Giovanni Francesco Anerio

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Giovanni Francesco Anerio (Roma, 1567Graz, 1630) è stato un compositore e musicista italiano del tardo Rinascimento e dell'inizio dell'età Barocca; è stato un membro della Scuola romana di compositori. Egli fu il fratello minore di Felice Anerio.

Biografia

Il suo principale contributo nella storia musicale è stato il suo primo sviluppo dell'oratorio. Fanciullo cantore nella Basilica di San Pietro in Roma e successivamente allievo di Giovanni Pierluigi da Palestrina, fu chiamato alla corte di Sigismondo III re di Polonia in qualità di Maestro di Corte e là stette fino al 1608. Tornato in Italia, rimase per qualche anno a Verona quale Direttore della Cappella della Cattedrale, per tornare poi a Roma, di certo, nel 1611. Dapprima egli conservò strette relazioni con la Compagnia di Gesù, alla quale forse era dovuto il suo viaggio in Polonia, e proprio nella Chiesa del Gesù egli celebrò la prima messa il 7 agosto 1616, essendosi deciso al sacerdozio dopo lunghe meditazioni. Al generale dei Gesuiti, padre Acquaviva, furono dedicati i primi mottetti apparsi appena dopo il suo rientro in Italia e per il Collegio Romano compose altre musiche di soggetto sacro. Maestro di cappella dapprima in San Giovanni in Laterano, passò poi dal 1613 al 1620 alla chiesa della Madonna dei Monti. Dopo il rapporto con i Gesuiti, l’Anerio si avvicinò al mondo della Congregazione Romana dell’Oratorio fondata da San Filippo Neri, entrando nelle grazie del cardinale Ginnasi (di origini bolognesi) e diventando Musico ufficiale di casa Ginnasi. Il Ginnasi infatti tenne sempre stretti rapporti con i padri Filippini. Per l’istituzione Filippina l’Anerio compose il “Teatro armonico e spirituale”, pubblicato nel 1619, che segna un momento di capitale importanza nello sviluppo dell’oratorio in volgare.

Composizioni

Oltre alla succitata produzione oratoriale, Giovanni Francesco Anerio fu fecondo produttore di musica sacra, con non meno di 320 composizioni; ad esse si aggiungono le opere profane come i Madrigali e le Canzonette e alcuni saggi di musica strumentale, come il “Libro delle gagliarde intavolate per sonare nel cembalo e liuto” (1607). Del repertorio sacro si ricordano: la trascrizione per quattro voci della Missa Papae Marcelli del Palestrina, la Missa della Battaglia e la Missa Paulina Borghesia super "Quem dicunt homines" dedicata a papa Paolo V Borghese, oltre ad un Requiem, a varie Litanie e a numerosi Mottetti. Degli oratori, tutti composti sopra testo volgare, appartengono il Dialogo pastorale al presepio (1600) ed il citato Teatro armonico spirituale.

Collegamenti esterni

Voci correlate

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