Wang Khan
| Wang Khan | |
|---|---|
| khan dei Kereiti | |
| In carica | 1165 - 1194 1198 - 1203 |
| Predecessore | Ciriaco Buyruk Khan Erke Qara |
| Successore | Erke Qara conquista mongola |
| Nome completo | Wang Khan (王汗) in mongolo ᠣᠩ ᠬᠠᠭᠠᠨ |
| Nascita | Tuul Gol, 1130 circa |
| Morte | 1203 |
| Dinastia | Kereiti |
| Padre | Ciriaco Buyruk Khan |
| Figli | Ilga Senggüm |
| Religione | nestorianesimo (?) |
Toghrul (in mongolo Тоорил хан, Tooril han; in cinese 脫里S); Tuul Gol, 1130 circa – 1203), altrimenti noto come Wang Khan o Ong Khan (in mongolo Ван хан Wan han; in cinese 王汗S, Wáng HánP), fu un khan dei Kereiti e fratello di sangue (anda) del capo mongolo Yesugei.
Divenne un importante mecenate e alleato del figlio di Yesugei, Temüjin, in seguito conosciuto come Genghis Khan. La fonte principale relativa alla sua vita è la Storia segreta dei Mongoli.
Nome
[modifica | modifica wikitesto]"Wang Khan" era il nome riservato a Toghrul dalla dinastia Jīn cinese guidata dagli Jurchen; il termine Wang stava a designare un re o principe. Nel XIII secolo, Toghrul fu uno dei numerosi capi asiatici identificati con il leggendario Prete Gianni,[1] ma anche come re Davide, fratello di Gianni.[2] Sebbene all'inizio dell'XI secolo i Keraiti si fossero convertiti al nestorianesimo, una setta del cristianesimo,[3] non esistono prove inconfutabili che permettano di affermare che Toghrul fosse cristiano,[4] in quanto le fonti mongole tacciono a proposito della sua religione.[5]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Primi anni
[modifica | modifica wikitesto]Nato intorno al 1130 da una famiglia di Kereiti nestoriani, suo padre era Ciriaco Buyruk Khan, capotribù keraita.[6] Toghrul visse un'infanzia e un'adolescenza assai travagliata, poiché i Merkit lo catturarono da piccolo e lo ridussero in schiavitù. È possibile che avesse lasciato i Merkit dopo essere stato liberato grazie al pagamento un riscatto oppure, più semplicemente, che riuscì a scappare. Tuttavia, secondo la Storia Segreta, fu nuovamente rapito all'età di tredici anni dai Tartari, che fecero prigioniera anche sua madre. Quando Toghrul tornò più tardi tra i Keraiti, suo padre era prossimo alla morte. Toghrul ne assunse le redini e si impose al comando dei Keraiti intorno al 1165.
Primo regno
[modifica | modifica wikitesto]Per scongiurare la minaccia costituita da potenziali rivali, una delle prime azioni compiute fu l'eliminazione dei suoi fratelli tra il 1165 e il 1171.[6] Uno di loro, Erke Qara, riuscì a fuggire e si rifugiò presso i Naiman, una tribù vicina a ovest dei Keraiti. Gli altri due fratelli, Buqa-Timur e Tai-Timur Taïshi, furono giustiziati. Tuttavia, il successo di Toghrul si rivelò di breve durata, in quanto suo zio, di cui si conosce soltanto il titolo di Gurkhan, lo rovesciò.[7] Toghrul fuggì con sua figlia e un nucleo ristretto di membri della corte. Cercò di ottenere l'aiuto dei Merkit per rovesciare a sua volta Gurkhan, ma il loro capo, Toqto'a Beki, rifiutò la proposta, nonostante Toghrul gli avesse offerto sua figlia perché i Keraiti erano molto numerosi. Non avendo avuto successo, Toghrul si recò dal padre di Temüjin, Yesugei. Scelse di aiutare Toghrul perché aveva precedentemente combattuto una battaglia con i Keraiti contro i Tatari. I Keraiti furono sorpresi quando Yesugei attaccò senza avere il tempo di prepararsi. Nonostante i Keraiti fossero decisamente più numerosi, le loro forze erano disperse nella Mongolia centrale. Toghrul riprese il comando dei Keraiti e Gurkhan fuggì.
