Werner Junck

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Werner Junck
28 dicembre 1895 – 6 agosto 1976
Nato aMagdeburgo
Morto aMonaco di Baviera
Luogo di sepolturaMunich Waldfriedhof
Dati militari
Paese servitoGermania Germania (1914-1918)
Germania Repubblica di Weimar
Germania Germania (1933-1944)
Forza armataDeutsches Heer
Reichswehr
Luftwaffe
CorpoLuftstreitkräfte
SpecialitàCaccia
Anni di servizio1914-1945
GradoGeneralleutnant
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Francia
Decorazioniqui
Altre carichepilota collaudatore per le aziende Albatros ed Ernst Heinkel Flugzeugwerke
Dati tratti da Die Generale der deutschen Luftwaffe 1935–1945. Teil II, Band 2: Habermehl–Nuber[1]
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Werner Junck (Magdeburgo, 28 dicembre 1895Monaco di Baviera, 6 agosto 1976) è stato un generale e aviatore tedesco che prestò servizio nella Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale, già asso dell'aviazione nel precedente conflitto mondiale, quando abbatté cinque aerei nemici. Fu il comandante del Sonderkommando Junck, l'unità dell'aeronautica tedesca inviata in Iraq per appoggiare il primo ministro al-Kaylani contro le truppe britanniche. Rientrato in Europa ricoprì altri incarichi di comando terminando la guerra con il grado di Generalleutnant (generale di divisione aerea) decorato con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Magdeburgo il 28 dicembre 1895,[2] nell'allora Provincia di Sassonia, e ben presto si interessò al mondo dell'aviazione e imparando a volare nel 1913.[2] Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, 10 agosto 1914 si arruolò come volontario nell'esercito tedesco, assegnato al Feldartillerie-Regiment "Prinzregent Luitpold von Bayern" (Magdeburgo) Nr. 4, passando poi il 5 ottobre dello stesso anno al 1. Westfälischen Feldartillerie-Regiment Nr. 7 dove rimase fino al 12 maggio 1915.[1] Il giorno successivo passò, in qualità di comandante di plotone, al 4. Thüringischen Infanterie-Regiment Nr. 72, rimanendovi fino al 30 settembre successivo quando fu trasferito al 9. Rheinischen Infanterie-Regiment Nr. 160. L'11 ottobre rimase gravemente ferito e fu ricoverato in ospedale, promosso al grado di sottotenente, fino al 22 dicembre quando rientrò in servizio al 4. Thüringischen Infanterie-Regiment Nr. 72.[1]

Il 12 marzo 1916 si unì alle forze aeree, completando la formazione di pilota militare presso la Fliegerersatz-Abteilung 8 di Graudenz. Il 27 dicembre 1916 fu mandato in zona di operazioni, assegnato al parco aereo della IV Armee, dove rimase fino all'11 febbraio 1917 quando prese servizio presso la Feldflieger-Abteilung 33.[2] Abbatté il suo primo aereo nemico, un Royal Aircraft Factory F.E.2 del No.20 Squadron della Royal Air Force britannica, il 24 aprile 1917 a est di Ypres.[2] Trasferito nell'ottobre 1917 alla Jagdstaffel 8 assunse il comando di tale reparto il 4 aprile 1918.[2] Prima della firma dell'armistizio venne ferito tre volte e riuscì a registrare altre quattro vittorie ai danni di altrettanti S.P.A.D.. Le cinque vittorie totali fecero di lui un asso dell'aviazione.[2][3]

Rimanendo presso la Jagdstaffel 8 fino al 5 dicembre 1918, passando il giorno successivo alla Fliegerersatz-Abteilung 11 dove rimase fino al gennaio 1919 quando venne smobilitato.[1] Tra il 29 gennaio e il 24 settembre 1919 volò come pilota presso la Truppenfliegerstaffel 8, passando poi alla polizia di frontiera, servendo nella città di Brieg, fino al maggio 1920 quando riprese momentaneamente servizio nella Reichswehr, assegnato alla Kraftwagen-Kolonne 8.[1] Nell'ottobre 1920 divenne comandante di Compagnia presso il Reichswehr-Schützen-Regiment 13, passando nel gennaio 1921, con il ruolo di aiutante di campo, presso il 18. Infanterie-Regiment.[1]

Promosso tenente il 31 maggio 1923, il giorno successivo lasciò la vita militare per trasferirsi in Venezuela quale responsabile dello sviluppo delle rotte di volo delle linee aeree tedesche. Venne quindi scelto all'inizio del 1925 come istruttore pilota per addestrare gli aviatori sovietici a Lipeck, e nel 1927 divenne capo-pilota nell'azienda Albatros Flugzeugwerke, con sede a Berlino-Johannisthal. La sua carriera proseguì come addetto militare in Bolivia, dove collaborò con Hans Kundt, nel biennio 1930-1931, quindi, come era già successo nel 1927, venne scelto dalla Ernst Heinkel Flugzeugwerke come capo-pilota.[1]

