Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikipedia in romanesco (?)

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Franz Weiss 16:02, 23 ott 2006 (CEST)

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Wikipedia in romanesco (?) NAVIGAZIONE


Salve, sono wikipediano da poche settimane, ma mi sto appassionando al progetto e ne sto scoprendo i diversi aspetti. Essendo laureato in linguistica, una delle cose che mi hanno più colpito è il fatto che Wikipedia esista in moltissime lingue e dialetti. Ho tuttavia notato, a fronte della presenza di molte altre parlate, l'assenza del romanesco; un dialetto con uno status e una storia sì particolari, ma pur sempre un dialetto che è stato lingua madre di artisti quali Giuseppe Gioacchino Belli. Il dialetto della Capitale d'Italia e prima ancora il dialetto della città del papa. Mi chiedo, dunque, e vi chiedo (soprattutto agli utenti più esperi): esiste un progetto di una wikipedia in romanesco (o romanaccio)? Come prendervi parte? In caso di rispota negativa: perché none esiste? Secondo voi è possibile intraprendere una impresa di questo genere? Come? Chi avrebbe voglia di metterci mano? Vi ringrazio fin d'ora per le risposte. Franz Weiss 22:32, 22 ott 2006 (CEST)

La Wiki in romanesco non esiste (ancora). Però potrebbe essere fatta una richiesta a Media-Wiki perchè venga istituita. Ma non so come si fa. -- Sannita - Il radicale (a piede) libero 22:40, 22 ott 2006 (CEST)

La richiesta sarebbe inutile. È un dialetto, non una lingua. --.anaconda 22:58, 22 ott 2006 (CEST)

Variante dell'idioma toscano. Non credo sia possibile creare una wiki in romanesco anche se può essere considerato un "dialetto storico": non è contemplato dalla classificazione ISO--Nick1915 - all you want 00:00, 23 ott 2006 (CEST)

Abbiamo controllato - per il momento non esiste un codice ISO 639-3 per il toscano, ma non dovrebbe essere un problema richiederlo in quanto la documentazione esiste. Abbiamo bisogno dell'aiuto di chi è interessato nella creazione di quel codice. Ho creato una pagina per mettere insieme le note + link a documenti, swadesh list ecc. qui: http://www.wikiforstandards.org/en/index.php/Tuscan_%28no_ISO_code%29
Bisognerebbe anche vedere poi quali variazioni fanno parte del Toscano - una volta che abbiamo le basi si può avviare una wikipedia di prova nell'incubator] e quindi o fare richiesta su meta o, se saranno già in vigore le regole per la creazione di nuove wikipedia, bisogna semplicemente avere i prerequisiti necessari (che non saranno difficili da mantenere e serviranno per assicurare che il progetto possa davvero vivere).
Non è detto che non si possa avviare la wikipedia prima che venga assegnato il codice, ma per piacere: cerchiamo di rimanere nel fattibile. Se creiamo bene le basi: sia con il sistema delle votazioni che con il sistema nuovo non ci saranno problemi. Se avviamo la richiesta "giusto perché è una bella idea" senza creare le fondamenta avremo problemi.
Grazie! --Sabine 01:16, 23 ott 2006 (CEST)

