Volt Europa

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Volt Europa
Logo Volt Europa.svg
PresidenteFrancesca Romana D'Antuono
Reinier van Lanschot
StatoUnione europea Unione europea
SedeBruxelles
AbbreviazioneVolt
Fondazione29 marzo 2017
IdeologiaFederalismo europeo[1]
Europeismo[2]
Liberalismo sociale[3]
Ambientalismo
Progressismo[4]
CollocazioneCentro[5]
Gruppo parl. europeoI Verdi/Alleanza Libera Europea
Seggi Europarlamento
1 / 705
Seggi Tweede Kamer
3 / 150
ColoriViola
SloganTorniamo a credere nella politica!
Sito webwww.volteuropa.org

Volt Europa (spesso abbreviato in Volt) è un movimento politico paneuropeo, fondato nel 2017 da Andrea Venzon[6][7] con il supporto di Colombe Cahen-Salvador[8] e Damian Boeselager[9]; è presente in trentadue paesi d'Europa[10][11][12]. Oltre agli stati membri dell'Unione europea, Volt raggiunge alcuni stati che non ne fanno parte, quali Svizzera, Albania e Regno Unito.

Volt si presenta come un movimento paneuropeo e progressista che sottolinea l'importanza di creare una voce europea unitaria e federale che abbia un maggiore peso al livello mondiale.[13][14]

Volt Europa non è formalmente un partito, ma si articola in diversi partiti nazionali che ne rispettano lo Statuto[15], le politiche (Mapping of Policies)[16] e gli ideali politici. Attraverso i diversi Volt nazionali, che ambiscono a diventare partiti in tutti i Paesi in cui sono presenti, Volt Europa punta a partecipare alla vita politica europea su tutti i livelli: comunitario, nazionale e locale.[17][18] La collaborazione tra i vari partiti nazionali permette a Volt di valorizzare la condivisione delle buone pratiche.[19]

Alle elezioni europee del 2019, ottenendo lo 0,7% dei voti in Germania, Volt elegge Damian Boeselager come suo primo eurodeputato.[20] Gli iscritti del movimento hanno votato per far aderire Boeselager al gruppo parlamentare I Verdi/Alleanza Libera Europea, col quale era già stato raggiunto un accordo.[21]

Alle elezioni nederlandesi del 2021, ottenendo il 2,42%, Volt elegge i suoi primi 3 parlamentari in un parlamento nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Volt Europa è stato fondato il 29 marzo 2017: secondo i fondatori, la fondazione fu una reazione al crescente populismo nel mondo e alla Brexit.[22] Il progetto, inizialmente denominato Vox Europe e successivamente rinominato a causa dell'omonimia con il partito spagnolo Vox[23], è finanziato attraverso delle campagne di crowdfunding e donazioni private.[24]

Nel marzo del 2018 ad Amburgo è nato il primo partito nazionale collegato a Volt Europa.[25] Il 14 luglio 2018 è stato invece fondato a Bologna il relativo partito italiano, Volt Italia, il cui primo congresso nazionale si è tenuto a Firenze a febbraio del 2019.[26][27][28]

Il 14 ottobre 2018 per la prima volta un partito affiliato a Volt partecipa a delle elezioni locali, in Belgio.[29][30]

Il 27 e il 28 ottobre l'assemblea generale, riunita ad Amsterdam con più di 450 delegati partecipanti, ha approvato la Dichiarazione di Amsterdam, il programma unitario con cui Volt intendeva correre alle elezioni europee del 2019.[31][32] Per l'occasione Volt ha presentato una propria lista in otto stati membri, con l'obiettivo di eleggere abbastanza rappresentanti per poter creare un gruppo all'interno del Parlamento europeo.[33]

Dal 22 al 24 marzo 2019 Volt Europa ha organizzato il suo primo congresso europeo a Roma[34], presentando i propri candidati per le elezioni del Parlamento europeo del 2019. A seguito di queste ultime, è stato eletto un unico eurodeputato: il tedesco Damian Boeselager.[20] Successivamente si sono aperte le trattative con altri gruppi politici, nella specie l'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa e I Verdi/Alleanza Libera Europea; dopo un accordo di massima coi liberali e i verdi[35], tra il 7 e il 9 giugno gli iscritti di Volt sono stati chiamati a votare tra questi due gruppi e quello dei Non iscritti[36] e, in tale circostanza, più dell'80% dei votanti si è espresso per l'accordo col gruppo Verdi/ALE.[21]

