Vito Scaletta

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Vittorio Antonio Scaletta
UniversoMafia
Nome orig.Vittorio Antonio Scaletta
Lingua orig.Italiana – Inglese
Studio2K Games
1ª app. inMafia: The City of Lost Heaven
Ultima app. inMafia III
Voci orig.
Voci italiane
SpecieUmana
SessoMaschile
EtniaCaucasica
Luogo di nascitaMessina, Sicilia (Italia)
Data di nascita2 maggio 1925
Abilità
  • Abile tiratore
  • Abile nel combattimento corpo a corpo

Vittorio Antonio Scaletta, detto Vito (Messina, 2 maggio 1925), è il protagonista del videogioco Mafia II e co-protagonista del sequel di quest'ultimo, Mafia III. Come si scopre nell'espansione scaricabile gratuitamente "Los Socios", si scopre anche di essere il padre di Vittoriuccio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mafia I[modifica | modifica wikitesto]

In Mafia: The City of Lost Heaven Vito fa una piccola comparsa insieme a Joe Barbaro nell'epilogo del videogioco mentre vanno ad uccidere Tommy Angelo per conto di Salieri. In questa breve apparizione, Vito veste un completo azzurro con cappello ed è doppiato in italiano da Giorgio Melazzi.

Mafia II[modifica | modifica wikitesto]

Vito Scaletta è nato in Sicilia il 2 maggio 1925, nel villaggio di San Martino (Messina), anno in cui la popolazione era tartassata dalla miseria e dalla fame. Nel 1932, suo padre decise di partire per l'America con la sua famiglia per rifarsi una vita. Lavorò come scaricatore di porto, ma guadagnava un salario da fame e morì annegato per mano di Steve Coyne, braccio destro di Federico Pappalardo, detto Derek, per circostanze poco conosciute, nel 1943.

Nello stesso anno, Vito decise di diventare qualcuno senza prendere gli stessi granchi del padre. Così, insieme al suo amico Joe si incamminò verso una strada al di fuori della legge. A diciott'anni andò a combattere nello Sbarco in Sicilia per evitare il carcere dopo aver rapinato insieme a Joe una gioielleria. Durante la guerra (nel 1945) venne ferito alla gamba e venne congedato per un po', ma Joe gli procurò dei documenti per congedarlo e impedirgli di tornare in guerra. All'inizio svolsero dei lavoretti per la famiglia del disonesto Clemente. Ma uno di questi "lavoretti", andò male e Vito scontò sette anni e mezzo di prigione. Lì incontra Leo Galante, il consigliere di Frank Vinci, uno dei boss della città.

Uscito di galera, lui e Joe hanno lavorato per lo spietato Don Carlo Falcone e per lui smantellarono l'organizzazione di Clemente. Solo Henry Tomasino, un loro amico, ne è uscito vivo e intende fare una società di spaccio con Vito e Joe. Decidono quindi di entrare in affari con la Triade, un'organizzazione mafiosa cinese che vendeva droga. Pochi giorni dopo, i cinesi massacrano Henry nel parco. Vito e Joe scatenano una guerra fra italiani e cinesi e sterminano l'intero clan della Triade. Tuttavia, c'è un altro problema da risolvere: devono pagare lo strozzino che ha fornito i soldi per comprare la droga e non hanno il denaro necessario. Per ricavare un po' di dollari, svolgono un lavoro per Eddie: uccidere Thomas Angelo (il protagonista del precedente Mafia). Inoltre, Vito si reca da Derek Pappalardo e Steve Coyne, gli ex datori di lavoro del padre. Viene però a sapere da alcuni scaricatori di porto, vecchi amici di suo padre, che la sua morte è stata causata da Derek stesso. Vito, infuriato, li uccide e prende i soldi trovati nell'ufficio di Derek per saldare il debito. Mentre cerca di raggiungere Joe, scopre che egli è stato portato via da Vinci per i contrasti con la Triade. Raggiunto il loro bar, il Mona Lisa, viene preso anche lui e rinchiuso in un cantiere, dove si trova anche Joe. I due riescono a fuggire e Vito salda il debito con il losco ebreo Bruno, lo strozzino, che rivela di essere quello che ha rovinato la vita della sua famiglia.

Il giorno dopo, Vito riceve una telefonata da Eddie: Carlo Falcone lo aspetta all'osservatorio. Mentre raggiunge l'edificio, viene fatto salire in auto dal furioso Leo. Leo lo informa che lui ha scatenato una terribile guerra tra le cosche della città soltanto per vendicare Henry Tomasino che era diventato un informatore dei federali ed ora Vito deve scegliere fra l'uccidere Carlo Falcone oppure morire lui stesso. Vito accetta di ucciderlo, poiché ha comunque garantito per un traditore, e Carlo non avrebbe avuto pietà di lui, perciò si reca al planetario dove, dopo aver ucciso metà dei suoi uomini, incontra Carlo Falcone ed anche Joe, che, in un primo momento, sembra voler stare dalla parte di Carlo e far fuori Vito, ma poi cambia idea e aiuta Vito a far fuori il boss. Usciti dall'edificio, trovano due macchine ad attenderli: su una c'è Leo che si congratula e propone loro di andare a festeggiare.

Tutto sembra essersi sistemato ma l'auto in cui si trova Joe cambia strada e Leo dice a Vito che Joe non era parte dell'accordo, perciò, molto probabilmente sarà ucciso, e questo a causa dell'omicidio di Derek compiuto da Vito il giorno prima.

Alla fine Vito viene graziato, ma dovrà restare senza più nessuno poiché ha perso i genitori (la madre è morta mentre era in galera), la sorella che lo ha esiliato dalla sua vita, per la strada che ha scelto di intraprendere e forse senza il suo migliore amico, Joe Barbaro.

Mafia III[modifica | modifica wikitesto]

In Mafia III Vito appare come uno dei personaggi principali del gioco, e si scopre il suo destino dopo il precedente capitolo: la commissione lo spedì a New Bordeaux, anche se non è visto di buon occhio dal boss locale , Sal Marcano. Si può decidere infine se ucciderlo in uno dei finali. Nel corso della storia, dopo una missione, rivela che il suo amico Joe Barbaro ha abbandonato il paese dopo aver chiuso la questione con la mafia cinese, per andare da dei contatti a Chicago che però lo hanno tradito; infatti, lo hanno pestato a sangue fino ad ucciderlo (proprio per questo Leo Galante viene visto da quest'ultimo come un nemico) .Ma infine nella scena finale dove Lincoln Clay incontra Leo Galante, si può vedere che nell’ultimo secondo prima che Leo risalga sulla sua macchina, un personaggio abbastanza robusto con l’abbigliamento identico a quello di Joe, lancia uno sguardo a Lincoln lasciando tutti con l’amaro in bocca.. è o non è Joe Barbaro?

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