Rapporto con Temüjin
[modifica | modifica wikitesto]Toghrul era, come Jamukha, fratello di sangue di Temüjin. Guidò la coalizione contro i Merkit quando la moglie di Temüjin Börte fu rapita nel 1183,[8] raggiunto dal fratello Jakha Gambhu, Jamuka e Temüjin. Due dei capitribù, Dair Usun e Toqto'a, fuggirono dall'accampamento, probabilmente informati da qualche esploratore che aveva osservato l'esercito mettersi in moto. La coalizione prevalse facilmente nello scontro che seguì e circa 300 Merkit perirono, dopodiché i capi si spartirono il bottino e concessero le mogli Merkit ai guerrieri, mentre i bambini divennero schiavi. Börte fu trovato più tardi in serata. Toghrul tornò all'accampamento dei Kerait con i suoi uomini, orgoglioso di aver conseguito una facile vittoria.
Temüjin, intenzionato ad attaccare la confederazione tatara, fonte per lui di tante problematiche, tra cui l'omicidio di suo padre, chiese aiuto a Toghrul nel 1194; questi accettò volentieri, ricordando ancora con soddisfazione la vittoria ottenuta in precedenza. Anche il nonno di Toghrul, Marco Buyruk Khan, era stato assassinato dai Tatari, circostanza la quale gli presentò un pretesto simile per combatterli. Unitosi a Temüjin con alcune migliaia di Keraiti, non poté beneficiare del supporto degli Jurkhin, un'altra tribù mongola, che pur essendo stata sollecitata a partecipare rifiutò l'offerta, poiché piuttosto ostili alla tribù Borjigin. Alla fine, l'appoggio arrivò da Wanyan Xiang (完顏襄), ministro dell'imperatore Zhangzong della dinastia Jīn (1115-1234) guidata dagli Jurchen. I Tatari erano considerati pericolosi dagli Jurchen e l'occasione era ritenuta troppo ghiotta per evitare di fronteggiarli. Quando le forze congiunte di Toghrul e Gengis Khan attaccarono i Tatari, questi ultimi rimasero intrappolati in una morsa, poiché i guerrieri Jurchen alle loro spalle circondarono facilmente la tribù nemica. Gli uomini furono massacrati, le donne prese come concubine e i bambini adottati o resi servi e schiavi. Alcune migliaia di Tatari che avevano resistito e poi erano fuggiti si trincerarono. Fu in quel periodo che gli fu riservato il nome di Wang Khan (王汗S, re khan).
Più tardi, quello stesso anno, fu rovesciato da Erke Qara, che non era riuscito ad assassinare, e tornò con l'esercito di Naiman. Molti Keraiti, insoddisfatti del comando di Toghrul, probabilmente contribuirono a scacciarlo e ne causarono la fuga a Yelü Zhilugu.[9] Non avendo nemmeno cercato l'aiuto di Temüjin, secondo la Storia Segreta, rimase lì un anno. Fu dopo aver lasciato i Qara Khitai che decise finalmente di unirsi a Gengis Khan. Secondo Rashid al-Din Hamadani, avrebbe raggiunto l'accampamento di Gengis Khan nel 1196, rimanendo come suo ospite per circa due anni.[10]
Secondo regno
[modifica | modifica wikitesto]Vivendo in esilio, Toghrul fu aiutato da Temüjin, che attaccò i Merkit per la seconda volta e gli consegnò gran parte del bottino, che a sua volta lo donò a diversi capi Kerait per consolidare gli alleati con la sua tribù d'origine. Si dice che Temüjin avesse poi attaccato una comunità Kerait, i Tumen Tubegen, e gran parte dei sopravvissuti si fosse schierata con Toghrul. I Keraiti tornarono a Toghrul intorno al 1198. I Naimani rimasero neutrali e non offrirono alcun aiuto a Erke Qara, poiché il popolo Naimano era stato diviso tra due re. Buyruq khan prese la parte meridionale e Tayang khan ereditò la parte settentrionale delle terre naimane. Erke Qara fuggì per la seconda volta, in tale occasione alla corte di Buyruq khan. Per ricompensare i Keraiti rimastigli fedeli, Toghrul ordinò loro di saccheggiare per la terza volta i Merkit indeboliti. Importanti Merkit, tra cui due figli di Toqto'a-beki, furono catturati, mentre un altro fu assassinato. Nel frattempo, il fratello di Toghrul, Jakha Gambhu, divenne fratello di sangue di Temüjin.
