Vittorio Munari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vittorio Munari
Nazionalità Italia Italia
Rugby Rugby union pictogram.svg
Ruolo Mediano di mischia / d'apertura
Ritirato 1980
Carriera
Squadre di club
??-?? Petrarca
??-?? 600px Horizontal White Red HEX-FF0000.svg ASD Rugby Casale
Carriera da allenatore
1984-1987 Petrarca
1997-1999 Petrarca
 

Vittorio Munari (Bassano del Grappa, 1º ottobre 1951) è un ex rugbista a 15, allenatore di rugby a 15, dirigente sportivo, giornalista e telecronista sportivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera nel Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la sua carriera di giocatore nella squadra del Petrarca Rugby di Padova, ricoprendo i ruoli di mediano di mischia o mediano di apertura. Diventa un punto fermo della formazione Riserve. Nella stagione agonistica 1972-1973 vince uno scudetto in serie A con il Petrarca allenato da Memo Geremia. Per due stagioni gioca anche con la maglia di Casale sul Sile (TV), in serie A, di cui è capitano.
Alla fine degli anni settanta inizia il suo pellegrinaggio nei templi del rugby mondiale, cominciando a tessere quella fitta rete di conoscenze che mantiene tuttora. Inizia la sua raccolta di testi dedicati al rugby, tutt'oggi unica in Italia. Nel 1980 immagina e redige il periodico Petrarca Rugby News.

Nell'estate del 1984, a soli 33 anni, è allenatore del Petrarca e conquista tre scudetti consecutivamente tra il 1984 e il 1987, diventando il più giovane allenatore italiano di sempre a vincere il campionato. Con lui arriva a Padova, tra gli altri, David Campese, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, legato a Munari da una profonda amicizia. Rimane sulla panchina del Petrarca anche nella stagione 1987-1988 portando la squadra alla semifinale del campionato italiano.
Dal 1992 al 1998 riveste vari incarichi all'interno del Petrarca, da General Manager ad Amministratore delegato. Nel 1993 ha allenato il Resto del Mondo in occasione della partita di addio, (disputatasi a Pretoria) dell'apertura sudafricana Naas Botha.
Nello stesso anno è chiamato dall'allora segretario generale dell'International Rugby Board, Keith Rowlands a far parte del Technical Advisory Commitee dell'organismo internazionale, incaricato di proporre la prima serie di modifiche al regolamento del gioco del rugby.

Nel 1995 diventa su espresso desiderio dello scomparso "Memo" Geremia il punto di riferimento del Petrarca Rugby, di cui diventa consigliere delegato, incarico che manterrà per cinque anni. Durante questo periodo, nel 1997 torna per due stagioni sulla panchina del Petrarca, dieci anni dopo la sua prima esperienza come allenatore, portando la squadra a disputare in entrambe le occasioni la finale scudetto (campionati 1997-1998 e 1998-1999). Nelle sei stagioni come allenatore del Petrarca Rugby vanta un record di 3 scudetti, due secondi e un terzo posto. È stato inoltre consigliere della Federazione Italiana Rugby dal 1987 al 1996. Nel 1997 ha allenato per la seconda volta il Resto del Mondo, a Sydney, in occasione dell'ultima partita di David Campese.
Dopo un periodo dedicato all'aggiornamento tecnico, riprendendo i numerosi viaggi iniziati nel passato, nel 2002 viene invitato a ricoprire la carica di Direttore generale del Benetton Rugby Treviso. Carica che ha mantenuto fino al giugno 2014.[1] In questo periodo Benetton Rugby ha partecipato al massimo campionato italiano, la squadra è sempre stata finalista, vincendo sei volte il titolo assoluto, e si è sempre qualificata per partecipare alla Heineken Cup. Ha inoltre vinto due edizione della Coppa Italia e due della Super Coppa. In particolare nella stagione 2009-2010, Benetton Rugby si è aggiudicato tutte e tre le competizioni nazionali. Dopo altre quattro stagioni nelle quali Benetton Rugby è stato impegnato in Celtic League/Pro12, chiude l'esperienza trevigiana al termine della stagione 2013-14.

Ha gestito dal 1986 al 2002 la propria agenzia di viaggi "Appaloosa Tour" a Padova; tuttora si interessa di viaggi per destinazioni speciali ed esercita il ruolo di Direttore Tecnico per Agenzie di Viaggio. Periodicamente è invitato da aziende leader nazionali, istituti bancari e assicurativi e da enti pubblici a tenere conferenze sul gioco di squadra, la componente motivazionale, la gestione delle risorse umane e la leadership.

Carriera da Telecronista[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine degli anni 80 è anche stato la voce televisiva del rugby. Ha scritto per La Gazzetta dello Sport, Il Giornale, Il Corriere della Sera, Il Gazzettino e commentato incontri di rugby per Telecapodistria, Telepiù, Rai, e Sky.

Dal 2010 commenta insieme ad Antonio Raimondi, le partite del Sei Nazioni prima su Sky Sport, poi dal 2014 su DMAX di Discovery Communications.[2] Tra i tanti incontri commentati vale la pena ricordare quelli di 4 edizioni della Coppa del mondo trasmesse da Tele+/Sky, inclusa la finale della RWC 1995 tra Sudafrica e All Blacks portata di recente sugli schermi dal film Invictus - L'invincibile diretto da Clint Eastwood. Il suo stile di commento è conosciuto e apprezzato per la capacità di unire conoscenza tecnica a metafore ed espressioni divertenti (i "munarismi" e il suo "Mai paura!") che rendono questo sport comprensibile anche a chi non lo conosce molto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Parretta, Rugby, Gavazzi choc: "Via Munari o niente soldi a Treviso", in gazzetta.it, 25 maggio 2014. URL consultato l'8 febbraio 2018.
  2. ^ Giulio D’Antona, Questa è la voce del rugby italiano, in linkiesta.it, 26 Febbraio 2014. URL consultato l'8 febbraio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]