Agenzia mondiale antidoping

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L’Agenzia Mondiale Antidoping (AMA), in francese Agence mondiale antidopage (AMA) e in inglese World Anti-Doping Agency (WADA), è una fondazione a partecipazione mista pubblico-privata, creata per volontà del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il 10 novembre 1999 a Losanna, per coordinare la lotta contro il doping nello sport. Nel 2002 il quartier generale dell'AMA è stato spostato a Montreal in Canada, anche se giuridicamente resta una fondazione, di diritto privato, regolata dal diritto civile svizzero.

La sede di Losanna rimane comunque l'ufficio di coordinazione dell'Europa. Altre sedi coordinative sono sorte poi in Asia, Africa/Oceania ed America Latina. La WADA è responsabile del Codice Mondiale Anti-Doping, adottato da più di 600 organizzazioni sportive, incluse Federazioni Sportive Internazionali, Organizzazioni Nazionali Anti-Doping, CIO ed il Comitato Internazionale Paralimpico. Dal 2014 il presidente è Sir Craig Reedie.

Finanziata inizialmente per intero dal Comitato Olimpico Internazionale, oggi riceve da quest'ultimo soltanto metà delle sovvenzioni, mentre la restante parte proviene da alcuni stati e governi che aderiscono al programma. A dirigere la WADA, suddivisi in ugual numero, sono rappresentanti di movimenti sportivi (inclusi gli atleti) e governi di vari stati del mondo. Le attività più importanti svolte dalla fondazione comprendono ricerche scientifiche, formazione, sviluppo di modalità anti-doping ed il monitoraggio del Codice Mondiale Anti-Doping.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La massima autorità decisionale all'interno della WADA è composta dai 38 membri del consiglio di fondazione, costituita equamente dai rappresentanti del CIO e dai rappresentanti dei vari governi nazionali. Sono gli stessi membri del consiglio ad eleggere il presidente della fondazione. La maggior parte delle decisioni quotidiane sono delegate ad un gruppo di 12 membri con potere esecutivo, i quali sono suddivisi anch'essi equamente tra portavoce del CIO e dei governi. Fanno parte dell'organizzativo anche alcune sezioni che si occupano della finanza e dell'amministrazione, inclusa una commissione composta da atleti.

La WADA è una organizzazione internazionale che delega il lavoro alle singole nazioni ed alla Organizzazione Nazionale Anti Doping (NADO), controllandone l'operato affinché sia conforme al Codice Mondiale Anti-Doping. La WADA, inoltre, accredita circa 30 laboratori per eseguire le analisi scientifiche necessarie al controllo anti-doping.

Gli statuti della WADA e del Codice Mondiale Anti-doping stabiliscono che, nell'ultima fase di giurisdizione in casi di doping, le decisioni siano prese dalla Court of Arbitration for Sport.

Il Codice Mondiale Anti-Doping[modifica | modifica wikitesto]

Il Codice Mondiale Anti-doping WADA è un documento redatto al fine di conformare i regolamenti anti-doping in tutti gli sport e in tutte le nazioni. All'interno dello stesso è presente una lista, aggiornata ogni anno, delle sostanze proibite e dei metodi che gli sportivi non possono utilizzare o assumere. Nel 2004, prima dei Giochi Olimpici di Atene, il Codice Mondiale Anti-Doping è stato adottato dalle organizzazioni sportive. Nel novembre 2007, più di 600 organizzazioni sportive (federazioni sportive internazionali, organizzazioni nazionali anti-doping, il CIO, il Comitato Internazionale Paralimpico e svariate federazioni professionistiche di vari stati del mondo) hanno adottato all'unanimità, alla Terza Conferenza Mondiale sul Doping nello Sport una revisione del codice, entrata in vigore dal 1º gennaio 2009.

Nel 2013, sono stati approvati successivi emendamenti al codice, raddoppiando la sanzione per la prima infrazione, laddove il doping intenzionale sia conclamato, e abbassando la pena per coloro che inavvertitamente violano le regole e che cooperano con l'agenzia anti-doping. Gli aggiornamenti al codice sono entrati in vigore dal 1º gennaio 2015.

Convenzione Anti-Doping del Consiglio d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

La convenzione Anti-Doping del Consiglio d'Europa, stipulata a Strasburgo il 16 dicembre 1989, stabilì per la prima volta gli standard legali da tenere in campo sportivo. Fu firmata da 48 stati inclusi il Consiglio d'Europa e alcuni altri Stati non-membri come Australia, Bielorussia, Canada e Tunisia. La convenzione è aperta all'adesione di altri stati non europei. L'obiettivo posto non è quello di creare un modello universale anti-doping, ma porre un certo numero di standard comuni e regole da adottare in campo legislativo, finanziario, tecnico ed educativo. In questo senso la convenzione si batte per gli stessi obiettivi della WADA, senza esserne direttamente collegata.

Il principale intento della convenzione è quello di uniformare a livello nazionale ed internazionale i provvedimenti e le misure da tenere in materia anti-doping. Il trattato, inoltre, introduce un gruppo di controllo, il cui fine è quello di monitorare la messa in opera delle regole e di riesaminare periodicamente la lista dei metodi e delle sostanze proibite, riportate in un elenco allegato al testo principale. Un altro protocollo addizionale alla convenzione, entrato in vigore il 1º aprile 2004, ha l'obiettivo di garantire il riconoscimento reciproco dei controlli anti-doping e il rinforzo e la messa in atto dell'accordo, utilizzando un sistema di controllo vincolante.

Convenzione internazionale UNESCO contro il doping nello sport[modifica | modifica wikitesto]

Considerando che molti governi non possono essere legalmente vincolati da un documento non governativo come il Codice Mondiale Anti-doping, questi hanno individualmente deciso di riconoscere la Convenzione Internazionale UNESCO contro il doping nello sport, il primo trattato internazionale a livello mondiale sul doping, unanimemente adottato da 191 governi alla Conferenza Generale UNESCO nell'ottobre del 2005, entrato in vigore nel febbraio 2007. Dal giugno 2013, 174 stati hanno ratificato la Convenzione, stabilendo in termini di velocità un record UNESCO.

La convenzione UNESCO è uno strumento pratico e giuridicamente vincolante che consente ai governi di allineare la politica nazionale al Codice Mondiale Anti-doping, unificando in questo modo le norme in materia di lotta contro il doping nello sport. Questo trattato formalizza l'impegno dei governi nel contrastare il doping, includendo delle agevolazioni sui controlli anti-doping e sostenendo programmi di test a livello nazionale; incoraggiando la creazione di "best practice" in materia di classificazione, promozione e distribuzione di prodotti che possano contenere la diffusione delle sostanze proibite; trattenendo una quota finanziaria a coloro che si dedicano o sostengono il doping; adottando misure contro la produzione e il traffico di sostanza dopanti; incoraggiando la creazione di codici di condotta per le professioni annesse allo sport e all'anti-doping; finanziando formazione e ricerca.

Whereabouts[modifica | modifica wikitesto]

L'agenzia lavora affinché siano rispettati i principi primi dello sport, così stila anche un elenco, ogni 6 mesi, di sostanze proibite che gli atleti non possono assumere. I migliori dieci atleti al mondo delle varie discipline entrano automaticamente a fare parte del programma di sorveglianza Wada e sono soggetti alla compilazione del WHEREABOUTS INFORMATION FORM. Il documento deve essere presentato trimestralmente indicando per ogni giorno del calendario le località di allenamento, gli orari e il luogo nel quale l'atleta soggiorna regolarmente. L'atleta è obbligato ad indicare un periodo di 60 minuti ogni giorno durante i quali potrà essere sottoposto al test anti-doping. Se l'atleta non viene rintracciato viene sanzionato con un richiamo pubblico dalla federazione di appartenenza. Nel caso si evidenzino tre mancati controlli nell'arco di 18 mesi scatta automaticamente la squalifica per due anni. Ogni variazione del programma deve essere comunicata alla Wada almeno 24 ore prima. Questo programma nasce per proteggere l'integrità dello sport e gli atleti puliti, un passo importante nella lotta al doping.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • CERA (EPO di terza generazione)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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