Volare - La grande storia di Domenico Modugno

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Volare - La grande storia di Domenico Modugno
Volare - La grande storia di Domenico Modugno.png
Immagine dalla sigla della fiction
Paese Italia
Anno 2013
Formato miniserie TV
Genere Biografico
Puntate 2
Durata 206 min
Lingua originale italiano
Rapporto 16:9
Crediti
Regia Riccardo Milani
Soggetto Sandro Petraglia e Stefano Rulli
Sceneggiatura Sandro Petraglia e Stefano Rulli
Interpreti e personaggi
Fotografia Saverio Guarna
Montaggio Patrizia Ceresani
Musiche Andrea Guerra
Scenografia Massimo Geleng
Costumi Alberto Moretti
Produttore Fabrizio Zappi e Elide Melli
Produttore esecutivo Francesco Morbilli
Casa di produzione Cosmo Produzioni e Rai Fiction
Prima visione
Dal 18 febbraio 2013
Al 19 febbraio 2013
Rete televisiva Rai 1 e Rai HD

Volare - La grande storia di Domenico Modugno è una miniserie televisiva italiana di due puntate, diretta da Riccardo Milani e prodotta da Rai Fiction. La fiction racconta la storia del cantautore pugliese Domenico Modugno, interpretato da Giuseppe Fiorello. La fiction è andata in onda il 18 e 19 febbraio 2013 su Rai 1.

La fiction è stata presentata ufficialmente al pubblico dall'attore protagonista Giuseppe Fiorello, in occasione della seconda serata della 63ª edizione del Festival di Sanremo, dove l'attore era ospite. Il film ha vinto il Premio Regia Televisiva 2013 come miglior fiction.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Prima puntata[modifica | modifica wikitesto]

Tramite una serie di flashback, l'ormai affermato cantante Domenico Modugno (Giuseppe Fiorello) racconta degli inizi della sua carriera alla platea di un suo concerto. Fin da giovane Mimmo, come viene da tutti chiamato, ha il sogno di diventare un attore, ma nel suo paese d'origine (Polignano a Mare) non ha nessuna speranza di sbocco. Allora si fa prestare 60.000 lire da suo cugino e si trasferisce a Roma per frequentare il centro di cinematografia e tentare la carriera d'attore. Al secondo anno conosce Franca Gandolfi (Kasia Smutniak), di cui finisce per innamorarsi, e alcuni amici che lo accompagnano anche fuori dall'accademia. Mentre fa una comparsa per un film di guerra, passa per caso davanti a una saletta di proiezione in cui Vittorio De Sica (Michele Placido) sta guardando alcune scene del suo film Miracolo a Milano. Avendo sognato di incontrarlo fin da piccolo, Modugno lo aspetta all'uscita ma non fa in tempo ed il regista sale in macchina e si allontana. Riesce però a scoprire dove trovarlo e va a bussare alla sua porta, per cercare di convincerlo a dargli una parte in qualche suo film. De Sica lo dirige da un suo amico che potrebbe avere del lavoro per lui, ma anziché nel cinema finisce alla radio. Fa un provino per una trasmissione radiofonica, ma viene scartato perché scrive solo canzoni in dialetto. Però viene contattato per cantare un brano in siciliano in onore delle origini meridionali di Frank Sinatra, a cui la RAI sta dedicando una puntata. Grazie alla radio comincia a lavorare sempre più spesso, conduce una trasmissione musicale che parla d'amore, accompagnato da Franca, con cui lega sempre di più; intrattiene musicalmente con serate anche diversi membri altolocati della buona società, e in una occasione conosce il principe Raimondo Lanza di Trabia. Lei intanto diventa sempre più famosa grazie al teatro, allora Modugno cerca nuovamente di inserirsi nel mondo della recitazione. Mentre si trova in camerino in compagnia di una ragazza, viene scoperto da Franca che era venuta a trovarlo dietro le quinte. Franca, ferita, scappa a Messina, sua città natale, ma Modugno corre a riconquistarla e insieme vanno ad intrattenere il pubblico di un paesino pugliese, in questo modo Domenico Modugno ha il modo di mostrare Polignano, suo paese natale, e San Pietro Vernotico, a Franca, ed insieme vivono un meraviglioso tramonto.

