati ripristinarli. Se si rompe un tubo tocca al proprietario aggiustarlo, visto che il tubo durerà oltre la locazione (normalmente). Le ringhiere quindi toccano al proprietario perchè non sono come i muri che basta appoggiarci una mano o una mobile per sporcarle e non ingialliscono rapidamente come la tempera murale, salvo negligenze da parte del conduttore ovviamente.--Pierpao.lo (listening) 22:37, 8 nov 2010 (CET)

utilizzo immagine di un Papa[modifica wikitesto]

Vorrei sapere quale trafila burocratica deve essere seguita per ottenere l permesso di utilizzare l'immagine di un Santo Padre della Chiesa Cattolica --95.240.136.89 (msg) 18:06, 8 nov 2010 (CET)

Se ti riferisci all'utilizzo in questa wikipedia, dovresti chiedere allo sportello informazioni dove ti diranno di cominciare da aiuto:immagini e seguenti. Altrimenti dovresti specificare meglio di cosa hai bisogno--LaPiziaDottoressaaa!!! 19:25, 8 nov 2010 (CET)
Se, ad esempio, è per l'etichetta con cui commercializzare un nuovo deodorante ("Odore di Santità") allora l'iter è indubbiamente diverso. --Guido (msg) 19:31, 8 nov 2010 (CET)

Software mediawiki[modifica wikitesto]

Caro Oracolo, esiste un editor mediawiki che consenta di creare una pagina in stile wikipedia off-line? Non solo per il testo, ma anche con l'header, le linguette "modifica" ecc, i link nella barra laterale, tutto quanto. Grazie --LaPiziaDottoressaaa!!! 19:27, 8 nov 2010 (CET)

Mi aggrego alla domanda, che mi ronzava in testa da tempo, e aggiungo "magari anche con la possibilità di linkare le diverse pagine fra di loro?" -- Syrio posso aiutare? 20:59, 8 nov 2010 (CET)
Non sapendo esattamente cosa vi serve, per iniziare vi linko questo. PS: L'ho scaricato, ora lo installo e lo provo per vedere se funge... -- Lepido (msg) 21:15, 8 nov 2010 (CET)
Grazie Lepido ma mi par di capire che quello che linki tu dia solo l'enciclopedia: a me servirebbe ricostruire ed editare una pagina in stile wikipedia. --LaPiziaPetite peste 21:21, 8 nov 2010 (CET)
Aspé, andiamo con ordine: quale vuoi che sia il risultato finale? Un documento html o pdf o altro? --Vito (msg) 21:24, 8 nov 2010 (CET)
@Pizia - Da quello che vedo, hai ragione. Mi associo alla domanda di Vito, anche se ho il sospetto che tu voglia un ambiente Wiki-like offline, con edit e gestione delle pagine, link, ricerca e quant'altro. Se è così, avrei qualche idea in mente, ma non la vedo semplice. -- Lepido (msg) 21:33, 8 nov 2010 (CET)
Una volta avevo letto che un vecchio amministratore e/o socio di wm italia faceva girare il sw mediawiki sul pc (o mac?)--Pierpao.lo (listening) 22:23, 8 nov 2010 (CET)
Infatti la mia idea era questa. Esistono dei software che permettono di installare un Web server con Apache e Mysql anche su una chiavetta USB, ad esempio questo, ma è eolo un esempio. Ora non so quali siano i requisiti di MediaWiki (non mi sono mai occupato della cosa), ma in linea di principio non dovrebbe essere impossibile fare una cosa del genere. -- Lepido (msg) 22:29, 8 nov 2010 (CET)

Rientro e rispondo a Vito: il risultato finale lo vorrei esportare in pdf, ma mi farebbe comodo un software che mi consentisse di correggere il testo quando voglio (solo una pagina, niente collegamenti con altri file: solo la grafica identica a Wikipedia). Grazie --LaPiziaPetite peste 17:21, 9 nov 2010 (CET)

Ho trovato l'utente scrivendo "editcount mediawiki"!. Utente:Marco Bernardini! Puoi chiedere a lui come fa a lavorare offline. Ciao--Pierpao.lo (listening) 18:06, 9 nov 2010 (CET)
Allora in teoria ti basterebbe un software che ti permettesse di editare i PDF... ma senti la mia idea:
  1. Copi la voce in una tua sandbox
  2. Usando l'editor di Wikipedia correggi e modifichi la voce a piacere
  3. Alla fine salvi in un PDF (ci sono millemila software che lo fanno, ma questo lo sai)
Cosa c'è che non va nella mia idea? -- Lepido (msg) 21:56, 9 nov 2010 (CET)
Potresti installare mediawiki in locale ma in realtà una pagina di wikipedia senza link è "sprecata" oltre ad avere un sacco di codice inutile. Potresti anche salvare l'html di una pagina visualizzata in anteprima.--Vito (msg) 22:26, 9 nov 2010 (CET)
@Lepido: salvando in pdf anche via stampante salvo solo il corpo della voce, mentre a me serve anche il contorno (header, sezioni dei collegamenti ecc).
@Vito: avevo pensato alla seconda soluzione, in un momento di lucidità pre-addormentamento :-P devo solo trovare il programma giusto per Mandriva e/o Ubuntu.
Grazie a tutti ^^ --LaPiziaPetite peste 10:02, 10 nov 2010 (CET)
Installare Mediawiki assieme a un server sul computer o su una chiavetta usb è abbastanza facile. C'è una pagina con tutte le informaizoni sul sito di Mediawiki. Guarda qui [1]. Installando lo stesso software di Wikipedia otterrai la stessa resa grafica della vera Wikipedia... --Giulio.gs (msg) 14:34, 10 nov 2010 (CET)
No, bisogna installare anche le estensioni appropriate (ad esempio le parserFunctions) ed importare template e css, imho non ne vale la pena. --Vito (msg) 23:29, 10 nov 2010 (CET)
Se c'è una cosa per cui non vale veramente la pena (solo perchè è inutile si intende), dear Vitus, è cercare di mettere limiti all'ostinazione delle signore, attraverso la razionalità poi :). Presenti escluse si intende ;) il mio è un commento (quasi) en passant--Pierpao.lo (listening) 16:03, 11 nov 2010 (CET)

Raggi X[modifica wikitesto]

Scusate ma una lunga esposizione ai raggi x può essere fonte di tumori o cancri?!?!-- Angelorenzi  Esponi i tuoi problemi a sor Angelo 21:46, 8 nov 2010 (CET)

Radioprotezione. --Pracchia 78 (scrivi qui) 22:03, 8 nov 2010 (CET)
(conflittato) Premesso che qui non si danno consigli medici, direi che sì, come si evince dalla voce Raggi gamma, i raggi gamma producono effetti simili a quelli dei raggi X come ustioni, forme di cancro e mutazioni genetiche. Basti pensare ai segnali di avvertimento posti nei laboratori di radiologia e nei pressi delle macchine per il controllo dei bagagli in aeroporto. --Dry Martini confidati col barista 22:04, 8 nov 2010 (CET)
La cosa non è eccessivamente semplice, per sommicapi, l'energia di quei raggi è in grado di "far scappare" gli elettroni dagli atomi che compongono le tue cellule, se questo accade al DNA (ma non solo) si hanno mutazioni che si traducono in malattie. Il rischio derivante dall'esposizione è comunque commisurato a vari fattori (tempo, distribuzione temporale, energia etc.), in generale l'esposizione ai raggi gamma è la più grave, seguita da quella ai raggi X per poi passare alla radiazione beta ed alfa (visto che hanno una capacità di penetrazione molto molto più bassa). Altissime dosi di raggi gamma o X sono comunque in grado di uccidere in tempi realmente brevi. --Vito (msg) 22:29, 8 nov 2010 (CET)
Questa è una domanda da Mr. Ovvio. Ovvio che si. --Luigi Petrella (msg) 00:13, 10 nov 2010 (CET)

Password per file .zip[modifica wikitesto]

Salve Oracolo, ho un quesito informatico che mi turba: ho dei miei vecchi files .zip a cui avevo messo la password, ma non ricordo piu' quale essa sia e non ho piu' i files per ricostruirla; c'e' modo di recuperarla con qualche programma o simile? vorrei recuperarne i contenuti... Grazie --193.205.206.26 (msg) 22:49, 8 nov 2010 (CET)

Ci sono dei programmi che permettono di eseguire un "Attacco a forza bruta" o un "Attacco a dizionario" sui file zip. Però molti sono a pagamento (magari alcuni ti danno delle versioni di prova che ti trovano password lunghe fino a tre caratteri o roba del genere)... magari ce ne sono anche di completamente gratuiti, ma ora non saprei indicarti nomi né degli uni né degli altri... Ah, questo genere di cose può richiedere molto tempo di elaborazione... --Gig (Interfacciami) 23:22, 8 nov 2010 (CET)

Sezione conica[modifica wikitesto]

Ho cercato su internet, senza trovarla, la formula per ricavare l’apertura degli asintoti dell’iperbole ricavata dal taglio del cono con un piano non parallelo al suo asse. In pratica, data l’apertura del cono e i gradi di incisione del piano sull’asse, come si determina l’eccentricità. Vi sarei grato se mi poteste aiutare.

Parecchio tempo addietro mi ero registrato e ho dato alcuni contributi. Ora,nei miei inteventi,vedo il mio nome segnato in rosso.

Mi chiamo Gian Carlo Fregoso di La Spezia.

