Volo Malaysia Airlines 370

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Volo Malaysia Airlines 370
268aq - Malaysia Airlines Boeing 777-2H6ER; 9M-MRO@ZRH;07.12.2003 (6328910764).jpg
9M-MRO, l'aereo scomparso, all'Aeroporto di Zurigo nel 2003
Tipo di eventoIncidente
Data8 marzo 2014
Ora02:14 UTC+8
TipoProbabile perdita di controllo
Luogoprobabilmente a sud dell'oceano Indiano
Tipo di aeromobileBoeing 777-2H6ER
OperatoreMalaysia Airlines
Numero di registrazione9M-MRO
PartenzaAeroporto Internazionale di Kuala Lumpur
DestinazioneAeroporto di Pechino-Capitale
Passeggeri227
Equipaggio12
Vittime239
Feriti0
Sopravvissuti0
Note
NoteRicerche Sospese

Aviation Safety

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Il volo Malaysia Airlines 370[1] era un collegamento internazionale della Malaysia Airlines fra l'Aeroporto Internazionale di Kuala Lumpur, in Malesia, e l'Aeroporto Internazionale di Pechino-Capital, in Cina. Il giorno 8 marzo 2014 il volo era operato da un Boeing 777-200ER che venne dato per disperso con un comunicato ufficiale dalla Malaysia Airlines.

Inizialmente, secondo fonti malesi che riportavano a loro volta fonti vietnamite, si era ipotizzato che l'aereo potesse essersi inabissato a circa 300 km al largo di Cà Mau in Vietnam,[2] ma in seguito non veniva escluso che il volo potesse essere stato dirottato per motivi ignoti verso un luogo di atterraggio sconosciuto.[3]

Solo il 24 marzo 2014, dopo 16 giorni di ricerche ininterrotte ed estesissime su un'area di quasi 65 000 chilometri quadrati compresa fra il Mar Cinese Meridionale e l'Australia, il Primo Ministro malese Najib Razak,[4], congiuntamente al comunicato stampa nº 23 apparso sul sito della Malaysia Arlines,[5] riferiva che, dopo avere visionato i dati provenienti dai satelliti dei Paesi che stavano partecipando alle ricerche e alla luce delle indagini delle britanniche Inmarsat e Air Accidents Investigation Branch, si doveva concludere che l'aereo fosse precipitato inabissandosi nell'Oceano Indiano meridionale.

Il 29 luglio 2015, dopo mesi di inutili ricerche, le autorità dell'isola di Riunione, territorio francese nell'oceano Indiano a est del Madagascar distante 5 600 chilometri dall'ultima posizione nota dell'aereo, riferivano di avere rinvenuto su una spiaggia dell'isola una parte di aereo simile a un frammento di un flap di un Boeing 777, il medesimo velivolo del volo scomparso.[6][7] Il ritrovamento confermerebbe le ipotesi secondo cui l'aereo sarebbe precipitato nell'oceano Indiano[senza fonte].

L'aereo scomparso[modifica | modifica wikitesto]

L'aeromobile che operava il volo 370 era il Boeing 777-2H6ER con marche 9M-MRO e numero di serie 28420; costruito nell'aprile 2002 era stato consegnato alla Malaysia Airlines il 31 maggio 2002. Il Boeing 777 della Malaysia Airlines era spinto da due motori Rolls-Royce Trent 892B-17 ed era il 404º Boeing 777 costruito dall'azienda statunitense.[8] Il velivolo era stato sottoposto alla normale manutenzione prevista il 23 febbraio, ovvero 12 giorni prima del volo 370, negli hangar dell'Aeroporto Internazionale di Kuala Lumpur e non era stata rilevata alcuna anomalia. Al momento della sparizione il Boeing 777 aveva accumulato 53 465 ore di volo per 7 525 cicli di decollo-atterraggio.[9]

Lo stesso Boeing 9M-MRO era stato coinvolto il 9 agosto 2012 in un incidente a terra all'aeroporto di Shanghai-Pudong: durante la fase di rullaggio l'aereo aveva urtato con la punta dell'ala destra la coda di un Airbus A340-600 della China Eastern Airlines con marche B-6050. Nessun ferito fra i passeggeri, ma la punta dell'ala risultava gravemente danneggiata ed era stato necessario sostituirla.[10]

La scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

La rotta di MH 370 conosciuta secondo i radar civili primari (militari) e civili (secondari)

Il volo decollava da Kuala Lumpur l'8 marzo alle 00:41 locali (16:41 UTC del 7 marzo) con atterraggio previsto a Pechino alle 6:30. Dopo avere raggiunto alle ore 01:01[11] la quota di crociera di 35 000 piedi (10 600 m) e la velocità di 471 nodi (872 km/h), l'aereo perdeva progressivamente i contatti con le stazioni a terra a 6 chilometri a nord-est del waypoint IGARI,[12][13] punto in cui il Boeing avrebbe dovuto deviare la rotta leggermente verso est. Alle 01:19 inviava l'ultimo messaggio il sistema ACARS[14] (Aircraft Communications Addressing and Reporting System) "tutto bene, buonanotte", e due minuti dopo anche il transponder cessava di inviare i segnali di identificazione.[11]

Dopo essere scomparso dai radar civili, alle 2:15 i radar militari individuarono una traccia attribuita al MH370 e diretta verso nord ovest, in avvicinamento alle isole Andamane, in prossimità delle quali tale contatto venne perso.[15][16]

Malaysia Airlines, alle ore 7:24, comunicava che il contatto era stato perso alle 2:40 e che erano state avviate le operazioni di ricerca e soccorso. Prima della scomparsa dai radar non veniva rilevata alcuna richiesta di soccorso da parte dell'equipaggio o del sistema di comunicazione di bordo, né indicazioni di avverse condizioni meteorologiche o di malfunzionamenti tecnici.[17]

Nei giorni seguenti, attraverso i dati di postazioni radar militari e rilevamenti satellitari, veniva rilevato che l'aereo avrebbe continuato a volare verso ovest per diverse ore, con un ultimo avvistamento satellitare registrato alle 08:11.[11] Ciò comporta un notevole allargamento dell'area di ricerca che comprende quindi gran parte del centro-nord dell'oceano Indiano e zone limitrofe; alcuni fonti indicano tra i probabili percorsi dell'aereo un corridoio tra Kirghizistan e Cina.[11] Gli stessi dati indicano anche che l'aereo avrebbe pure più volte variato l'altitudine rispetto a quella di crociera (identificata come di 35.000 piedi, pari a 10.668 metri s.l.m.), salendo prima a circa 45.000 piedi (altezza fuori dal range di sicurezza per tale aereo) e scendendo poi a circa 23.000 piedi, rendendo plausibile l'ipotesi di un dirottamento da parte di un pilota esperto che manovrava in modo da sfuggire alle numerose torri di controllo.[11]

Il 18 marzo si ebbe notizia di un jet in volo a bassa quota, al di sotto del raggio d'azione dei comuni radar, avvistato presso l'isola Kudahuvadhoo nelle Maldive poche ore dopo la scomparsa del volo 370[18][19]: il velivolo avrebbe avuto una livrea sulla fusoliera simile a quella dell'aereo scomparso e avrebbe volato nei pressi dell'isola con una traiettoria utile ad un ipotetico successivo atterraggio presso l'atollo militare britannico Diego Garcia. In seguito a questa segnalazione è stato reso noto che nel simulatore di volo privato del comandante dell'aereo scomparso sarebbero stati trovati dati relativi a piste di diversi aeroporti tra cui anche quella della base militare Diego Garcia.[20]

Codici ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 marzo 2014 la Malaysia Airlines faceva sapere, attraverso il comunicato stampa nº 17 pubblicato sul sito della compagnia aerea, che i codici di volo MH370 e MH371 venivano ritirati e sostituiti con effetto immediato dai nuovi codici MH318, per il volo da Kuala Lumpur a Pechino, e MH319 per la tratta inversa.[21]

Le ricerche[modifica | modifica wikitesto]

La nave ADV Ocean Shield posiziona un Autonomous Underwater Vehicle per le ricerche

