Waltharius

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Gualtiero in combattimento.
Illustrazione di un manoscritto, Biblioteca Universitaria di Heidelberg

Waltharius (o Waltharilied, Walthari-Lied, Chanson de Walther, chant de Walther d'Aquitaine) è un poema epico in lingua latina, scritto in Esametro dattilico attribuito al monaco benedettino di San Gallo (X secolo), Ekkeardo I anche se vi sono diverse ipotesi discordanti riguardo l'effettivo autore. È una chanson de geste composta intorno all'anno 930 e attribuita ad Ekkeardo, abate dell'abbazia di San Gallo. Il testo è ispirato da un antico poema tedesco perduto[1] e di autore ignoto[2] in un periodo del V secolo quando le invasioni degli Unni devastarono l'Alsazia[3].

La battaglia finale si svolge a Vasgovie (Wasgau) su un percorso che conduce dal Palatinato verso il nord dell'Alsazia lungo una falesia separata da una faglia stretta, in un luogo detto le Wasigenstein[4].

Ekkehard compone il Waltharilied. Fonte: Illustrierte Literaturgeschichte, Otto von Leixner, Leipzig, 1880

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Wasigenstein, XIII secolo

Nel 430, gli Unni stanno cercando di conquistare l'Occidente lottando tra gli altri contro i Franchi, i Burgundi e il popolo di Aquitania, i Visigoti. Per mantenere i loro regni, i sovrani trattano con l'invasore. Come pegno del patto di alleanza i figli bambini dei reali del paese sottoposto vengono inviati in ostaggio alla Corte del re degli Unni. Walther (o Waltharius, Gautier) figlio del re d'Aquitania e la sua fidanzata Hildegonde (o Hiltgund, Hildegarde) figlia di un re burgundo crescono così alla Corte di Attila. A loro seguirà in ostaggio Hagen von Tronje (o Hagano) un franco renano di origini troiane, e fuggono ubriacando gli Unni durante un festino[5], portando con sé due casse piene di braccialetti d'oro rosso.

Al traghettatore che li trasporta verso l'altra riva del Reno danno un lucioperca che Walther aveva pescato nel Danubio. La stessa sera, Gunther (o Gunnar, Guntheris, Gundahar, Gundicaro, latino Gundaharius) il re dei Franchi, nella sua corte di Vormazia, vede comparire nella sua tavola un pesce sconosciuto, che non esiste nel Reno. Il traghettatore rivela che ha fatto attraversare un cavaliere accompagnato da una donna giovane e bella. Essi trasportavano due casse il cui contenuto col suono metallico lasciava pensare a un tesoro. Avido, Gunther vuole impadronirsi del bottino[6]. Raggiunto a Wasigenstein il principe Walther batte in singolar tenzone undici cavalieri[7] di Gunther. Gunther e il suo vassallo Hagen[8]continuano a dare la caccia ai fuggitivi. Il combattimento finale si svolge tra il Walterstein, a 2 km dalla gola rocciosa di Wasigenstein, e il Landskopf. Gunther ha una gamba tranciata, Hagen ha sei molari strappati e un occhio levato e Walther la mano destra tagliata[9]. Hildegonde avrà nascosto il tesoro e Lion avrà messo al riparo il cavallo di Walther. Seguiranno una riconciliazione e Hildegonde si dedicherà alle cure con l'acqua di una sorgente; la sorgente di Hildegonde. Walther e Hildegonde ritorneranno in Aquitania dove si sposano e dopo la morte del Re Alpher, regnarono per trent'anni stimati ed amati dal loro popolo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Châteaux des Vosges, R. Redslob, J. Schmitt, H. Ulrich, Collection : Les Merveilles de l'Alsace, Editions Dernières Nouvelles, 1960.
  2. ^ Waldere è un poema in antico inglese dell'VIII secolo i cui frammenti - circa 60 versi - raccontano le avventure di Waldere (Walther).
  3. ^ La légende des ruines. Henri Ulrich; La nuée Bleue; 2000; ISBN 2-7165-0524-1
  4. ^ I luoghi che sarebbero stati teatro degli eventi raccontati dal poema sarebbero situati nella regione di Bitcherland (paese di Bitche) e nell'estremo nord del dipartimento del Basso Reno, al confine con la Germania, nell'attuale Parco Naturale Regionale dei Vosgi del Nord. Questa regione è selvaggia e boscosa come il paese di Walthari-Lied. Tra le rovine del castello di Wasigenstein si vede infatti una grotta scavata su una roccia che ricorda le gesta di Walther. Francine Mora nel foglio illustrativo Le Waltharius, poème épique européen p. 13 - La Chanson de Walther (Waltharii poesis) - 2008.
  5. ^ La Chanson des Nibelungen, Danielle Buschinger et Jean-Marc Pastré. Gallimard, 2001 ISBN 2-7028-7852-0 .
  6. ^ Manteau de grès, Dentelles de sapin. Promenades au Pays de Bitche Niederbronn au coeur des Vosges du Nord, Bernard Robin, Editions Serpenoise, seconda edizione, 1992 ISBN 2-87692-111-1 .
  7. ^ Camalon, il governatore di Metz, Scaramond il nipote di Camalon, Werinhard, Ekefried, Hadaward, Patafried il nipote di Hagen, Gerwit, Randolf, Helmnod, Trogus di Strasburgo, Tanaste.
  8. ^ Gunther e Hagen sono personaggi che si ritroveranno nel XIII secolo nella canzone dei Nibelunghi. Hagen sarà l'assassino di Sigfrido. Il re Gunther è il fratello di Kriemhild. Nel Waltharius Gunther e Hagen sono dei Franchi, mentre nei Nibelunghi sono Burgundi.
  9. ^ Il luogo detto "La Main du Prince" presso Bitche si riferisce ad esso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Le Chant de Walther, épopée du dixième siècle par Ekkehard 1° de Saint-Gall. F. Norden ; Bruxelles, J. Lefègues, 1900.
  • (FR) Le Waltharilied, une épopée héroïque des Vosges du Nord. Guy Trendel; Strasbourg, Association de Recherches Médiévales n°66/67, 2000.
  • (FR) La Chanson de Walther (Waltharii poesis). Traduit par Sophie Albert, Silvère Menelgaldo, Francine Mora ; ELLUG, Université Stendhal, Grenoble; 2008 ISBN 978-2-84310-128-1