Vorwärts

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vorwärts
Stato Germania Germania
Lingua tedesco
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Fondazione 1876
Sede Bonn-Bad Godesberg
Editore SPD
ISSN 0042-8949 (WC · ACNP)
Sito web
 

Il Vorwärts (che in tedesco significa "Avanti!") è l'organo del Partito socialdemocratico tedesco (SPD). Fu fondato come settimanale nell'ottobre del 1876[1] dallo stesso direttore Wilhelm Liebknecht. Vi collaborarono Friedrich Engels e Karl Marx. Dopo varie traversie, nel 1891 divenne quotidiano, ma fu soppresso nel 1933[2].

La redazione ha continuato a stampare da Parigi e Praga, fino alla rifondazione in Germania prima nel 1949 poi nel 1955[3]. In seguito esce in formato tabloid.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima pagina del primo numero del giornale (1º ottobre 1876)

Vorwärts fu fondato la prima volta a Lipsia nel 1876 come organo del "Partito Socialdemocratico dei Lavoratori Tedeschi" (Sozialdemokratische Arbeiterpartei Deutschlands, SAPD). La testata del giornale fa riferimento a un articolo del numero pilota: « Voi, lavoratori, voi vi muovete attraverso il deserto doloroso della vita, ricoperti della polvere bruciante di ciò di cui siete stati privati... A voi, noi indirizziamo con forza questo grido: Avanti! (Vorwärts!) ». È su questo giornale che Engels pubblicò gli articoli che vennero successivamente raccolti nel libro Anti-Dühring. La pubblicazione fu sospesa il 26 ottobre 1878 a causa delle leggi antisocialiste emanate il 19 ottobre precedente.

Nel 1891, con l'abrogazione della legge sui socialisti, il Vorwärts fu rifondato come organo centrale del Partito Socialdemocratico di Germania (SPD), in cui era confluita al SAPD. Venne pubblicato quotidianamente dal 1891 al 1933. Wilhelm Liebknecht ne fu redattore capo fino alla morte, nel 1900. Gli successe Kurt Eisner fino al 1905. Verso il 1910 nel divenne redattore capo Rudolf Hilferding.

Durante la prima Guerra mondiale, inizialmente il Vorwärts sostenne la posizione pacifista dei deputati socialdemocratici che si opponevano alla guerra, contro la maggioranza del Partito che invece la sosteneva (Burgfriedenspolitik): questo posizionamento non era un'eccezione, infatti anche i giornali socialisti di Lipsia e di Stoccarda avevano optato per una posizione pacifista, coerente con l'analisi della guerra come espressione dell'imperialismo. La direzione del Partito tentò di prendere il controllo del giornale, attraverso l'intervento di F. Stampfer che era incaricato di sorvegliare la pubblicazione. La partenza di Rudolf Hilferding nel 1915, richiamato nell'esercito autroungarico, permise a Stampfer di assumere la carica di redattore capo del quotidiano, che da allora in poi rientrò nei ranghi. Stampfer rimase redattore capo fino al 1933, quando andò al potere il Partito Nazista.

Durante la Rivoluzione tedesca del 1918-19 il ''Vorwärts sostenne una linea parlamentare e sul giornale furono pubblicati articoli ostili agli spartachisti. Gli Spartachisti, da parte loro, occuparono i locali del quotidiano.

Sotto il regime nazista la SPD fu messa fuori legge e di conseguenza il Vorwärts cessò di essere pubblicato nel 1933, ma continuò in esilio, in Cecoslovacchia fino al 1938 e poi a Parigi fino al 1940.

Nel 1948 il giornale venne rifondato con il nome di Neuer Vorwärts ("Nuovo Vorwärts") che era il nome assunto dal giornale in esilio. Nel 1955 fu nuovamente ribattezzato Vorwärts. Nel 1989, a causa della forte erosione della diffusione del giornale, il Vorwärts si è fuso con il periodico socialista Sozialdemokratisches Magazin per diventare Vorwärts: Sozialdemokratisches Magazin: una rivista che esce due volte al mese e viene inviata a domicilio a tutti gli iscritti al Parito.

Oggi la diffusione mensile del Vorwärts è di circa 515.000 copie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "La Repubblica; 23 aprile 2002; "[1]
  2. ^ (EN) MIA Glossary of Periodicals
  3. ^ Gianni Copetti, Ricerche storiche del socialismo europeo; "[2]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Volker Schulze, Vorwärts 1876–1933. in: H.-D. Fischer (a cura di), Deutsche Zeitungen des 17. bis 20. Jahrhunderts, Pullach, Verlag Dokumentation, 1972. ISBN 3-7940-3602-6, pagg. 329–348.
  • Hermann Schueler, Trotz alledem. Der Vorwärts – Chronist des anderen Deutschland, Berlino, Berliner vorwärts Verlagsgesellschaft, 2006. ISBN 3-86602-790-7.
  • Axel Weipert, Das Rote Berlin. Eine Geschichte der Berliner Arbeiterbewegung 1830–1934, Berlino, Berliner Wissenschafts-Verlag, 2013. ISBN 978-3-8305-3242-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]