Volantini di Volt in tedesco

Programma[modifica | modifica wikitesto]

Per Volt è necessario riformare l'Unione europea in senso federale, quindi incamminandosi verso gli Stati Uniti d'Europa, e maggiormente democratico, quindi dando più poteri al Parlamento, abolendo i poteri di veto dei governi nazionali e formando un governo europeo. Questa federazione dovrebbe poi funzionare secondo il principio di sussidiarietà. Tutto ciò si lega inoltre alla promozione del "patriottismo europeo".[37][38][39][40]

Conseguentemente, l'organizzazione punta a ottenere politiche comuni in tema di immigrazione, a unificare gli eserciti e le agenzie d'intelligence, a istituire un salario minimo europeo al fine di combattere la povertà, ad armonizzare maggiormente i sistemi di tassazione al fine di combattere i paradisi fiscali interni all'eurozona, a mettere in comune il debito attraverso gli eurobond, a trovare risposte comuni all'impatto della quarta rivoluzione tecnologica sul mercato del lavoro, ad aumentare il bilancio europeo per finanziare progetti per l'adeguamento alla globalizzazione e la riduzione delle disuguaglianze.[37][41][42]

Volt supporta inoltre gli investimenti nell'economia verde, blu e circolare, coerenti anche con una decisa lotta al surriscaldamento globale e all'inquinamento. Altri capisaldi del suo programma sono la digitalizzazione atta a snellire la burocrazia e la semplificazione normativa, maggiori investimenti nella formazione dei dipendenti pubblici, la lotta alla corruzione, gli stimoli alla concorrenza attraverso le liberalizzazioni dei settori lavorativi più corporativisti, la decriminalizzazione dell'uso di sostanze stupefacenti, la legalizzazione delle droghe leggere, la tutela dei lavoratori con contratti atipici e l'attenzione allo sviluppo delle piccole e medie imprese. Il movimento supporta anche delle solide politiche di welfare pubblico, in particolare relative a sanità e istruzione, oltre che l'aumento dei fondi per la ricerca; il tutto andrebbe finanziato con una tassazione progressiva ed equa. Viene inoltre sottolineata la necessità della collaborazione fra pubblico e privati, utile per rilanciare la crescita economica e ridurre la disoccupazione.[26][37][43]

Infine, Volt lotta a favore dei diritti LGBT, come il matrimonio egualitario e l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso, e contro ogni forma di sessismo e razzismo, cosa che per il movimento richiede anche una decisa laicità dello Stato.[26][37][42]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Damian Boeselager, primo europarlamentare di Volt

Dal punto di vista legale Volt Europa è un'organizzazione non a scopo di lucro (Volt Europa AISBL)[44] con sede in Belgio.

L'organo principale di Volt è l'Assemblea Generale, che si riunisce una o due volte l'anno; le sue decisione vengono messe in atto dal Consiglio di Coordinamento, che garantisce la coerenza tra gli organi nazionali. La gestione quotidiana del movimento è invece gestita su tre livelli attraverso un gruppo comune europeo, i gruppi nazionali e i gruppi locali. A partecipare alle elezioni politiche sono i partiti generati dai gruppi nazionali.[45]

Valerie Sternberg e Reinier van Lanschot sono i copresidenti di Volt Europa, Julia Pitterman è la tesoriera.

Sezioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Austria[modifica | modifica wikitesto]

Volt Austria (in tedesco Volt Österreich) è il partito politico registrato di Volt in Austria e stava pianificando di prendere parte alle elezioni europee del 2019.[46] Le 2.600 firme necessarie per questo non sono state raccolte in tempo, pertanto Volt non ha potuto partecipare alle elezioni europee in Austria.[47] Il partito ha preso parte alle elezioni locali di Vienna, prendendo lo 0,1% dei voti[48]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Volt Francia (in francese Volt France) è stata fondata come 9ª filiale in una nazione dell'Unione europea di Volt ed è attiva a Grenoble, Lille, Lione, Nantes, Nizza, Parigi, Rennes, Ain-Ginevra e Strasbourg-Kehl.

Il partito non ha potuto partecipare alle elezioni europee del 2019 per mancanza di fondi.

