EduEDA

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EduEDA
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Tipo di sitoEnciclopedia
SloganEduEDA - The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts

EduEDA, sigla di The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts, è un'enciclopedia online sulle arti, la musica e il design nei settori dell'arte multimediale digitale e dei network tecnologici e culturali che ha per finalità la ricerca, documentazione e promozione dei suddetti settori attraverso la collaborazione e partecipazione libera degli utenti.

Obiettivo primario del progetto EduEDA - The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts è il creare un network nazionale e internazionale di persone e istituzioni per la valorizzazione e diffusione collaborativa delle arti digitali.

EduEDA - The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts è nata nel 2004 con il nome wikiARTpedia, proseguendo l'esperienza nata nel 1990 con la BBS Hacker Art. WikiARTpedia è stata ideata, diretta e coordinata dal prof. Tommaso Tozzi e ha vissuto fino al 2011 grazie ai contributi degli utenti e degli studenti dei suoi corsi presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara e Firenze, la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze e il Master in Multimedia della RAI.

Nel 2009 WikiARTpedia ha ricevuto una Honorary Mention al Prix Ars Electronica 2009 sezione Digital Communities.

Dalla fine del 2011 il progetto WikiARTpedia è stato promosso dalla Regione Toscana, nell'ambito del progetto regionale "Toscanaincontemporanea 2011", da un pool di istituzioni che ha come ente capofila il Communication Strategies Lab, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Firenze, con la collaborazione del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze e dell'ISIA - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze.

Nell'estate 2012 WikiARTpedia ha cambiato nome in quello attuale. Attualmente, Tommaso Tozzi è Direttore Responsabile del progetto e Luca Toschi Direttore del Comitato Scientifico.

EduEDA e Wikipedia[modifica | modifica wikitesto]

I due progetti presentano importanti differenze; come enciclopedia, su Wikipedia non andrebbero inseriti materiali che sono più adatti ai suoi progetti paralleli, come Wikisource o Wiktionary. Su EduEDA sono presenti sia voci relative ad artisti, generi e movimenti, sia testi argomentativi scritti da chi sviluppa il progetto.

Entrambi utilizzano il software MediaWiki sviluppato dalla Wikimedia Foundation.

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo della società interconnessa è l'attuale punto di arrivo di un processo secolare in cui il piano artistico e culturale è a sua volta ineludibilmente interrelato, tra gli altri, con quello economico, politico, sociale e scientifico. Ogni indagine critica nel campo artistico ha influenzato o a sua volta è stata condizionata da altri ambiti disciplinari.

Buona parte dell'arte del Novecento ha cercato di indagare sui limiti dei modelli tradizionali di organizzazione della conoscenza. Un esempio tra i tanti possibili è la critica delle avanguardie alle gabbie della prospettiva rinascimentale e al relativo punto di vista centrale sul mondo. La riflessione per cui si ha conoscenza non in istanti congelati e spazi circoscritti, ma attraverso una complessità di esperienze dilatate nel tempo e nello spazio, ha invocato implicitamente la necessità di una nuova forma di organizzazione della conoscenza in cui allo spazio della rappresentazione si sostituisse lo spazio dell'esperienza.

L'arte concettuale, così come gli happening ed altre forme artistiche, contrapponendo all'arte oggettuale l'arte come idea e investigazione sul linguaggio stesso dell'arte, hanno contribuito a legittimare l'idea di un sistema di rappresentazione e mediazione della realtà basato sull'immateriale.

L'arte delle reti telematiche, di cui EduEDA si occupa specificatamente, recupera dunque l'idea di trasformazione e di flusso espressa nelle proposte di opera in divenire del movimento fluxus, così come l'idea di temporaneità e transitorietà. A tali riflessioni si aggiungono quelle tipiche degli anni Sessanta sull'ibridazione tra generi culturali o tra ambiti disciplinari.

Più o meno in modo volontario e diretto, le tensioni verso la cooperazione, la partecipazione e l'interazione nel Novecento hanno spinto da più parti nella direzione di un'arte collettiva, che criticava l'idea di autore unico, di genio individuale e di spettatore passivo. Tali tensioni vanno a toccare anche alcuni tra i cardini dell'economia capitalista: il concetto di copyright e di proprietà privata.