Rapporti con i Naimani
[modifica | modifica wikitesto]Intorno al 1199, Toghrul voleva porre fine una volta per tutte ai Naimani e la disputa tra i due re di questa tribù era un'utile occasione per attaccare. Se avesse attaccato uno dei fratelli, era quasi certo che l'altro non avrebbe fatto nulla e avrebbe potuto distruggerli uno dopo l'altro senza dover affrontare le due tribù insieme, il che avrebbe potuto formare una formidabile alleanza. Riuscì a riunire Temüjin e Jamuka, capo della tribù dei Jadaran, e li costrinse a riconciliarsi, poiché fino a quel momento erano diventati nemici. Pur avendo raggiunto comunque una tregua, continuò a permanere una certa diffidenza reciproca. Quando le forze della coalizione si unirono per combattere l'esercito di Buyruq, si resero presto conto che le terre dei Naimani apparivano decisamente troppo vaste per una campagna con pochi soldati. Come prevedibile, Toghrul ebbe difficoltà a inseguire i suoi nemici perché avevano molto terreno a disposizione e molte vie di fuga. Compiendo una spedizione che portò le truppe a muoversi per alcune centinaia di chilometri, Toghrul si rese conto che non sarebbe mai riuscito a prevalere e tornò indietro. Il generale di Buyruq, Kökse Sabraq, attaccò Toghrul, che si allontanò da Temüjin, sconfisse il figlio di Toghrul, Senggüm, catturando suo figlio e sua moglie. Tuttavia, furono respinti grazie all'ausilio di Temüjin.
Nel 1200, Toghrul aiutò Temüjin, che fu attaccato da una coalizione radunata dai Tayichiud, comandati da Targhutai Kiriltuk, un vecchio nemico di Temüjin, e dai Merkit guidati da Toqto'a Beki, che aveva recentemente recuperato suo figlio sulle rive del fiume Onon.
Rapporti con Jamukha
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1201, Jamukha aveva ripreso le ostilità contro Temüjin. Un'imponente coalizione di numerose tribù mongole riconobbe Jamukha come "khan universale" (Gurkhan). Toghrul decise di sostenere Temüjin per contrastare la crescente potenza di Jamukha. Toghrul, Jakha Gambu e Temüjin si inoltrarono nella valle dell'Hėrlėn alla testa di 15 000 uomini. Quando videro gli avversari, scalarono le montagne perché si erano resi conto della propria inferiorità numerica. Toghrul e Temüjin combatterono una battaglia difensiva che si rivelò molto difficile e pericolosa. Le piogge torrenziali fecero sì che gli uomini cadessero dalle cime delle colline e delle montagne, finendo in crepacci e burroni. Dopo che il nemico si fu ritirato, Toghrul partì per tornare al fiume Tula con i suoi guerrieri. Temüjin approfittò della fuga dei combattenti ostili per ucciderne diversi a cavallo. Si dice che Targhutai fu ferito a morte in seguito allo scontro.
Damukha se l'era cavata male durante il primo attacco e Buyruq khan assunse il comando degli eserciti nel 1202. Temüjin prese l'iniziativa di compiere un massacro tra i Tatari, che ne ridusse drasticamente il numero. Gengis e Toghrul tornarono sulle montagne, ma questa volta nella parte meridionale, e affrontarono gli uomini del nuovo comandante Kuchuguden, tra cui Merkit, Naiman del Sud, Oirati e tribù che seguivano Damukha. Sei tribù avevano lasciato Damukha e ne erano rimaste solo quattro. Ancora una volta, ripidi pendii, alberi e vari ostacoli naturali rallentarono notevolmente i nemici di Toghrul e Temüjin e la lotta divenne gradualmente più agevole.