Seconda puntata[modifica | modifica wikitesto]

Una volta tornati a Roma, Domenico e Franca decidono di andare a vivere insieme e si sposano in comune. Durante la convivenza cominciano i primi diverbi, complice lo stress per la carriera che non accenna a decollare, e Franca decide di allontanarsi. Per decantare il suo amore e riconquistare Franca, Domenico scrive "Resta cu mme" che ha un discreto successo. Le cose cominciano ad andare di nuovo bene e le note di "La donna riccia" vengono incise nel primo 45 giri di Domenico Modugno per la RCA. Il grande successo però non si decide ad arrivare. Intanto il suicidio del principe Lanza scuote la città, e Mimmo, vedendo nel suo gesto una ricerca di una libertà sempre cercata e mai ottenuta, trae ispirazione per la canzone Vecchio frac; suonandola a Franca in una piazzetta di notte, viene anche apprezzato e incoraggiato anche dall'attrice Anna Magnani che passa casualmente in macchina nelle vicinanze. Sempre per caso, durante una passeggiata, Modugno incontra il suo vecchio amico Franco Migliacci, con cui comincia a collaborare per scrivere insieme una canzone, con cui pensano di partecipare come autori al Festival di Sanremo. La giusta ispirazione arriva a Migliacci durante una notte, grazie ad uno strano sogno di voli fantasiosi e sensazioni di libertà. Comincia a scrivere un abbozzo che fa vedere all'amico Domenico, che dimostra di apprezzare. Vengono cambiate alcune parole, aggiustate le strofe e creata la musica, ne esce così fuori un brano che parla di sogni che svaniscono e di realtà d'amore: nasce così Nel blu dipinto di blu. I due autori portano il pezzo a Sanremo, ma nessuno è disposto a cantare la canzone perché considerata troppo all'avanguardia. Il manager Giuseppe Gramitto propone a Modugno di fare anche da interprete, e dopo molte esitazioni Domenico accetta portando dentro anche un giovane Johnny Dorelli, che aveva conosciuto durante un concerto. Gramitto è poco fiducioso sulla riuscita che fa una scommessa: se la canzone supererà la selezione passando in finale, lui camminerà in giro per Sanremo in mutande! È il 1958 e la prima serata del Festival di Sanremo accoglie Domenico Modugno in camicia bianca e giacca blu. La canzone, considerata una causa persa per gli addetti ai lavori, si dimostra ben presto apprezzata dal pubblico in sala, mentre i televisori di tutta Italia mostrano il suo più importante esordio. La canzone passa la selezione e viene ammessa alla seconda serata, e ne vengono già stampate 5.000 copie di vinile da vendere, ma prima di andare al turno successivo Franca annuncia al marito di aspettare un figlio. Felice per la notizia, Modugno partecipa alla serata finale del Festival e si ritrova inaspettatamente vittorioso; mentre Domenico, Franca, Migliacci e Dorelli festeggiano attorniati dalla gente dietro le quinte, Gramitto, dovendo onorare la scommessa, se ne va in giro in mutande, ma soddisfatto. A questo punto si torna al presente e Modugno, ancora sul palco a raccontare della sua carriera ad un pubblico sempre più interessato, ringrazia tutti e racconta un ultimo aneddoto; il ritorno al paese e il saldo del debito fatto anni prima con il cugino, grazie ad una Fiat Seicento che gli vuole regalare. Nell'ultima scena si vede Modugno su un taxi americano, dove sta facendo un tour. Tutte le stazioni ricevute dall'autoradio mandano in onda le note di "Nel blu dipinto di blu", con incredulità e disappunto del tassista.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La miniserie è una coproduzione tra Cosmo Production S.r.l., Rai Fiction, Europroduzione S.r.l. e il sostegno di Apulia Film Commission.[1] La post-produzione è stata effettuata da Reset VFX S.r.l..[2]

Location[modifica | modifica wikitesto]

La miniserie è stata girata a Roma, Polignano a Mare, Bitonto, Pilone, San Pietro Vernotico e Montalbano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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