Walter Sabatini

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Walter Sabatini
Walter Sabatini - AC Perugia 1977-78.jpg
Sabatini al Perugia nella stagione 1977-1978
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1984 - giocatore
Carriera
Giovanili
Perugia
Squadre di club1
1973-1975 Perugia 28 (1)
1975-1976 Varese 10 (0)
1976-1977 Roma 10 (0)
1977-1978 Perugia 1 (0)
1978-1979 Palermo 0 (0)
1979-1980 L.R. Vicenza 10 (1)
1980-1981 Siracusa 23 (2)
1981-1982 Venezia 26 (2)
1982-1983 Parma 16 (2)
1983-1984 Pro Patria 29 (3)
Carriera da allenatore
1986-1992 Perugia Giovanili
1990-1992 Perugia Vice
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Walter Sabatini (Marsciano, 2 maggio 1955) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano di ruolo centrocampista, coordinatore tecnico del Suning Sports Group.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È il fratello maggiore dell'allenatore di calcio Carlo Sabatini.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Sabatini alla Roma nella stagione 1976-1977

A 17 anni (stagione 1972-1973) esordisce in Serie B con il Perugia dove l'anno successivo contribuisce ad una difficile salvezza. La stagione seguente, seppur limitato dalla prima serie di gravi infortuni, partecipa alla cavalcata che porta il Perugia in Serie A per la prima volta nella sua storia.

In seguito va per un anno al Varese (stagione 1975-1976), dove gioca poche ma positive gare che suscitano un'asta fra Juventus e Roma per aggiudicarsene le prestazioni. A spuntarla è la Roma che nel 1976-1977 vanta nel ruolo anche Bruno Conti il quale, dopo un lungo testa a testa, la spunta su Sabatini e si conquista il posto da titolare. La stagione lo vede sedere più volte in panchina e alla fine si conclude con il ritorno a Perugia in Serie A.

Il lungo infortunio[modifica | modifica wikitesto]

All'esordio a Bergamo (stagione 1977-1978) Sabatini è titolare ma nella settimana successiva subisce un tremendo infortunio allo zigomo che lo tiene lontano dai campi per diversi mesi. Nel frattempo trascorrono le stagioni 1977-1978 nel Perugia (una presenza, assiste anche alla morte in campo del suo amico e compagno Renato Curi) e 1978-1979 nel Palermo, dove però, in Serie B, non riesce a giocare neanche una partita.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979-1980 è il Lanerossi Vicenza di Renzo Ulivieri a chiamare Sabatini, il quale in Serie B disputa una buona stagione in cui i veneti sfiorano la promozione. Ma ormai la carriera ha intrapreso la via del declino. Nel 1980-1981 approda al Siracusa, in Serie C1, ma nonostante le forti ambizioni, la squadra siciliana finisce addirittura per retrocedere. Stagione 1981-1982: a Venezia, in Serie C2, Sabatini arriva ad ottobre e partecipa ad una grandiosa rimonta che porta la squadra a sfiorare una salvezza inizialmente impensabile, viste le clamorose difficoltà in cui la società lagunare versava. Le ultime 2 stagioni da professionista sono nel 1982-1983 al Parma in Serie C1, insieme a giovani talenti del calibro di Pari, Salsano, Berti, e nel 1983-1984 alla Pro Patria in C2. Chiude la carriera totalizzando complessivamente 11 presenze in Serie A e 48 presenze e 2 reti in Serie B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1986 comincia la collaborazione con il Perugia per cui Sabatini allestisce una Scuola Calcio intitolata a Enzo Scaini (giocatore del Grifo morto pochi anni prima) e poi, dopo aver allenato le varie squadre del settore giovanile, ne diventa responsabile nel 1990. Nello stesso anno, con l'arrivo di Paolo Ammoniaci in panchina, diviene anche allenatore in seconda, carica che manterrà, unitamente alla responsabilità del settore giovanile, fino al 1992. Nel novembre del 1995 il Gubbio che dopo 11 partite ha appena 8 punti in classifica lo chiama ad allenare la prima squadra nel girone E del CND. Sabatini farà peggio del suo predecessore: in 15 partite racimolerà appena 5 punti frutto di 5 pareggi.

Dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Dal settore giovanile della Lazio alle esperienze con Triestina, Arezzo e Perugia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1992 al 1994 Sabatini è responsabile del settore giovanile della Lazio insieme a Beppe Dossena. Sotto la sua direttiva, si mettono in luce in prima squadra Alessandro Nesta[1] e Marco Di Vaio.

