Wandervogel

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Quello di Wandervogel (Uccello vagabondo)[1] è il nome di un movimento giovanile tedesco molto popolare nei primi decenni del '900, composto da gruppi di studenti medi e universitari. Fondato nel 1896, il suo ethos era quello di scrollarsi di dosso tutte le restrizioni imposte dalla società borghese per tornare alla libertà di Natura[2]. Tra l'altro, sono considerati tra i pionieri del naturismo, la Freikörperkultur ("cultura del corpo libero").

Col tempo i vari gruppi originarono molte altre organizzazioni le quali, pur gerarchicamente indipendenti, continuarono ad adottare tutte la stessa denominazione di Wandervogel per la comunanza culturale e ideale, ma non riuscirono mai ad essere un movimento unito dal punto di vista organizzativo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lapide che ricorda la fondazione del movimento degli "uccelli migranti" intorno al 1900 al Rathaus Steglitz di Berlino

Ufficialmente il movimento viene istituito il 4 novembre 1901 ad opera di Herman Hoffmann Fölkersamb, fondendolo con un precedente circolo di studio formato nel 1895 al ginnasio maschile di Berlino dove insegnava[3]. Il termine deriva da Wanderung ("migrazione", ma anche "escursione", "peregrinazione").

Il Wandervogel divenne ben presto il movimento giovanile preminente nella nazione; voleva essere un'organizzazione in empatia costante con l'ambiente naturale, che sottolineava la libertà dal mondo degli adulti, lo spontaneismo[3], ma anche la responsabilità di ognuno nei confronti di tutti gli altri, oltre che lo spirito di avventura, adottando però ideologicamente un approccio fortemente nazionalistico impostato sulla tradizione e sottolineando le radici teutoniche, mitiche e pagane della Germania[4].

Poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale, ci fu la creazione semi-ufficiale di organizzazioni paramilitari come Deutsche Pfadfinderbund (Lega degli esploratori tedeschi, 80.000 membri) o Jungdeutschland Bund (Lega della giovane Germania, 700.000 membri).

Alla fine del 1918 i giovani capi del movimento che vengono restituiti dalla guerra vivono in un clima di forte disillusione; lo stesso valeva anche per i leader del parallelo scautismo tedesco: entrambi i movimenti hanno quindi cominciato ad influenzarsi l'un l'altro, anche in maniera notevole, all'interno del territorio nazionale.

Una delle capanne rifugio dei Wandervogel.

Dai Wandervogel è venuta la specificità data da una più consistente cultura del trekking, dell'avventura in viaggi più lunghi e in luoghi più lontani, un'atmosfera di forte romanticismo ed una leadership composta strutturalmente da persone più giovani. Gli scout hanno invece portato le uniformi, le bandiere, una maggiore organizzazione e più campi di raccolta e d'incontro, oltre ad una più chiara ideologia.

Si è verificato poi nello sviluppo dell'idealismo e dell'etica dei Wandervogel anche un influsso dato dal pedagogista Gustav Wyneken il quale si ispirava all'Eros greco antico e al sistema culturale-pedagogico della pederastia greca. Il tutto ha portato quindi alla nascita di un raggruppamento di tutte le associazioni maschili giovanile sotto l'indicazione comune di "movimento giovanile tedesco".

Lapide commemorativa.

I Wandervogel erano in auge da più di un quarto di secolo quando i nazionalsocialisti cominciarono ad intravedere l'opportunità di utilizzare alcuni metodi e simboli propri del movimento giovanile ed incorporarli in massa nella loro Gioventù hitleriana la quale giunse presto ad avere 3,5 milioni di membri (il 40% dei quali ragazzi appena adolescenti).

Il movimento si è rivelato essere molto influente nei primi tre decenni del '900, i suoi membri erano per lo più dei romantici disposti a sacrificare tutto per i loro ideali e molti di loro si trovarono così per l'essere coinvolti nella costituzione del Terzo Reich; anche se una forte aura di omoerotismo aleggiava su di loro (soprattutto attraverso l'opera di Hans Blüher) e nonostante il fatto che vi fossero gruppi ebraici.

I giovani maschi ebrei avevano il loro proprio gruppo Wandervogel chiamato "Blau-Weiss" (Bianco-Blu) e che alla fine si è trasformato nel movimento giovanile sionista; ma anche movimenti di scouting ebraici come l'Hashomer Hatzair sono stati ampiamente influenzati dai Wandervogel.

Nel 1933 i nazisti mettono fuorilegge i Wandervogel, gli Scout e tutte quelle altre associazioni giovanili al di fuori del controllo diretto del Partito nazista e indipendenti dalla gioventù hitleriana. Sopravvissero solamente alcuni gruppi affiliati alla Chiesa, che riuscirono a durare fino al 1936[5].

