Viognier

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Viognier
Grappolo di Viognier
Grappolo di Viognier
Caratteristiche fenologiche
Germogliamento Precoce, paragonabile a quello dello Chasselas
Maturità Seconda epoca, circa due settimane dopo lo Chasselas
Caratteristiche culturali
Portamento Ricadente
Vigore Vigoroso e Rustico
Potatura e modalità di coltivazione Coltivato su fili di ferro
Produttività Media a seconda delle diverse selezioni
Esigenze culturali
Pedologia Vitigno adatto a tutti i terreni ma dà i risultati qualitativi migliori nelle terrazze rocciose, sul gres o sullo scisto.

Il Viognier è un vitigno bianco che, originariamente, era coltivato solo nella Valle del Rodano settentrionale. Per molto tempo dimenticato, è diventato una delle varietà di vite più apprezzate a livello mondiale dopo l'ultimo quarto del XX secolo.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del vitigno è oscura, ma si pensa che provenga dalle vigne selvatiche coltivate nella regione del Rodano[1]. La leggenda narra che il Viognier è di origine dalmata e che fu portato in Francia dall'imperatore Probo[2]. L'etimologia del nome è un po' meno incerta: Viognier deriva dal nome celtico vidu che significa “bosco”, lo stesso nome da cui deriva il toponimo savoiardo Vions divenuto Vione nel 1365[3]. Nel 2004, un'analisi del suo DNA, effettuata dai ricercatori dell'Università della California a Davis, ha dimostrato la sua origine alpina grazie ad una vicinanza genetica con un vitigno del Piemonte, il Freisa, a sua volta geneticamente apparentato con il Nebbiolo.

Il disastro della fillossera, giunta in Europa alla fine del XIX secolo, e la Grande Guerra annientarono quasi completamente la coltivazione di questa varietà. A testimonianza di ciò, basta pensare che nel 1965 le coltivazioni di Viognier si estendevano solo su 8 ha di territorio e vennero prodotti meno di 1900 l di vino. Tuttavia, le sue qualità intrinseche, unite alla tenacia dei vignaioli produttori di condrieu hanno ristabilito la sua popolarità e il suo mercato anche a livello internazionale (oggi questa varietà è presente in tutti e cinque i continenti). Nel 1986, a Condrieu, sono stati piantatati vigneti su 20 ha di territorio che attualmente si è esteso fino a 105 ettari. Nel 2000, dopo aver raggiunto anche la Valle del Rodano meridionale, le coltivazioni di Viognier occupavano un territorio di 2359 ha a sud della Francia[4].

Distribuzione nel territorio[modifica | modifica wikitesto]

Grappoli di Viognier

In Francia, il Viognier è il vitigno da cui provengono le uve con cui si ottengono due vini: il Condrieu, un vino raro costoso e ricercato dagli amatori, e il Château-grillet, un vino AOC (DOC secondo la normativa italiana) francese vinificato da un solo produttore. Per la produzione di quest'ultimo vino, il Viognier viene coltivato su una superficie di 3,5 ha.

Dagli anni 90, il Viogner è anche apprezzato nella Francia meridionale. Originariamente, veniva assemblato con altre uve per produrre vini sia bianchi che neri (il Côte Rôtie, ad esempio). Da poco viene vinificato in purezza per la produzione di vini bianchi meno costosi, meno complessi, di minor qualità e meno minerali del Condrieu.

Il Viognier viene coltivato anche in Italia, Spagna, Grecia, Svizzera e Austria. Tuttavia, non è in Europa che riscuote il maggior successo: è, infatti, uno dei grandi vitigni bianchi americani, coltivato principalmente in California, dove viene vinificato in purezza o assemblato con il Chardonnay, il Chenin bianco o il Colombard. È popolare anche in Australia dove rappresenta il 70 % della superficie coltivata di vitigni a bacca bianca e produce un vino piuttosto economico. Sembra promettere bene anche in Africa meridionale dove rappresenta lo 0,5 % della produzione vinicola.

Sinonimia[modifica | modifica wikitesto]

Barbin, Rebolot, Greffou, Picotin Blanc, Vionnier, Petit Vionnier, Viogne, Galopine, Vugava bijela.

Caratteri ampelografici[modifica | modifica wikitesto]

Foglie di Viognier

Le giovani foglie della vite, dette pampini, sono verdi con riflessi dorati mentre quelle adulte sono verde chiaro, di piccola-media taglia, orbicolari, arricciate nei bordi, con tre o cinque lobi, un seno peziolare poco aperto, i seni laterali inferiori poco marcati, dei denti rettilinei di media taglia e un lembo fogliare bolloso. I suoi grappoli sono sia piccoli che medi, troncoconici, compatti e a volte alati. Gli acini sono piccoli, sferici, o leggermente ovoidali, di colore bianco ambrato, coperti da una buccia spessa e dal sapore leggermente moscato.

Attitudini[modifica | modifica wikitesto]

Culturali[modifica | modifica wikitesto]

La sua densità di piantagione dev'essere abbastanza elevata in terreni profondi e poco fertili.

Sensibilità alle malattie[modifica | modifica wikitesto]

È sensibile all'oidio e, leggermente, anche al marciume grigio. Resiste bene alla siccità. È anche sensibile al vento, in particolare al maestrale della Valle del Rodano.

Enologiche[modifica | modifica wikitesto]

Con le uve del Viognier, si producono vini di grande qualità, grassi, molto profumati, dalle note floreali (violetta) o fruttate (mango, albicocca) molto pronunciate. Allo stadio di maturità ideale, esso libera dei tocchi di muschio, di pain d'épice e di tabacco. Sensibile all'ossidazione, è un vino che va bevuto giovane.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente, i vini prodotti con le uve del Viogner si apprezzano in abbinamento con i pesci di fiume, i gamberetti à la nage, le quenelle di lucciolo, e i crostacei (aragosta, conchiglie di San Giacomo in padella) o con la carne bianca. Sono indicati anche con un formaggio di capra, la Rigotte de Condrieu, o anche con gli asparagi.

Inoltre, per i loro aromi e le loro note fruttate, accompagnano i cibi speziati della cucina thailandese e vietnamita. È possibile che le note floreali di alcuni di questi vini ricordino quelle del saké, o vino di riso. Per questo motivo, sono consigliati con il sushi e il sashimi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pierre Charnay, Vignobles et vins des Côtes-du-Rhône, Éd. Aubanel, Avignon, 1985.
  2. ^ (FR) Fiche sur les vins AOC en France - Condrieu, su Musée des boissons et de la sommellerie. URL consultato il 21 aprile 2015.
  3. ^ Cépages Magazine, n° 27, 1992.
  4. ^ Fonte : recensement agricole 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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