Da un punto di vista strettamente linguistico, fra lingua e dialetto, non esiste alcuna differenza. Si tratta, in entrambi i casi, varietà linguistici autonome. Definire il romanesco una "variante toscana" è inesatto. Il romanesco ha subito una prima "toscanizzazione" nel corso del rinascimento, al tempo dei papi medicei, e una seconda, più recente, fase di italianizzazione, per altro comune a molti altri dialetti (se non a tutti). Certamente, essendo Roma capitale amministrativa e (in parte) culturale, mèta di persone provenienti dal resto d'Italia e dal mondo, la vitalità di un romanesco già in parte annacquato è stata messa a dura prova. Tuttavia ritengo che il romanesco abbia ancora dei tratti caratteritici e un lessico vitale, che un'iniziativa wikipediana potrebbe anzi contribuire a preservare, dandogli nuova linfa. Il fatto che il romanesco (o romanaccio) sia un dialetto e non una lingua ufficiale non credo che possa pregiudicare un'ipotesi di ingresso in wikipedia: neppure il napoletano, per citare un esempio, ha lo status di lingua ufficiale. A proposito del napoletano di wikipedia (un discorso analogo credo si possa fare anche per altri dialetti): si tratta comunque di una versione riveduta, corretta, adattata a un uso per il quale il dialetto, oggi, non è più funzionale: la trasmissione e divulgazione del sapere. Divulgazione scritta, per altro, attraverso una enciclopedia. Si tratta tuttavia di un esperimento interessantissimo, che rilancia il dibattito sui possibili ruoli del web nella creazione e conservazione del patrimonio linguistico. Non so se siano stati fatti degli studi al riguardo, ma penso che, anche in caso negativo, non tarderanno. Quanto alla classificazione ISO, infine, confesso la mia ignoranza: non so di cosa si tratti, ma ringrazio l'utente --Nick1915 - all you want (come ringrazio gli altri utenti che hanno preso parte a questa discussione e quelli che vi prenderanno parte) per la segnalazione, che spero di riuscire ad approfondire. Franz Weiss 01:20, 23 ott 2006 (CEST)

Quanto da me appena scritto non prevedeva, come si legge dall'ora, una risposta a Sabine, che mi ha preceduto nell'aggiornamento della pagina. Approfondirò queste questioni dell'ISO, delle certificazioni e via discorrendo (non all'una di notte, però...). Mi pare di capire che c'è una sorta di fronte proiettato nella costruzione di una wikipedia toscana... la cosa è fattibile, tenendo però presente che toscano (fiorentino) e italiano, in un certo qual senso, coincidono. Bisognerebbe discuterne e chiarire in che senso intendere una wiki toscana. Al di là degli ISO e delle convenzioni della comunità wiki, che rappresentano un secondo (e non meno importante) passaggio.
L'idea di accorpare il romanesco al toscano non mi convince del tutto. Se cercassimo una varietà ibrida fra un toscano generico e il romanesco, temo che finiremmo per incontrare la lingua italiana propriamente detta. Nella sua forma più standard. Cioè la scoperta dell'acqua calda. Comunque parliamone, questi sono solo input estemporanei di un nottambulo, questi progetti mi interessano. Franz Weiss 01:34, 23 ott 2006 (CEST)

Rispondo brevemente a due questioni: l'ISO è uno dei "standard" che ufficializza una lingua per numero di parlanti/ documenti etc. É un indicatore internazionale che ha sollevato molti dubbi tra i linguisti ma Wikipedia si basa sui suoi indicatori per costruire i progetti in lingua. Per ottenere una certificazione dobbiamo collegare il romanesco in una "sovrastruttura" che può essere ad esempio una "fantomatica" lingua laziale che potrebbe identificarsi con il le lingue di livello intermedio (Roma-Rimini come indicato dalle carte dell'AIS). Naturalmente sono convenzioni che si devono trovare per non frammentare il mondo linguistico italiano in mille piccole wikipedie: alcuni esempi di convivenza linguistica si possono trovare nella sopracitata lingua napoletana (che ha un codice iso) che comprenderebbe nella divisione tradizionale le lingue "laziale meridionale e campano" oppura la lingua piemontese o la emilano-romagnola (comprendente insieme tutte le varianti). Quello che dobbiamo trovare riassumendo è un macroinsieme di lingue che abbiano caratteristiche tipologiche simili a cui si protrà assegnare un nome convenzionale per un preciso progetto--Nick1915 - all you want 02:21, 23 ott 2006 (CEST)

Che casino ... sul serio: da un lato codici di lingua che sono stati creati troppo estesi e quindi abbiamo i casini "vogliamo la separazione" ... e vabbo' facciamo allora la separazione "in casa" e almeno si può lavorare e collaborare. Dall'altro lato abbiamo dialetti/lingue che vorrebbero lavorare e accetterebbero anche di appartenere ad un gruppo ... solo che non esiste neanche il gruppo (ufficialmente - nel senso di standard ISO 639) ... scriverò un bel e lungo blog ... in inglese, altrimenti i signori interessati non lo sanno leggere quando dovranno ... proporrò la questione anche alla prox. riunione del language subcom (ho un'idea) ... vado al letto ... scommetto che sognerò i codici ISO 639 ... --Sabine 03:10, 23 ott 2006 (CEST)