Gruppo Wandervogel berlinese nel 1930.

La gaia gioventù tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Omosessualità e cultura di destra.

«Il torso suo nudo sfolgora tutto, al pari / di un candelabro, in cui dura e risplende, / anche smorzata, la superna luce. / ..ti abbaglierebbe l'arco / di quel petto robusto.. / per entro il giro delle reni andrebbe / un vivido sorriso all'inguinaia / fino al pube che reca il sesso. Stefan George»

In Germania l'origine della cultura omosessuale di destra viene individuata proprio nei Wandervogel; sono stati loro difatti i primi a indossare camicie brune e a fare il saluto a braccio destro teso gridando "Sieg Heil": contrari all'urbanizzazione selvaggia si rifacevano all'idea medioevale del borgo di campagna, dedicandosi alla riproposizione dei miti e riti pagani per cristiani, antimodernisti e antiborghesi attingevano a piene mani dal romanticismo. Un'ideologia fortemente conservatrice in pieno contrasto con l'ideale del progresso[6].

Ispirati dall'antica Grecia, alla Natura e alla Tradizione diffondono l'usanza del campeggio, del nudismo, della ginnastica e del culto del corpo virile e muscoloso; consigliavano anche di essere astemi e vegetariani. Nel 1912 il giornalista e scrittore Hans Blüher, esponente di punta di questo stesso movimento omosessuale di estrema destra giovanile pubblica un saggio intitolato "Il movimento dei Wandervogel come fenomeno erotico", col sottotitolo "Contributo al riconoscimento dell'inversione sessuale". L'autore afferma chiaramente che il comun denominatore che tiene insieme questi giovani maschi è Eros, ossia l'attrazione erotica tra individui dello stesso sesso e continua dicendo che gl'impulsi omoerotici sono fondamentali per saldare i legami di amicizia virile[7].

L'amore tra amici, con la sua parallela celebrazione di un cameratismo tra maschi (pura comunità di uomini), assume quindi un vero e proprio ruolo culturale. Elemento chiave che differenzia l'uomo dall'animale è proprio il legame erotico tra gli adulti di una società e i suoi adolescenti; perfetta riproposizione della pederastia antica nelle sue figure di erastès e eromenos. Solo questo sistema culturale-sociale permette la creazione di una comunità composta di nature eroiche, leader carismatici capaci di attirare a sé valorosi guerrieri[8].

Bluher torna anche in seguito sugli stessi temi, tra il 1917 e il 1919 con i due volumi de "Il ruolo dell'erotismo nella società maschile". I suoi libri diventano presto testi di culto tra gli omosessuali, compresi alcuni gerarchi nazisti, Ernst Röhm fra tutti. Nel 1921 viene pubblicato "Eros", un saggio del pedagogista Gustav Wyneken e nel quale si esalta l'amore tra ragazzi; nel 1926 "Jugend und Eros" dell'avvocato Erich Ebermayer, un'esplicita difesa dell'omosessualità adolescenziale e della pederastia. Testo, quest'ultimo, apprezzato pubblicamente dallo stesso Thomas Mann[9].

La tensione erotica omosessuale, sublimata, si manifesta come sovrabbondanza di energia; forza vitale la quale non potendo trovare sfogo in direzione fisica finisce con l'esprimersi in "genio creativo" di un Männerbund o società di soli uomini. Bluher osserva poi la presenza di forte carisma nei capi, la capacità di affascinare il prossimo; in secondo luogo l'ideale di bellezza maschile che trova la sua più compiuta espressione nell'ammirazione per la tipologia fisica snella e muscolosa, giovani, alti, belli, biondi e con gli occhi azzurri: ariani! In terzo luogo l'esclusione delle femmine.[10].

Riunione Wandervogel nel 1958.

Aspetti moderni[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento Wandervogel viene rifondato dalle sue ceneri al termine della seconda guerra mondiale; a tutt'oggi in Germania, ma anche in altri paesi confinanti, è rappresentato da migliaia di membri suddivisi in molte associazioni differenti ma parallele l'una all'altra.

A metà degli anni '30, in un contesto di rapporti cordiali con la Germania e nel tentativo di promuovere attività salutari per i giovani in tutto il paese, il ministero dell'educazione giapponese ha lanciato il movimento giovanile attraverso la sua "shôkenkai wandaafôgeru bu" (「奨健会ワンダーフォーゲル部」), promozione di associazioni salutari sullo stile Wandervogel: il primo di questi club studenteschi è stato creato nel 1935 all'università privata Rikkyo situata a Ikebukuro.

Wandervogel di Coblenza, 1962.

