Wakibiki

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Wakibiki
脇引
Wakibiki.jpg
Vestizione del wakibiki dal volume nipponico settecentesco Hi Ko Ben di Tanki Yoriaku
Zona protettaascella
Materialestoffa rinforzata da ferro (piastre o scaglie)
OrigineGiappone Giappone
Impiego
Utilizzatorisamurai
ashigaru
Produzione
Entrata in usoXII secolo
Cessazione dell'usoXIX secolo
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I Wakibiki ( 脇引), anche Waki-biki, erano una componente di rinforzo all'armatura giapponese. Si trattava di tamponi di stoffa corazzata in ferro (maglia, scaglia, piastra[1] o una combinazione di tutte e tre le tipologie) deputata alla protezione dell'ascella. Venivano calzati solitamente sotto alla corazza per coprire il varco lasciato dalle maniche corazzate kote e le piastre laterali watagami della corazza. Potevano essere realizzate come pezzi singoli da portarsi a coppia o come un unico elemento congiunto da una banda di maglia (kusari wakibiki). Il fissaggio degli wakibiki avveniva attraverso bottoni (botan-gake), ganci (kohaze-gake) o corde (himo-tsuki).

Assemblati con imbottiture per la spalla ed un rinforzo a protezione del collo, i wakibiki costituivano la componente di rinforzo chiamata Manju no wa[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il wakibiki poteva anche essere composto da un unico pezzo di ferro - Bryant, AJ [e] McBride A (1989), The samurai: warriors of medieval Japan, 940-1600, Osprey Publishing, p. 57.
  2. ^ Ratti, O [e] Westbrook, A (1977), I segreti dei samurai: le antiche arti marziali, Edizioni Mediterranee, p. 211.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boeheim, Wendelin (1890), Handbuch der Waffenkunde. Das Waffenwesen in seiner historischen Entwicklung vom Beginn des Mittelalters bis zum Ende des 18 Jahrhunders, Leipzig.
  • Bryant, AJ [e] McBride A (1989), The samurai: warriors of medieval Japan, 940-1600, Osprey Publishing.
  • Ratti, O [e] Westbrook, A (1977), I segreti dei samurai: le antiche arti marziali, Edizioni Mediterranee.

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