Wikipedia:Bar/Discussioni/Jimbo in campo contro l'estradizione di cittadino britannico negli USA per violazione di copyright

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Jimbo in campo contro l'estradizione di cittadino britannico negli USA per violazione di copyright


Penso che questo articolo del Guardian possa interessare. Richard O'Dwyer, britannico di Sheffield, è stato ritenuto responsabile di violazione di copyright per avere ospitato su un sito da lui creato contenuti televisivi a pagamento. Ma mentre nel Regno Unito la pena massima è di 6 mesi, negli Stati Uniti è di 10 anni, e gli USA hanno chiesto al Regno Unito l'estradizione. A parte le questioni di estradare un cittadino britannico negli Stati Uniti per un reato commesso nel Regno Unito per il quale si sta già scontando la pena (e a parte il fatto che gli USA sono refrattari a estradare loro cittadini che p.es. tirano giù funivie giocando alla guerra), il fatto saliente è che Jimbo è sceso in campo con una petizione. -- SERGIO (aka the Blackcat) 19:30, 25 giu 2012 (CEST)

piccola precisazione, non per aver ospitato contenuti televisivi, ma per aver ospitato i link ai siti che ospitavano programmi televisivi a pagamento. Lusum scrivi!! 21:09, 25 giu 2012 (CEST)
Condivisibili o no, a me sembrano le opinioni di Jimbo su un fatto estraneo a Wiki*edia. --Nicolabel 01:18, 26 giu 2012 (CEST)
confermo, sono opinioni di Jimbo e non c'entrano con wiki Lusum scrivi!! 01:24, 26 giu 2012 (CEST)
Quello che ci interessa è che possiamo linkare questa notizia la prossima volta che qualcuno si straccia le vesti protestando per la cancellazione del template:Mvideo, dicendo che linkare contenuti illegali non ci mette a rischio di grane legali (e ovviamente accusando i soliti admin di censura). Abbiamo qui la notizia di uno che si sta facendo 6 mesi di carcere, con le multinazionali del cinema (mica Peppino carrozziere) che ne chiedono l'estradizione per fargli fare 10 anni Jalo 08:42, 26 giu 2012 (CEST)
Direi che il punto saliente è quello che dice Jimmy nella petizione: The internet as a whole must not tolerate censorship in response to mere allegations of copyright infringement. As citizens we must stand up for our rights online.. Non c'entra con Wikipedia, ma c'entra con il prendere consapevolezza delle proprie azioni online, di fare massa critica e via dicendo. --Elitre 18:40, 27 giu 2012 (CEST)

Non ci vuole niente. Uno spunto per riflettere.[modifica | modifica wikitesto]