In tal senso, il software libero e la premiazione di GNU/Linux come opera d'arte al Festival di Ars Electronica a Linz sono la consacrazione e il riconoscimento ufficiale, in ambito informatico oltre che artistico, di un nuovo paradigma sociale possibile.

L'arte della cooperazione e del fare network è allo stesso tempo un progetto millenario che ricorre nell'idea di biblioteca universale, così come di lingua e di calcolatore universale, e che si è solo di recente sviluppato nella progettazione di tecnologie ipertestuali e di rete su cui far nascere forme comunitarie globali.

In campo artistico, alla dissoluzione dell'oggetto d'arte materiale è seguita l'affermazione dell'arte sociale e poi, come ha affermato Beuys, della "società come opera d'arte". Negli anni sessanta e settanta gli scienziati, i movimenti e poi fin dagli anni ottanta artisti riconosciuti internazionalmente quali Ascott, Adrian, Forest, Kac ed altri, hanno quindi offerto un percorso di ricerca che portava a pensare la Rete non come un semplice supporto dove appendere una versione digitale di quadri o lavori artistici già esistenti, bensì a pensare la Rete stessa come opera d'arte.

L'opera d'arte dunque come luogo comunitario incrocio di relazioni e scambio di saperi. L'opera d'arte come struttura che consente la creazione cooperativa ed orizzontale.

Un processo questo già avviato quando gli artisti, coerentemente con gli assunti fluxus degli anni Sessanta, non si sono limitati più a teorizzare l'idea di spettatore come partecipatore, ma hanno iniziato a considerare anche loro stessi come partecipatori dell'opera, anziché considerarsene i registi.

L'artista fluxus fiorentino Giuseppe Chiari, nel 1966 definisce in questo modo gli happenings:

"Che cos'è un happening? È l'assumere come atto significante un atto che facciamo tante volte durante la vita quotidiana, in modo abituale, distratto, quasi senza accorgersene."

In qualche modo vicino a tale idea, l'arte del fare network è quella in cui non esiste un singolo che progetta il network, ma l'evolversi del network è un evento collaborativo e partecipato da parte di una collettività che congiuntamente riconosce e coglie come significativo qualcosa che si ripete spontaneamente durante i propri scambi e negoziazioni quotidiane in rete.

A quest'idea di Rete come opera d'arte si affianca il processo millenario di un'arte della memoria che si è da sempre posto il problema di conservare e trasmettere i saperi, le esperienze e le soluzioni ai vari problemi di sopravvivenza e dell'esistenza in generale, elaborati dalle persone durante la loro vita. Per esistere, tale arte ha bisogno di lottare per difendere in primo luogo l'accesso ai saperi da parte di tutti e in seconda battuta per risolvere i problemi di reperibilità conseguenti a tale accesso.

Il problema che si pongono molti di coloro che svolgono un'attività rivolta nella direzione dell'arte della memoria è quello dunque di come coniugare gli aspetti della conservazione, indicizzazione e reperibilità, diffusione e riproducibilità necessari a tale arte, con le caratteristiche di immaterialità, indeterminazione e reticolarità già descritte in questo intervento e tipiche dell'organizzazione della conoscenza della società interconnessa.

Il premio di Ars Electronica a Wikipedia come migliore opera d'arte comunitaria forse è anche il premio a una forma di arte della memoria collaborativa che riesce a risolvere alcuni dei problemi appena descritti. Wikipedia è uno dei più famosi esempi di Archivio Aperto. L'idea di Open Archive, così come esposta in "The Art of Open Archive" all'interno della manifestazione DEAF 04 (il Dutch Electronic Art Festival) può essere considerata un altro ottimo esempio di forma di arte della memoria.

In tutto e per tutto analogo al ben più famoso progetto Wikipedia, WikiARTpedia vuole però limitarsi a concentrare la sua attenzione sull'arte e le culture delle reti le cui tematiche ed i cui assunti sono fortemente in linea con i principi partecipativi e comunitari insiti nel sistema wiki di cui fa uso l'enciclopedia stessa.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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