Otto giorni dopo la scomparsa dell'aereo non vi era ancora traccia del relitto né di eventuali frammenti nonostante le ampie ricerche in mare e sulla terraferma nell'area in cui il volo ha fatto perdere le proprie tracce così come nelle regioni vicine. La Malaysia Airlines, nei comunicati stampa nº 9 e nº 11 diffusi sul proprio sito il 10 e l'11 marzo, riferiva che alle ricerche, coordinate dal Dipartimento dell'Aviazione Civile malese sotto il controllo del Ministero dei Trasporti, prendevano attivamente parte squadre di soccorso provenienti da Australia, Cina, Thailandia, Indonesia, Singapore, Vietnam, Filippine e Stati Uniti d'America e che venivano utilizzati 9 aerei e 24 imbarcazioni.[22]

La zona delle ricerche nell'Oceano Indiano del sud.

L'ufficio di comando delle operazioni è stato predisposto presso l'aeroporto internazionale di Phu Quoc, nella provincia meridionale vietnamita di Kien Giang.[23] Dopo otto giorni dalla scomparsa, il 15 marzo, il Primo Ministro malese Najib Tun Razaksi accennava per la prima volta all'ipotesi del dirottamento del volo con possibili destinazioni a nord verso il Kazakistan e a sud verso l'India ma che nessuna comunicazione o richiesta da parte di alcun gruppo terroristico o criminale era pervenuta al Governo malese.[24] La notizia veniva ripresa anche nel 19º bollettino ufficiale della Malaysia Airlines pubblicato sul suo sito.[25] Nell'attesa di conoscere le sorti del volo 370, la Malaysia Airlines attivava una complessa serie di attività di supporto e di accoglienza nei confronti dei familiari di chi era a bordo del Boeing: in particolare, oltre a rappresentanti della compagnia aerea specificatamente addestrati a fornire assistenza psicologica, venivano attivati gruppi di sostegno formati da volontari della Mercy Malaysia[26] e della fondazione buddista Tzu Chi Foundation.[27]

Al 16 marzo 2014 nelle ricerche che coinvolgevano 14 paesi, erano impiegati 43 imbarcazioni, 58 velivoli e 10 satelliti cinesi.[11] Inoltre, la società specializzata nella produzione di immagini satellitari DigitalGlobe ha messo a disposizione di volontari, su un apposito sito internet, le immagini delle aree interessate dalle attività di ricerca; al 15 marzo i volontari erano oltre due milioni e avevano prodotto più di 600 000 segnalazioni.[11]

Ridefinizione delle aree di ricerca e nuove indagini[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 16 marzo, a nove giorni di distanza dalla sparizione del volo, la Malaysia Airlines rilasciava un bollettino ufficiale che riportava il testo della conferenza stampa di Hishammuddin Hussein, Ministro della Difesa malese con delega ai Trasporti, in cui venivano diffuse nuove informazioni riguardo alle indagini in corso. In particolare il Ministro informava che:[28]

  • la ricerca si è spostata da mari poco profondi ed è stata ampliata di molto estendensosi ai territori di 11 Stati e a larghe porzioni di mari e oceani distanti dal punto in cui si erano persi i contatti con il Boeing 777;
  • il numero di Paesi che stanno contribuendo alle ricerche è passato da 14 a 25 rendendosi così più complessa la gestione multinazionale delle ricerche e dei rapporti diplomatici; le ricerche rimangono sotto il comando del Governo della Malesia;
  • il Primo Ministro malese ha avviato contatti con i suoi omologhi di Kazakistan, Bangladesh e India;
  • il Ministro degli Esteri ha riferito della situazione a rappresentanti di Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Pakistan, Bangladesh, India, Cina, Birmania, Laos, Vietnam, Thailandia, Indonesia e Australia ai quali ha chiesto collaborazione anche attraverso la trasmissione di dati di satelliti e di radar in loro possesso;
  • la stessa richiesta relativa a eventuali dati satellitari o di tracciati radar è stata estesa anche a Stati Uniti e Francia.
  • i movimenti del Boeing 777 successivi alla perdita di contatto con la copertura dei radar militari sono stati "volontari e deliberati" e messi in atto da "qualcuno che si trovava a bordo";
  • il Governo malese sta estendendo le indagini a tutti i membri dell'equipaggio, a tutti i passeggeri a bordo del velivolo e al personale di terra;
  • personale specializzato della Inmarsat si è aggiunto alle indagini in corso.

