Vipera latastei

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Vipera latastei
Vivora de mijas.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Serpentes
Famiglia Viperidae
Sottofamiglia Viperinae
Genere Vipera
Nomenclatura binomiale
Vipera Latastei
Eduardo Boscá, 1878

La vipera latastei è una specie di serpenti velenosi della famiglia dei Viperidae, sottofamiglia Viperinae. La specie è endemica nell'estremo sudovest dell'Europa e nel nordovest dell'Africa.[1] Due sottospecie sono correntemente riconosciute, comprese quelle sottodescritte.[2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome specifico latastei le è stato assegnato in onore del collega francese di Boscà, l'erpetologo Fernand Lataste,[3] che un anno dopo gli avrebbe reso l'onore chiamando, dal suo nome, una sua propria scoperta, il tritone di Boscà (Lissotriton boscai).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La V. latastei può crescere fino a una lunghezza massima (coda inclusa) di circa 72 cm, ma in genere lo è di meno.[4] È grigia di colore, ha una testa triangolare, un "corno" sulla punta del naso, e un motivo a zig-zag sul dorso.[5] La punta della coda è gialla.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

La V. latasei può essere vista di giorno o di notte nascosta sotto le pietre. La punta gialla della coda è probabilmente utilizzata per attirare le prede.[6]

Ambito geografico[modifica | modifica wikitesto]

La V. latastei è stata trovata nel sudovest dell'Europa (Portogallo e Spagna) e nel nordovest dell'Africa (la regione mediterranea di Marocco, Algeria e Tunisia).

Il tipo nomenclaturale dato è "Ciudad Real", corretto in "Valencia, Spanien" (Valencia, Spagna) da Mertens e L. Müller (1928).[1]

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

La V. latastei si trova in zone rocciose, generalmente umide, in zone boscose e di arbusti secchi, siepi, muri in pietra e talvolta in dune costiere.[7]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La femmina di V. latasei partorisce da due a 13 piccoli. In media partorisce una sola volta ogni tre anni.[7]

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La specie V. latastei è stata classificata come "quasi minacciata" (NT) secondo la çista rossa delle specie minacciate dello IUCN, e dal 2008 è riconosciuta come Vulnerabile (VU).[7] È stata elencata come tale perché probabilmente in significativo declino (ma probabilmente a un tasso del 30% su un decennio) a causa dell'ampia perdita dell'habitat e della persecuzione in gran parte delle sue zone, ciò che rende la specie vicina alla classificazione di Vulnerabile. Si prevede un'ulteriore riduzione della popolazione, chge probabilmente non supererà il 30% nei prossimi dieci anni, sono possibili estinzioni localizzate in zone del suo habitat attuale (ad es. Tunisia).[8]

È stata anche individuata una specie severamente protetta (Appendice II) nella Convenzione Berne.[9]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Specie[2] Autore tassonomia[2] Zona geografica
V. l. gaditana Hubert Saint Girons, 1977 Spagna meridionale e Portogallo, Marocco, Algeria, Tunisia.[1][4]
V. l. latastei Boscá, 1878 Gran parte della Penisola iberica a sud dei Pirenei.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Roy Wallace McDiarmid, Jonathan A. Campbell, T Touré, Snake Species of the World: A Taxonomic and Geographic Reference, Volume 1. Washington, District of Columbia: Herpetologists' League. 511 pp., 1999, ISBN 1-893777-00-6 (serie). ISBN 1-893777-01-4 (volume).
  2. ^ a b c [1] (accesso 30 aprile 2008) Integrated Taxonomic Information System
  3. ^ Bo Beolens, Michael Watkins, Michael Grayson, The Eponym Dictionary of Reptiles, 2011, Baltimora, Johns Hopkins University Press, xiii + 312 pp., ISBN 978-1-4214-0135-5. ("Vipera latasti [sic]", p. 151).
  4. ^ a b c D. Mallow, D. Ludwig , G. Nilson, True Vipers: Natural History and Toxinology of Old World Vipers, Malabar, Florida, Krieger Publishing Company. 359 pp., 2003, ISBN 0-89464-877-2.
  5. ^ (EN) Dangerous Snakes in Spain. Iberia Nature., su iberianature.com.
  6. ^ Lataste's Viper, St. Louis Zoo, su stlzoo.org. URL consultato il 1º luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  7. ^ a b c JAM Miras, M. Cheylan , MS Nouira, Ulrich Joger, P. Sá-Sousa, V. Pérez-Mellado, I. Martínez-Solano, "Vipera latastei". The IUCN Red List of Threatened Species™ 2018-1, 2009, International Union for Conservation of Nature and Natural Ressources. http://oldredlist.iucnredlist.org/details/61592/0
  8. ^ (EN) IUCN Red List Categories and Criteria, su iucnredlist.org, 2 settembre 2007.
  9. ^ Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats, Appendix II a Council of Europe. Accesso 9 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Edwin Nicholas Arnold, Burton JA, A Field Guide to the Reptiles and Amphibians of Britain and Europe, 1978, London, Collins. 272 pp. ISBN 0-00-219318-3. ("Vipera latasti [sic]", pp. 219, 222 + Plate 40 + Map 124).
  • (EN) Boulenger GA (1896), Catalogue of the Snakes in the British Museum (Natural History). Volume III., Containing the ... Viperidæ. London: Trustees of the British Museum (Natural History). (Taylor and Francis, printers). xiv + 727 pp. + Plates I-XXV. ("Vipera latastii [sic]", pp. 484–485).
  • (FR) Eduardo Boscá, "Note sur une forme nouvelle ou peu connue de vipère", 1878, Bulletin de la Société Zoologique de France 3: 116–121. ("Vipera Latasti [sic]", new species, p. 121).
  • (DE) Robert Mertens, Lorenz Müller, "Liste der amphibien und reptilien Europas", 1928, Abh. Senckenb. Naturf. Ges. 45: 1–62.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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