Vittoria (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vittoria
comune
Vittoria – Stemma Vittoria – Bandiera
Vittoria – Veduta
Piazza del Popolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Ragusa-Stemma.png Ragusa
Amministrazione
SindacoGiovanni Moscato (indipendente di centro-destra) dal 21/06/2016
Territorio
Coordinate36°57′N 14°32′E / 36.95°N 14.533333°E36.95; 14.533333 (Vittoria)Coordinate: 36°57′N 14°32′E / 36.95°N 14.533333°E36.95; 14.533333 (Vittoria)
Altitudine168 m s.l.m.
Superficie182,48 km²
Abitanti64 212[1] (30-11-2017)
Densità351,89 ab./km²
FrazioniScoglitti
Comuni confinantiAcate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ragusa, Mazzarrone (CT)
Altre informazioni
Cod. postale97019
Prefisso0932
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT088012
Cod. catastaleM088
TargaRG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 965 GG[2]
Nome abitantiVittoriesi
PatronoSanta Rosalia (antica patrona) e san Giovanni Battista
Giorno festivoPrima domenica del mese di Luglio
PIL procapite(nominale) € 6.610
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vittoria
Vittoria
Vittoria – Mappa
Posizione del comune di Vittoria nella provincia di Ragusa
Sito istituzionale
Veduta della chiesa di san Giovanni Battista e di piazza Ricca

Vittoria è un comune italiano di 64 212 abitanti del Libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia. È, dopo il capoluogo stesso, il comune più popolato di tutto il ragusano, piazzandosi al nono posto in Sicilia. Vittoria è la città più giovane del libero consorzio comunale; e infatti presenta una moderna struttura a scacchiera, con strade larghe e rettilinee. Vittoria si trova a pochi chilometri dall'aeroporto di Comiso.

La città per popolazione è il nono comune della Sicilia e il 97º d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio si sviluppa sulla piana di Vittoria, affacciata sul Canale di Sicilia, anticamente detta "Plaga Mesopotamica Sicula", poiché delimitata da due fiumi: l'Ippari e il Dirillo.[3] La città fu fondata su una pianura molto fertile nota come contrada "Boscopiano".

A sud della città si sviluppa la "Riserva naturale Pino d'Aleppo", lungo il fiume Ippari, fino alla foce. Le coste che si affacciano sul mare sono basse e sabbiose e raramente articolate da scogli. Il punto più alto, anche se scarsamente montuoso, è il monte Calvo (250 metri). Per quanto riguarda i confini amministrativi, Vittoria è sita fra i comuni di Acate e Ragusa, mentre nella parte collinare confina con i comuni di Comiso e Chiaramonte Gulfi.

Dista 27 km da Ragusa; 108 km da Siracusa; 131 km da Catania e 117 km da Caltanissetta. Ha un'altitudine di 168 metri s.l.m. e ha una superficie di 182,48 km².

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Vittoria.

Il clima è quello Mediterraneo. La sua scarsa altitudine ne determina delle temperature medie più calde rispetto a quelle che si registrano sul resto del territorio dei monti Iblei. La temperatura media più fredda si registra nel mese di gennaio mentre i mesi più caldi sono luglio ed agosto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella valle del fiume Ippari si notano tracce di insediamenti preistorici risalenti all'età del bronzo. Alla foce dell'omonimo fiume e attorno alla costa si trovano le rovine di Kamarina, città greca colonia della dorica Siracusa risalente al VI secolo a.C.