Grazie


--LoStrangolatore (msg) 19:13, 9 nov 2010 (CET)

Non saprei dire dove trovare la formula, in rete o su un testo. Non è particolarmente difficile (solo un po' lungo) calcolarsela come esercizio di geometria analitica. Si scrive l'equazione di un cono di rotazione di apertura δ intorno all'asse z (traslando verticalmente il vertice di una costante c, in modo che non coincida con l'origine); poi si fa una rotazione di un angolo θ in un piano verticale qualsiasi, diciamo xz per comodità. A questo punto si pone z=0 nell'equazione del cono: il risultato è l'equazione di una conica, l'intersezione fra il cono (il cui asse abbiamo inclinato dell'angolo θ) con il piano z=0. I coefficienti dell'equazione della conica dipendono (in modo abbastanza complicato) dai parametri α,θ e c. Dai coefficienti dell'equazione si possono ricavare asintoti ed eccentricità, con le formule ben note, ma per questo si deve mettere l'equazione in forma normale. Il conto ho provato a farlo, ma il risultato finale è piuttosto complicato da scrivere qui (e dovrei verificarlo in più modi, le sviste le possiamo fare tutti). Quindi mi spiace ma non lo riporto (certo che si capisce perché sui libri non ci sia, a meno che non esista una formula più sintetica usando altri parametri, con una diversa costruzione geometrica). Il procedimento che ho indicato, comunque, richiede conoscenze poco più che elementari di geometria analitica. --Guido (msg) 21:26, 10 nov 2010 (CET)

Sono un utente non registrato e vorrei dire la mia: la soluzione al problema è semplicissima; si deve trovare l'eccentricità dell'iperbole che è data dal coseno dell'angolo di incisione diviso per il coseno dell'angolo di apertura; l'angolo formato dagli asintoti è uguale a due moltiplicato per l'arcocoseno dell'inverso dell'eccentricità.

unità di misura in chimica[modifica wikitesto]

Si scrive mMol/L o mmol/l o che? grazie --Pierpao.lo (listening) 09:41, 10 nov 2010 (CET)

Bentornato! Non dirmi che qui non c'è. --Pracchia 78 (scrivi qui) 14:33, 10 nov 2010 (CET)
Lì c'è scritto quello che sapevo che in genere si scrivono in maiuscolo, salvo che derivati da nomi ecc. Ma di mmol non parla, per me si scriverebbe minuscolo ma ho visto siti di farmacia scrivere mMol da cui il dubbio. Grazie--Pierpao.lo (listening) 21:58, 10 nov 2010 (CET)
Scrivi pure mmol/L oppure mM/L. --Luigi Petrella (msg) 22:00, 10 nov 2010 (CET)
emMh/La riNgrazio--Pierpao.Lo (listening) 22:05, 10 nov 2010 (CET)
Posso solo supporre un'imprecisione e/o il desiderio di enfatizzare visivamente il prefisso dall'unità di misura base. La voce inglese riporta alcuni esempi di prefissi applicati a "mol", e per quello che può valere in tutti la minuscola viene preservata.
Temo che l'indicazione di Luigi sia imprecisa: "M" indica già di per se la molarità "mol/L", quindi l'equivalente di mmol/L dovrebbe essere mM, non mM/L (sempre nella summenzionata voce si riporta l'esempio analogo di una soluzione nano-molare, "nM"). -- Rojelio (dimmi tutto) 17:34, 11 nov 2010 (CET)
soluzione glucosata. Si! Tratta di nano-moli. Comunque ho scritto mmol/L. grazie ancora--Pierpao.lo (listening) 17:51, 11 nov 2010 (CET)
Personalmente non ho mai visto i sottomultipli di mol/L. Penso che per questi ordini di grandezza sia più diffusa la notazione "ppm" (parti per milione). --Aushulz (msg) 20:49, 12 nov 2010 (CET)
Oddio scusate per l'errore. Comunque anche mmol l-1. --Luigi Petrella (msg) 00:51, 13 nov 2010 (CET)

Pene suino[modifica wikitesto]

Perché il pene del maiale è ricurvo? --Luigi Petrella (msg) 22:02, 10 nov 2010 (CET)

Per analogia con la coda? --Guido (msg) 22:10, 10 nov 2010 (CET)
Ci saranno una spiegazione strutturale e una funzionale.. --Luigi Petrella (msg) 22:29, 10 nov 2010 (CET)
Chissà, forse ha a che fare con la forma della vagina della maiala scrofa. --93.32.37.25 (msg) 23:27, 10 nov 2010 (CET)

Il sale e il gusto[modifica wikitesto]

Come funziona il sale da cucina? Come fa ad aumentare il sapore (sapidità) degli alimenti se poi come sappiamo la maggior parte del "sapore" di un alimento viene percepito dall'olfatto? Cioè salando un alimento l'aroma percepito col naso, se annusiamo l'alimento, non cambia ma il sapore aumenta. Però se abbiamo il raffreddore haivoglia a salare il cibo che il sapore non si sente. Non ho capito bene sta cosa.

--151.82.161.27 (msg) 08:26, 11 nov 2010 (CET)

Il sapore non viene percepito con l'olfatto, ma con il gusto. Leggi le voci... --Sesquipedale (non parlar male) 10:35, 11 nov 2010 (CET)
Voci già lette ovviamente, le ho trovate un poco deboli. Non c'è nulla di quanto ho chiesto ma grazie comunque per il tuo impegno. --151.82.95.128 (msg) 11:48, 11 nov 2010 (CET)
Non so esattamente come funzioni la cosa, ma di certo so che i sapori si sentono con il gusto: ci sono dei recettori sulla lingua, detti papille gustative, divisi in aree di competenza, ciascuna delle quali percepisce un determinato "sapore" (correggetemi i termini tecnici, eh). Ci sarà quindi una zona della lingua specializzata nella percezione del sapore salato, una del dolce, una dell'amaro... Mi pare siano cinque/sei. L'olfatto è un semplice aiuto al gusto, non è concepito per sostituirlo. --Dry Martini confidati col barista 16:07, 11 nov 2010 (CET)
Per rispondere più direttamente alla domanda originale, la percezione di "aumento di sapore" a seguito dell'aggiunta di sale o di altri agenti cosiddetti esaltatori di sapidità pare essere una questione prevalentemente psicologica, originante dall'integrazione dei due distinti stimoli olfattivo e gustativo in un unicum percettivo: non è che il sapore aumenti, diventa solo più "pieno", più "soddisfacente". Il gusto propriamente detto è sì infinitamente meno variegato dell'olfatto nella sua capacità discriminatoria (cinque sapori "base" a livello gustativo contro qualche migliaio di sfumature a livello olfattivo), ma non per questo meno importante ai fini della percezione soggettiva del sapore, essendo strettamente legato alle caratteristiche primarie dei cibi ai fini di sopravvivenza (contenuto zuccherino, presenza di sale, apporto proteico, possibilità che il cibo possa essere avariato o tossico). A questo si aggiunge una fortissima componente soggettiva e culturale, in virtù della quale l'individuo può imparare ad apprezzare anche quegli elementi del sapore che, presumibilmente, in origine nascevano come stimoli per il rifiuto (da questo punto di vista, probabilmente gli infanti sono un esempio più "genuino" di quella che invece sarebbe prevista essere la nostra reazione all'amaro e all'acido :-) ). -- Rojelio (dimmi tutto) 17:20, 11 nov 2010 (CET)

Newton e la gravità[modifica wikitesto]

Mi ripresento: mi chiamo Francesco Bittarelli, sono un medico, sto facendo delle ricerche che mi hanno portato ad approfondire i ricordi di fisica circa la gravità. Avevo ieri sera posto la domanda sulla sezione Millibar, mi è stato cortesemente suggerito da Guido di continuare la discussione qui. Mi aveva colpito la frase riportata sulla voce "Campo di forze", secondo la quale Newton era molto scettico, per non dire che non ci credeva affatto, che un corpo potesse agire su di un altro corpo a distanza senza la mediazione di null'altro. Chiarito grazie a Guido che la frase e la traduzione sono corrette, mi rimane da capirne il significato più profondo, che ai miei occhi di non addetto ai lavori , e quindi di "ignorante", non si accordano col fatto che fu poi capace di formulare quella che oggi chiamiamo la Legge di Gravitazione Universale di Newton. Azzardo che forse la risposta di Guido fa riferimento agli ipotetici gravitoni ? Qualcuno può chiarirmi le idee per favore ? Grazie.


--79.9.184.241 (msg) 09:45, 11 nov 2010 (CET)

La legge di gravitazione di Newton descrive una forza che si esercita fra due corpi massivi, in funzione della loro distanza. Tuttavia Newton aveva ben chiaro che supporre un'"azione a distanza" poneva gravi problemi filosofici, e riteneva che la forza in questione fosse veicolata da un mezzo (materiale o immateriale) sulla cui natura, tuttavia, non si pronunciava. Il problema filosofico fu in qualche modo accantonato in nome di un atteggiamento "pragmatico" e "fenomenologico". O - meglio - in nome della "centralità delle leggi fisiche espresse da formule matematiche" rispetto alle considerazioni di "filosofia naturale": operazione, questa, che segna la nascita della scienza moderna e che (semplificando un po') era determinata, oltre che dall'importanza di ottenere previsioni quantitative accurate (si pensi all'importanza, nel secolo XVII, della misura precisa del tempo e dei dati astronomici in relazione alla navigazione oceanica verso i nuovi continenti), anche dalla necessità per gli scienziati di evitare di prendere posizioni su temi su cui si erano pronunciati i teologi, per non rischiare di far la fine di Galileo.
Fino al XIX secolo le leggi fisiche della forza di gravità, della forza elettrica e di quella magnetica sono state descritte come se si trattasse di azioni a distanza fra corpi. Per l'elettromagnetismo, questa descrizione è entrata in crisi già nel XIX secolo con l'osservazione dei fenomeni di induzione elettromagnetica, e infine con l'osservazione che sono possibili onde elettromagnetiche anche in assenza di cariche. Si è quindi capito che esiste un ente fisico, il campo elettromagnetico, che è anche responsabile di quella che ai tempi di Coulomb era considerata una forza che si esercita reciprocamente fra cariche elettriche. Si è capito, in altri termini, che due cariche elettriche non interagiscono affatto a distanza fra loro, ma ciascuna delle cariche interagisce con il campo elettromagnetico, determinando una variazione di questo campo, che si propaga a velocità finita, e che determina a sua volta la forza che il campo esercita sull'altra carica.
Nel XX secolo si è visto che un'azione istantanea a distanza - di qualunque tipo - è incompatibile con il principio di causalità, e le teorie relativistiche dell'interazione gravitazionale considerano a loro volta il campo gravitazionale come un ente fisico (che determina anche ciò che noi osserviamo come "struttura geometrica" dello spazio-tempo), la cui esistenza è autonoma rispetto alla presenza dei corpi massivi, con i quali interagisce (puntualmente, non "a distanza"). Si è anche capito che i campi di interazioni (il campo elettromagnetico, in primo luogo) non potevano essere interpretati come "campi di deformazione di un mezzo materiale elastico" (a cui nel XIX secolo si dava il nome di "etere"). Oggi la Fisica descrive tutta la natura (inclusa la materia) come un insieme di "campi" estesi nello spazio-tempo e interagenti fra loro.
In tutto questo i gravitoni non c'entrano. Un gravitone è semplicemente un "quanto di radiazione gravitazionale", così come i fotoni sono "quanti di radiazione elettromagnetica" (né gli uni né gli altri, per intenderci, sono "corpuscoli", come purtroppo si trova ancora scritto qua e là). Solo che i fotoni sono osservabili facilmente, mentre i gravitoni non lo sono altrettanto (non lo è la stessa radiazione gravitazionale, anche a livello classico); inoltre la definizione dei gravitoni comporta una serie di problemi teorici, perché a differenza dell'elettromagnetismo la relatività generale è una teoria non lineare, e inoltre non è rinormalizzabile nella sua formulazione einsteiniana. --Guido (msg) 11:18, 11 nov 2010 (CET)


Guido, non ho parole per ringraziarti della tua pazienza e benevolenza nei miei confronti. Anche la tua chiarezza è esemplare. Forse inizio a capirci qualcosa. Però scusa, permettimi una domanda finale ed una considerazione.

La domanda è: ok, se ho capito bene, non c'è alcuna azione a distanza , né delle cariche elettriche tra loro né dei corpi massivi tra loro, ma solo delle cariche elettriche col campo elettrico e dei corpi massivi col campo gravitazionale. Questi campi sono stati da te descritti come "enti fisici", ed hai aggiunto, a proposito di quello gravitazionale: << .... che determina anche ciò che noi osserviamo come "struttura geometrica" dello spazio-tempo, e la cui esistenza è autonoma rispetto alla presenza dei corpi massivi ... >>. Ma allora, questi campi, questi "enti", cosa sono ? e COSA li produce ?????? E, come corollario: affermi esplicitamente che << ... i campi di interazioni... non potevano essere interpretati come "campi di deformazione di un mezzo materiale elastico" (a cui nel XIX secolo si dava il nome di "etere"). Oggi la Fisica descrive tutta la natura (inclusa la materia) come un insieme di "campi" estesi nello spazio-tempo e interagenti fra loro. ...... >> Perdonami la franchezza, non voglio entrare nel merito oggettivo delle ricerche della Fisica, ma a me sembra, da perfetto laico ed ignorante, che siano stati cambiati i nomi ma i concetti vengano riclicati, seppur mutatis mutandis: una volta c'era l'etere di Aristotele, poi l'etere di Huygens, oggi i "campi" ...... un po', permettimi, come quando noi medici diciamo che una tal patologia è "idiopatica" per dire che non sappiamo cosa la provoca.....

La considerazione invece è di carattere più generale. A me sembra che ultimamente il "fronte" della Fisica si stia notevolmente allontanando da quello che è, diciamo così, il mondo di tutti i giorni. Le ricerche coinvolgono aspetti sempre più speculativi e "filosofici" , assai lontani dal normale livello di conoscenze dei non addetti ai lavori. Sembra quasi di essere tornati a 2500 anni fa, quando fisica e filosofia erano un tutt'uno..... Persone come me, se pur credo dotate di "qualche" elementare base di conoscenze, sono sempre più disorientate, spiazzate, si sentono messe in disparte, e quando, come sto facendo io ora, cercano di capirci qualcosa, si trovano quasi sempre davanti ad una serie di "pre-conoscenze" senza le quali non si va avanti. Mi sta bene, ci mancherebbe. DEVE essere così. Sia ben chiaro, non contesto il progredire delle conoscenze, contesto il fatto che manca un qualcosa o qualcuno che si impegni a scendere da quella che molti chiamano "torre d'avorio", a tradurre questi nuovi e difficili concetti in un linguaggio comprensibile ai più. Senza magari scandalizzarsi se poi qualcuno pensa che il giavellotto viaggia finché non si esaurisce la forza che lo spinge ( ... già, ma PERCHE' seguita a viaggiare ? il principio d'inerzia, sì certo, ma cosa c'è DIETRO ad esso ?). O, come letto da qualche parte in Wikipedia, fa del sarcasmo se si crede ancora che il campo gravitazionale ha bisogno per esistere di una massa che lo genera ( confesso che mi son sentito offeso, perché fino a oggi lo pensavo anch'io). C'è quasi una dicotomia: da una parte la "verità" superspecialistica per gli addetti ai lavori ( ed è giusto che sia così), dall'altra l'opera di volgarizzazione che, quando c'è, crea quasi "un'altra" Fisica, diversa e derisa dalla prima.....

Per non parlare poi quando si legge, sempre in Wikipedia, quella "chiarissima" definizione di campo vettoriale conservativo .... per carità, sarà perfetta dal punto di vista fisico e matematico, ma la casalinga di Voghera o il muratore di Canicattì pensate che la capisca ? io, con una laurea in Medicina, non mi vergogno a dire che non l'ho capita...

Sia ben chiaro, la stessa cosa vale anche per molti dei miei colleghi ...... non si parla con i pazienti con lo stesso linguaggio che si usa ai Congressi o nelle pubblicazioni !!!!!

Scusate lo sfogo . Ringrazio tutti della pazienza e dell'attenzione, soprattutto Guido.

Francesco

Quanto scrivi e' sicuramente molto interessante, anche se forse non proprio adatto all'Oracolo.
In ogni caso, provo a dirti la mia sulla mia questione filosofica, senza entrare nei dettagli tecnici, ché per quello e' molto meglio ascoltare Guido.
Tu dici che tutte le teorie fisiche prodotte non spiegano cosa sta dietro al principio di inerzia, ma io non ci vedo nessun problema in tutto cio': di quelle problematiche e' giusto che se ne occupi la filosofia (e/o la religione). Lo scopo della fisica infatti non e' quello, ma e' comprendere il piu' possibile le leggi fisiche che regolano l'universo, non chiedersi perche' sono come sono.
Sul fatto che alcune voci fisico-matematiche di Wikipedia siano poco comprensibili ai piu', hai indubbiamente ragione, ma penso che la cosa sia inevitabile. Non si puo' partire da zero in ogni voce, e cercare di rendere comprensibili alcune voci tecniche e' un'operazione difficilissima e probabilmente una perdita di tempo, si finirebbe con scrivere voci che sono comunque incomprensibili a chi non conosce niente dell'argomento e inutili per chi gia' qualcosina ne sa. L'importante e' scrivere bene le "voci base".
Infine, sulla torre d'avorio ti sbagli alla grande, le varie teorie sviluppate negli ultimi decenni sono indubbiamente potenzialmente utilizzabili da oggetti usati nella vita di tutti i giorni (anzi, sono gia' utilizzate) e son sicuro che Guido ed altri sanno portarti ottimi esempi. E' ovvio pero' che nessuno potra' mai tradurre in un linguaggio comprensibile teorie che anche i fisici faticano a comprendere appieno (c'e' comunque chi ci prova, e su alcune di esse ci sono ottimi libri divulgativi). --Sandro (bt) 16:51, 11 nov 2010 (CET)
Mi rincresce, ma non ci provo nemmeno a rispondere ai quesiti posti da Francesco (non sarebbe nemmeno la sede adatta). Si potrebbe dire che le scienze fisiche hanno iniziato a progredire quando la ricerca delle equazioni ha preso il posto della ricerca del perché. Limitatamente alle pagine di WP, molte voci di fisica potrebbero essere scritte meglio; altre è impossibile scriverle in modo leggibile per chi non abbia affrontato studi universitari in questo campo. WP non può sostituire un corso di studi e nemmeno un libro di testo, per la sua natura. Un problema più generale è il livello molto basso di cultura scientifica diffusa in Italia (e non solo in Italia). Potrebbe e dovrebbe essere più alto: non c'è ragione per non supporre che nel XXI secolo una casalinga di Voghera debba conoscere i concetti di base della fisica moderna, ma naturalmente non è così, e le responsabilità di questo sono molteplici. Personalmente credo che la "colpa" degli scienziati "accademici", su questo versante, non sia quella di occuparsi di cose "lontane dalla vita quotidiana" (al contrario, è giusto che lo facciano: anche ai fini pratici - e non ci sono solo quelli - senza la teoria quantistica dei campi non ci potrebbe essere la PET, per dirne una), ma di non impegnarsi abbastanza per promuovere e sostenere la diffusione della conoscenza scientifica, in primo luogo attraverso la scuola. --Guido (msg) 17:13, 11 nov 2010 (CET)


Gentilissimi Sandro e Guido, solo alcune brevissime precisazioni 1. Per torre d'avorio non intendevo la "non ricaduta" della fisica nella vita di tutti i giorni, ma la "incomunicabilità" a causa del linguaggio talora usato. Probabilmente mi sono espresso male, ma la fretta è una cattiva compagna di viaggio. 2. Capisco i problemi di "impostazione" delle voci, che necessariamente devono presupporre un minimo di conoscenze di base. Tuttavia, forse, talora, si potrebbe fare ancora qualche sforzino in più..... 3. Non disperiamo: oggi forse non si sa molto di più dei "campi" di quello che avete così cortesemente detto voi, ma domani, chi sa... ? Secondo me non è questione di filosofia e/o religione, è dare tempo alle conoscenze di proseguire ed investigare, ed aver l'umiltà di dire: oggi non lo sappiamo. Nel mio campo, ad esempio, ricordo che quando studiavo c'erano pagine di dissertazione sull'etiopatogenesi delle ulcere gastroduodenali, oggi sappiamo che esiste un signore che si chiama Helicobacter pylori; domani... vedremo !!

Per il resto, un infinito grazie per la vostra cortesia e pazienza, ed ovviamente anche a tutti coloro che si impegnano in prima persona in questo progetto divulgativo.


Risposta di LoStrangolatore

Provo a rispondere: "Ma allora, questi campi, questi "enti", cosa sono ? e COSA li produce ??????" Cerco di spiegarmi con un paragone (mi scuso se non è proprio il massimo :P o se non è perfettamente calzante).
A è bendato (non può togliersi da solo la benda) e non sa che io sono vicino a lui. Se gli do un pugno, lui percepisce il dolore, ma (a meno che non gli dica che sono stato io) lui non sa e non può sapere a cosa sia effettivamente dovuto. Può modellizzare l'evento formulando una serie di ipotesi che spieghino quanto è accaduto; ma non può andare oltre. Lui conosce solo il dolore che ha provato e basta. (a meno di "misurazioni" diverse dal semplice stare ad aspettare di provare dolore: es. può allungare una mano in avanti e vedere che c'è effettivamente qualcosa/qualcuno davanti a lui; può parlare e vedere se io gli rispondo; ecc.)
Lui può ipotizzare che ci sia stata una persona che gli abbia dato un pugno; però, per quanto ne sa, potrebbe per es. anche essere in movimento su di un rullo a velocità costante e aver sbattuto contro un palo lungo il tragitto. Sono due ipotesi (ma me ne potrei inventare altre), tutte teoricamente valide, che spiegano in diverso modo gli stessi effetti (certo, supponendo che lo scontro con il palo dia esattamente le stesse identiche sensazioni che dà un pugno). Finché non si toglie la benda (o non effettua "misurazioni" apposite), lui non acquisisce abbastanza elementi per poter dire che una sia vera a scapito delle altre.
L'unica cosa che può fare è dire a se stesso: "in questo momento e luogo e nelle condizioni in cui mi trovo attualmente, vale la seguente proposizione: è possibile che, all'improvviso, io percepisca un dolore fatto così, che abbia questa durata, ecc. Non so con certezza a cosa esso sia dovuto concretamente; però so che, qualunque sia la causa X, il dolore che essa mi causa (= tutto ciò con cui essa manifesta la sua presenza a me) è fatto così e così."
I Fisici sono come il tizio A, con la differenza che non possono togliersi la benda a piacimento. "Campo" è solo un nome elegante per dire: "c'è qualcosa; sappiamo come si manifesta (interazione gravitazionale ecc.); sappiamo che ha queste caratteristiche; ma non sappiamo cosa sia concretamente". Quindi, la risposta alla tua domanda è: "non lo sappiamo. Lo stiamo cercando".

Qualcosa che possiamo fare (e stiamo già facendo) è cercare di escludere varie "implementazioni concrete" possibili per i campi che già conosciamo; questa esclusione si basa sulle proprietà che via via scopriamo di tali campi (= se una certa "implementazione concreta" ha certe proprietà che invece non hanno riscontro negli esperimenti, la mettiamo da parte). Nel paragone, è come se A mettesse una mano davanti a sé: se tocca qualcosa di cilindrico, freddo e verticale, può supporre (attenzione: ancora supporre) che sia un palo; ecc.

L'etere, in particolare, è una delle possibili "implementazioni fisiche concrete" di un campo; non è il "vecchio nome" del concetto di campo. (mi riferisco al "riciclaggio" dei concetti)

--LoStrangolatore (msg) 02:47, 12 nov 2010 (CET)

PS Ho messo la mia risposta in un cassetto, per evitare di allungare ulteriormente la sezione e, quindi, la pagina (che già è abbastanza lunga). --LoStrangolatore (msg) 02:51, 12 nov 2010 (CET)

Grazie anche a te, sei stato chiarissimo. Metterei anch'io la mia risposta in un cassetto, se solo sapessi come si fa..... Cmq sarò brevissimo. Parlando in generale, voglio solo dire che è evidente da questo nostro scambio di idee quanto sia importante essere semplici e chiari per far capire agli ignoranti come me come stanno le cose. Altrimenti poi non ci si può aspettare che nel xxi secolo la casalinga di Voghera ( a cui mi accomuno), sua sponte, abbia delle basi di fisica, non dico delle particelle, ma per la vita di tutti i giorni. E non abbiate paura a dire "oggi non lo sappiamo". Non credo che debba essere io ad insegnarvi quanto sia importante l'ardore della sete del sapere per far progredire le conoscenze. Talora si imboccano strade sbarrate od impossibili, ma prima o poi ci si arriva, ed anche andar fuori strada può essere un'esperienza utile. Buon lavoro e di nuovo un grande grazie a tutti.

Ulteriore commento di Guido

Il mio punto di vista è alquanto diverso da quello dello Strangolatore. Quando ci chiediamo "cos'è un campo", "cosa lo produce" ecc. stiamo chiedendo una "spiegazione". Ma cos'è, in realtà, che siamo abituati a considerare "spiegazione" di un fenomeno? Se ci pensi bene, noi siamo soddisfatti, riteniamo di aver "spiegato" qualcosa, quando lo riconduciamo a una descrizione nel linguaggio a cui siamo abituati per rappresentare verbalmente la realtà che ci circonda. Un linguaggio in cui si parla di "corpi", di "solidi", di "fluidi", ecc. Ma quel linguaggio è semplicemente il modo in cui siamo usi rappresentare astrattamente, e comunicare fra noi, le nostre percezioni. Il fatto che noi siamo a nostro agio con il concetto di "corpo materiale", ad esempio, ha a che fare con la determinazione da parte del nostro sistema percettivo, all'interno del flusso di segnali che ci arrivano, di un "oggetto" singolo dotato di individualità e di caratteristiche che lo "separano" dal resto: una mela, per esempio. In più momenti della storia umana ci sono stati pensatori che hanno osservato che questo processo di individuazione di una molteplicità di oggetti separati, all'interno del flusso percettivo che ci raggiunge, potrebbe essere solo illusoria: si pensi ai filosofi della scuola di Parmenide, o a certi aspetti del pensiero orientale. Ma il meccanismo che ci porta a decomporre la realtà in "oggetti" non è il risultato di un processo razionale, è la base del nostro sistema cognitivo, e quindi ogni tentativo (filosofico o religioso) di sviluppare una descrizione verbale della realtà che prescinda da questo meccanismo è sostanzialmente fallito. Ciò che la fisica del XX secolo è giunta a descrivere, però, è una struttura microscopica che non corrisponde affatto a una "immagine in piccolo" di ciò che siamo abituati a descrivere come "la realtà che ci circonda". Le nostre "categorie verbali" riflettono i nostri processi di segmentazione del flusso percettivo: ma noi non abbiamo alcuna percezione della realtà alla scala atomica, e non abbiamo motivo di credere che quelle categorie debbano essere applicabili a qualunque scala. Un elettrone non è una pallina di raggio piccolissimo (anche se convenzionalmente si parla di "raggio dell'elettrone"), e un atomo non è un "sistema solare" in scala ridotta. Per questa ragione l'uomo ha dovuto elaborare un linguaggio diverso, che permetta di formulare affermazioni, fare deduzioni e previsioni, su entità che non possono essere descritte nel linguaggio verbale corrente, perché sono entità di cui non abbiamo percezione diretta. Quindi non è che "abbiamo gli occhi chiusi" e dobbiamo (provvisoriamente) accontentarci di descrivere ciò che osserviamo senza poterne "indagare le cause". Invece, quando parliamo di interazioni fisiche fondamentali usiamo un linguaggio diverso - quello della matematica. Se chiedi a un fisico "cos'è il campo elettromagnetico", ti risponderà mostrandoti delle equazioni: non perché non sappia "cosa c'è dietro" (sono tante le cose che non sappiamo, ma questa è un'altra faccenda), ma perché il linguaggio verbale non parla di "cosa c'è dietro", ma di ciò che noi vediamo, sentiamo e tocchiamo, nei limiti ristretti del nostro (pur meraviglioso) sistema percettivo. E del campo elettromagnetico il nostro sistema percettivo non ci offre alcuna immagine che si possa verbalizzare nel linguaggio comune, che parla di "corpi" e di "forze" (l'idea di "forza", se ci pensi, rimanda a una sensazione propriocettiva); gli stessi fisici, per descrivere le caratteristiche dei campi (dato che, per capirsi, fra un'equazione e l'altra qualche parola bisogna pur usarla), usano termini mutuati da contesti fisici diversi ("linee di flusso", ad esempio, che viene dalla fluidodinamica - ma è un termine suggestivo applicato a un concetto matematico: non c'è alcun fluido che fluisce). Non so se questo discorso ti appare "esoterico" o "misticheggiante". Sto dicendo, in ultima analisi, che parliamo lingue diverse: e - contrariamente a quello che molti credono - non tutto ciò che si può dire in una lingua ha la sua traduzione nell'altra.

Con tutto questo, però, proprio l'interazione gravitazionale, che è quella da cui è partita la tua domanda, una "spiegazione" verbalizzabile nel linguaggio "macroscopico" ce l'ha (non è detto che sia quella definitiva, beninteso), legata alla geometria dello spazio-tempo. E qui mi fermo: se vuoi saperne di più devi studiare la Relatività generale, e temo che non basti leggere qualche voce di Wikipedia per capire di che si tratta. --Guido (msg) 14:31, 12 nov 2010 (CET)


Se chiedi a un fisico "cos'è il campo elettromagnetico", ti risponderà mostrandoti delle equazioni, non perché non sappia "cosa c'è dietro" (sono tante le cose che non sappiamo, ma questa è un'altra faccenda), ma perché il linguaggio verbale non parla di "cosa c'è dietro", ma di ciò che noi vediamo, sentiamo e tocchiamo, nei limiti ristretti del nostro (pur meraviglioso) sistema percettivo

Partendo dalla visione che ho esposto e cercando di adattarmi alla tua ottica (che, a una prima lettura, intuisco essere forse più "appropriata" della mia... io sono andato soprattutto per logica e per quanto mi è stato fatto capire della Fisica che ho studiato e che conosco), mi viene in mente che forse stai dicendo semplicemente questo: in fondo, di qualunque cosa noi non possiamo conoscere altro che ciò con cui essa si manifesta a noi (= i fenomeni e le grandezze fisiche che riusciamo a misurare); quindi, qualunque cosa "ci sia dietro", noi possiamo solo descrivere i fenomeni con cui essa si manifesta, tramite equazioni, e mettere a sistema queste ultime per avere una descrizione unificata; per cui, tenendo presente il fatto che non possiamo mai avere altro in mano che dette equazioni, abbiamo due possibilità:

  • separare concettualmente i fenomeni dalla "causa" che li genera; la "causa" la chiamiamo "campo" e le nostre equazioni le vediamo come spiegazioni di detti fenomeni;
  • identificare il concetto di campo con le equazioni che abbiamo: diciamo che un "campo" non è altro che qualcosa che si manifesta secondo quelle equazioni, e basta;

scegliendo la seconda. Inoltre,

  1. non ci si chiede proprio cosa "c'è dietro" un campo
  2. e non lo si fa perché non ha senso chiederselo, visto che si è scelta la seconda delle due possibilità.

è il modo con cui leggo quello che hai scritto. è corretto o mi sbaglio? --LoStrangolatore (msg) 23:38, 12 nov 2010 (CET)

No, quello che intendo io è un po' diverso. Tu distingui "fenomeni" e "cause". Io dico che ciò che tu chiami "fenomeno" è la descrizione di una percezione, in un linguaggio che (in qualunque sua variante storico-geografica) è lo strumento di cui l'evoluzione ha dotato la specie umana per rappresentare e comunicare le percezioni. Ciò che tu chiami "spiegazione del fenomeno" io la chiamo "rappresentazione di un meccanismo (che sfugge alla nostra percezione diretta, ma per il quale abbiamo percezione degli effetti) nei termini delle nostre categorie percettive".
Ti faccio un esempio, che spero sia chiarificatore: a tutti noi appare chiaro cosa significhi "un insieme di palline che si muovono disordinatamente nello spazio, urtando fra loro". Questa non è assolutamente la percezione che abbiamo di un gas, ma se possiamo spiegare la dinamica dei gas supponendo che ci siano delle palline piccolissime di questo tipo (che non vediamo perché sono piccolissime, ma che sono del tutto analoghe a quelle di cui abbiamo esperienza sensibile), ecco che riteniamo di aver trovato la "causa del fenomeno".
L'errore sta nel credere che una "spiegazione" di questo tipo esista sempre, cioè che la realtà fisica, ad ogni scala, sia descrivibile con le categorie verbali che usiamo per rappresentare le nostre percezioni. Ma non c'è ragione di credere che debba essere così: sarebbe un po' come supporre che la Terra (l'uomo) sia al centro dell'Universo.
L'uomo, però, da tempo ha iniziato a elaborare un diverso linguaggio, le cui categorie si sono estese al di là di ciò che è descrivibile verbalmente: è la matematica (per molti concetti matematici non esiste alcuna traduzione in termini di categorie percettive, e questo è quello che fa credere a tanti che la matematica sia "difficile da capire" - in realtà i matematici e i fisici hanno i loro modi, spesso soggettivi, di visualizzare i concetti che usano, ma sanno bene che quelle visualizzazioni "intuitive" sono utili nel processo euristico e creativo ma sono spesso ingannevoli e non hanno alcun valore "esplicativo"). La matematica si è rivelata quindi lo strumento per rappresentare anche modelli che non sono, per loro natura, riducibili a "meccanismi decrivibili a parole". La teoria quantistica dei campi è un esempio di questi modelli.
Nota: avevo scritto che non avrei cercato di rispondere, e naturalmente non sono stato di parola. L'Oracolo non è un forum di filosofia naturale, comunque tutto questo non è peggio di altre lunghe discussioni che ci sono state su temi di varia umanità. Quindi, come abuso della pagina, mi sembra veniale (chissà perché a BerlinerSchule non piace scrivere nei cassetti, io mi ci trovo benissimo)--Guido (msg) 09:49, 13 nov 2010 (CET)


PS Guido, ho aggiunto la mia "risposta" dentro il tuo cassetto... --LoStrangolatore (msg) 23:38, 12 nov 2010 (CET)

Ti ho risposto nel cassetto --Guido (msg) 09:49, 13 nov 2010 (CET)
chiedo scusa per lo "abuso" --LoStrangolatore (msg) 16:42, 13 nov 2010 (CET)

Album Michael[modifica wikitesto]

Vorrei alcune informazioni sull'album di Michael Jackson la cui uscita è prevista per dicembre. 1) È da considerarsi un album in studio o una compilation? 2)Un altro utente afferma che la dicitura corretta per il titolo dell'album è MICHAEL. È vero? Lui afferma che così è riportato nel sito del cantante ma, se ben ricordo, non bisognerebbe mai usare tutte le maiuscole su wiki.--Tenebroso (msg) 19:51, 11 nov 2010 (CET)

Non ti posso aiutare per le info su Jackson ma ti posso dire che non ci sono problemi tecnici a scrivere il titolo di una voce tutto in maiuscolo. Se quella è la dicitura corretta allora va usata quella, non altre. Hellis (msg) 23:29, 11 nov 2010 (CET)


Immagini Final Fantasy[modifica wikitesto]

domanda su copyright immagini

cb La discussione prosegue nella pagina aiuto:sportello informazioni.

– Il cambusiere --LaPiziaPetite peste 14:34, 12 nov 2010 (CET)

Obiettivo o obbiettivo?[modifica wikitesto]

La forma "obiettivo" è più corretta/utilizzata di "obbiettivo", "obbiettivo" è obsoleto o entrambe le forme sono corrette e utilizzabili? Lo chiedo perché ho visto che ci sono ben 2701 voci di Wikipedia dove è presente la forma con 2 "b" e non so se bisogna correggere oppure no.

--Aushulz (msg) 20:42, 12 nov 2010 (CET)

Dallo Zingarelli risulta che entrambe le forme sono corrette ed utilizzabili--Piaz1606 20:57, 12 nov 2010 (CET)
Idem per il Devoto-Oli che tuttavia indica una generica preferenza nell'uso della variante con una sola b. Non si corregge. --Pracchia 78 (scrivi qui) 21:16, 12 nov 2010 (CET)
La prof. mi spiegò che "obiettivo" sarebbe più corretto poiché "obbiettivo" è una forma nata più recentemente; ovviamente sono utilizzabili entrambi. Non so se avesse ragione, ma penso di sì poiché trovo frequentemente ambedue le forme.-- Lore³ You talkin' to me!? 21:20, 12 nov 2010 (CET)
Sul sito dell'accademia della Crusca ho trovato questo, che indica una prefernza per la variante con una b sola (come è stato già detto sopra). Fra l'altro in fondo lego un "Avemundi", che a occhio e croce è lo stesso Avemundi nostro, quindi non è proprio un "parere esterno" :P-- Syrio posso aiutare? 21:31, 12 nov 2010 (CET)
Confermo quanto detto sopra: ho letto più volte linguisti che accettavano entrambe le forme. --Starwars (msg) 22:22, 12 nov 2010 (CET)
Io uso la forma con due b che si avvicina di più alla mia pronuncia. --Vito (msg) 23:42, 12 nov 2010 (CET)
Grazie a tutti. Vuol dire che lascerò le cose come stanno e non prenderò in giro chi (come Vito) lo scrive con due "b". ;D --Aushulz (msg) 01:30, 13 nov 2010 (CET)
Io non prenderei in giro Vito neppure se lo scrivesse con tre B... fa male alla salute :-) -- Lepido (msg) 11:38, 13 nov 2010 (CET)
In effetti un pluribannato mi faceva le pulci per questo :S --Vito (msg) 22:38, 15 nov 2010 (CET)

Pokèmon Nero e Bianco[modifica wikitesto]

Ma il nuovo gioco Pokèmon Nero e Bianco si può usare per il DSlite normale? Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 93.35.242.15 (discussioni · contributi) 16:10, 13 nov 2010.

Sì, in teoria. Qui dice che i giochi sono per Nintendo DS, e il lite è una versione del DS, quindi a rigor di logica dovrebbe andare bene. -- Syrio posso aiutare? 17:02, 13 nov 2010 (CET)

Versioni di Visual C++[modifica wikitesto]

Salve Oracolanti. Nell'elenco dei programmi installati di Windows 7 64bit trovo parecchie voci riguardanti Microsoft Visual C++ e volevo sapere se è possibile disinstallare le versioni meno recenti senza incorrere in problemi di qualsiasi natura. Faccio presente che tali programmi sono stati installati automaticamente insieme ad altri, evidentemente per permettere il loro funzionamento. Allego screenshot [2]. Grazie in anticipo! --87.18.235.42 (msg) 23:20, 13 nov 2010 (CET)

Perché mai dovresti rimuoverli? Se non ti danno problemi, lasciali come stanno. Hai un motivo particolare per volerli togliere? --LoStrangolatore (msg) 07:43, 14 nov 2010 (CET)
PS Mi sa che sono librerie di Visual C++, o aggiornamenti di quelle librerie, che vanno sotto il nome "Visual C++ Redistributable". Con i sistemi Windows, è normale trovarsi un elenco di aggiornamenti installati l'uno dopo l'altro, come quello che hai linkato tu. Non si tratta dell'intero ambiente Visual C++ (ogni versione dovrebbe occupare meno di un mega...). --LoStrangolatore (msg) 07:52, 14 nov 2010 (CET)
Volevo sapere se rimuovendo le vecchie versioni, rischio di compromettere il funzionamento dei programmi che utilizzano Visual C++. Insomma, l'ultima versione è standalone? Grazie. --87.16.232.78 (msg) 19:42, 14 nov 2010 (CET)
Certo che rischi, ma puoi sempre reinstallare il programma che non funziona più (così reinstallerai anche l'aggiornamento che gli serve e che hai rimosso).
Ti ripeto, è normale avere una (lunga) lista di aggiornamenti che vanno sotto lo stesso nome. Ogni aggiornamento porta con sé la versione aggiornata di un "pezzo" specifico della stessa libreria di VC++ (che già c'è sul tuo computer). Non è che sostituisce gli aggiornamenti precedenti. Aggiornamenti diversi, installati in giorni diversi e con numeri di versione diversi, ma che coprono parti diverse della libreria.
Se i tuoi programmi funzioneranno o no, dopo che hai disinstallato, dipende dagli aggiornamenti che si portano appresso quando li installi, in genere non dagli altri. (Gli altri aggiornamenti, dopo che li hai disinstallati, puoi sempre recuperarli scaricandoli di nuovo dal sito della Microsoft. Di solito Windows lo fa in automatico)
 :) --LoStrangolatore (msg) 21:13, 14 nov 2010 (CET)
Chiarissimo, grazie mille.--87.11.233.211 (msg) 06:03, 15 nov 2010 (CET)

oggetti agettanti dalle pareti a forma di naso[modifica wikitesto]

ho visto per strada degli oggetti agettanti dalle pareti, a un metro e mezzo d'altezza, piccolini, a forma di naso (tant'è che qualche buontempone vi ha disegnato attorno degli occhi e una bocca): cosa possono essere? Se non avete capito potete sbirciare mediante google maps su una qualche via di milano. --93.35.61.150 (msg) 11:20, 14 nov 2010 (CET)

puoi farci il nome della via? Milano è grandicella... --LoStrangolatore (msg) 11:34, 14 nov 2010 (CET)

La nudità, la vergogna e il coprirsi le pudenda[modifica wikitesto]

Ave, sommo Oracolo! Ti interrogo dopo aver lungamente discusso con un mio amico riguardo le origini della pratica, tutt'oggi in uso, di coprirsi i genitali e altre parti del corpo riconducibili alla propria identità sessuale. A mio giudizio, l'atto e la vergogna che ne conseguono sono pura costruzione intellettuale, ovvero non sono frutto di reali necessità intrinseche nell'essere umano, fatta salva l'eccezione del coprirsi perché si sente freddo; di contro, il mio amico sostiene che coprirsi le suddette parti è segno e fondamento della civiltà e che è una pratica nata di pari passo con lo svilupparsi dell'agricoltura e dell'abbandono del nomadismo - e dunque a ciò corrleata. Ciò che ti chiedo Oracolo è dunque questo: chi ha ragione, dei due? Esistono studi (sociologici, filosofici) che formulino ipotesi sulle origini di tali pratiche? --Revares (make it quick!) 12:48, 14 nov 2010 (CET)

Boh? Ma provo a usare la logica: Se per "non sono frutto di reali necessità intrinseche nell'essere umano" ti riferisci ai bisogni primari (nella voce li chiama "bisogni fisiologici"), allora ovviamente non lo sono. Comunque, le due posizioni non sono in contrasto tra loro. Non potrebbero essere costruzioni intellettuali trasmesseci dalla società, che le ha inventate e che le prende come fondamento? --LoStrangolatore (msg) 13:04, 14 nov 2010 (CET)
Hai ragione, mi sono espresso male. Quello che volevo intendere io, in soldoni, è che la trovo una pratica irrazionale, perché non è legata a nessuna necessità reale e perché non ci vergognamo, chessò, delle nostre mani o del viso; viceversa il mio amico ritiene la cosa razionale poiché parte integrante stessa della civiltà. Spero di non aver confuso ulteriormente il quadro - comunque la posizione di integrazione delle due prospettive da te proposta, imho, alla fine delinea comunque un quadro irrazionale. -Revares (make it quick!) 13:12, 14 nov 2010 (CET)
non ho ben chiara la tua domanda. Pero' forse la voce nudità (o en:nudity) ti puo' aiutare--Hal8999 (msg) 14:31, 14 nov 2010 (CET)
Penso che non ci siano studi scientifici accreditati che spieghino l'origine del concetto di "pudore"; possono esserci mille motivi per cui è nata la pratica di coprirsi le pudenda, ma penso che sia più facile rispondere alla domanda "per quale motivo (quasi tutti) continuiamo a sentire la necessità di coprirci le pudenda?" mentre trovo più difficile rispondere alla tua domanda "per quale motivo nella preistoria gli esseri umani hanno iniziato a coprirsi le pudenda?" Io comunque suppongo che inizialmente siano intervenuti fatti di natura pratica (coprirsi dal freddo, evitare il doloroso sfregamento delle parti intime con rocce e simili, ecc.) e solo successivamente ci si è accorti che tale pratica aveva anche ripercussioni importanti sul lato psicologico e sessuale. --Aushulz (msg) 15:40, 14 nov 2010 (CET)
Scusa, Aushulz, su cosa basi la tua convinzione che «non ci siano studi scientifici accreditati che spieghino l'origine del concetto di "pudore"»? Ti risulta che non ne esistono o ignori se ne esistano? Qui (trovato con Google) si legge questa frase: «Il senso del pudore non si trova fra gli animali, e nasce, nella specie umana, dall'orrore per l'incesto: come meccanismo per impedire rapporti sessuali con consanguinei». La frase è attribuita all'etologo Danilo Mainardi. Io ho l'impressione che studi e teorie ce ne siano, solo che se non passa da queste parti nessuna persona esperta in antropologia, ognuno risponde con quello che gli passa per la testa. --Guido (msg) 17:37, 14 nov 2010 (CET)
(i miei 5 cent bucati) Io avevo letto[1] che l'abitudine di coprirsi le parti intime era nata (nella preistoria?) perché gli individui più anziani di un gruppo erano "svantaggiati" nei confronti dei più giovani nella ricerca di un partner, e avevano quindi iniziato questa cosa del pudore. -- Syrio posso aiutare? 17:52, 14 nov 2010 (CET)
    • ^ Non ricordo dove, quindi questa affermazione potrebbe perfettamente essere priva di senso e di qualsivoglia autorevolezza.
    Volevo dire che non penso che il mondo scientifico sia unanime sull'origine del pudore e gli studi a riguardo sono da considerarsi "ipotesi" finché non vengono dimostrati in maniera inconfutabile. Comunque parlo da ignorante in materia, per cui sono pronto a rimangiarmi tutto. --Aushulz (msg) 17:54, 14 nov 2010 (CET)

    Neanche io sono un antropologo, ma forse non c'è neanche bisogno di ricorrere all'antropologia ufficiale. Se cammino per strada senza coprirmi le pudenda, che succede? Vengo giudicato "osceno" = al mio innocente mostrarmi "al naturale" viene associata la sessualità. Tanto è vero che tutta questa vergogna/censura non c'è né da parte degli adulti, né, ovviamente, da parte dei neonati, quando le pudenda da nascondere appartengono a questi ultimi; ed è vero anche che il fatto di coprirsi per vergogna comincia ad una certa età da bambini, quando si comincia anche a provare vergogna nei confronti dell'altro sesso. Quindi, a occhio direi che c'entra la sessualità... è anche vero che siamo in una società che la sessualità la enfatizza e allo stesso tempo la censura fortemente. Posso supporre (ma qui comincia la mia interpretazione) che la vergogna (e la conseguente esigenza di "censurare" le parti intime), in ultima analisi, possa essere considerata come uno dei modi di cui la "struttura sociale" si serve per mantenersi --LoStrangolatore (msg) 18:25, 14 nov 2010 (CET) PS Tieni presente che ha il valore di una ricerca originale, visto che lo è --LoStrangolatore (msg) 08:20, 15 nov 2010 (CET)

    E se i nostri antenati avessero iniziato a coprirsele solo perché sono parti del corpo particolarmente sensibili e delicate? --Paginazero - Ø 08:29, 15 nov 2010 (CET)
    ...oppure per non far sapere a tutto il villaggio che stavano pensando al bunga bunga invece che a cacciare il mammut? --Retaggio (msg) 12:27, 16 nov 2010 (CET)

    Una piccola nota di italiano: in italiano si dice "le pudende". Pudenda è un plurale latino. Dire "le pudenda" è come dire "le mutanda". --93.32.63.178 (msg) 23:59, 16 nov 2010 (CET)

    Ricerca su Google tra virgolette[modifica wikitesto]

    Cercando su Google "corrente materiale" (tra virgolette), i risultati che appaiono contengono anche i due termini separati da punteggiatura, parentesi, ecc. Non c'è un modo per evitare che vengano elencati i risultati contenenti altri segni oltre lo spazio tra i due termini "corrente" e "materiale"?

    --Aushulz (msg) 16:52, 14 nov 2010 (CET)

    Workaround: cerca "una corrente materiale". Lo so che dà solo una parte dei risultati, ma almeno funziona --LoStrangolatore (msg) 18:00, 14 nov 2010 (CET)
    Va già meglio. Grazie. --Aushulz (msg) 20:29, 14 nov 2010 (CET)

    Livello di Fermi[modifica wikitesto]

    Domanda per i fisici: da una parte ho letto che il livello di Fermi è il più alto livello energetico occupato dagli elettroni allo zero assoluto (0 K), mentre da un'altra parte ho letto che al livello di Fermi la funzione di probabilità di Fermi-Dirac assume valore 1/2. Qualcuno sa spiegarmi questa (apparente) contraddizione? A tale proposito, su Commons sono presenti alcune immagini in cui il livello di Fermi EF corrisponde all'inizio della banda di valenza (vedi File:Semi-conducteur 01.png) e altre in cui il livello di Fermi si trova al centro della banda proibita (vedi File:Band gap comparison.svg). Si riferiscono forse a condizioni/materiali differenti o qualcuna è errata?

    --Aushulz (msg) 16:59, 14 nov 2010 (CET)

    Penso che sia spiegato esaurientemente qui. Lo zero assoluto mi sembra che riguardi invece l'energia di Fermi, che qualcuno (sfortunatamente) chiama anche "livello di Fermi" - ma sono due concetti diversi. Attualmente in it:WP non c'è la voce corrispondente a en:Fermi_level, e livello di Fermi è un redirect che punta a Energia di Fermi. Da qui, credo, la confusione. --Guido (msg) 19:01, 14 nov 2010 (CET)
    In un libro (Bube, "Electrons in solids") ho trovato scritto: "For the Fermi function ... f(E)=1/2 for E=EF ...", ma nello stesso libro si legge "... EF that marks the occupied states from the higher-lying unoccupied states." f(E) è la funzione di distribuzione di Fermi (vedi Statistica di Fermi-Dirac), dato da f(E)=n(E)/Nv(E), dove n(E) è la "densità degli elettroni liberi" e Nv(E) è la "densità degli stati energetici per unità di volume". Prescindendo dal fatto che non ho capito bene il significato fisico di n(E) e Nv(E), ho pensato che in corrispondenza del livello di Fermi sia n(E)=1 e f(e)=1/2, ma nello stesso libro si trova una figura in cui in corrispondenza del livello di Fermi i valori di f(E) e Nv(E) sono molto vicini, mentre n(E) è minore di questi valori. Forse è spiegato male in questo libro... conoscete eventualmente un libro o sito internet da consigliarmi? --Aushulz (msg) 19:44, 14 nov 2010 (CET)
    Nella voce en:Fermi level si spiega che l'"energia di Fermi" è il livello di Fermi a 0 K, ma nella stessa voce si dice che possono essere usati in alcuni libri come sinonimi. Viene inoltre detto che "a state at the Fermi level has a 50% chance of being occupied by an electron" e viene detto che f(EF)=1/2, ma non riesco ancora a capire la frase che dicevo sopra "... EF that marks the occupied states from the higher-lying unoccupied states", che sembra riferirsi al significato di n(E) e Nv(E). --Aushulz (msg) 20:11, 14 nov 2010 (CET)
    Ho trovato una voce che si riferisce a Nv(E): è la Densità degli stati, mentre n(E) è la "concentrazione degli elettroni che occupano lo stato di energia E". Sono così confuso che non so neanche se ho capito... boh... --Aushulz (msg) 20:27, 14 nov 2010 (CET)

    Lingua inglese[modifica wikitesto]

    C'è un motivo, nella preistoria delle lingue, che spieghi perché in inglese la "i" si pronunci "ai"?

    Binho (msg)

    Piuttosto direi perché ai lo scrivono i - son curiosa anch'io ;-) --LaPiziaPetite peste 09:34, 15 nov 2010 (CET)
    E, citando Mingardi, come mai il cavallo viene chiamato "òrs"? --CavalloRazzo (talk) 10:21, 15 nov 2010 (CET)

    Credo dipenda dal fatto che l'ortografia inglese è basata su come questa lingua fosse pronunciata nel 15° secolo. Mentre la fonetica (il modo con cui sono pronunciate le parole) si è evolta, il modo di scrivere non è cambiato, creando una profonda discrepanza tra lo scritto ed il parlato. Lo stesso è avvenuto per il francese. Per fortuna lingue come l'italiano (insieme con spagnolo, tedesco e croato) hanno un'ortografia dieci volte più efficiente. Giusto per curiosità, sono esistiti ed esistono movimenti per riformare l'ortografia inglese (vedi [3]).
    Inoltre, la lettera i, in inglese, può essere pronunciata in tre modi: /aɪ/ (wine), /ɪ/ (win), /ɜ/ (fir). La forma dittongata /aɪ/ si è sviluppata dal Medio inglese /iː/ in seguito al grande spostamento vocalico del 15° secolo. --151.51.26.243 (msg) 10:35, 15 nov 2010 (CET)

    Un ulteriore dettaglio (che non trovi nella voce italiana sul grande spostamento vocalico) è spiegato qui --Guido (msg) 11:01, 15 nov 2010 (CET)

    Repliche[modifica wikitesto]

    Perché su rete4 da anni, ciclicamente, rifanno la serie dei film di don Camillo e Peppone, con frequenza quasi nauseante? Che cosa c'è sotto? 89.96.212.131 (msg)

    Wikipedia non è un forum di discussione: temo che solo i programmatori dei palinsesti di rete4 possano risponderti, ma forse nemmeno loro. --LaPiziaPetite peste 11:43, 15 nov 2010 (CET)
    Sarà una congiura dei magistrati comunisti, o il buco nell'ozono, o il fatto che non c'è più religione... --Dry Martini confidati col barista 14:20, 15 nov 2010 (CET)
    A chi è venuto a nausea il caro Peppone?--Muzio Scevola (msg) 18:38, 15 nov 2010 (CET)

    Elaborazioni[modifica wikitesto]

    Qualcuno mi sa fare un elenco delle elaborazioni per le auto legali in italia???--Mikosky (msg) 13:55, 15 nov 2010 (CET)

    Intendi le modifiche? Quelle che nei videogiochi di crimine ti vengono fatte da un tizio loschissimo in tuta da meccanico lercia in un garage dei bassifondi cittadini? Qui sono elencate alcune modifiche che, essendo commercializzate, suppongo siano legali. --Dry Martini confidati col barista 14:31, 15 nov 2010 (CET)

    diciannove o dicianove[modifica wikitesto]

    --79.44.21.153 (msg) 16:12, 15 nov 2010 (CET)

    Soggetto verbo e complemento sono optiopnal? Neanche da chiedere per favore e grazie... Cmq è "diciannove" perché è una parola composta e quindi la consonante raddoppia. --LaPiziaPetite peste 16:21, 15 nov 2010 (CET)
    D'accordo che la lingua italiana sia in continua evoluzione, ma forse ripetere la stessa domanda ogni mese è un po' eccessivo... --Sesquipedale (non parlar male) 17:14, 15 nov 2010 (CET)
    Allora non me l'ero sognato XD --LaPiziaPetite peste 17:24, 15 nov 2010 (CET)
    Sarà un bot... Magari è un dispositivo vigilante per controllare che l'Oracolo non si addormenti alla guida? --Guido (msg) 17:27, 15 nov 2010 (CET)
    Forse è un agente. Nel film si danno il tono da gente di poche parole --LoStrangolatore (msg) 18:47, 15 nov 2010 (CET)


    PS Chi non ha capito la battuta veda qui --LoStrangolatore (msg) 18:51, 15 nov 2010 (CET)

    Strane sigle in un quotidiano[modifica wikitesto]

    Ave all'Oracolo! Stamane ho comprato la Stampa, ed ho notato alcune sigle strane nell'angolo alto di certe pagine. Mi spiego: a pag. 39, sopra il numero della pagina scritto in piccolo - ma in maiuscolo - c'è la sigla NA. A pag. 59, sempre scritto in piccolo, ci sono le sigle NA CN SV IM. Ancora, nelle pag. 62, 63 e 64 si ripresenta nuovamente la sigla NA. Infine, ho notato che in alcune pagine con solo pubblicità (ne la Stampa di oggi sono le pag. 54 e 34) si ripresenta la stessa serie di sigle presente a pag. 59. Dunque il quesito è: cosa significano queste strane sigle, che sembrano ripetersi ciclicamente secondo un arcano ripetersi numerologico? Siamo forse dinnanzi ad un mistero cabalistico? Forse che gli uomini-rettile desiderano irretirci tramite strani messaggi cifrati nascosti nelle pagine dei quotidiani? E Giacobbo, si è già occupato di questa controversa questione?--Revares (make it quick!) 16:35, 15 nov 2010 (CET)

    Napoli-Cuneo-Savona-Imperia? Passo. --Sesquipedale (non parlar male) 17:25, 15 nov 2010 (CET)
    Quoto Sesquipedale--Muzio Scevola (msg) 18:41, 15 nov 2010 (CET)
    Potrebbe essere, ma che senso hanno nelle pagine del giornale, e per di più scritte in modo minuscolo?--Revares (make it quick!) 20:28, 15 nov 2010 (CET)
    Potrebbe trattarsi di codici usati per impostare la pagina durante la stampa del giornale rimasti lì per errore? Non ho prove ma potrebbe essere plausibile.--Keltorricssive Gael 20:41, 15 nov 2010 (CET)
    La stampa esce con un mucchio di edizioni diverse ogni giorno. Ogni provincia del Nord-Ovest ha una sua edizione con pagine locali e pubblicitarie che vengono distribuite solo in quella zona. Le varie sigle servono a giornalisti, grafici, pubblicitari e tipografi per realizzare i vari fascicoli del giornale. La sigla NA sta per nazionale (ossia tutte le edizioni), le altre sono le sigle delle provincie. --Giulio.gs (msg) 21:14, 15 nov 2010 (CET)
    Se NA è "nazionale" sarei curioso di sapere che sigla usano per l'edizione napoletana (se ce n'è una)...--93.32.63.178 (msg) 00:03, 17 nov 2010 (CET)

    L’edizione napoletana della Stampa non c’è. Le edizioni locali sono a carattere provinciale e sono limitate a Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta; per il resto d'Italia - Napoli compresa - viene diffusa la sola edizione nazionale, senza nessun tipo di pagina locale. Funziona così: le prime sessanta pagine (più o meno) sono realizzate a Torino dalla redazione centrale e fanno parte dell’edizione nazionale. Nelle copie diffuse nelle province di Piemonte e Liguria e ad Aosta vengono aggiunte una trentina di pagine di cronaca locale, realizzate dalle diverse redazioni locali dei capoluoghi di provincia. --Giulio.gs (msg) 14:59, 17 nov 2010 (CET)