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Volt Germania (in tedesco Volt Deutschland) è il partito politico registrato di Volt in Germania, che gli consente di competere alle elezioni all'interno della Repubblica Federale Tedesca.[49] Il programma di base di Volt Germania si basa su una proposta di politiche, che è anche fondamentale per Volt Europa.[50] L'attenzione iniziale sarà focalizzata su cinque "sfide" che Volt Germania intende affrontare a livello locale, regionale e nazionale, vale a dire "uno stato intelligente, l'uguaglianza sociale, rinascita economica, cittadinanza politicamente attiva" e "equilibrio globale". Oltre a questi, cerca di attuare una politica globale di riforma transnazionale dell'UE in conformità con i programmi di Volt Germania e Volt Europa.[50] Programma di Volt Germania per il 2019 elezioni europee 2019 è identico a quello di tutte le altre sezioni europee. È stata adottata come "Dichiarazione di Amsterdam" da tutte le sezioni Volt nell'ottobre 2018.[50]
Alle elezioni europee del 2019 Volt Germania ha ottenuto 248 824 voti, il che equivale allo 0,7% dei voti totali in Germania. Come primo classificato Damian Boeselager otterrà uno dei 96 seggi dai delegati tedeschi al Parlamento europeo.[51][52]

Volt Germania è stato particolarmente forte nelle città tedesche. Con il 2,9% la più alta percentuale di voti è stata ottenuta nella città di Heidelberg. A Monaco e Karlsruhe Volt Germania ha guadagnato il 2,2% dei voti. Nelle due maggiori città tedesche, Berlino e Amburgo, la percentuale di voti di Volt è stata dell'1,2%.[53] Volt ha anche ricevuto l'1,2% dei voti per il elezione al Consiglio comunale di Magonza, che si è tenuta lo stesso giorno delle elezioni del Parlamento europeo, e ha ottenuto un seggio.[54]

Continuando a crescere, nelle elezioni del 2020 nella Renania Settentrionale-Vestfalia Volt ottiene buoni risultati, in particolare il 5,07% a Bonn e il 4,89% a Colonia.[55] Attualmente Volt Germania ha eletto 29 membri nelle assemblee comunali[56]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, Volt non è riuscito a raccogliere le 150.000 firme sufficienti a presentarsi alle elezioni europee del 2019.[57]

Attraverso la sua sezione italiana, Volt Italia, Volt ha preso parte alle elezioni comunali del 2019 di Novi Ligure ottenendo l'1,43% dei voti.[58].

Nel 2020 il partito ha anche partecipato alle elezioni regionali italiane in 4 regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Puglia. Ottenendo rispettivamente lo 0,43% (lista propria in supporto a Stefano Bonaccini)[59], lo 0,32% (lista con Italia in Comune in supporto di Eugenio Giani)[60], lo 0,69% (assieme a + Europa in supporto di Arturo Lorenzoni)[61] e lo 0,11% (assieme al PLI in supporto di Ivan Scalfarotto)[62] dei voti. Il 1º marzo dello stesso anno Volt si è presentato alle elezioni politiche suppletive per il collegio di Roma-Trionfale, ottenendo lo 0,97% dei voti.

Alle contestuali elezioni amministrative, Volt partecipa operando diverse soluzioni. A Bolzano corre con +Europa e Partito Socialista[63], a Trento con Europa Verde e Sinistra Italiana[64], a Venezia con Italia in Comune[65] e a Mantova in una lista civica[66]. A Cascina e Matera, invece, presenta una lista propria ottenendo rispettivamente lo 0,21%[67] supportando il centrosinistra e il 4,47% delle preferenze. Proprio a Matera, Volt elegge 4 consiglieri comunali, a sostegno del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Domenico Bennardi[68], mentre ne elegge uno a Mantova, nella coalizione di centrosinistra.

Il partito prende parte anche alle elezioni amministrative del 2021: nei capoluoghi, in particolare, sostiene i candidati del centro-sinistra, presentando una propria lista a Milano[69], Varese (insieme ai Radicali Italiani)[70], Bologna (con il PSI)[71] e Isernia[72], mentre a Torino e Trieste inserisce propri candidati rispettivamente nelle liste "Lista Civica Lo Russo"[73] e "Lista Russo-Punto Franco"[74]; ottiene una rappresentanza consiliare solo nel capoluogo molisano, dove con il 6,58% dei voti elegge 4 consiglieri[75].

Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Volt Paesi Bassi (in nederlandese Volt Nederland) è stato fondato il 23 giugno 2018 a Utrecht[76] e ha partecipato alle elezioni europee di maggio 2019. Secondo il risultato ufficiale preliminare, ha raggiunto l'1,9% dei voti e quindi non ha ricevuto nessuno dei 26 seggi[77]. Volt Paesi Bassi ha partecipato alle elezioni legislative nei Paesi Bassi del 2021, con Laurens Dassen come capolista del partito[78]. Ha ottenuto 3 seggi con una percentuale del 2,3%.

Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Volt Portogallo (in portoghese Volt Portugal), ha presentato più di 9.000 firme necessarie per la legalizzazione del partito nel paese.[79]

Il presidente di Volt Portogallo, Tiago Gomes, aveva inizialmente pianificato di stabilire i requisiti legali del partito prima delle elezioni nelle Azzorre ad autunno 2020, ma il piano è stato abbandonato a causa del processo di approvazione da parte della corte costituzionale molto lenta[80][81].

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Volt Regno Unito (in inglese Volt UK) è stato registrato presso la Commissione elettorale nel gennaio 2020.[82]

Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Volt Svezia (in svedese Volt Sverige) ha ottenuto 146 voti alle elezioni del Parlamento europeo del 2019.[83]

Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

In Svizzera, Volt Europa riporta incontri regolari a Ginevra e Zurigo.[84] Tuttavia non è né registrato come partito né partecipa alle elezioni. Ciò è in parte dovuto alla mancanza di adesione della Svizzera all'Unione europea.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Volt Europa[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni Stato membro Candidato di punta Risultato Seggi Note
Europee 2019 Belgio Belgio Christophe Calis, Marcela Válková[85] 0,48%[86]
0 / 21
Volt ha corso solo nella circoscrizione fiamminga
Bulgaria Bulgaria Nastimir Ananiev[87] 0,18%[88]
0 / 17
Germania Germania Damian Boeselager, Marie-Isabelle Heiß[89] 0,67%[90]
1 / 96
Lussemburgo Lussemburgo Rolf Tarrach Siegel[91][92] 2,1%[93]
0 / 6
Paesi Bassi Paesi Bassi Reinier Van Lanschot[94][95] 1,9%[77]
0 / 26
Spagna Spagna Bruno Sánchez-Andrade Nuño[96][97][98] 0,14%[99]
0 / 54
Svezia Svezia Michael Holz[100] 0,003%
0 / 20

*Volt intendeva correre anche in Italia, Francia, Portogallo e Austria, ma le sezioni nazionali non sono riuscite a portare a termine le procedure necessarie (raccolta di firme o di fondi) per partecipare alle elezioni.

Volt Austria[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni Voti % Seggi
Landtag di Vienna 2020 102 0,01
0 / 100

Volt Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni Voti % Seggi
Parlamentari 2019 1 669 0,02
0 / 150

Volt Germania[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni Voti % Seggi
Regionali ad Amburgo 2020 52 241 1,30
0 / 123
Regionali a Baden-Württemberg 2021 22 720 0,5
0 / 154
Regionali in Renaria-Palatinato 2021 19 277 1%
0 / 101

Volt Italia[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni Voti % Seggi Note
Regionali 2020 Emilia-Romagna 9 253 0,43
0 / 50
-
Puglia In "Futuro Verde" 0,11
0 / 51
Volt ha corso assieme al partito liberale italiano e ALI in una lista elettorale.
Toscana In "Svolta!" 0,32
0 / 41
Volt ha corso nella lista civica assieme ad Italia in Comune.
Veneto In "+Veneto in Europa - Volt" 0,69
0 / 51
Volt ha corso assieme a +Europa.
Politiche suppletive 2020 Collegio Roma-Trionfale 316 0,97
0 / 630
-

Volt Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni Voti % Seggi
Legislative Paesi Bassi 2021 252.480 2,42
3 / 150