Due cosettine: inserire il romano (o romanesco, non romanaccio) in un ceppo toscano sarebbe abbastanza inquietante. Viene dal latino volgare con influenze osco-reatine. La Toscana è lontana. Molto. Secondo, l'uso del romano non è di poco conto: anche ammettendo che solo un terzo degli abitanti lo parlassero, avremmo non meno di un milione di utilizzatori nella sola città. ISO o non ISO, si tratta di una realtà linguistica di qualche peso, specie nella comparazione con altre parlate di cui si hanno più codici e pecette che parlanti. Ha letteratura scritta, di prosa e poesia. Ha teatro ed altre arti. Ed è in uso corrente. Non so quali siano le procedure per una oggettivizzazione del suo rilievo, ma è un dialetto a sé, la cui massima vicinanza è col castellano (colli albani), con cui però non ha confondibilità. Grazie per chi vorrà aiutare a sviluppare un'idea di grande potenziale interesse. Grazzie de core :-))) --Hrundi V. Bakshi 03:32, 23 ott 2006 (CEST)

Il problema ieri sera era: com'è stato classificato il romanesco linguisticamente - non secondo la "geografia" - e quindi abbiamo avuto - e tuttora abbiamo un problemuccio. In questi giorni, se possibile già oggi, cerco di avere un po' di chiarezza in più sulla letteratura esistente. Se abbiamo letteratura, prosa e poesia, soprattutto anche nel tempo, non credo che ci siano problemi per richiedere il codice iso - cioè dipende dalle esatte quantità di che cosa è a disposizione e dove (che frase ...) ... in un primo momento abbiamo parlato del Toscano senza aver consultato le opere linguistiche a disposizione. --Sabine 09:30, 23 ott 2006 (CEST)

Nego l'esistenza di un dialetto toscano e tantomeno di una lingua. :-P --Un toscano dalla nascita 10:57, 23 ott 2006 (CEST)

La risposta è nel mio ultimo intervento: identificare un gruppo tradizionale come l'intermedio in "laziale" e partire da questo per un'eventuale certificazione ISO--Nick1915 - all you want 11:59, 23 ott 2006 (CEST)

Hrundi V. Bakshi ha identificato il problema. E' chiaro che i progetti linguistici di Wikipedia non possono riconoscere le microdifferenziazioni dialettali della nostra penisola, anche perché neppure noi utenti saremmo ingrado, da parlanti nativi, di riferirci con assoluta certezza a questo o a quel dialetto, per lo meno nell'uso scritto (non diementichiamoci che il dialetto viene usato, da chi lo usa, nel parlato; gli usi letterari sono qualcosa di molto particolare). Però la linguistica in questo ci viene incontro. Esistono i concetti di italiano regionale e dialetto regionale (o koinè dialettale), che possono venire in nostro soccorso. Il napoletano di wikipedia, per esempio, è una koinè campana, che per comodità chiamiamo col nome dell'esponente più rappresnetativo. Così come il romanesco potrebbe diventare il punto di riferimento per una koinè comprendente alcune aree dell'italia mediana, da definire. Sicuramente potremmo includere i dialetti castellani, volendo il latinese e le parlate ciociare. A nord potremmo arrivare al viterbese, al limite potremmo forzare la mano e includere l'Umbria (quanto meno Terni) e le Marche, linguisticamente affini per diversi tratti.
Ma la Toscana sicuramente no. E' molto diversa. Innanzi tutto: un progetto di wiki toscana che base prenderebbe come punto di riferimento? Siena? Firenze? La Toscana occidentale? Ricordiamoci che il fiorentino è anche la base per l'italiano standard (che si identifica nel fiorentino emendato, lingua insegnata nelle scuole di dizione). Purtroppo spesso i tratti linguistici che servono a determinare le isoglosse (i confini fra i dialetti) sono tratti fonetici. Non tutto può trasparire nella grafia, cosa che complica ulteriormente il nostro problema. Per sintetizzare la mia opinione: Sì a un progetto di wiki romano/mediano e a una wiki tsocana, no a un progetto unico. Li vedo incompatibili. Che ne pensate?--Franz Weiss 16:02, 23 ott 2006 (CEST)

