Vittorio Curtoni

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Antonio Maria Curtoni detto Vittorio (San Pietro in Cerro, 28 luglio 19494 ottobre 2011) è stato uno scrittore di fantascienza e traduttore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrò nel piccolo mondo della fantascienza italiana giovanissimo: dopo avere collaborato ad alcune delle prime fanzine italiane assieme a Luigi Naviglio, inizialmente suo mentore,[1] fece parte della redazione della collana Galassia (con Gianni Montanari) dal 1970 al 1973, e successivamente diresse la rivista Robot dall'aprile 1976 all'ottobre 1978.[2]

Come scrittore si concentrò soprattutto su racconti. Nel 2011, l'anno della sua scomparsa, pubblicò la sua ultima antologia, Bianco su nero e altre storie.

Nei suoi ultimi anni diresse la nuova versione di Robot, che aveva ripreso le pubblicazioni nel 2003 e per la quale Curtoni ricevette il Premio europeo del Grand Prix de l'Imaginaire 2006.[3] Collaborò inoltre con la rivista online Delos e col quotidiano di Piacenza Libertà scrivendo la rubrica Trappole.

Ha tradotto generalmente fantascienza, ma anche narrativa non di genere. Ha tradotto tra l'altro opere di Philip K. Dick, Joe R. Lansdale, Matt Ruff, Joyce Carol Oates, David Ambrose, Ron Goulart. Viveva a Piacenza ed era un collezionista di libri e cimeli beatlesiani.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Curtoni, Una persona che non dimenticherò mai: Luigi Naviglio in Delos Science Fiction 72, 20 luglio 2002. URL consultato il 30 settembre 2014.
  2. ^ Vittorio Catani in Curtoni visto dal mondo SF italiano
  3. ^ a b (ES) Listado de premios

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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