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Toghrul aveva più di settant'anni nel 1203 e non aveva più gli stessi riflessi della sua giovinezza. Suo figlio Ilga Senggüm assunse il comando degli eserciti Kerait e Toghrul ne divenne una figura di spicco. L'ambizioso Ilga si unì a Jamukha, Altan e Qutchar, che lo persuasero a eliminare Temüjin. Ilga tentò di assassinarlo, fallì, e poi affrontò le orde di Temüjin in una feroce battaglia in cui fu ferito. Toghrul era presente e assunse il comando, ma era praticamente incapace di combattere da solo a causa della sua età avanzata e ritirò i suoi uomini dal combattimento. Alcuni Keraiti si unirono alle forze di Temüjin durante e dopo la battaglia. Dopo questa schermaglia, detta delle Sabbie Ardenti, Temüjin ricevette l'aiuto dei Qonggirat che lo avevano affrontato durante la prima battaglia di Kerulen e poi fuggirono a Jamukha. Toghrul e Ilga, tuttavia, erano ancora più numerosi. Temüjin inviò ambasciatori per chiedere la pace, poiché desiderava rinnovare la sua amicizia con Toghrul. Ilga, che ora aveva scelto suo padre, respinse la richiesta. Altre tribù si unirono a Temüjin durante quell'anno. Era allora in possesso di undici tribù, che costituivano un terzo dell'intera popolazione della Mongolia. Con l'aumentare del numero dei nemici, Jamukha, Qutchar e Altan cospirarono contro Toghrul, ma alla fine abbandonarono i Kerait per rifugiarsi presso i Naimani del Nord. I Tayitchi'ut, i Dorbed, i Qatagin e i Salji'ut li seguirono.
Morì dopo che Temüjin attaccò di sorpresa i Keraiti. 8 000 cavalieri mongoli affrontarono i Keraiti per tre giorni, ma alla fine i Keraiti si arresero. Toghrul fuggì a Tayang Khan, ma fu ucciso da un soldato naimano di nome Qori Sübeči, che non lo riconobbe. La maggior parte dei Keraiti si alleò con Temüjin. La testa di Toghrul fu poi notata da Tayang, che, preso dal panico, la calpestò, schiacciandola.[11]
Discendenza
[modifica | modifica wikitesto]Sposò una donna khitana ed ebbe almeno due figli, Ilga Senggüm e Uyku. Secondo il Jami' al-Tawarikh, Doquz Khatun era figlia di Uyku.[12]
Rilevanza storica
[modifica | modifica wikitesto]A partire dal XV secolo, i nobili Torghud rivendicarono di discendere da Toghrul.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ (EN) Igor de Rachewiltz, Papal Envoys to the Great Khans, Stanford University Press, 1971, p. 114.
- ^ (EN) Peter Jackson, Prester John "redivivus": A Review Article, in Journal of the Royal Asiatic Society, vol. 7, n. 3, 1997, pp. 425-432, DOI:10.1017/S1356186300009457, ISSN 1356-1863.
- ^ (EN) Tang Li, Sorkaktani Beki: A prominent Nestorian woman at the Mongol Court, in Jingjiao: the Church of the East in China and Central Asia, Monumenta Serica Institute, Steyler Verlagsbuchhandlung GmbH, 2006, ISBN 978-3-8050-0534-0.
- ^ (JA) Mongoru hishi: Chingisu kan monogatari, 平凡社, maggio 1970-agosto 1976, pp. 30-33, ISBN 4582801633, OCLC 959654980.
- ^ (EN) Christopher P. Atwood, Encyclopedia of Mongolia and the Mongol Empire, Facts on File, 2004, ISBN 0816046719.
- ^ a b (EN) Christoph Baumer, The History of Central Asia: The Age of Islam and the Mongols, Bloomsbury Publishing, 2016, ISBN 978-18-38-60939-9.
- ^ (RU) L.N. Gumilev, Poiski vymyshlennogo t︠s︡arstva : legenda o "Gosudarstve presvitera Ioanna", Mosca, Aĭris-Press, 2002, ISBN 5811200218, OCLC 52535246.
- ^ (EN) George Lane, A Short History of the Mongols, Bloomsbury Publishing, 2018, ISBN 978-17-86-73339-9.
- ^ (EN) Michal Biran, The empire of the Qara Khitai in Eurasian history : between China and the Islamic world, Cambridge, Cambridge University Press, 2005, p. 64, ISBN 0521066026, OCLC 59353154.
- ^ (EN) Igor de Rachewiltz, The secret history of the Mongols : a Mongolian epic chronicle of the thirteenth century, Leida, Brill, 2006, p. 74, ISBN 978-90-04-15364-6, OCLC 173262183.
- ^ (EN) Jack Weatherford, Genghis Khan and the making of the modern world, 1ª ed., New York: Crown, 2004, p. 60.
- ^ (EN) DOKUZ ḴĀTŪN – Encyclopaedia Iranica, su Encyclopaedia Iranica. URL consultato il 31 agosto 2025.
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Toghril, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.