Non posso che concordare: era la mia proposta poco più sopra--Nick1915 - all you want 16:08, 23 ott 2006 (CEST)

-1 ad una wiki toscana. In che dialetto dovrebbe essere scritta? Fiorentino? Livornese? Aretino? Senese? --J B 16:17, 23 ott 2006 (CEST)

Infatti più che di wiki toscana si dovrebbe parlare, secondo me, di wiki fiorentina, livornese, pisana, arentina, etc., secondo il dialetto che si vuole prendere come riferimento. Questo dipende da chi propone il progetto. Nel caso venisse scelto il fiorentino occorrerebbe fare attenzione a individuare ed accentuarne i tratti caratteristici, per distinguerlo dall'italiano standard. Il livornese avrebbe ragione di volersi veder rappresentato in wikipedia in virtù dell'esperienza attualissima del Vernacoliere, esempio di uso scritto ma non letterario del dialetto. Faccio tuttavia notare che, soprattutto nel caso di dialetti piuttosto noti, è piuttosto facile che in wiki vengano annacquati: infatti non credo che tutti i redattori delle voci di wiki napoletana siano napoletani. Esiste perciò il rischio (se vogliamo chiamarlo così) che, anche partendo da una basa "autenticamente" livornese o aretina, per fare un esempio, si finisca per redigere la wiki non in un vero dialetto locale, ma in una koinè regionale ottenuta selezionando trati comuni ai vari dialetti. Una lingua di fatto inesistente, come inesistente è il mapoletano di wikipedia (che sicuramente contiene elementi presenti negli altri dialetti della campania e del lazio meridionale). Anche nel caso del veneto, ci si riferisce a una koinè dialettale (in quel caso già nel nome: veneto, appunto, non già veneziano o veronese o vicentino) piuttosto che a un dialetto specifico. Io ho una formazione segnatamente linguistica, ma credo che in questo caso sia inutile spaccare il capello in quattro: wikipedia in dialetto è un esperimento e un divertimento, un modo originale di trasmettere il sapere in maniera anche ludica (aspetto non trascurabile). Così come il latino di wikipedia non è quello di Cicerone o Seneca, il romanesco non sarà quello del Belli e il napoletano non è quello di Di Giacomo.--Franz Weiss 17:57, 23 ott 2006 (CEST)

Riguardo al toscano concordo pienamento con Francesco Bianco -:), per esempio il dialetto parlato a Viareggio è marcatamente diverso da quello parlato a Pietrasanta (date un'occhiata alla distanza su qualsiasi carta), e lo sotesso fatto si ripete in tutta la Toscana, quindi un'enciclopedia toscana dovrebbe, necessariamente, creare una lingua, se non artificiale, almeno astratta (salvo poi la difficoltà di mettere d'accordo N toscani, pari a D*2N dove D è la difficoltà di mettere d'accordo due toscani, cosa notoriamente difficile) -:) - --Klaudio(Toc! Toc!) 18:29, 23 ott 2006 (CEST)
Oltre alla frammentazione, c'è da dire che i vari dialetti toscani sono scomparsi da decenni con la morte della generazione nata tra gli ultimi anni del '800 e la prima guerra mondiale (i miei/vostri nonni). Ormai si parla solo un italiano pronunciato alla toscana (anzi, alla livornese, pisana, fiorentina, ecc.) con qualche parola dialettale sopravvissuta qua e là (e per cortesia lasciamo perdere il Vernacoliere, che se togliamo le parolacce non ne rimane niente). Quindi a me pare che una wikipedia toscana allo stato attuale non abbia alcun senso. Non so poi se sia possibile creare una koiné di tutta la Toscana (non credo), punterei piuttosto su una "koiné toscana occidentale" formata a partire dalle versioni ottocentesche di lucchese, versiliese, pisano, livornese, volterrano-cecinese, massetano e maremmano-amiatino che sembrano avere dei tratti in comune (esistono dei vocabolari che hanno raccolto i lessici di questi dialetti prima che scomparissero), ma sarebbe un lavoro che dovrebbero fare dei rinomati linguisti toscani chiusi in un maniero per 12 giorni e 12 notti a pane e acqua finché non hanno finito :-P --Lucio Di Madaura (disputationes) 19:27, 23 ott 2006 (CEST)

