Volto di Palazzo Vecchio

Il volto di Palazzo Vecchio (conosciuto anche come L'importuno o L'inopportuno di Michelangelo)[1][2] è un'incisione su pietraforte attribuita a Michelangelo Buonarroti, scolpita in una delle pietre (bugna) di Palazzo Vecchio a Firenze.
Secondo le varie leggende, il profilo sarebbe stato realizzato come graffito dall'artista toscano, con soggetto un suo importunatore,[1] un debitore, un condannato a morte o se stesso.[2] Nel 2020, gli studiosi hanno ipotizzato possa invece trattarsi di un ritratto di Francesco Granacci, pittore amico di Michelangelo.[3][4][5]
Posizione
[modifica | modifica wikitesto]L'incisione è situata alla destra dell'entrata dal portone principale di Palazzo Vecchio, dietro la statua marmorea di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli.[1][2]
Leggende
[modifica | modifica wikitesto]Le quattro leggende più diffuse sulla realizzazione di quest'opera attribuiscono l'origine della stessa a Michelangelo Buonarroti.[2]
La prima versione sostiene che scultore nativo di Caprese, passando da Piazza della Signoria, incontrasse spesso un suo debitore, che ogni volta lo fermava per spiegargli i motivi della procrastinazione della data di saldo del proprio debito, sottraendo tempo e pazienza all'artista. Un giorno, avendo a portata di mano degli scalpelli, con le mani dietro la schiena avrebbe cominciato a scolpire la pietra dietro a lui, incidendo in modo indelebile la faccia di questo inopportuno signore. Da qui deriverebbe uno dei nomi riservati all'opera, ovvero L'inopportuno.[1][2][5] Un'altra versione vorrebbe che il debitore fosse alla gogna e Michelangelo, avvicinatosi alle guardie, chiese per quanto tempo l'uomo avrebbe dovuto subire la punizione. Non soddisfatto della risposta, egli avrebbe risposto: «Per troppo po'o tempo. Abbisogna che i fiorentini si ricordino più a lungo di costui», decidendo così di scolpire il suo volto in modo che i fiorentini non gli prestassero più soldi.[2]

Un'altra versione vuole che l'artista al momento dell'esecuzione di una condanna a morte, colpito dall’espressione del condannato e in assenza di fogli e penne per poterlo schizzare, incise in fretta il ritratto scolpendolo sulla pietra di Palazzo Vecchio. L'ultima credenza determina la nascita del ritratto da una scommessa, in cui il Buonarroti venne sfidato a realizzare un autoritratto senza guardarsi in uno specchio e con le mani dietro la schiena.[2][5]
Studi
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Adriano Marinazzo, professore presso il College di William e Mary, nel 2020 pubblicò un articolo in cui metteva a comparazione il volto con uno schizzo dello stesso Michelangelo con uno ritrovato al Museo del Louvre in uno studio per un dipinto di una Madonna con bambino e sant'Anna. L'abbozzo del profilo di uomo sarebbe stato eseguito tra il 1504 e il 1505 (durante la realizzazione del David)[6] e la piccola immagine è accompagnata dalla frase autografa:[4]
Secondo lo studioso, lo schizzo sarebbe una caricatura di Francesco Granacci, pittore manierista fiorentino, essendo molto simile ad alcune sue rappresentazioni a noi note. Inoltre, è conosciuta la loro reciproca amicizia, riportata anche da Giorgio Vasari nelle sue Vite.[4][7] Le due opere, molto simili, sarebbero strettamente collegate.[3]
L'ipotesi ricevette una certa eco mediatica: tra i giornali che hanno riportato la notizia, si annoverano The Wall Street Journal (in prima pagina)[8] e Le Figaro,[9] The Daily Telegraph,[10] Die Presse,[11] lo Smithsonian Magazine[12] e Artnet News.[13]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Deborah Macchiavelli, Palazzo Vecchio, il ritratto di Michelangelo, su firenzetoday.it, 9 dicembre 2014. URL consultato l'11 ottobre 2025 (archiviato il 16 gennaio 2022).
- 1 2 3 4 5 6 7 Jacopo Cioni, Chi conosce la storia del volto di Palazzo Vecchio?, su florencecity.it, 28 ottobre 2016. URL consultato l'11 ottobre 2025 (archiviato il 9 agosto 2025).
- 1 2 Marinazzo, passim.
- 1 2 3 Anna Frattini, È Michelangelo l’autore dell’incisione sul muro di Palazzo Vecchio?, su exibart.com, 23 novembre 2020. URL consultato l'11 ottobre 2025 (archiviato il 10 luglio 2025).
- 1 2 3 Michelangelo e il “graffito” di Palazzo Vecchio, uno studio ne confermerebbe l’attribuzione, su artemagazine.it, 23 novembre 2020. URL consultato l'11 ottobre 2025 (archiviato l'11 ottobre 2025).
- ↑ Marinazzo, p. 77.
- ↑ Marinazzo, pp. 80-81.
- ↑ (EN) Kelly Crow, Was Michelangelo a Renaissance Banksy?, in Wall Street Journal, 13 novembre 2020. URL consultato il 2 gennaio 2021.
- ↑ (FR) Avant Banksy et Invader, Michel-Ange pionnier du street art dans les rues de Florence, su LEFIGARO. URL consultato il 2 gennaio 2021.
- ↑ (EN) Nick Squires, Mysterious Florence graffiti was carved by Michelangelo, historian claims, in The Telegraph, 23 novembre 2020. URL consultato il 2 gennaio 2021.
- ↑ (DE) Karl Gaulhofer, War Michelangelo ein Pionier der Street Art?, su Die Presse, 26 novembre 2020. URL consultato il 2 gennaio 2021.
- ↑ (EN) Isis Davis-Marks, Did Michelangelo Carve a Graffiti Portrait Into This Florentine Facade?, su Smithsonian Magazine. URL consultato il 2 gennaio 2021.
- ↑ (EN) Tourists Pass This Enigmatic Portrait in Florence Every Day. Now a Scholar Says It Was Probably Carved by Michelangelo Himself, su artnet News, 13 novembre 2020. URL consultato il 2 gennaio 2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Adriano Marinazzo, Una nuova possible attribuzione a Michelangelo. Il Volto Misterioso, in art e dossier, vol. 379, 2020, pp. 76-81. URL consultato l'11 ottobre 2025.