Nel 1994 arriva la chiamata della Triestina, per la quale Sabatini va a ricoprire il ruolo di direttore sportivo. A Trieste è da citare l'acquisto, inizialmente accolto con enorme scetticismo, di Riccardo Zampagna,[2] ventunenne prelevato direttamente da una squadra di dilettanti in Umbria.

Nel 1998 ecco la chiamata dell'Arezzo, dove Sabatini trova il conterraneo Serse Cosmi allenatore, ed i due allestiscono una squadra che dapprima si salva (stagione 1998-1999) poi, trascinata dal bomber Fabio Bazzani,[3] sfiora la promozione in Serie B (stagione 1999-2000).

La coppia Sabatini-Cosmi si ritroverà a collaborare a Perugia, alle dipendenze del patron Luciano Gaucci che Sabatini incontra dopo gli screzi per cui nel 1992 era stato allontanato e che nel 2004, porteranno a una nuova rottura. Qui lancia Gennaro Gattuso.

La squalifica e la proposta di radiazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 marzo del 2000 Sabatini viene squalificato per cinque anni con proposta di radiazione per aver violato le norme previste per il tesseramento di un calciatore extracomunitario.

L'allora presidente FIGC Franco Carraro rese esecutiva la radiazione trentotto mesi dopo, cioè il 15 marzo del 2003. Sabatini si appellò alla Camera di Conciliazione e Arbitrato del CONI asserendo che non potessero, per nessun giustificato motivo, trascorrere oltre tre anni tra squalifica e sopraggiunta radiazione.

La tesi venne accolta e infatti non si andò nemmeno a sentenza. Le indicazioni della Cca del CONI furono recepite dalla Federcalcio al punto da suggerire una sorta di irrituale «conciliazione privata» con Sabatini che dunque non venne radiato e terminò di scontare la squalifica nel marzo del 2005.[4]

Il ritorno alla Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Seppur in attesa di scontare la squalifica, Sabatini viene chiamato alla Lazio nell'agosto del 2004 dal nuovo patron biancoceleste, l'imprenditore romano Claudio Lotito, tornando così nel club capitolino stavolta come dirigente. Con la Lazio raggiunge la qualificazione in Champions League nel 2007.

Il 9 maggio 2008 comunica che non continuerà il rapporto con il club laziale e il suo incarico scade il 30 giugno 2008.

A Roma porta giocatori come Aleksandar Kolarov, Fernando Muslera, Ștefan Radu e Stephan Lichtsteiner.[5]

Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 luglio il Palermo annuncia l'ingaggio per un anno di Sabatini come nuovo direttore sportivo per sostituire Rino Foschi, che ha lasciato il Palermo per fine contratto, all'interno della società rosanero,[6] e il 7 luglio viene presentato ufficialmente.[7]

In scadenza di contratto, il 20 maggio 2010 rinnova di un anno il contratto con i rosanero con un'opzione per la successiva stagione (2011-2012).[8] Nello stesso mese l'agente FIFA Ernesto Bronzetti lo definisce «uno dei migliori talent scout in circolazione, è davvero bravissimo.»[9]

Il 1º novembre 2010 si dimette dalla carica di ds del Palermo per motivi personali.[10]

Lavorando per i rosanero riesce ad acquistare giocatori del calibro di Abel Hernández, Josip Iličič e Javier Pastore.[5]

Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 giugno 2011 viene ufficializzato come nuovo direttore sportivo della Roma; il 18 maggio il patron da poco insediato nella società, l'italo-americano Thomas DiBenedetto, lo aveva confermato come futuro direttore sportivo giallorosso.[11]

Il 15 maggio 2012 prolunga il suo contratto con la società fino al 30 giugno 2013.[12] Il 10 maggio 2013 prolunga il suo contratto con la società fino al 30 giugno 2014.[13] Il 27 febbraio 2014 prolunga ancora il suo contratto coi giallorossi per ulteriori tre anni (scadenza il 30 giugno 2017).[14]

Anche sulla sponda giallorossa del Tevere effettua buoni colpi tra cui Mehdi Benatia, Erik Lamela, Miralem Pjanić, Marquinhos, Kōstas Manōlas e Radja Nainggolan.[5]

Il 7 ottobre 2016 rescinde il contratto con la società giallorossa.[15]

Inter e Jiangsu (Suning Sports Group)[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 maggio 2017 viene nominato coordinatore tecnico delle squadre del Suning Sports Group, l'Inter e il Jiangsu Suning.[16]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Perugia: 1974-1975

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Perugia: 1978

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]