Volodymyr Svidzins'kyj

Volodymyr Juchymovyč Svidzins'kyj (Maianiv, 26 settembre/ 8 ottobre 1885 – Shestakove, 18 ottobre 1941) è stato un poeta e traduttore ucraino del Rinascimento fucilato[1][2].
Uno dei geni più brillanti e tragici del XX secolo, soprannominato "il poeta del silenzio" da Vasyl' Stus, fu anche traduttore di opere straniere e di classici greci e latini.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Volodymyr Svidzins'kyj nacque nel 1885 a Maianiv, oggi situata nell'oblast' di Vinnycja, in Ucraina. Fino al 1899 frequentò la scuola di Tyvriv e successivamente il seminario di Podillia a Kam'ianec'-Podil's'ki fino al 1904. Dal 1908 al 1913 studiò nell'Istituto Commerciale di Kyiv, per poi tornare a Podillia. Nel 1912 pubblicò la sua prima poesia «Davno, davno tebe ya ždu...» (Ti aspetto da tanto tempo...) nel primo numero del mensile Ukrains'ka hata (Casa ucraina).
Nel 1915 si trasferì a Žytomyr e fra il 1916 e il 1918 prestò il servizio militare. Nel 1918 si stabilì a Kam"janec'-Podil's'kyj e si sposò con una maestra di scuola primaria. Nel 1921 nacque sua figlia e l'anno successivo pubblicò la sua prima collezione di poesie Lirychni poesisii (Poesia lirica). Fra l'inizio del 1923 e il luglio del 1925 terminò il suo dottorato.[3]
Nel 1915 si spostò a Charkiv e diventò curatore della rivista mensile Chervony shliah (Cammino rosso) e dal novembre del 1930 lavorò presso il giornale del quartiere militare ucraino Chervona armiia (Esercito rosso). Fra il gennaio e il settembre del 1932 svolse il proprio lavoro fuori Charkiv e più tardi tornò a collaborare con la rivista Cammino Rosso (dal 1936 Literaturni urnal (Giornale letterario). Dopo la fine del suo matrimonio, sua moglie insieme a sua figlia si trasferirono dalla sorella a Vinnycja, dove la moglie morì il 12 luglio del 1933.[1]
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Nell'autunno del 1941, durante l'evacuazione di Charkiv a causa dell'avanzata dell'esercito tedesco, secondi alcuni testimoni Svidzins'kyj fu arrestato dai servizi segreti sovietici (NKVD). Accusato di propaganda antisovietica, fu bruciato vivo con altri prigionieri in un capannone a Nepokryte, vicino a Saltiv.[3] Fonti ufficiali sovietiche affermarono invece che fu ucciso durante i bombardamenti tedeschi[4] della città. A proposito della sua morte, in una sua poesia del 1927 Svidzins'kyj aveva tristemente previsto come sarebbe finita la sua vita «V polumi buv spervoviku i v polumia znovu vernusia». (Fin dall'inizio ero in fiamme e tornerò ad essere in fiamme).
Il 30 marzo del 1964, a più di vent'anni dalla scomparsa, fu riabilitato per mancanza di prove che ne certificassero la colpevolezza.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Le sue poesie scritte fra il 1927 e il 1936 e stampate in Ucraina fra il 1937 e il 1940 furono raccolte e pubblicate a Monaco solo nel 1975 all'interno della collezione Medobir (Bosco di miele); l'edizione pubblicata in Ucraina nel 1986 si intitolava Poesii (Poesie)[5].
Le poesie, ricche di motivi folcloristici ed esotici, furono parte importante del suo lavoro. Tradusse anche i classici: Aristofane, Esopo, Esiodo e Ovidio, oltre ad autori della letteratura francese, tedesca, polacca e russa.[4]
Il poeta fu definito dai suoi contemporanei un ‘emigrante interno'. La sua poetica del silenzio rappresenta secondo Vasyl' Stus la miglior descrizione dello stile di Svidzins'ki, il suo modo di “chiudersi per salvarsi. Diventare più piccolo per non fare errori nella propria essenza”.[6]
Le prime pubblicazioni di Svidzins'kyj si possono collocare all'interno della corrente simbolista, mentre le ultime possiedono elementi di surrealismo.
Nelle sue opere, Svidzins'kyj si poneva lontano dall'attualità in cui viveva. Questo fu il motivo principale dell'atteggiamento negativo da parte delle autorità sovietiche nei confronti del poeta, che era accusato di essere “fuori del tempo e dallo spazio”, e la cui visione del mondo era molto lontana da quella sovietica.
In occasione della pubblicazione del libro dedicato al novantesimo anniversario della nascita di Svidzins'ki, pensato per un pubblico ucraino residente all'estero, il professor Vasyl' Yaremenko realizzò dei falsi manoscritti del poeta, ovvero delle copie delle poesie tratte dall'edizione straniera e trascritte dagli studenti del ricercatore su quaderni.
Intitolazioni
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- Nel 2000, la Lega dei mecenati ucraini, la rivista «Kyiv» e la casa editrice «Dnipro» hanno istituito il Premio letterario intitolato a Volodymyr Svidzins'ki.
- Il 1° luglio 2016 alle ore 15:00 a Charkiv è stata inaugurata una targa commemorativa dedicata a Volodymyr Svidzins'kyj sull'edificio della sede regionale di Charkiv dell'Unione Nazionale degli Scrittori dell'Ucraina (Chernyshevs'ka, 59).[7]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (UK) Свідзінський Володимир Євтимович, su ukrlib.com.ua, Бібліотека української літератури.
- ↑ Internet Encyclopedia of Ukraine, su encyclopediaofukraine.com.
- 1 2 Свідзінський Володимир Євтимович, su ukrlib.com.ua.
- 1 2 (UK) Svidzinsky, Volodymyr, su encyclopediaofukraine.com, Internet Encyclopedia of Ukraine.
- ↑ (UK) Svidzinsky, Volodymyr, su encyclopediaofukraine.com.
- ↑ (UK) Володимир Свідзинський. Поетика мовчання, su tsatu.edu.ua, Наукова бібліотека Таврійський державний агротехнологічний університет імені Дмитра Моторного.
- ↑ (UK) МЕМОРІАЛЬНА ДОШКА ВОЛОДИМИРОВІ СВІДЗІНСЬКОМУ, su kharkiv-nspu.org.ua.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]| Controllo di autorità | VIAF (EN) 30605273 · ISNI (EN) 0000 0001 1050 2790 · LCCN (EN) nr88000502 · GND (DE) 129032204 · J9U (EN, HE) 987011427635405171 |
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