Volo Chalk's Ocean Airways 101

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Volo Chalk's Ocean Airways 101
Recupero di parte del relitto del velivolo
Recupero di parte del relitto del velivolo
Tipo di evento Incidente
Data 19 dicembre 2005
Ora 14:39
Tipo Cedimento strutturale
Luogo Miami Beach, Florida
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Coordinate 25°45′38″N 80°07′26″W / 25.760556°N 80.123889°W25.760556; -80.123889Coordinate: 25°45′38″N 80°07′26″W / 25.760556°N 80.123889°W25.760556; -80.123889
Tipo di aeromobile Grumman G-73 Mallard
Operatore Chalk's Ocean Airways
Numero di registrazione N2969
Partenza Fort Lauderdale, Florida
Scalo intermedio Watson Island, Miami, Florida
Destinazione Bimini, Bahamas
Passeggeri 18
Equipaggio 2
Vittime 20 (tutti)
Feriti nessuno
Sopravvissuti nessuno
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America

Dati estratti dal rapporto NTSB[1]

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Il volo Chalk's Ocean Airways 101 era un volo di linea della Chalk's Ocean Airways operato con un Grumman G-73 Turbo Mallard che il 19 dicembre 2005 si è schiantato in mare in seguito ad un cedimento strutturale. Tutti i passeggeri ed i membri dell'equipaggio hanno perso la vita nell'incidente.[2]

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Il volo 101 era un regolare volo di linea da Fort Lauderdale, Florida, a Bimini, Bahamas. Il 19 dicembre 2005 effettuò uno scalo non programmato a Watson Island, Miami, Florida, e si schiantò al largo di Miami Beach subito dopo il decollo. Alcuni testimoni riferirono di aver visto fumo e fiamme sprigionarsi dall'aereo prima del distacco dell'ala destra e della caduta nell'oceano[2]. Poco più della metà dei passeggeri era di Bimini ed era di ritorno dallo shopping natalizio in Florida. Sergio Danguillecourt, membro del consiglio di amministrazione della Bacardi (e pro-nipote del fondatore dell'azienda Facundo Bacardi) e la moglie, Jacqueline Kriz Danguillecourt, erano a bordo. Il suo corpo, l'ultimo ritrovato, fu recuperato da un pescatore vicino a Key Biscayne, a quattro miglia dal luogo del disastro. Probabilmente Danguillecourt si slacciò la cintura di sicurezza in un estremo tentativo di fuga dall'aereo. I corpi di tutti gli altri passeggeri furono trovati ancora seduti ai loro posti.[3]

L'incidente è avvenuto nel Government Cut channel, un canale navigabile che collega il Porto di Miami con l'Oceano Atlantico. Per non interferire con le operazioni di recupero dei corpi delle vittime e del relitto, il canale è stato chiuso alla navigazione fino alle 6:30 del giorno successivo, causando il fermo di almeno tre navi da crociera.[4]

Questo è stato il primo incidente che ha visto coinvolto un aereo della Chalk's Ocean Airways. La società, attiva a Miami dal 1919 e che fino a pochi anni fa era di proprietà del magnate Donald Trump, non aveva mai avuto alcun incidente mortale.[2]

Le cause[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 dicembre 2005 l'NTSB ha emesso un comunicato stampa nel quale ha incluso le immagini che mostrano l'affaticamento del metallo sull'ala che si è staccata.[5].

Il 30 agosto 2007 l'NTSB ha pubblicato la relazione preliminare dell'incidente, nella quale si legge:[6]

« Il National Transportation Safety Board determina le probabili cause di questo incidente così come segue:

La rottura e il distacco dell'ala destra durante il volo sono imputabili a:

  1. l'errore del sistema di manutenzione della Chalk's Ocean Airways nel non identificare e riparare le cricche da fatica sull'ala destra;
  2. l'errore della Federal Aviation Administration nel non rilevare e correggere le carenze del programma di manutenzione della compagnia aerea. »

Il volo Chalk's Ocean Airways 101 nei media[modifica | modifica wikitesto]

L'incidente del volo 101 della Chalk's Ocean Airways è stato analizzato nella puntata Disastro all'idroscalo di Miami dell'ottava stagione del documentario Indagini ad alta quota trasmesso dal National Geographic Channel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) National Transportation Safety Board, In-flight Separation of Right Wing Flying Boat, Inc. (doing business as Chalk's Ocean Airways) Flight 101 Grumman Turbo Mallard (G-73T), N2969 Port of Miami, Florida December 19, 2005 (PDF), 16/07/2007. URL consultato l'08/03/2011.
  2. ^ a b c Velivolo si schianta a Miami Beach, 19 morti in corriere.it, 19 dicembre 2005. URL consultato l'08/03/2011.
  3. ^ (EN) Tamara Lush, Crash of an Icon in miaminewtimes.com, 22 marzo 2007. URL consultato l'08/03/2011.
  4. ^ (EN) At least 19 dead as seaplane crashes off Miami in CNN.com, 20 dicembre 2005. URL consultato l'08/03/2011.
  5. ^ (EN) NTSB, NTSB RELEASES PHOTOS OF FATIGUE CRACKS FROM MONDAY'S CHALK'S OCEAN AIRWAYS CRASH IN MIAMI, 22/12/2005. URL consultato l'08/03/2011.
  6. ^ (EN) NTSB, DCA06MA010, 30/08/2007. URL consultato l'08/03/2011.

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