Quoto Elitre, bisogna innanzitutto prendere coscienza di quello che sta succedendo su internet, trovandoci a lavorare ad un'enciclopedia online. Succede che un ragazzo di 24 anni si fa sei mesi di galera per aver contribuito alla diffusione di informazioni. E in america si preferirebbe ammazzarlo quel ragazzo (perché imprigionare un ragazzo e farlo uscire a 34 anni è qualcosa di molto vicino a uccidere una persona IMHO). Non basta indignarsi velocemente su una lontana notizia, sapere che tanto Jimbo non c'entra nulla, e tornare alla nostra enciclopedia, o al nostro social network, o alle nostre chiacchiere al bar, perché queste, nell'ordine, potrebbero essere le prossime cose vietate dalla legge (l'enciclopedia, i social network, e infine le chiacchiere al bar). Scusate se ogni tanto me ne esco con alcuni post apocalittici, ma non tira una bella aria e forse condividere il mio pensiero può essere utile a qualcuno. La notizia è abominevole dal mio punto di vista e va ben analizzata. Un giovane tramite internet "consiglia" alla gente alcuni siti dove si possono visionare contenuti informativi e non, in violazione delle leggi sul copyright. È un po' come se io consigliassi al mio amico minorenne di andare al tabacchino all'angolo a comprarsi le sigarette, perché so che lì gliele venderebbero in violazione delle leggi sul fumo. E cosa succede? Che io vado in galera, per aver dato un'informazione. Di più, siccome il mio amico è americano e dall'altra parte del mare le leggi sono più severe, gli USA chiedono all'Italia di farmi scontare 10 anni nelle loro prigioni invece che sei mesi in un carcere italiano, sempre solo per aver detto a qualcuno dove andare o come fare per aggirare la legge. Questo sarebbe giù gravissimo, ma nella realtà è ancora peggio, perché il ragazzo della notizia non mette a disposizione della droga a un minore, ma dei contenuti multimediali a tutti. Insomma l'informazione è sempre più capitalizzata, le leggi sono sempre più assurde e pretestuose e le persone sono considerate sempre meno "persone". Immaginate l'incubo del ragazzo e della sua famiglia con una condanna di sei mesi di carcere e una richiesta d'estradizione da parte degli Stati Uniti per farne invece 10 sul loro territorio. E questo perché alcune aziende, con dei bilanci annuali più alti di certe nazioni, si sono sentite derubate. Questa IMVHO è una guerra, con tanto di prigionieri, condotta in nome di un sempre maggiore profitto, e che annovera fra le principali vittime la diffusione dell'informazione. Questo ha gravissime ripercussioni in vari ambiti socio/politici, come la democrazia, l'istruzione, la libertà d'informazione, di stampa... e avanti così fino alla dittatura fatta e finita. Secondo me bisogna rifletterci, perché non ci vuole niente a ritrovarsi senza Wikipedia, e stiamo andando in quella direzione. Immaginatevi un mondo senza wikipedia, ci riuscite? Io sì, in fondo è un salto indietro di appena dieci anni. Riuscite a immaginarvi un mondo senza internet? Beh, i miei genitori ci riescono. Ora, riuscite a immaginarvi un mondo senza libertà di parola? Andiamo indietro qualche decennio in più, anche senza scomodare i miei nonni purtroppo riesco ad immaginarmi bene anche quello. Non ci vuole niente. --Phyrexian ɸ 20:28, 27 giu 2012 (CEST)

Veramente, io non sono così d'accordo con Jimbo. Capiamoci, può essere abnorme che qualcuno vada in galera per aver linkato allo streaming di un film, che ne venga chiesta l'estradizione e via dicendo; di certo però non stiamo parlando di una persona incapace di intendere e di volere, ma di qualcuno che sapeva cosa stava facendo - non è YouTube dove può capitare che qualcuno infranga il copyright altrui, lì c'è una selezione di contenuti che costantemente e palesemente lo fanno, a quanto posso capirne. Jimbo ora fa il consulente dei potenti nel mondo, ed è giusto che usi la sua influenza per cambiare un po' di cosette, e del resto era abbastanza naturale che si invischiasse in questa causa perché più volte ha fatto notare che l'impossibilità di acquistare contenuti da riprodurre legalmente su device specifici può portare la gente ad usare mezzucci. Nello specifico però non credo proprio che se domani qualcuno di noi dovesse venire accusato di aver messo un copyviol su Wikipedia lui si incatenerebbe davanti al Tribunale per tirarlo fuori dai guai, e de facto quella di oscurare testi per presunte violazioni di copyright è esattamente quello che facciamo; bisogna che qualcuno gli chieda se dobbiamo cambiar linea. Sono anche anni che gli operatori OTRS domandano a WMF un qualche straccio di tutela legale, e anche lì orecchie da mercante. Comunque il vero senso della petizione va un po' al di là dello specifico argomento della violazione del copyright, che è quello che volevo far notare. La mia obiezione è semplicemente che lottare per la libertà difendendo qualcuno che ha comunque palesemente contribuito a ledere dei diritti altrui, non è che faccia fare poi tutta questa "bella figura", ma questo è solo il mio POV. --Elitre 12:33, 28 giu 2012 (CEST)