Il caso dei passaporti rubati[modifica | modifica wikitesto]

Nelle ore successive all'incidente due passeggeri che risultavano nell'elenco dei presenti a bordo pubblicato da Malaysia Airlines[29], un cittadino italiano e uno austriaco, venivano invece rintracciati vivi dai rispettivi Ministeri degli Esteri dopo la diffusione della notizia riguardante la scomparsa del velivolo. Ad entrambi gli uomini il passaporto era stato sottratto durante loro precedenti permanenze in Thailandia.[30] I due passeggeri a bordo del volo si sarebbero quindi imbarcati con passaporti rubati e venivano identificati come due cittadini iraniani di 18 e 29 anni, entrati in Malesia il 28 febbraio con passaporti iraniani validi. La polizia malese indicava che i due giovani iraniani "verosimilmente non erano membri di alcun gruppo terroristico".[31]

Dubbi e trame cospirazioniste[modifica | modifica wikitesto]

A causa del mistero sulla sorte del volo MH370, ma soprattutto su come sia stato realmente possibile perdere di vista la sua variazione di rotta e la sua destinazione finale malgrado le misure di sicurezza adottate dopo i fatti dell'11 settembre 2001, sono proliferate numerose teorie volte a scoprire accadimenti diversi da quelli più fortemente diramati dai mass media, arrivando anche ad ipotizzare che una volta che l'aereo era stato dirottato, questi sarebbe stato posto sotto controllo remoto da un dispositivo di sicurezza che prevede la totale perdita di controllo sull'aereo da parte di chiunque a bordo.[32] Invece, secondo la tesi, mai confermata, del famoso gruppo di hackers anonymous, l'aereo sarebbe stato fatto sparire per permettere a un membro della famiglia Rothschild di assicurarsi la proprietà di importanti brevetti detenuti da numerosi ingegneri di una impresa produttrice di beni di alta tecnologia che erano presenti sul volo.[33]

Il volo Malaysia Airlines 370 nei media[modifica | modifica wikitesto]

Il volo Malaysia Airlines 370 è stato analizzato nella puntata Malaysia Airlines:le verità nascoste della quattordicesima stagione del documentario Indagini ad alta quota trasmesso da National Geographic Channel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MH370 con codeshare China Southern Airlines volo CZ748.
  2. ^ (EN) Vietnam media: MAS flight crashed into the sea, su Malaysia Today, http://www.malaysia-today.net/, 8 marzo 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  3. ^ Guido Olimpio, Guido Santevecchi, Dirottato per sfuggire ai radar - Il Boeing malese ha volato per 7 ore, su Corriere della Sera, http://www.corriere.it, 16 marzo 2014. URL consultato il 16 marzo 2014.
  4. ^ Volo MH370: Cina avvista nuovi detriti, su ANSA, http://ansa.it/, 24 marzo 2014. URL consultato il 24 marzo 2014.
  5. ^ (ENZH) Monday, March 24, 10:15 PM MYT +0800 Malaysia Airlines MH370 Flight Incident - Media Statement 23, su Malaysia Airlines, http://www.malaysiaairlines.com, 24 marzo 2014. URL consultato il 24 marzo 2014.
  6. ^ Aereo MH370 scomparso, trovato pezzo ala fuori area ricerche, in ANSA (Roma), http://www.ansa.it, 30 luglio 2015. URL consultato il 30 luglio 2015.
  7. ^ malaysiaairlines.com.
  8. ^ (EN) Brian Bostick, Airframe Details For Malaysia Airlines MH370, su Aviation Week, http://www.aviationweek.com, 8 marzo 2014. URL consultato il 10 marzo 2014.
  9. ^ (ENZH) Tuesday, March 11, 11:15 AM MYT +0800 Malaysia Airlines MH370 Flight Incident - 11th Media Statement, su Malaysia Airlines, http://www.malaysiaairlines.com, 11 marzo 2014. URL consultato l'11 marzo 2014.
  10. ^ (FR) Bilan des enquêtes ouvertes pendant la période du 06/08/2012 12/08/2012 (PDF), su Bureau d'Enquêtes et d'Analyses pour la sécurité de l'aviation civile, http://www.bea.aero/fr. URL consultato l'11 marzo 2014.
  11. ^ a b c d e f g Guido Olimpio e Guido Santevecchi, Dirottato per sfuggire ai radar Il Boeing malese ha volato per 7 ore, in Corriere della Sera, 16 marzo 2014, p. 20. URL consultato il 30 marzo 2014.
  12. ^ (EN) Waypoint IGARI SN, Global Gazetteer Version 2.2. URL consultato l'11 marzo 2014.
  13. ^ (EN) Accident description, Aviation Safety Network, 8 marzo 2014. URL consultato l'11 marzo 2014.
  14. ^ outofcontrolvideos.com Archiviato il 17 marzo 2014 in Internet Archive..
  15. ^ (EN) U.S. says missing Malaysian jet could be 'act of PIRACY': Evidence shows plane changed direction and climbed to 45,000 feet http://www.dailymail.co.uk/news/article-2580815/.
  16. ^ (EN) INMARSAT Official: Flight #MH370 Flew Over Andaman Islands.
  17. ^ (EN) Missing MAS flight: Last point of contact was east of Kota Baru, in The Star, 8 marzo 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  18. ^ Malaysia: jet a bassa quota avvistato su Maldive mattina scomparsa MH370, liberoquotidiano.it, 18 marzo 2014. URL consultato il 20 luglio 2014.
  19. ^ (EN) Maldives island residents report sighting of 'low flying jet' http://www.haveeru.com.mv/news/54062 Archiviato il 9 marzo 2015 in Internet Archive..
  20. ^ Aereo scomparso: piste alle Maldive nel simulatore del pilota http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=55834&typeb=0.
  21. ^ (ENZH) Thursday, March 13, 11:10 AM MYT +0800 Malaysia Airlines MH370 Flight Incident - 17th Media Statement, su Malaysia Airlines, http://www.malaysiaairlines.com, 13 marzo 2014. URL consultato il 13 marzo 2014.
  22. ^ (EN) Monday, March 10, 10:00 AM MYT +0800 Malaysia Airlines MH370 Flight Incident - 9th Media Statement, Malaysia Airlines, 10 marzo 2014. URL consultato il 10 marzo 2014.
  23. ^ (EN) Missing jet search command office at Phu Quoc airport, Viet Nam News, 10 marzo 2014. URL consultato il 10 marzo 2014.
  24. ^ (EN) Missing MH370: No groups have made any demands, says Hisham, The Star, 16 marzo 2014. URL consultato il 16 marzo 2014.
  25. ^ (EN) Saturday, March 15, 05:45 PM MYT +0800 Malaysia Airlines MH370 Flight Incident - 19th Media Statement, Malaysia Airlines, 15 marzo 2014. URL consultato il 16 marzo 2014.
  26. ^ (EN) Our Collaborations, Mercy Malaysia. URL consultato il 12 marzo 2014.
  27. ^ (EN) Buddhist Compassion Relief Tzu Chi Foundation, http://www.tzuchi.org/. URL consultato il 12 marzo 2014.
  28. ^ (EN) Sunday, March 16, 05:30 PM MYT +0800 Malaysia Airlines MH370 Flight Incident - MH370 Press Briefing by Hishammuddin Hussein, Minister of Defence and Acting Minister of Transport, Malaysia Airlines, 16 marzo 2014. URL consultato il 17 marzo 2014.
  29. ^ (EN) MH370 Passenger Manifest (PDF), su Malaysia Airlines, http://www.malaysiaairlines.com, 8 marzo 2014. URL consultato il 9 marzo 2014.
  30. ^ (EN) Two Europeans listed on missing Malaysia flight were not on board, su Agenzia Reuters, http://www.reuters.com, 8 marzo 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  31. ^ (EN) Stolen jet passport 'no terror link', in BBC News, 11 marzo 2014. URL consultato l'11 marzo 2014.
  32. ^ MH370: dubbi e trame cospirazioniste sull'aereo scomparso, lastampa.it, 4 aprile 2014. URL consultato il 20 luglio 2014.
  33. ^ Anonymous, The real reason why the Malaysian Airline MH 370 disappeared, su youtube.com.

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