La città fu fondata ufficialmente il 24 aprile del 1607 dalla contessa Vittoria Colonna Henriquez-Cabrera. Morto il marito Luigi III, Almirante di Castiglia, duca di Medina de Rioseco e conte di Modica, la contessa si trovò a dover fronteggiare gravi difficoltà economiche provocate dalle spese di rappresentanza inconsulte cui Luigi III si era dato nella circostanza del matrimonio di Filippo III, re di Spagna, con Margherita d'Austria nel 1599. Vittoria Colonna decise di richiedere al re di Spagna la concessione di un privilegio regio per la fondazione di un nuovo insediamento, che le avrebbe consentito di risollevare le sorti del patrimonio familiare. La zona prescelta fu quella di Boscopiano (Bosco Plano), ove tra l'altro alcune famiglie, come i Carfì, vivevano già nel 1583 in contrada Boscopiano e Serra Rovetto (3). La richiesta venne accolta, ed il privilegio regio, concesso dal re Filippo III il 31 dicembre 1607 a Madrid, dispose la riedificazione dell'antica Kamarina, con il nome di Vittoria, in onore della sua fondatrice. Il nucleo cittadino sorse attorno al castello e alla chiesa Madre; dopo il terremoto del 1693 fu ampliato e continua ad espandersi tuttora. La città fece parte, quindi sin dalla sua fondazione, fino all'abolizione della feudalità, nel 1812, della Contea di Modica. Vittoria registrò un notevole sviluppo economico e demografico, attirando le popolazioni delle località vicine. Successivamente restò nell'ambito del Circondario di Modica (fino al 1926), suddivisione della neo-provincia di Siracusa, per passare infine alla Provincia di Ragusa.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma o simbolo di Vittoria rappresenta un'aquila nera con ali in posizione di riposo con una corona baronale sulla testa, che porta tra gli artigli un festone, su cui c'è scritto "Victoria pulchra civitas post Camerinam" (Vittoria bella città dopo Camarina). Sul petto dell'aquila è raffigurata una torre, simbolo della famiglia Henriquez Cabrera. In seguito al grande sviluppo del vigneto nell'Ottocento, fra gli artigli dell'aquila apparvero dei rigogliosi grappoli d'uva, a significare la vocazione vinicola della città. Tutto lo stemma è su campo azzurro e, sullo stesso, vi è una corona a 5 torri di “Città”.

Tale stemma si può trovare nella basilica di San Giovanni Battista e al teatro Vittoria Colonna.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Traina in via Rosario Cancellieri

Data la modernità della città, questa non ha molti monumenti artistici di grande valore storico. Si distingue, tuttavia, per la varietà degli stili che caratterizzano alcuni edifici. Infatti Vittoria è ricca di testimonianze dello stile Liberty e Art déco, introdotto dal grande architetto palermitano Ernesto Basile. I palazzi e le case in stile Liberty qui presentano strutture sobrie ed eleganti con sporgenti balconate, balaustre dalla ricca e raffinata decorazione, portali sormontati da fregi con motivi floreali, impreziositi di particolari plastico-decorativi di raro equilibrio compositivo.

Nel cuore del centro storico della città troviamo il castello "Colonna Henriquez", costruito nel marzo 1607, sede, dapprima, della contea di Modica, poi carcere, infine oggi Museo civico polivalente. Nei pressi della villa comunale troviamo la "Fontana del Garì", detta anche "Fonte Garibaldi". Realizzata nel 1822 dai Frati cappuccini, come abbeveratoio per animali e successivamente anche per i cittadini. Realizzata in pietra di Comiso in stile neoclassico, per volontà di Rosario Cancellieri, nel 1879, fu arricchita da cinque teste di leoni in bronzo e ghisa, dai quali sgorga l'acqua[4]. In piazza "Sei Martiri della Libertà" troviamo un tempietto di forma circolare detto il "Calvario", costruito nel 1859; esso ospita una cappella adornata da affreschi e costituita da ben otto colonne nella parte superiore, le quali reggono una trabeazione circolare chiusa da una cupoletta. Ogni anno vi si svolge la sacra funzione del Venerdì Santo.