In ambito linguistico hanno visto la luce imprese più disperate (e anche più inutili, volendo), non ti preoccupare...--Franz Weiss 19:41, 23 ott 2006 (CEST)

Torniamo al romanesco per piacere?
Ho scelto come "Titolo di lavoro" romanesco - non significa che in fine rimarrà tale - ma finché non abbiamo informazioni dettagliate da proporre per richiedere il codice dobbiamo pure dare un nome al progetto, altrimenti non sappiamo neanche di che cosa parliamo.
Allora ho iniziato a creare alcune cose:
Ovviamente si può anche creare un test-wiki su [1].
Cercate per piacere di non differenziare troppo per "paese", bensì conviene collaborare ed evidenziare le cose che si hanno in comune. Considerate che avremo la possibilità di avere più wikipedia distinte in un unico wiki quando Multilingual Mediawiki è pronto e poi implementato. Questo permetterà di avere le variazioni veramente separate nel wiki e non solo come ora mediante indicazione di che variazione si tratta (tramite template). Cioè un tale wiki permetterebbe anche di mettere tutta wikipedia, cioè tutte le lingue, in un unico wiki che però sarebbe poi troppo. Cioè come futuro prevedo gruppi che si mettono insieme in modo che ognuno ha la sua parte, ma allo stesso momento si collabora sulla manutenzione. Il che comporterà migliori risultati per tutti.
Per i prossimi giorni non sarò molto in giro - quindi: semmai inviatemi una mail tramite il profilo utente. O su WiktionaryZ. Ciao! --Sabine 09:42, 24 ott 2006 (CEST)
Per fortuna sei una traduttrice.... Sennò chissà come parleresti l'italiano...Aiuto!!!!!! 137.204.27.154 09:51, 24 ott 2006 (CEST)
sicuramente meglio di te! Dopo i puntini di sospensione... la minuscola!!!--Nick1915 - all you want 13:38, 24 ott 2006 (CEST)
Ah che bello un altro anonimo che si fa vivo con note personali - davvero corraggioso ... - sei off topic qui ... e vorrei vederti parlare e scrivere il tedesco (non sono italiana :-P e non traduco verso l'italiano - so di scrivere niente male quando rileggo le mie cosucce ...). Ok... torniamo all'argomento: romanesco. :-) --Sabine 13:36, 24 ott 2006 (CEST)

Torniamo al... romanesco:

  • mio bias sul nome: "romano".
    "romanesco" è allogeno e un po' di maniera, ma soprattutto rarissimamente usato a Roma.
  • mia empirica visione della diffusione geografica: area GRA + propaggine verso Ostia. nessun altro paese, direi.

RFC --Hrundi V. Bakshi 15:23, 24 ott 2006 (CEST)

Generalmente si usa romanesco per indicare il dialetto tradizionale di Roma, quello "storico", letterario, quello del Belli, per intenderci, e romanaccio per intendere quello parlato oggi. Mi pare che gli specialisti siano orientati ad operare questa distinzione. Nel vocabolo romanaccio, però, c'è un'evidente connotazione negativa del dialetto e della romanità in genere. Io proporrei romanesco, per due ragioni:

  • perché è più generale e può riferirsi al complesso della parlata dialettale romana;
  • perché, come è stato messo in luce da più utenti, ci sarebbe la necessità (e sarebbe anche questo uno dei lati interessanti dell'esperimento) di recuperare anche elementi della varietà tradizionale, abbandonati nell'uso contemporaneo. Questo, in particolare, per sottolineare le differenze con l'italiano. Faccio un esempio per spiegarmi: tradizionalmente, al nesso consonantico italiano (toscano) -ld- corrisponde, in romanesco, un -ll- (in linguistica si chiama assimilazione progressiva: il secondo suono diventa simile al primo); esempio: rom. callo vs ita. caldo < lat. CAL(I)DUS; per tutti gli altri nessi l + consonante, invece, si ha piuttosto una rotacizzazione di l (l>r); esempio: rom. arto vs ita. alto; nel romanesco contemporaneo (romanaccio), la tendenza è quella di trattare il nesso -ld- allo stesso modo: il tradizionale callo diventa per lo più cardo e credo che non ci sia più nessuno che usi l'antico sòllo in luogo del contemporaneo sòrdo (ita. soldo). Io sarei dell'opinione di ripristinare il caratteristico -ll- (per lo meno nei cas attestati), tipico del romanesco tradizionale e abbastanza raro nel panorama linguistico italiano.

Il vocabolo romano lo eviterei, perché è estremamente generico (significa "relativo a Roma", "di Roma" in genere) e perché non è mai stato usato da alcun linguista. Inoltre ci sarebbe il rischio di confusione col romani, che credo sia la lingua dei rom, e col romancio, che è una varietà del ladino parlata nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera. Spero di essermi spiegato bene. Grazie a Sabine (che l'italiano lo parla bene, altroché) per le informazioni di tipo più tecnico, di cui un (sempre meno) neofita come me ha assoluto bisogno.--Franz Weiss 18:24, 24 ott 2006 (CEST)

ummmh, capisco bene di non far testo, ma non mi è mai capitato di sentire un romano di quelli che usano il "belliano" (e perché non lo "zanazzese"? :) definire la sua parlata "romanesco", mentre "romano" sì. E' forse invece più diffuso il termine "romanaccio", la cui sonorità si sposa con qualche pronta predisposizione del romano alla spacconaggine, ma che è anch'essa una creazione non desunta in loco e meglio riferibile al parlato contaminato per effetto dell'immigrazione. Intanto precisiamo che di quel genere di parlanti "antichi" ce ne sono ancora [molti, e molto rigorosi, e molti son giovani], e che fortunatamente al crescere del "cardo" non è mutata la "callarosta" (o "callerosta") e ancora si va "a tutta callara" :-) La "pila" sta ancora in cucina, sebbene ora anche in qualche telefonino. E' vero che muta qualche "antro" termine in qualcos'"artro" di non originale, ma anche il romano si evolve e questo è prova di vitalità. Er "sollo", te dovessi da dì, nun l'ho mmai inteso. E Roma è posto in cui si è assai parlato di "sordati".
Soffro del resto forse di quel male locale per il quale il romano se ne impipa (questo viene dal romano, secondo la leggenda [1]:-) di qualunque autorità, foss'anche il papa. E quindi guardo, magari poco scientificamente, chissà, a come si auto-definisce il romano, prima che a come lo definiscono gli altri. Basti, in una, ricordare che a Roma si parla notoriamente del "romano de Roma", non del romanesco, e "romano" è l'unico attributo diffuso per la relazione con la città: "semo romani", non altro. Non si vede perciò perché cercare a forza un attributo specifico per questo linguaggio, dato che per gli altri non lo si cerca, utilizzando quello generale. Non accade per Milano, per la quale si parla del "milanese", non accade per Venezia, Firenze, Napoli, proprio perché si tratta di attributo che pone in relazione il parlato con la città in cui lo si parla. Perché Roma farebbe eccezione? Zanazzo lo usa in italiano, ma nelle opere in romano va al "de Roma".
Forse, a fare la differenza, è che a Roma manca il concetto del nome della parlata. I romani non hanno molto interesse alla definizione, alla intitolazione della parlata loro. Neanche il sotto-dialetto di Ghetto, quel romano impastato di prestiti ebraici caratteristico al punto da meritare studi specifici, a Roma manco questo ha un nome ma solo perifrasi del genere "come parleno li ggiudìi", "a la magnera de li ggiudìi", "a la ggiudìa" (come er carciòfolo), etc. Eppure sarebbe stato facile, per un popolo così fantasioso, trovare un termine: che so, un "ghettese" o qualcosa di simile, ma non c'è. C'è il "de Roma", con cui il romano del popolo attribuisce distintamente a Roma sua la gestione proprietaria di queste materie. E' a Roma che manco il Tevere ha più nome, essendo Fiume (senza articolo). E' a Roma che nasce il motteggio "ma come t'antitoli?" che irride il vano orgoglio del nome. "So' de Roma", dice il romano, assai più spesso che non "romano", di quella Roma "vassalla" che non proclama "civis romanus sum". De Roma.
Servendoci un nome, perché un nome della teoria? e se della teoria e non della prassi, perché per forza con questo riduttivo "-esco" che contiene derivazione, non coincidenza, che è suffisso straniero ad uso forse turistico? Ma chi ce l'ha appiccicato? Ma cche j'avemo fatto?
Capisco anche le assonanze, ma fuor di scherzo nessuno confonde Roma con la Romania, i Romani con i Rom. E nessuno di loro cambia nome :-)
Insomma, scegliamo per WP qualcosa che come di consueto raccolga gli studi coordinandoli col buon senso, e nnu' je volé male a sta città :-))) --Hrundi V. Bakshi 04:24, 25 ott 2006 (CEST) (anvisto sì che ppe' cchiude pur'io t'ho ddetto de Roma, no dde li romani...)