Con l'avvento al potere del Partito Nazionalsocialista, il 1º luglio 1934 rientrò in servizio attivo nella neocostituita Luftwaffe con il grado di Hauptmann, servendo presso il Ministero dell'Aria. Presto arrivarono promozioni e incarichi di comando: il 1º aprile 1935 divenne Major, quattro mesi dopo fu messo a capo del Fliegergruppe "Schwerin" e, il 12 marzo 1936, andò a comandare il I Gruppo del Sturzkampfgeschwader 165 (I/StG 165, 165º Stormo bombardieri in picchiata), dove rimase fino al 1º ottobre quando passò al comando del centro di test sperimentali di Rechlin.[2] Dopo una nuova parentesi al Ministero dell'Aria a partire dal 1º marzo 1937, il 1º aprile 1938 l'ormai Oberstleutnant venne nominato comandante dello Jagdgeschwader 334,[2] quindi, il 1º novembre, del JG 133[3] ridesignato qualche tempo dopo Jadgeschwader 53.[4]

Gareggiò anche nelle Challenge International de Tourisme del 1929, 1932 e 1934 organizzate dalla FAI classificandosi, rispettivamente, 27º, 14º e 6º in classifica.[5]

Allo scoppiò la seconda guerra mondiale ricopriva l'incarico di Ispettore delle unità da caccia , Zerstörer e attacco al suolo (Inspekteur der Jagdflieger), che gli era stato assegnato il 1º febbraio 1939[2] e che mantenne fino al 4 giugno 1940, mentre era contemporaneamente comandante, dal 1º maggio 1939, dello Jagdgeschwader 53. Oberst dal 1º ottobre 1939, il 5 giugno 1940 passò alla Jagdfliegerführer 3 e nel maggio dell'anno successivo fu posto a capo dell'unità speciale (Sonderkommando "Junck") destinata ad aiutare il primo ministro al-Kaylani contro le truppe britanniche durante la guerra anglo-irachena del 1941, durata poco meno di un mese e risoltasi con la sconfitta delle potenze dell'Asse.[2] Rientrato in Europa, il 1º agosto era in forza alla Jagdfliegerführer 1, preludio ad altri incarichi di alto comando che iniziarono nell'aprile 1942 quando venne messo al vertice della Jagdivision "Mitte" (divisione caccia del centro) e, nell'aprile 1943, della 3. Jagdivision.[2] Lo stesso mese ottenne la promozione a Generalmajor e in settembre venne destinato alla Luftflotte 3, rimanendovi però per meno di una settimana, visto che presto fu posto a capo della 4. Jagdivision dove rimase fino alla fine del mese.[2] L'ultimo incarico di comando, nello specifico del II Jagdkorps, gli venne assegnato il 15 ottobre.[2] Il 9 giugno 1944 i suoi meriti gli vennero riconosciuti con l'assegnazione della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro e il 1º luglio fu posto nella riserva dell'Oberkommando der Luftwaffe, l'alto comando della Luftwaffe. Promosso Generalleutnant il 1º dicembre, si congedò dall'aeronautica alla fine dello stesso mese.[3]

Fu presidente onorario dell'associazione piloti delle forze armate tedesche[2] dal 1º ottobre 1960 fino alla morte,[6] avvenuta a Monaco di Baviera il 6 agosto 1976.[3]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere della Croce di Ferro
— 9 giugno 1944[7]
Croce di ferro (I classe) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di ferro (I classe)
Croce di ferro (II classe) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di ferro (II classe)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Hildebrand 1991, p. 142-143
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Franks, Bailey, Guest 1993, p. 139
  3. ^ a b c d (EN) Henry L. deZeng IV e Douglas G. Stankey, Luftwaffe Officer Career Summaries, Section G-K (PDF), su ww2.dk, 1º aprile 2013. URL consultato il 15 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2014).
  4. ^ Dove sostituì il colonnello Bruno Loerzer.
  5. ^ Krzyżan 1988.
  6. ^ (DE) Namhafte Persönlichkeiten, su fliegergemeinschaft.de. URL consultato il 15 marzo 2014.
  7. ^ Scherzer 2007, p. 425

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 1986, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (EN) Norman Franks, Frank W. Bailey, Russell Guest, Above the Lines: The Aces and Fighter Units of the German Air Service, Naval Air Service and Flanders Marine Corps, 1914–1918, Grub Street, 1993, ISBN 978-0-948817-73-1.
  • (EN) Karl-Friedrich Hildebrand, Die Generale der deutschen Luftwaffe 1935–1945. Teil II, Band 2: Habermehl–Nuber, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1991, ISBN 3-7648-1701-1.
  • (PL) Marian Krzyżan, Międzynarodowe turnieje lotnicze 1929-1934, Varsavia, WKiŁ, 1988, ISBN 83-206-0637-3.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Miltaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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