Vittorio Camardese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vittorio Camardese
Vittorio-camardese.jpg
Vittorio Camardese ospite alla trasmissione Chitarra amore mio, trasmessa dalla Rai nel 1965.
NazionalitàItalia Italia
GenereJazz
Periodo di attività musicale1956 – 2010

Vittorio Camardese (Potenza, 6 luglio 1929Potenza, 2 luglio 2010) è stato un chitarrista e medico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato il liceo classico di Potenza, si trasferì a Roma per intraprendere gli studi universitari. Laureatosi in medicina con una specializzazione in radiologia, esercitò la professione medica presso l'ospedale San Filippo Neri e poi al policlinico Umberto I.[1][2]

Si formò musicalmente da autodidatta e in ambito non professionale. Fece la sua prima apparizione in tv nella trasmissione Primo applauso nel 1956 dove vinse il primo premio. Nel 1965 partecipò al programma televisivo Chitarra amore mio, condotto da Arnoldo Foà e nel 1970 a Speciale per voi, condotto da Renzo Arbore.[3][4][5]

Frequentò i due principali locali romani di orientamento jazz: il Music inn e il Folkstudio. In quegli anni frequentò e suonò con molti personaggi: Chet Baker, Tony Scott, Joe Venuti, Lelio Luttazzi, Romano Mussolini e Irio De Paula.[1][2][4]

Nel 1978 incontrò la compagna alla quale rimarrà legato per 18 anni. Lei aveva un figlio di 3 anni, Roberto Angelini, oggi cantautore, attivo nell'opera di valorizzazione del talento di Camardese. Lo stesso anno partecipò ad un altro programma di Arbore: fu la sua ultima apparizione televisiva. Il carattere schivo e modesto e la troppa pressione legata all'andare in onda lo convinsero a rifiutare successivi inviti.[2][5]

L'attività artistica di Camardese è poco documentata e ci è nota principalmente attraverso la partecipazione alla trasmissione Chitarra amore mio, trasmessa dalla Rai nel 1965. Il documento video pervenutoci è però significativo per la tecnica chitarristica molto innovativa da lui sviluppata autonomamente. In particolare è notevole l'impiego delle dita della mano destra che percuotono le corde sul manico per generare note e suoni.[1][4]

In realtà tale tecnica, nota oggi come tapping, era già stata impiegata precedentemente da altri strumentisti, come lo statunitense Roy Smeck negli anni trenta. Tuttavia l'utilizzo originale di Camardese si caratterizza già per alcuni elementi che un decennio più tardi ne avrebbero decretato la fortuna in ambito pop, rock e fusion. Tra questi il maggior virtuosismo, non solo in fase di velocità esecutiva, ma anche nella capacità di ricreare a livello uditivo la sensazione di un ensemble strumentale (contrabbasso, chitarra di accompagnamento, percussioni), il tutto su un impianto armonico di tipo prevalentemente jazzistico.[1][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d La storia di Vittorio Camardese, il chitarrista-radiologo che ha inventato il tapping, su Rockit.it. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  2. ^ a b c Seppino Di Trana, Vittorio Camardese, il medico jazzista che inventò il tapping, su L'indiependente, 22 settembre 2015. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  3. ^ POTENZA ED IL JAZZ: UN LUNGO SODALIZIO - Potentia Review, su www.potentiareview.it. URL consultato il 21 dicembre 2018 (archiviato il 22 settembre 2019).
  4. ^ a b c d Prima di Eddie Van Halen, c'era l'italiano Vittorio Camardese, su www.artistsandbands.org. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  5. ^ a b potentiareview, QUEL POTENTINO SCHIVO CHE NON VOLLE DIVENTARE UNA STELLA DEL JAZZ, su Potentia Review, 10 gennaio 2017. URL consultato il 28 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2019).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]