Il bello di WP è che ognuno dice la sua, argomentando, poi si decide tutti assieme, serenamente... al di là del gustoso pastiche italoroman(esc)o, mi pare che Hrundi V. Bakshi esprima un'idea interessante: l'idea di trovare, per chiamare il nostro dialetto e di conseguenza la nostra wiki, una parola o un'espressione del dialetto stesso. Non so dirti se il vocabolo romanesco appartenga alla cultura dialettale di questa città, ma posso documentarmi sulla sua origine. Di sicuro posso dirti che in lingua italiana, i vocaboli più appropriati per definire la parlata di Roma sono quelli citati, romanesco o romanaccio, non romano. Non so dirti perché non si usi il vocabolo generico, però è così. Anche su questo forse meriterebbe riflettere. Natuaralmente nessuno ci impone di rispettare la terminologia della linguistica italiana e nemmeno di usare vocaboli della lingua italiana, trattandosi di una WP in dialetto. La mia era una proposta, sulla base di quanto sopra argomentato, ma è ovvio che contro i miei argomenti se ne possono addurre altri. Ad ogni modo a Roma je vojo bbene, e anche al roman(esc)o (altrimenti non avrei proposto una WP in roman(esc)o, che è vitale sì ma che io vorrei lo fosse assai più, più diffuso e più distante dall'italiano, più criptico. E' difficile per due romani essere incomprensibili al nord, ma prova a sentir parlare due veneti... Proprio perché è un dialetto particolarmente soggetto (storicamente parlando) all'italianizzazione, proprio perché non sono tanti quelli che lo parlano veramente, dobbiamo volergli bene e coltivarcelo. La dialettologia è bella proprio perché preserva la varietà del patrimonio linguistico e lo affida alla memoria delle generazioni future. Comunque io, il suffisso -esco, lo sento abbastanza tipico, a Roma. Voi no? --Franz Weiss 00:36, 26 ott 2006 (CEST)



  1. ^ 'Na vorta 'n papa, doppo de avé mmagnato, sorte de bbottega e sse va a ffà 'n giretto a Bborgo, tanto pe' ffà du' soni. Ggente se lo guardeno, quarcuno je s'arriccommanna er fijo pe' ffajelo pijà ne li svizzeri, du' segni de cqua, du' segni de llà, tutti bbenedetti, sarv'ognuno, fatt'er su' dovere. Tratanto, a bbenedice, er papa ariva ar caffettaro, s'arza la vesta, se siede, aspetta, aspetta, aspetta, ma gnisuno je ce va a sservì. Er caffettaro dinfatti se ne sta cqueto a ssede co la pippa 'm bocca. Er papa 'o vede, rosica e je fa: "a sor maé, che ddemo da fà? So' ppapa io, famme er caffé; e 'nnamo che tte scomunico". Er caffettaro resta a ssede, se lo guarda, se tocca la panza, se leva la pippa e j'arisponne: "a Santità, fa' 'm po' come te pare, i' a st'ora me la pippo".
    Di qui pare venire "impipare" :-)