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federica Stagni·Interviews·6 December e 2018, Time For Change: How Volt Wants To Fix Europe, su Italics Magazine, 6 dicembre 2018. URL consultato il 9 giugno 2019.
  2. ^ Peter Teffer, 'Pan-European' Volt and DieM25 manage one MEP each, su EU Observer, 27 maggio 2019. URL consultato il 27 febbraio 2020.
  3. ^ Wolfram Nordsieck, European Union, su Parties and Elections in Europe, 2019. URL consultato il 27 febbraio 2020.
  4. ^ Brett Essler, Just Do It: How two SIPA alumni founded a new European political party—and won., su School of International and Public Affairs, Columbia University, 7 novembre 2019. URL consultato il 27 febbraio 2020.
  5. ^ Théo Boucart, Germany: Faithful Reflection Of European Electoral Tendencies?, su The New Federalist, Young European Federalists, 31 maggio 2019. URL consultato il 27 febbraio 2020.
  6. ^ (EN) Andrea Venzon, su www.facebook.com. URL consultato l'8 gennaio 2019.
  7. ^ Andrea Venzon (@Venzon_Andrea) | Twitter, su twitter.com. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  8. ^ Colombe Cahen-Salvador (@ColombeCS) | Twitter, su twitter.com. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  9. ^ Damian Boeselager (@d_boeselager) | Twitter, su twitter.com. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  10. ^ Volt Europa si candida in sette Paesi e punta a 25 deputati, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  11. ^ Volt: ecco il movimento paneuropeista che vuole cambiare l'Europa partendo dai giovani, in Linkiesta, 18 giugno 2018. URL consultato l'11 novembre 2018.
  12. ^ La sfida dei partiti paneuropei alle prossime elezioni Ue. Volt e gli altri, su Il Foglio. URL consultato il 17 dicembre 2018.
  13. ^ Scende in campo la generazione Erasmus. Una conversazione con Andrea Venzon, presidente di Volt, in L'Espresso.
  14. ^ Debat9 august 2018 kl 1:00 | 0 kommentarer Print, Volt Europa: Vi er det pan-europæiske parti, du ikke vidste, du savnede, su Altinget: eu, 9 agosto 2018. URL consultato il 18 dicembre 2018.
  15. ^ Statutes of Volt Europa, su volteuropa.org. URL consultato il 24 aprile 2020.
  16. ^ Mapping of Policies by VOLT Europa, su d3n8a8pro7vhmx.cloudfront.net.
  17. ^ Nasce Volt Italia, partito paneuropeo - Emilia-Romagna, in ANSA.it, 14 luglio 2018. URL consultato l'11 novembre 2018.
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  21. ^ a b Volt Europa su Instagram: "Volt, the pan-European party, will sit with the @greensefa, following a vote by its Europe-wide membership. In a three-way vote, more than…", su Instagram. URL consultato il 9 giugno 2019.
  22. ^ Venzon (Volt Europa): «Diamo voce ai giovani che credono nell’Ue e puntiamo sull’economia», su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 28 maggio 2019.
  23. ^ Simone Disegni, I millennial di Volt vogliono dare la scossa alla Ue: rilanceremo l’Europa, su Corriere della Sera, 21 febbraio 2018. URL consultato il 28 maggio 2019.
  24. ^ Volt Europa, il partito transnazionale che punta ai delusi del M5S, su Wired, 22 agosto 2018. URL consultato il 18 dicembre 2018.
  25. ^ Florian Eder, Brussels Playbook, presented by the Barilla Foundation: Europe in 4 speeches — New US ambassador — A different Brexit story, su POLITICO, 11 maggio 2018. URL consultato il 18 dicembre 2018.
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  27. ^ Volt Italia nuovo Partito Politico, su Politica Europea Press, 1º agosto 2018. URL consultato il 22 dicembre 2018.
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  29. ^ (NL) StampMedia-Lieven Miguel Kandolo, Nieuwe progressieve partij Volt komt op voor gemeenteraadsverkiezingen, su Gazet van Antwerpen. URL consultato il 17 dicembre 2018.
  30. ^ (FR) L’Interview: Caroline De Bock (PTB) et Omri Preiss (Volt), su bx1.be.
  31. ^ (FR) Beatriz Rios, Volt, le mouvement transnational qui rêve de conquérir l’Europe, su Euractiv.com, 31 ottobre 2018.
  32. ^ (NL) Nieuwe partij wil van Europa een krachtpatser maken, su RTV Rijnmond. URL consultato il 17 dicembre 2018.
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