Le chiese che si trovano a Vittoria sono:

Teatro comunale Vittoria Colonna[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Comunale Vittoria Colonna

Situato nella centrale Piazza del Popolo, il Teatro comunale Vittoria Colonna fu progettato nel 1863 dall'architetto Giuseppe Di Bartolo Morselli e fu intitolato alla fondatrice della città. Di stile neoclassico, presenta sulla facciata due ordini di colonne, una inferiore nell'ingresso (tuscanico) e l'altra sulla loggia superiore (ionico). Tutte le sculture che decorano il prospetto sono di Corrado Leone, artista non molto noto. È possibile ammirare nella parte alta del prospetto due statue raffiguranti Apollo e Diana in mezzo a una natura morta di strumenti e animali; mentre nei due estremi della facciata superiore all'interno di due nicchie le statue raffiguranti Fauno e Danza. Sempre nella parte superiore sono presenti sopra le finestre 7 medaglioni con i mezzi busti di musicisti, letterati e personaggi storici (Bellini, Alfieri, Vittoria Colonna ecc.)[5]. L'interno ha una forma a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi, ed è dotato di circa 380 posti[6]. Il pittore vittoriese Giuseppe Mazzone ne ha curato la decorazione interna (volta, soffitto del vestibolo) con degli affreschi raffiguranti grandi compositori e letterati. Sulla volta è rappresentata la danza intrecciata di amorini e uno svolazzo di trine; le figure ruotano attorno al rosone centrale. Nel 2005 è stato dichiarato "Monumento Portatore di una cultura di Pace" da parte dell'UNESCO. Oggi il teatro è sede di continui appuntamenti come saggi, spettacoli teatrali, musical e concerti.

Basilica di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di San Giovanni Battista
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Basilica di San Giovanni Battista (Vittoria).

La chiesa madre, ubicata nel centro storico della città, in piazza Ferdinando Ricca, è una chiesa a croce latina, a tre navate di colonne corinzie, ricostruita tra il 1695 e il 1706, dopo il terremoto del 1693.

Chiesa Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madonna delle Grazie

Sorge a fianco del Teatro Comunale, affacciandosi sulla Piazza del Popolo. La costruzione della Chiesa cominciò nell'anno 1612 ad opera dei monaci dell'Ordine dei Frati Minori ed i lavori furono ultimati nel 1619. La Chiesa e il Convento delle Grazie rimasero danneggiati dal terremoto del 1693 e la ricostruzione nelle forme attuali fu completata nel 1754. Contiene opere d'arte. Ha una sola navata e l'altare reca al centro un grande quadro che raffigura la Madonna della Grazia di artisti caravaggeschi. Notevoli i quattro dipinti ovali con le figure della Charitas, della Fides, della Spes e dell'Obedientia. Sono molti i quadri che ornano la chiesa fra cui il "Miracolo del pane" di Sant' Antonio, recentemente restaurato, "l'Addolorata" e "Sant'Agata in carcere e in catene".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Italo Ungherese
  • Museo diocesano di arte sacra "mons. Federico La China"
  • Museo civico polivalente Virgilio Lavore
  • Museo della civiltà contadina
  • Polimuseo "A. Zarino"

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 4.675 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Tunisia 2.043 3,26%

Romania 1.280 2,04%

Distribuzione del gruppo siciliano

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Vittoria si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Economicamente, il territorio di Vittoria è uno dei più interessanti della Sicilia.

È il comune della provincia con reddito medio pro capite più basso (€ 6.610) dopo Acate, ed è il terzo con la percentuale più bassa di dichiaranti IRPEF (57,7%).[8]

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

L'attività principale continua ad essere quella agricola; molto diffusa è la coltura in serra, in cui si coltivano maggiormente pomodoro, ciliegino, melanzane, peperoni, e zucchine. Vittoria è un grosso centro di produzione ortofrutticola, di vini e di olio, che continuano ad alimentare la produzione e il commercio. Famoso è il Cerasuolo, vino tipico vittoriese DOCG.

Rilevante è anche la floricoltura, che alimenta l'apposito "mercato dei fiori"; in cui il fiore in assoluto più prodotto risulta essere il garofano.

