Volo Independent Air 1851

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Volo Independent Air 1851
N7231T, l'aereo coinvolto nell'incidente fotografato ad Amsterdam nel 1985
Tipo di eventoIncidente
Data8 febbraio 1989
TipoVolo controllato contro il suolo causato da errore del pilota
LuogoPico Alto, Isola Santa Maria, Azzorre
StatoPortogallo Portogallo
Coordinate36°58′53.31″N 25°05′27.6″W / 36.981475°N 25.091°W36.981475; -25.091
Tipo di aeromobileBoeing 707-331B
OperatoreIndependent Air
Numero di registrazioneN7231T
PartenzaAeroporto di Bergamo-Orio al Serio, Orio al Serio, Italia
Scalo intermedioAeroporto di Santa Maria, Azzorre, Portogallo
DestinazioneAeroporto Internazionale di Punta Cana, Punta Cana, Repubblica Dominicana
Occupanti144
Passeggeri137
Equipaggio7
Vittime144
Feriti0
Sopravvissuti0
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Oceano Atlantico
Volo Independent Air 1851
Dati estratti da Aviation Safety Network[1]
voci di incidenti aerei presenti su Wikipedia

Il volo Independent Air 1851 era un volo charter decollato l'8 febbraio del 1989 dall'aeroporto di Orio al Serio e diretto alla Repubblica Dominicana; operato dalla Independent Air mediante un Boeing 707, aveva a bordo 137 passeggeri, tutti italiani, e 7 membri dell'equipaggio di nazionalità statunitense.[1]

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

L'aereo si stava dirigendo verso l'isola di Santa Maria, la più orientale dell'arcipelago delle Azzorre, per compiere uno scalo tecnico. La torre di controllo concesse al Boeing l'autorizzazione all'avvicinamento, comunicando di scendere alla quota di 3000 piedi (910 metri, altezza minima di sicurezza per l'avvicinamento all'aeroporto), e informando i piloti del bollettino meteo, in particolare il valore della pressione barometrica di 1027 millibar. La comunicazione si chiuse con la richiesta di conferma da parte della torre al raggiungimento della quota indicata.

In sovrapposizione, l'equipaggio informò la torre di controllo che il velivolo sarebbe stato portato alla quota di 2000 piedi (600 metri) e di aver inteso i dati sulla pressione atmosferica. Alcuni testimoni videro il velivolo volare ad una quota molto bassa, rasente alle abitazioni. Secondo le ricostruzioni, probabilmente in quel momento il pilota si rese conto della grave situazione di pericolo, ma non poté fare nulla dato che, pochi attimi dopo, intorno alle ore 13:10, l'aeromobile impattò contro la collina Pico Alto, alta circa 590 metri, in corrispondenza di un costone molto accidentato.

Il luogo impervio non facilitò il compito dei soccorritori, che una volta giunti sul posto non trovarono alcun sopravvissuto. Nelle prime ore dopo il disastro si ipotizzò come causa una qualche anomalia della strumentazione di bordo, oppure un errore umano del comandante Leon Daugherty o del suo secondo. Si pensò anche ad un sabotaggio.

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

Monumento alle vittime del Disastro delle Azzorre sul Pico Alto.

Grazie al ritrovamento della scatola nera, le indagini stabilirono che ci fu un'incomprensione tra i membri dell'equipaggio e la torre di controllo, data dalla sovrapposizione nelle comunicazioni che intercorsero nei minuti precedenti al disastro. La sovrapposizione di comunicazioni impedì all'equipaggio di sentire la parte conclusiva della trasmissione del controllore di volo, che chiedeva conferma della quota e a quest'ultimo di capire l'intenzione dell'equipaggio di scendere a 2000 piedi.

Questa incomprensione fece si che il velivolo si portò ad una altitudine non corretta, aggravata da una comunicazione inesatta della pressione atmosferica. La commissione di inchiesta determinò che l'incidente era dovuto al mancato rispetto da parte dell'equipaggio delle condizioni di sicurezza, che portarono alla discesa volontaria del velivolo a 2000 piedi, quando la minima altitudine per il settore era di 3000 piedi. Gli investigatori rilevarono inoltre una discrepanza tra la pressione atmosferica comunicata dal controllore (1027 millibar) e quella reale (1018). Questa differenza portò l'altimetro di bordo dell'aereo a indicare un'altezza superiore di 80 metri a quella reale, aggravando l'errore del primo ufficiale.

Il rapporto finale rilevò altri fattori che causarono lo schianto:

  • Cattive comunicazioni tecniche da parte del co-pilota e il controllore e utilizzo di un lessico e di una fraseologia non adeguata[2]
  • Errore del controllore di non richiedere la conferma dell'autorizzazione di discesa
  • Limitata esperienza di volo internazionale per l'equipaggio e la carente formazione dei piloti della compagnia aerea che non includeva le tecniche di manovra di emergenza per il recupero a bassa quota dell'aeromobile
  • Le condizioni climatiche infine, caratterizzate da turbolenza e dalla presenza di nuvole basse diminuirono notevolmente la visibilità

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del disastro, la stampa italiana prese di mira i tour operator che si affidavano a questi voli charter, più economici rispetto ai voli di linea; a loro dire, queste compagnie sottovalutavano le norme di sicurezza per abbattere i costi di gestione con velivoli datati e personale impreparato, costretto a gravosi turni di lavoro. Le indagini successive smentirono gran parte delle accuse mosse.

L'allora ministro dei Trasporti Giorgio Santuz, all'indomani della tragedia, sospese temporaneamente l'autorizzazione al volo nei cieli italiani all'Independent Air.[3]

Il lavoro di recupero delle salme fu effettuato dai Vigili del Fuoco italiani del Comando di Roma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Harro Ranter, ASN Aircraft accident Boeing 707-331B N7231T Santa Maria-Vila do Porto Airport, Azores (SMA), su aviation-safety.net. URL consultato il 26 gennaio 2020.
  2. ^ Independent Air 1851 CVR Transcript, su tailstrike.com. URL consultato il 26 gennaio 2020.
  3. ^ Articolo dell'epoca sull'incidente (PDF), su archivio.unita.news.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]