    Lo scherzo nel teatro[modifica wikitesto]

    Lo scherzo nel teatro come è nato, se ha origini nel teatro graco o latino. Da chi prende spunto Shakespeare per inserire lo scherzo nelle sue commedie? Grazie


    --89.202.244.241 (msg) 19:04, 15 nov 2010 (CET)

    L'Oracolo non svolge compiti per casa :-P --LaPiziaPetite peste 19:15, 15 nov 2010 (CET)
    Mi sa che questo è un parente stretto di quello che continua a far domande su "diciannove"/"dicianove"...--93.32.63.178 (msg) 00:05, 17 nov 2010 (CET)

    Lettera/E-mail[modifica wikitesto]

    Per iniziare una lettera, o un'e-mail, è sempre valido l'uso delle forme "egregio..." per rivolgersi a un uomo e "gentile" per una donna? la domanda nasce perchè ho trovato chi consiglia "gentile" anche per gli uomini... è accettabile? forse "egregio" è sentito oggi come troppo formale? grazie. --82.51.154.142 (msg) 19:11, 15 nov 2010 (CET)

    Essenzialmente, penso che tutto dipenda dal tipo di persona a cui scrivi, più che al suo genere. Comunque, penso che gentile sia accettabile. Ovviamente dipende se scrivi a un tuo amico, al Santo Padre, al tuo capo oppure a un dipendente.--Revares (make it quick!) 20:30, 15 nov 2010 (CET)
    Più che dalla persona, dal rapporto che ci hai (professionale, confidenziale, ...). Comunque, nessun uomo si sentirà offeso o "sminuito" perché gli hai dato del "gentile" --LoStrangolatore (msg) 11:21, 16 nov 2010 (CET)
    In teoria, dipende dalla "livello gerarchico sociale" del destinatario. In genere questo livello si determina sulla base dell'età relativa (è più vecchio di me? di quanto?) e del grado di confidenza che si ha col soggetto. Esistono alcune eccezioni, primi tra le quali gli appellativi per i professori universitari (chiarissimo professore) e ancora più famoso l'appellativo per il rettore di un'università (magnifico rettore). In genere, a una persona alla quale si dà del lei (a un professore di liceo, a un giornalista cui si scrive una lettera) ci si rivolge con gentile Pinco Pallino. Valgono più o meno le stesse regole per il congedo: dipende comunque molto anche dalla sensibilità e dallo stile del mittente. Io molte volte scrivo in registro medio-alto a persone cui do del lei iniziando con Gentile Tizio Caio e finendo con Con i miei migliori saluti, Dry Martini. Gentile, dunque, non ha specificazione di genere, c.v.d. --Dry Martini confidati col barista 17:47, 16 nov 2010 (CET)
    Io non ho mai sentito l'appellativo "chiarissimo", ma credo che comincerò a usarlo... Molto utile nelle e-mail per l'Uni, soprattutto quando, non sapendo come cominciare, finisci con lo scrivere "buongiorno professore" come inizio :P Grazie, DryMartini --LoStrangolatore (msg) 18:34, 16 nov 2010 (CET)
    È una formula poco conosciuta, in effetti, ma valida (ovviamente solo se ci si rivolge a un professore universitario e in ambito accademico: per dire, il vicino di casa non scrive al rettore per chiedergli di innaffiare le piante nella terrazza condominiale chiamandolo magnifico). Altro appellativo particolare: il preside di una facoltà universitaria (non il dirigente scolastico) è sempre amplissimo. Altri appellativi: caro, si usa per persone "di pari grado", e può risultare offensivo o sarcastico se usato fuori dal contesto; illustre si usa per un mittente che abbia fama/titoli; pregiatissimo ha sostituito egregio, ormai un po' stantio; onorevole vale per le cariche elettive (parlamentare); eccellenza si usa per ambasciatori, magistrati di Cassazione, arcivescovi, vescovi e alti prelati; eminenza per i cardinali e, infine, santità per il Papa ;-D --Dry Martini confidati col barista 22:01, 16 nov 2010 (CET)
    Metto mano alla voce relativa (e ora vedo un po' se trovo anche qualcos'altro in merito =) vediamo se zio google mi aiuta) ti ho gentilmente scopiazzato, ma anche citato nell'oggetto, quindi non dovrei avere problemi di copyviol, vero? xD --LoStrangolatore (msg) 22:52, 16 nov 2010 (CET)

    PS Ovviamente, scherzo, riguardo il copyviol xD --LoStrangolatore (msg) 00:10, 17 nov 2010 (CET)

    Per il copyviol nun te preoccupa', siamo tutti sotto CC-BY-SA ;-) (anche la rima, quando uno ha dentro il fuoco dell'arte...), piuttosto occhio che non ho fonti da citare riguardo quanto scritto: sono cose che ho imparato quasi per caso. --Dry Martini confidati col barista 13:37, 17 nov 2010 (CET)

    Grazie per le risposte, ovviamente nella mia domanda mi riferivo ad un ambito formale, con estranei/superiori, nel quale sapevo che ci si rivolgeva in quel modo a seconda del genere: non mi sognerei di scrivere a un amico dandogli dell'Egregio... Ora da quanto mi dite è proprio desueto: ho capito male? --87.3.209.100 (msg) 19:57, 17 nov 2010 (CET)

    Fossi in te userei pregiatissimo al suo posto: egregio, per come lo uso e percepisco io, è corretto, ma un po' muffosetto; eviterei di rischiare. Ripeto, io gentile lo uso anche con sconosciuti cui darei del lei (quindi estranei/superiori, ma fino a un certo punto, dopo il quale passerei a pregiatissimo). Egregio, ma meglio pregiatissimo vanno usati con una persona cui si riserva ammirazione notevole, una persona insigne, che però non rientri nei casi di utilizzo più specifici (lì diventa proprio una questione di galateo ferreo: rivolgersi con gentile a un ambasciatore sarebbe oltremodo sconveniente). È difficile da spiegare, magari se ci dicessi che ruolo ricopre la persona, si potrebbe operare più agilmente. Se è una domanda puramente teorica, sappi che gentile è un compromesso che non va bene per le persone cui dai del tu, va bene per quelle cui dai del lei, tranne per quelle cui riservi una notevole stima, ma che non hanno i "requisiti" tali da meritare un illustre. Mi pare che come regola generale vada bene. Ovviamente, nel caso in cui un professore di liceo permetta agli studenti (raro, ma capita) di dargli del tu, ci andrei un po' cauto con il caro! --Dry Martini confidati col barista 21:22, 17 nov 2010 (CET)
    Una volta una persona mi disse che usare "Dott./-ssa" è sempre una scelta sicura, visto che, cito: «a un non laureato, se dài del dottore, mica si offende!». Valutate voi, a me è sembrato un ragionamento piuttosto superficiale, ma magari sbaglio. --Triple 8 (sic) 21:36, 17 nov 2010 (CET)
    L'idea che convenga dare a tutti del "dottore" va bene se sei un parcheggiatore abusivo. Negli altri casi, è un notevole indice di superficialità (anche perché l'interlocutore, se non laureato, potrebbe sentirsi costretto a precisare "non sono dottore", e non sarebbe certo contento di doverlo fare). Inoltre, nell'uso corrente assume una connotazione piuttosto sessista, visto che in molti ambienti si tende a dare del "dottore" agli uomini e della "signora" alle donne (anche quando sono laureate). Infine, non è affatto esente da rischi: mai dare del "dottore" a un professore, è una gaffe gravissima (in particolare in ambito universitario). --Guido (msg) 19:15, 18 nov 2010 (CET)
    Lo riferirò, con una certa soddisfazione sadica, alla persona che me lo disse. Era parso anche a me un discorso assurdo, ma non si sa mai. --Triple 8 (sic) 19:21, 18 nov 2010 (CET)

    Immagine speculare[modifica wikitesto]

    Molte volte vedo su Internet, specie su YouTube, utenti che caricano video di spezzoni o interi episodi di vari telefilm o serie televisive con l'immagine speculare. Questo, a dir loro, eviterebbe da parte delle aziende detentrici dei diritti di poter reclamare per il video caricato. A me sembra un po' una scemenza, ma chiedo a te, potente oracolo. Ha senso caricare video in questo modo per evitare il copyright? --Starwars (msg) 22:32, 15 nov 2010 (CET)

    Ricordo dei brandelli soltanto di una discussione fatta su wiki tempo fa sul copyright dei video. Non so se serva a qualcosa o meno comunque il punto era che invertendo l'immagine inverti il logo della tv, dell'emittente eccetera. Se non erro. Un pò come fanno alcuni negozi per non pagare la tassa comunale sulle insegne luminose: invertono la scritta in modo che sia un semplice disegno? Boh mi unisco al tuo interrogativo --151.82.144.176 (msg) 23:06, 15 nov 2010 (CET)
    A me questa storia ricorda tanto quei CD appesi agli specchietti retrovisore delle automobili che dovrebbe abbagliare gli Autovelox. Le leggende metropolitane smuovono le montagne... :-) Ma rispondo seriamente. Modificare un'opera sotto copyright (=opera derivata) non mette al riparo da chi ne detiene i diritti, anzi, se posso esprimere la mia opinione, aggrava la situazione. Ovviamente di solito nessuno interviene per fare rimuovere il video illegalmente caricato (dritto o storto che sia) ed è per questo che la leggenda si rafforza... -- Lepido (msg) 23:10, 15 nov 2010 (CET)
    Assolutamente no, essendo la versione "specchiata" un'opera derivata dell'originale di cui non si hanno i diritti, si viola comunque il diritto d'autore, purché ovviamente la licenza non permetta (ad esempio le licenze CC-BY-SA usate qui da WP) la realizzazione di opere derivate. --Superfranz83 Scrivi qui 23:52, 16 nov 2010 (CET)
    Lepido: i video li tolgono eccome; è accaduto anche a me, su YouTube. Grazie a tutti per la risposta! --Starwars (msg) 19:29, 17 nov 2010 (CET)