Inoltre, per quanto riguarda l'allevamento, si ha una discreta produzione di ovini e bovini. La pesca è sviluppata grazie al porto peschereccio di Scoglitti.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

Le attività industriali sono per la maggior parte quelle di trasformazione legate all'agricoltura; e quella metallurgica.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

Per lo smercio dei prodotti locali, come uva, olio e ortaggi, a Vittoria è stato edificato il più grande mercato ortofrutticolo d'Italia.[9] Vi sono inoltre diverse agenzie di trasporto. Il turismo si avvale soprattutto nelle aree costiere, come Scoglitti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

  • La frazione di Scoglitti risulta dotata di un porto peschereccio attrezzato anche per la nautica da diporto. Altri porti vicini sono quelli di Pozzallo e Marina di Ragusa.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti due linee (linea 2 e 4) di servizio urbano entrambe con capolinea alla stazione F.S.[10]

Amministrazione[11][12][modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
gennaio 1945 luglio 1947 Giombattista Omobono PCI Sindaco
16 agosto 1947 marzo 1950 Filippo Traina PCI Sindaco
marzo 1950 16 giugno 1952 Ferdinando Colombo Commissario prefettizio
16 giugno 1952 1956 Filippo Traina PCI Sindaco
1956 15 ottobre 1959 Antonio Noto Concentrazione Popolare Sindaco
15 ottobre 1959 ottobre 1963 Ubaldo Balloni PCI Sindaco
novembre 1963 febbraio 1964 Giuseppe Caruano Sindaco
16 dicembre 1964 7 marzo 1967 Salvatore Battaglia PSI Sindaco
20 marzo 1967 8 settembre 1967 Giuseppe Arena PSI Sindaco
8 settembre 1967 11 gennaio 1971 Salvatore Battaglia PSI Sindaco
11 gennaio 1971 10 ottobre 1972 Giovanni Cafiso PSI Sindaco
12 ottobre 1972 15 giugno 1975 Salvatore Battaglia PSI Sindaco
15 giugno 1975 16 febbraio 1978 Giovanni Lucifora PCI Sindaco
16 febbraio 1978 9 aprile 1981 Francesco Aiello PCI Sindaco
9 aprile 1981 31 dicembre 1983 Rosario Iacono PCI Sindaco
3 gennaio 1984 14 luglio 1987 Paolo Monello PCI Sindaco
14 luglio 1987 15 ottobre 1988 Salvatore Garofalo PCI Sindaco
15 agosto 1988 23 gennaio 1989 Francesco Aiello PCI Sindaco
23 gennaio 1989 30 luglio 1991 Vincenzo Cilia PCI Sindaco
30 luglio 1991 13 giugno 1992 Paolo Monello PDS Sindaco
13 giugno 1992 7 dicembre 1993 Giuseppe Scalia Commissario prefettizio
7 dicembre 1993 7 dicembre 1994 Giovanni Lucifora PDS Sindaco
7 dicembre 1994 17 maggio 1995 Salvatore Garofalo Indipendente di centro-sinistra Vicesindaco f.f.
17 maggio 1995 26 ottobre 2005 Francesco Aiello PDS/DS Sindaco
26 ottobre 2005 12 giugno 2006 Salvatore Campo Commissario prefettizio
12 giugno 2006 21 giugno 2016 Giuseppe Nicosia PD Sindaco
21 giugno 2016 "in carica" Giovanni Moscato Indipendente di centro-destra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Vittoria è gemellato con le città di:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente 31 dicembre 2017
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Kōkalos, Volume 12, 1966, pp. 12, 32.
  4. ^ / Fontana del Garì Archiviato il 3 marzo 2016 in Internet Archive.
  5. ^ / Teatro comunale Vittoria Colonna Archiviato il 14 aprile 2012 in Internet Archive.
  6. ^ Teatro comunale Vittoria Colonna
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Statistiche Vittoria, su www.comuni-italiani.it. URL consultato il 9 maggio 2018.
  9. ^ I pomodorini più buoni d'Italia nelle cassette della mafia, su espresso.repubblica.it. URL consultato il 23 settembre 2015.
  10. ^ Orari sul sito del comune di Vittoria Archiviato il 15 febbraio 2006 in Internet Archive.
  11. ^ Ministero dell'Interno, anagrafe degli amministratori locali.
  12. ^ Sindaci dopo il 1946 - Comune di Vittoria, in Comune di Vittoria. URL consultato il 17 giugno 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN184110981 · GND (DE4446966-4
Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia