Vuoto per pieno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

L'espressione vuoto per pieno (un contratto) indica in edilizia un modo di computo dei volumi o delle superfici, e si applica ad esempio al calcolo del costo dei lavori edili, sia in preventivo che in consuntivo, oppure a indicazioni di strumenti urbanistici.

Se viene applicato questo criterio, nel computo dei volumi o delle superfici e dei relativi costi di lavorazione, non si tiene conto delle aperture (porte, finestre, etc) ai fini del calcolo; in questo caso, ad esempio, una parete di 10 m di lunghezza e 3 m di altezza verrà misurata comunque come una superficie complessiva di 30 m² (3 m x 10 m), e questo a prescindere dalla presenza in essa di eventuali porte o finestre, sempre che queste siano in un numero e di dimensioni corrispondenti alla media tipologica edilizia diffusa nel contesto di riferimento.

Il metodo vuoto per pieno riflette la considerazione che il minor materiale utilizzato e la minor superficie complessiva effettivamente lavorata, sono compensati dal maggior costo e tempo di lavorazione per esecuzioni aggiuntive (ad esempio i rientri e le cornici degli spigoli vivi delle aperture, le travature eventualmente necessarie sopra di esse, etc), dovendosi anche considerare l'interruzione di ritmo della normale lavorazione di superfici piane e il maggior spreco di materiale (calce, intonaco o elementi di struttura del muro come forati, blocchetti, pannelli in laterizio, carpenterie, etc).

Al di fuori dell'edilizia, l'espressione viene utilizzata nel gergo comune per indicare una stima approssimativa.