Si è diffuso poi velocemente anche all'università Keio[11] e all'università Meiji[12] e a partire dal 1937 in diverse altre istituzioni scolastiche in tutto il paese; dopo la guerra questi gruppi, all'interno di un contesto di forte crescita economica si svilupparono ampiamente contribuendo alla diffusione dell'alpinismo. Ancor oggi abbastanza famosi con attività che spaziano dal sawanobori, l'arrampicata lungo i torrenti di montagna, allo sci alpinismo.

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni autori hanno visto l'ethos e le attività connesse dei Wandervogel come base d'influenza sui successivi movimenti sociali, in particolare quello Hippy sviluppatosi negli Stati Uniti nel corso degli anni '60[13][14][15].

L'ideale Wanderwogel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ plurale: Wandervögel.
  2. ^ Histoire de la société allemande au XXe siècle, Vol. 1, Marie-Bénédicte Vincent
  3. ^ a b Nouvelle École, n°51, année 2001, Monte Veritá, 1900-1920: une "communauté alternative" entre mouvance völkisch et avant-garde artistique, par Philippe Baillet, p.126
  4. ^ German Nationalist Youth Groups: Wandervogel
  5. ^ Manfred Priepke, Die evangelische Jugend im Dritten Reich 1933–1936, Norddeutsche Verlagsanstalt, 1960, pp. 187–189.
  6. ^ M. Fraquelli, Omosessuali di destra, cap. La gaia gioventù di Hitler, pag. 34
  7. ^ Omosessuali di destra, pag. 35-36
  8. ^ Omosessuali di destra, pag. 37
  9. ^ Omosessuali di destra, pag. 38
  10. ^ G. Mosse, Le origini culturali del Terzo Reich, EST-Il Saggiatore 1997, pag. 260
  11. ^ KWV 慶應義塾大学ワンダーフォーゲル部
  12. ^ Copia archiviata, su kisc.meiji.ac.jp. URL consultato il 18 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2010).
  13. ^ Gordon Kennedy & Kody Ryan, Hippie Roots & The Perennial Subculture, excerpt from Children of the Sun; A Pictorial Anthology From Germany To California, 1883-1949, 1998 Archiviato il 30 agosto 2007 in Internet Archive. ISBN 0-9668898-0-0
  14. ^ Wandervogel adventures (commercial site)
  15. ^ Rivolta e ambientalismo a partire dai Wandervögel, su ambientalismi.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Howard Paul Becker. German Youth: Bond or Free. New York: Oxford University Press, 1946. Detailed history and sociology of the various aspects of the youth movement. Remarkable for the times, the discussion of homoeroticism and homosexuality within some of these groups is non-judgmental. OCLC 2083809 In 1998, Routledge reprinted this work as Volume 8 of its International Library of Sociology and The Sociology of Youth and Adolescence series. OCLC 761549797 ISBN 978-0-415-86351-3.
  • Walter Laqueur. Young Germany: A History of the German Youth Movement. Transaction Pub, 1984, ISBN 0-87855-960-4.
  • Jon Savage. L'invenzione dei giovani, Feltrinelli, Milano, 2012. ISBN 978-88-07-72383-4
  • Peter D. Stachura. The German Youth Movement, 1900-1945: An Interpretative and Documentary History. St. Martin's Press, 1981, ISBN 0-312-32624-6.
  • John Alexander Williams. Turning to Nature in Germany: Hiking, Nudism, and Conservation, 1900-1940. Stanford University Press, 2007. ISBN 978-0-8047-0015-3.
  • Michael Tyldesley, No Heavenly Delusion. A comparative Study of Three Communal Movements, Liverpool University Press, Liverpool, 2003. ISBN 0-85323-608-9.
  • Nicola Cospito, I Wandervögel, il movimento giovanile tedesco da Guglielmo II al nazionalsocialismo, Editrice Il Corallo, Roma, 1984. Nonostante sia stata la prima ricostruzione storica in lingua italiana del movimento giovanile tedesco, è un lavoro parziale, che si concentra solamente sul suo aspetto politico.
  • Winfried Mögge, I Wandervögel: una generazione perduta. Immagini di un movimento giovanile nella Germania prenazista, trad. it., Edizioni Socrates, Roma, 1999. ISBN 88-7202-012-3.
  • Adriano Romualdi, Correnti politiche ed ideologiche della destra tedesca dal 1918 al 1932. La Rivoluzione conservatrice, Edizioni "Settimo Sigillo", Roma, 2012. ISBN 978-88-6148-109-1.
  • John Neubauer, Adolescenza fin-de-siecle, Trad. it., Il Mulino, Bologna, 1997. ISBN 88-15-06196-7.
  • Domenico Palermo, I precursori dell'ambientalismo, Libellula Edizioni, Tricase (LE), 2019, ISBN 978-88-67354-31-3.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • www.wandervogel.de — WebPortale comune della maggior parte delle associazioni Wandervogel presenti al giorno d'oggi.
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